Nov 6, 2021
Christian

Come aumentare l’illuminazione naturale in una stanza

Una tendenza costruttiva ormai affermatissima, sia per il suo pregio estetico che per i vantaggi concreti che sa offrire grazie ai nuovi prodotti in commercio, è aprire al massimo le camere con finestre molto più ampie che in passato.
Ciò vuol dire in sostanza progettare con la luce, che come sappiamo è ritenuta la quarta dimensione del design, valorizzando qualsiasi ambiente e inondandolo di luce naturale ma anche accrescendo il nostro benessere psicologico e persino fisiologico.
Più luce significa più voglia di fare, più desiderio di essere attivi, e lo testimonia anche il passaggio in corso ai mesi più freddi e bui con il concorso dell’ora solare 2021 entrata in vigore il 31 ottobre.
Il desiderio è costruire un dialogo maggiore e più articolato tra l’esterno e l’interno degli appartamenti e gli spazi di vita domestica, ed è molto avvertito da chi ha trascorso lunghi mesi segregato in casa a causa dell’emergenza sanitaria scatenata dal CoVid-19, ma anche da chi tuttora trascorre molto più tempo a casa perché ancora in regime di smart working.

I vantaggi dell’illuminazione naturale

Oltre a tutti i benefici dei quali abbiamo parlato per l’umore e per l’organismo, ampliare le vetrate consente di ottenere migliori prestazioni dal proprio appartamento anche sotto il profilo dell’isolamento termico e acustico. Sono infatti oggi disponibili nuovi materiali e nuove tecniche costruttive che rendono le vetrate e finestre più efficienti ed efficaci nell’isolare dai molesti rumori provenienti dall’esterno ma anche nel garantire una migliore tenuta termica del calore generato durante i mesi invernali quando si attiva il sistema di riscaldamento, con al tempo stesso una barriera contro le più rigide temperature esterne: tutto ciò non fa che tradursi anche in risparmi in bolletta, non solo quella termica grazie alla minore dispersione del calore, perché più luce naturale vuol dire anche minor uso di quella artificiale, se non quando cala la sera.

Come progettare con la luce

L’argomentazione portata avanti sino ad ora può essere estesa anche alle pareti interne di casa, sempre con l’obiettivo di guadagnare luminosità, ariosità e spazio vitale percepito. Progettare con la luce è possibile anche per dividere gli ambienti, ricavando pareti divisorie più leggere e trasparenti con un effetto scenico a dir poco sbalorditivo, perché la casa sembrerà più ampia. Le stanze comunicano tra loro attraverso delle vetrate che lasciano filtrare i raggi solari, ed ovviamente è possibile schermare quegli ambienti per i quali si desidera maggiore privacy sfruttando vetri con effetti satinati o opacizzati che preservano l’intimità ma lasciano comunque strada alla luce.

Ott 1, 2021
Christian

Piscina fuori terra: di cosa si tratta?

piscina fuori terra

Avere la piscina in casa è uno dei desideri più comuni sia tra i grandi che tra i piccini. Le piscine però possono risultare costose, bisogna richiedere dei permessi, è necessario lo scavo di una buca idonea e, nel tempo, hanno bisogno di manutenzione.
C’è però un’altra possibilità oltre alla piscina “classica” che richiede meno spesa e meno procedure! Stiamo parlando della piscina fuori terra: è una fantastica alternativa a quella interrata, soprattutto a livello economico.
Infatti, questa tipologia di piscina è decisamente meno costosa!

Ne esistono tantissimi modelli diversi accomunati da alcune caratteristiche: sono poste sopra al suolo, la loro manutenzione è semplice così come la loro pulizia e sono economiche.
Alcune piscine fuori terra possono essere montate in maniera autonoma, altre invece richiedono assistenza.

I diversi modelli di piscina fuori terra

La piscina fuori terra può essere di due tipi, tre se consideriamo anche quella “semi interrata” che vedremo brevemente tra poco.

La piscina fuori terra rigida è quella più gettonata! Come dice il nome, la sua particolarità è quella di avere la struttura rigida. Parliamo di una piscina che si presenta robusta e sicura e che puoi installare tu stesso, autonomamente, nel tuo giardino o in terrazzo. Ti arriverà fornita del kit per il montaggio, che comprende: le pareti della piscina, il fondo e i sostegni.

Negli ultimi anni sono molto richieste anche le piscine con struttura in PVC, prefabbricate ed installate direttamente sul posto da personale specializzato.

Il secondo tipo di piscina fuori terra è la piscina gonfiabile! Questo tipo di piscina è realizzata interamente in PVC e, come dice il nome, va gonfiata. Per farlo dovrai utilizzare un compressore ad aria.

I vantaggi della piscina gonfiabile sono il costo contenuto, la facilità di montaggio e la possibilità di smontarla nei mesi in cui non viene utilizzata, in autunno e inverno.

Attenzione però, anche se vengono realizzati con plastiche resistenti e di qualità, dovrai comunque prestare attenzione per non rovinarla. Ad esempio, il primo accorgimento da tenere è quello di non posizionarla in una zona del giardino “rovinata”. Devi posizionarla su una superficie piana e senza elementi che possano danneggiarla.

Se non hai mai visto una piscina di questo genere ti suggeriamo di dare un’occhiata a questo link per vedere i migliori modelli sul mercato.

Prima ti abbiamo accennato qualcosa sulla piscina semi interrata che spesso viene confusa con la piscina fuori terra. Questa, infatti, non è una vera e propria “piscina fuori terra”, ma è una combinazione tra quest’ultima e la classica piscina interrata. In sostanza, metà della vasca si trova sottoterra e le pareti sopra. Quindi è necessario uno scavo e ottenere dei permessi.

Quale base scegliere per la piscina?

Quando decidi di acquistare e installare una piscina fuori terra nel tuo giardino c’è una cosa molto importante a cui devi pensare prima: la base.
Il terreno su cui andrai a poggiare la piscina è una scelta importante, hai 3 scelte.

Cemento

Il cemento: questo di base è la migliore, ma è anche la più costosa e la più “complicata” a livello di installazione. Se vuoi stabilità e una base perfettamente pianeggiante, è su questo materiale che devi orientarti. Ha però dei difetti, ovvero il costo e i tempi di realizzazione.

Prato

E’ la soluzione più economica, ma meno sicura. Infatti, se utilizzi il prato come base la piscina rischia di spostarsi con il passare del tempo. Diciamo che non è la soluzione migliore, né per il prato né per la piscina.

Sabbia

La sabbia è il giusto compromesso, infatti, è la soluzione più utilizzata! Dovrai preparare il terreno pulendolo e livellandolo. In questo modo si viene a creare una base uniforme dove posizionare piscina. A questo punto spargi uno strato sottile di sabbia setacciata, non deve essere più spesso di 1 centimetro.

Ora devi irrigare e compattare il tutto utilizzando un rullo da giardino, ed ecco che la base è pronta!

 

Set 9, 2021
Christian

Come comporre la purezza del bianco e il fascino del nero

In una vita fatta di contrasti, di opposizioni tra giusto e sbagliato, di Alfa e Omega e di principi antitetici tra loro ed all’apparenza inconciliabili noi abbiamo trovato un modo per divertirci trasponendo questo tipo di concezione manichea alle scelte per la rifinitura delle pareti di un appartamento.
Quali colori più di qualsiasi altro possono essere messi in contrapposizione se non il bianco e il nero? Noi analizzeremo pregi e difetti di entrambi cercando, se ne avremo le qualità, di farvi scoprire anche interessanti compromessi.

La purezza del bianco

Per definizione il bianco è un colore che fa pensare alla purezza e che anche nell’arte ritroviamo associato a questo tipo di concetto. Candore e pulizia di questo colore non colore riescono però a raccontare tante storie diverse e ad assumere significati particolari a seconda del settore e del contesto.

Negli spazi domestici è per l’appunto l’emblema supremo della pulizia, ma allo stesso tempo se applicato in maniera insistita sia per l’arredamento che per il rivestimento delle pareti riesce ad esprimere tutta la perfezione alla quale si ispira il minimalismo contemporaneo.

Con un look total white qualsiasi stanza acquista valori di semplicità ma anche di estrema luminosità, ispirando sensazioni di serenità e favorendo atmosfere rilassanti. Un valore intrinseco del bianco è poi dato dalla sua capacità di donare maggiore ampiezza visiva agli ambienti, perché cattura la luce e la riflette fino a raggiungere uno stile invidiabile.

Il fascino del nero

Per ovvio contrasto, e dal momento che fin dall’antichità il lessico cromatico prevedeva solo l’alternanza tra il chiaro e lo scuro, il nero è il colore che si pone al lato opposto di questa ideale scala ed è associato al buio, al mistero, all’incognito: proprio per queste ragioni, per tante persone possiede un fascino irresistibile, per motivi caratteriali che non è certo questa la sede per approfondire.

È proprio dall’età moderna che il nero ha iniziato ad accompagnarsi con maggiore insistenza al suo opposto bianco, divenendone un complemento essenziale per creare qualsiasi forma di comunicazione, dalla fotografia alla stampa fino al cinema.
Per l’arredamento non si può fare a meno di riconoscere che il nero sappia esprimere sensazioni di solidità, di robustezza e di consistenza, ed ha saputo quindi conquistarsi un ruolo di primissimo piano nella composizione di ambienti ricercati ed anche totalizzanti nella loro espressività e nella loro eleganza.

Il design degli ambienti attinge a piene mani alle potenzialità infinite del nero spaziando dalle finiture lucide e laccate fino a quelle più opache e matt che esaltano la matericità. In molti lo considerano un grande azzardo se applicato alle pareti come rivestimento, eppure se sapientemente dosato ed inserito in maniera calibrata nel contesto può comporre uno stile unico e di estremo carattere.

Dettagli architettonici e finiture composte in nero ne guadagnano in personalità, e sta proprio qui l’idea di compromesso alla quale accennavamo qualche riga più sopra all’inizio del nostro articolo: con il suo fascino il nero riesce a dialogare anche con il bianco e ad integrarsi alla perfezione negli ambienti facendo anche la differenza!

Ago 10, 2021
Christian

Come applicare la pittura antimuffa

vernice antimuffa

La pittura antimuffa è un prodotto a cui si deve fare affidamento per verniciare docce esterne, piscine e saune, ma non solo; è consigliata, infatti, in quei contesti che sono caratterizzati da elevate escursioni termiche e che devono fare i conti con il problema dell’umidità, come per esempio i seminterrati, le cucine e i bagni, ma anche i garage e le cantine.

La vernice antimuffa può essere stesa su qualunque genere di supporto: il ferro, il legno, la plastica, l’alluminio, l’intonaco, e così via. Non ci sono precauzioni particolari da rispettare per mettersi all’opera: è sufficiente che nell’ambiente di lavoro la temperatura non sia inferiore ai 5 gradi né superiore ai 35, ovviamente è  importante acquistare una vernice antimuffa di buona qualità.

Come si procede

Qual è, dunque, la procedura da seguire per l’applicazione della pittura antimuffa? Nel caso in cui a dover essere verniciato sia un muro che è già intonacato, occorre in primo luogo usare della carta abrasiva per eliminare il vecchio intonaco.

È importante che la carta abrasiva sia piuttosto spessa e che, prima di stendere la vernice, tutti i residui di polvere siano stati rimossi. Ovviamente questo passaggio non è necessario nel caso di una parete che non è mai stata tinteggiata: in questa eventualità si può cominciare subito a dipingere. Che cosa serve? Pochi strumenti, in realtà: un secchio abbastanza capiente, un pennello, una griglia e un rullo.

La pittura deve essere diluita all’interno di un secchio con acqua secondo le dosi indicate sulla confezione. Per quanto riguarda la densità, è necessario fare in modo che non risulti eccessivamente liquida ma anche che, dall’altro lato, non siano presenti dei grumi.

Come capire se la densità è quella giusta

Per verificare se la densità raggiunta è quella ideale, è sufficiente verificare se il rullo si impregna senza problemi di pittura.

A questo punto si inizia (ma se si ha in mente di aggiungere dei pigmenti bisogna sempre attenersi alle istruzioni presenti sulla confezione). Dopo che il rullo è stato intinto nella vernice diluita, è necessario metterlo a scolare sulla griglia, applicando una lieve pressione in modo da far cadere la pittura di troppo.

Ora si può fare scorrere il rullo sul muro: per avere un effetto uniforme non si deve passare sullo stesso punto più volte, e ovviamente è necessario coprire tutti i punti. Un pennello può essere utile per pitturare le rifiniture e gli angoli.

Dopo la prima mano

Una mano di pittura non è sufficiente, ma prima di passare la seconda bisogna aspettare almeno 24 ore, cioè il lasso di tempo che occorre per fare in modo che la prima si asciughi. La terza mano di vernice, invece, non è sempre indispensabile: dipende da quanto è persistente la muffa, e di conseguenza va valutata a seconda dei casi.

Dopo aver finito di applicare la vernice antimuffa, è essenziale arieggiare il locale, e prima di soggiornarvi aspettare un paio di giorni.

Le indicazioni pratiche

Per ciò che concerne le quantità, ogni 5 metri quadri di superficie c’è bisogno di 1 litro di vernice antimuffa, ricordando che saranno due le mani di pittura che dovranno essere passate. Il prodotto di per sé è semplice da maneggiare, e ha il solo difetto di conferire, in molti casi, una colorazione opaca alle superfici. Tuttavia, si tratta di una soluzione definitiva ed efficace rispetto al problema della muffa. Si tratta di una pittura non tossica e che può essere abbinata anche a un colore a base d’acqua. La vernice antimuffa patisce il gelo: pertanto se la temperatura è di meno di 5 gradi conviene aspettare un periodo più caldo per mettersi al lavoro.

Dopo aver verniciato

Dopo aver finito di stendere la pittura antimuffa, questa può essere conservata per circa 18 mesi, a condizione che venga sigillata con cura e mantenuta in un luogo fresco e asciutto, ben protetta dagli agenti atmosferici.

Questo tipo di prodotto vanta importanti proprietà termoisolanti, ed è grazie a queste che contribuisce a ostacolare la comparsa sulle superfici non solo della muffa, ma anche delle condense, dei batteri e delle muffe, che sono una diretta conseguenza dell’umidità in eccesso. Nella maggior parte dei casi la vernice antimuffa è solo bianca, e non è disponibile in gradazioni di colore differenti.

Ago 1, 2021
Christian

Come arredare la camera da letto, consigli e trucchi

In questo nostro articolo intendiamo fornire alcuni suggerimenti su come scegliere un arredamento ottimale per la camera da letto, con consigli relativi alla disposizione di letto, comodini e armadio e di tutti gli altri complementi di arredo ma anche di design per la zona notte.

Una camera da letto di design

Cosa serve per arredare una camera da letto completa? La domanda sembra semplice da soddisfare, eppure nasconde qualche piccola insidia. Abbiamo parlato di letto, comodini e armadio, ma il tutto per poter definire una zona notte che sia allo stesso tempo funzionale e gradevole sotto il profilo estetico deve seguire alcune regole non scritte. È lo spazio di casa deputato al migliore riposo notturno, nel quale forse l’impronta di chi vive l’appartamento è ancora più visibile perché è l’ambiente più intimo di tutti, nel quale ci si rintana alla ricerca del relax dimenticando le ansie quotidiane. Certo, anche il soggiorno è uno spazio dedicato al relax, tuttavia è una stanza che spesso viene condivisa con altri, mentre la camera da letto al massimo si condivide con il partner ed è uno scenario più appartato.

Le funzioni della zona notte

Prima di acquistare qualsiasi mobilio per arredare la camera da letto si deve riflettere accuratamente su come sfruttare al meglio il potenziale dello spazio disponibile. È preferibile utilizzare la camera da letto solo per riposare, tenendo al di fuori di essa qualsiasi altra incombenza legata alla vita di tutti i giorni, ma quando è necessario razionalizzare i metri quadri di cui è composto un appartamento più piccolo è facile attribuire ad angoli della zona notte anche altre funzioni. In tali casi un piccolo scrittoio, non troppo ingombrante, aiuterà anche chi deve fronteggiare i nuovi stili di vita dettati e imposti dallo smart working, e del resto è sufficiente pensare a come sono composte ed organizzate le camerette per ragazzi per comprendere che un angolo notte può tranquillamente accogliere tante altre funzioni.

I consigli per sfruttare gli spazi

Non si deve mai sottovalutare il ruolo dell’armadio quando si devono distribuire i mobili nella camera da letto: la disposizione deve quasi essere effettuata in funzione di questo arredo e della sua capienza, in quanto è il più efficace strumento di contenimento che aiuta a mantenere l’ambiente sgombro.
In più, non conviene mai mescolare troppo gli stili, perché ciò non aiuta il dialogo tra i mobili e rende tutto lo spazio troppo caotico e meno vivibile. Il meglio che ci si può concedere è un piacevole letto di design, e per sceglierlo ti consigliamo di leggere questi nostri consigli, e per il resto ci si dovrà orientare sulla massima sobrietà.
Se la camera da letto che devi arredare è piccola, esistono numerose e ingegnose soluzioni salvaspazio che vengono in tuo soccorso: tra queste, una delle più apprezzate è rappresentata dal letto contenitore, una risorsa ormai presente in qualsiasi catalogo di arredamenti e da prendere sempre in considerazione perché aiuta nella gestione dello spazio disponibile e senza appesantire il alcun modo l’effetto scenico complessivo della zona notte.

Lug 19, 2021
Christian

Come il covid ha cambiato la percezione della casa

Il Covid e il lockdown hanno cambiato la percezione della casa? Sembrerebbe una domanda scontata, eppure le risposte lo sono molto di meno. In questo articolo illustreremo in che modo le priorità domestiche sono state stravolte e rivoluzionate in modo radicale, con dei cambiamenti che hanno coinvolto sia l’aspetto dell’arredamento e del design sia quello del mercato immobiliare e dei trend abitativi, con la ricerca di spazi differenti.

Gli ambienti urbani  prima della pandemia

La pandemia ha infatti messo in discussione l’intero sistema urbano sul quale sino ad inizio del 2020 erano organizzare le grandi città, perché il confinamento forzato in casa ha lasciato emergere un aspetto sottovalutato: abbiamo sempre trascorso i nostri momenti di riposo o il tempo lasciato libero dal lavoro in spazi troppo piccoli per essere gratificanti, ed è così cresciuto il desiderio di ambienti diversi.

Certo, non è un discorso che vale per chiunque dal momento che alcuni tra i più fortunati hanno sempre avuto a disposizione appartamenti dalla metratura più estesa, tuttavia ragioniamo sui grandi numeri, quelli relativi alla maggioranza della popolazione.

Il lockdown imposto ci ha costretti ad un vero processo di ripensamento delle priorità e delle esigenze in tema di abitazione e soprattutto al reale valore degli spazi in relazione al benessere personale.

Gli spazi domestici prima della pandemia

Prima di questa pandemia non prestavamo molta attenzione alla funzionalità degli ambienti nell’ottica di un uso continuativo, quello imposto dallo smart working, e nemmeno dell’uso condiviso. Ancora di più non consideravamo una priorità poter disporre di una valvola di sfogo all’esterno come un balcone o ancora meglio un ampio terrazzo: certo, poterne usufruire non era sgradito, ma se doveva influenzare il prezzo dell’immobile o il suo affitto in maniera sensibile eravamo molto più propensi a considerarlo un lusso.

La nuova percezione della casa

Oggi tutto è cambiato, ed in pochissimo tempo: l’emergenza sanitaria in Italia ha dato le prime avvisaglie a gennaio del 2020, ma è esplosa in maniera drammatica a marzo del 2020. A pensarci bene è stato sufficiente poco più di un anno per modificare non la casa in sé, ma noi stessi e le nostre priorità, con nuovi parametri di ricerca dei quali anche gli operatori del settore immobiliare hanno dovuto tenere conto. Di certo è in parte mutato anche il design degli arredi e persino gli ambienti domestici vengono ricercati tra quelli più flessibili e versatili per consentire una più agevole trasposizione dell’ambiente lavorativo tra le mura di casa.

Alcuni studiosi del settore prevedono addirittura dei cambiamenti di grande impatto sotto l’aspetto del consumo dei materiali, con una loro razionalizzazione, ed una mutata ricerca di accessori per l’illuminazione, la ventilazione e persino per isolamento acustico.
Stiamo trascorrendo, forse non tutti ma in tanti di noi, molto più tempo a casa: questo è a tutti gli effetti un motivo per accrescere l’attenzione attorno alla qualità degli spazi domestici.

Lug 2, 2021
Christian

Come acquistare i materassi con le agevolazioni della Legge 104

Agevolazioni acquisto materasso

L’acquisto di un materasso di buona qualità e che abbia precise caratteristiche che lo categorizzano quale Dispositivo Medico di Classe I è spesso un investimento che si rende necessario in presenza di speciali patologie, disturbi posturali o disabilità.
In tutti questi casi è possibile accedere all’acquisto usufruendo di particolari agevolazioni fiscali che per ovvie motivazioni tutelano le categorie meno fortunate.

Vediamo sinteticamente e con ordine prima quali sono le agevolazioni di cui stiamo parlando, e poi le corrette procedure per accedervi.

Quali sono le agevolazioni garantite dalla Legge 104

Per l’acquisto di un materasso che sia medicale, ossia Dispositivo medico di Classe I ed anche con caratteristiche antidecubito, il legislatore ha disposto che l’IVA sia ridotta al 4% invece che al canonico 22%, con evidenti benefici economici. Una disabilità certificata da Commissione medica ai sensi dell’Art 4 della Legge 104 del 1992 è tutto ciò che serve per avvalersi di tale agevolazione, la quale verrà immediatamente inserita in fattura al momento dell’acquisto.

Va detto però che un cittadino affetto da disabilità ma anche chi presenti una apposita certificazione rilasciata da medico curante della ASL che attesti il collegamento funzionale tra l’acquisto e uno stato patologico può portare in detrazione la spesa sostenuta per il materasso.
Ciò vuol dire, in fase di dichiarazione dei redditi, ottenere un rimborso del 19% dell’importo in qualità di Dispositivo Medico di Classe I.
Queste agevolazioni sono disponibili anche su tutti i materassi della gamma Tempur come quelli che vengono proposti sul sito del rivenditore autorizzato Bed&Well.

Come accedere alle agevolazioni per l’acquisto di materassi

La procedura per accedere alle due agevolazioni sopra elencate è leggermente diversa, ma la analizziamo nel dettaglio per entrambi i casi per fornirvi un elenco della corretta documentazione da produrre e delle modalità di accesso.
Per ottenere l’IVA agevolata al 4% al momento dell’acquisto del materasso devono essere presentati i seguenti documenti:

  • Copia del documento di identità
  • Copia del tesserino sanitario
  • Certificato della ASL competente che attesti la condizione di invalidità permanente
  • Verbale della Commissione che attesti l’invalidità.

Per portare invece in detrazione la spesa sostenuta nella dichiarazione dei redditi ed ottenere così il rimborso pari al 19% dell’importo sono necessari la prescrizione del medico curante che attesti un diretto e funzionale collegamento tra l’acquisto effettuato e uno status patologico, e una fattura o scontrino parlante che indichino in maniera chiara la natura del bene, la sua appartenenza ai Dispositivi Medici di Classe I e il codice fiscale del contribuente. Per una maggiore chiarezza sull’argomento, qui il Ministero della Salute elenca le diverse classi dei Dispositivi Medici.

In questi casi il pagamento dovrà avvenire esclusivamente tramite degli strumenti tracciabili, che possono essere bonifico bancario o postale (con codice fiscale indicato nella causale) oppure carta di credito. Il controllo su questi tipi di spesa da parte dell’Agenzia delle Entrate è divenuto negli ultimi anni molto più serrato, ed ha totalmente escluso dalla detrazione qualsiasi pagamento effettuato in contanti.

Giu 23, 2021
Christian

Cucine Moderne: tendenze e stili del 2021

La cucina è la stanza regina della casa, quella dove si passa la maggior parte della giornata e dove si svolgono momenti di convivialità e di relax. Spesso è vicina ad una zona giorno o inserita in un ambiente unico dove cucinare/mangiare/rilassarsi insieme. Negli ultimi anni si è imposto lo stile minimal, moderno e funzionale, che crea un ambiente accogliente e rilassante, eppure non per questo meno lussuoso e tecnologico.
Grazie agli elettrodomestici integrati e alle molteplici combinazioni offerte dai mobili si possono realizzare cucine moderne di design grazie a degli spazi creativi, confortevoli e personalizzati. Spazi da vivere intensamente e quotidianamente.

Cucine Industriali

La cucina, cuore della casa, si riveste di materiali di lusso e si integra con elettrodomestici tecnologici sempre più simili a quelli delle cucine professionali industriali. Protagonista assoluto è il piano aperto, grazie alla struttura ad isola, vera tendenza del 2021. Sempre in bella vista e molto lucido grazie all’acciaio inox ed anche al bronzo, ottone, rame e, perché no, anche all’oro. Il risultato è un ambiente di lavoro, anzi di vita, estremamente sofisticato e luminoso.
La cucina moderna diventa un ambiente da ostentare: assolutamente piacevole per gli occhi, assolutamente funzionale per il lavoro.
Al posto dei pensili, vengono inserite le colonne per sfruttare al massimo lo spazio ed aumentare la comodità: qui troveranno la loro collocazione modernissimi forni a vapore, abbattitori e cantinette per il vino. Proprio come una cucina professionale!

Cucine Minimal

Piani perfetti, superficie lisce, soluzioni compatte per fondere piacere estetico ed evoluzione tecnologica. La cucina minimal, dal gusto sobrio e dalle linee pulite, non va assolutamente interpretata come banale e, peggio ancora, povera. Tutt’altro: è la perfetta integrazione tra funzionale e piacevole, rinunciando a fronzoli, decori, elementi inefficienti, mobili inopportuni.
In una casa moderna, votata alla praticità, all’ordine e alla funzionalità, lo spazio deve essere utilizzato con sapienza e creatività, cercando soluzioni che migliorino la qualità della vita.
Inoltre, la cucina, spesso in ambienti open space e living, si fonde e confonde con il soggiorno e quindi anche i mobili, tavole e sedie cambiano la loro funzione aprendosi a nuovi utilizzi e impiegando materiali particolari e nuove tecnologie di realizzazione.

Cucine Modernissime

Oltre alle linee pulite ed essenziali, le cucine modernissime sono caratterizzate dall’utilizzo di determinati materiali e colori. Tra i materiali preferiti abbiamo il vetro, sia trasparente che satinato, il metallo, il gres e il marmo. Senza dimenticarci del legno che rende sempre quella sensazione di calore e familiarità all’ambiente.
Che sia acciaio, rame o bronzo, il metallo viene utilizzato non solo per i lavelli e i piani cottura ma anche per rubinetti, maniglie, piani di lavoro, pannelli. La sua luminosità cattura immediatamente lo sguardo e, con un sapiente gioco di alternanza tra lucido e satinato, dona grande carattere alla cucina.

Il gres offre grande resistenza al calore e all’umidità ed è proprio grazie a queste caratteristiche che è perfetto per i piani di lavoro, i rivestimenti e le piastrelle. Esiste in diversi colori, dal grigio al blu, ed anche effetto legno.
Il marmo, pregiato e resistente agli urti, è da sempre sinonimo di opulenza e bellezza. Esiste in un’ampia gamma di colori, dal bianco al rosso al blu, ed è perfetto, insieme al legno, per dare un tocco naturale all’ambiente della cucina: le sue caratteristiche venature, plasmate dal tempo, gli conferiscono unicità e prestigio.
Tutti questi materiali non sono solo utilizzati per i rivestimenti delle superfici ma possono essere utilizzati per realizzare piani di lavoro, tavoli, pannelli, colonne.

Per i colori, dopo tanti anni di bianco, ora si sta facendo strada il total black che rende subito l’ambiente raffinato ed elegante. Un sapiente mix di lucido e opaco aiuterà poi a definire in maniera ottimale le superfici e armonizzare gli spazi. Proprio come il bianco, il nero è facilissimo da abbinare a tutti gli altri colori, non stanca ed esprime grande lusso e ottimo gusto personale. Una scelta audace ma sofisticata ed intrigante.

Altro grandissimo elemento da considerare nella progettazione di una cucina moderna è l’attenzione sempre maggiore all’ambiente, alla scelta di materiali più naturali e all’utilizzo di processi di realizzazione più ecologici.

Giu 10, 2021
Christian

Camini elettrici nella zona living: ecco cosa sapere

Arricchire la zona living di casa con un camino elettrico è un’idea eccellente non solo dal punto di vista estetico, ma anche per i numerosi vantaggi di carattere pratico che offre. Non bisogna dimenticare, infatti, che il camino elettrico non ha bisogno né di un sistema di ventilazione né di una canna fumaria, e quindi può essere posizionato in qualsiasi angolo del soggiorno, senza che vi siano particolari vincoli organizzativi a cui badare.

Anche se si vive in condominio, quindi, ci si può godere tutto il fascino di un camino, per di più evitando i disagi che derivano dall’installazione di un modello a gas o a legna. I camini elettrici oggi si possono ordinare anche su e-commerce online come il sito di Barzotti, distributore nazionale di numerose marche e tipologie di camini elettrici.

Come installare un camino elettrico in salotto

Se sei in cerca di consigli su come arredare la zona living, quindi, il ricorso a un camino elettrico è di sicuro una delle opzioni che meritano di essere prese in considerazione, anche perché non presuppone la necessità di strutture di ventilazione permanenti (la canna fumaria, in sostanza). Questo vuol dire che un giorno puoi mettere il camino elettrico contro una parete e il giorno dopo spostarlo all’angolo opposto del soggiorno, senza fatica.

E se hai voglia di scaldare anche altri ambienti, nulla ti vieta di spostare il camino dalla sala alla camera da letto, alla taverna, alla mansarda, e così via. Non occorrono interventi edilizi, e tutto ciò che devi fare è attaccare o staccare la spina alla presa della corrente.

Il giusto design per un arredamento vincente

Qualunque zona living ha la possibilità di essere valorizzata per mezzo di un camino elettrico, con la fiamma tremolante che può essere visualizzata con facilità e in maniera spettacolare grazie, tra l’altro, all’installazione di luci ad hoc e di fibre ottiche dentro l’impianto.

Bisogna solo tener presente che, una volta spento, il camino elettrico non riesce a garantire per molto tempo il calore desiderato; ma d’altro canto si può approfittare del vantaggio per il quale non appena viene acceso il dispositivo riesce a riscaldare l’ambiente in tempi rapidi.

Tutti i buoni motivi per scegliere il camino elettrico

Quello della mobilità è un aspetto da non sottovalutare quando si pensa di comprare un camino elettrico per il soggiorno. Per altro, i modelli hanno dimensioni differenti e possono essere personalizzati a seconda delle necessità. Il solo accorgimento da ricordare consiste nel far controllare l’impianto elettrico.

Solo alcuni modelli sono programmati per essere collocati in prossimità di una parete, mentre gli altri devono essere tenuti a distanza per evitare il rischio di incendio. Inoltre è consigliabile proteggere l’area in cui si trova la fiamma con una specie di parafiamme, sempre per questioni di sicurezza. Sì, perché il camino elettrico riscalda davvero, non solo la zona living ma anche il resto della casa (ovviamente sempre in relazione alla configurazione e alle dimensioni dell’appartamento).

Il caminetto elettrico in estate

Anche nei mesi più caldi si può ricreare in soggiorno una piacevole atmosfera grazie al caminetto elettrico: molti modelli, infatti, permettono di visualizzare la fiamma danzante senza che si sia per forza costretti ad usufruire anche del riscaldamento. Le due funzioni sono separate, e si può decidere di sfruttare solo una o entrambe.

Ovviamente, sia per la regolazione della fiamma che per quella della temperatura si ha a disposizione un termostato. Infine, si può anche decidere di installare nella zona living un caminetto elettrico con ionizzatore, un dispositivo che è in grado di eliminare le impurità dell’aria con gli ioni.

Mag 23, 2021
Christian

Letto a una piazza e mezza, com’è fatto e perché sceglierlo

Fino ad alcuni anni fa la misura ed il formato del letto ad una piazza e mezza erano considerati quanto meno inusuali, e non erano particolarmente diffusi. Gli si preferiva il cosiddetto letto alla francese, ma per comprendere meglio di cosa stiamo parlando dobbiamo fare delle distinzioni per chiarire quando è preferibile scegliere un tipo oppure un altro.

Come riconoscere un letto a una piazza e mezza

Il letto a una piazza e mezza è definito dalla dimensione della rete, l’unico criterio per identificarlo, che deve essere di 120 cm di larghezza con una lunghezza che può variare tra i 190 e i 200 cm. È questa la misura standard per un letto che si posiziona a metà strada tra un letto matrimoniale ed un letto singolo, e che offre quindi un ampio ventaglio di applicazioni.

Misura del letto a una piazza e mezza

Come detto, la misura standard del letto a una piazza e mezza è di 120 cm di larghezza, e  tutti i più importanti cataloghi delle aziende impegnate nella realizzazione e distribuzione di mobili per la camera da letto ormai contemplano questa misura. Non è quindi per nulla difficile, una volta scelto questo letto, trovare gli accessori della giusta misura quali i coprirete, la biancheria da letto e ovviamente i materassi. Per questo ultimo aspetto è sufficiente consultare guide o siti web di negozi specializzati nella vendita materassi, dove sarà semplice individuare la tipologia di supporto più appropriato.

Misure del letto alla francese

Il letto alla francese si distingue per la larghezza della rete che si avvicina di più a quella di un letto matrimoniale standard, in quanto deve essere di 140 cm. In questo caso si tratta di letti espressamente dedicati a chi dorme in coppia grazie alle dimensioni più generose, ma che ben si prestano al miglior risultato possibile se la camera da letto è più risicata.

I vantaggi del letto a una piazza e mezza

Il letto a una piazza e mezza offre grandi vantaggi in termini di utilizzo e di ottimizzazione degli spazi, ed è in più del tutto versatile, perché può essere sfruttato sia come letto singolo particolarmente comodo per chi dorme da solo, sia come letto per dormire in coppia a patto di essere entrambi abbastanza esili in quanto a corporatura.
In una camera da letto matrimoniale la sua efficacia viene in soccorso di chi abbia pochi metri quadrati a disposizione, permettendo di disporre al meglio l’arredamento.

La migliore destinazione d’uso è però quella che coinvolge un single o un teenager che ami il comfort e la comodità. Molto indicato è anche per chi si agita o si muove spesso durante il sonno, o abbia l’abitudine di dormire a braccia spalancate. I più giovani tendono anche a concentrare molte delle loro attività nella loro stanza, persino lo studio, la lettura o lo svago proprio sul letto, ed ecco che una struttura di maggiore ampiezza li mette in condizioni di comodità e di spensieratezza.
Infine, possiamo elencare tra i suoi vantaggi anche una minore fatica necessaria nella periodica operazione di rotazione del materasso, proprio a causa delle misure più ridotte!

Letti a una piazza e mezza con contenitore

Un ulteriore vantaggio dei letti a una piazza e mezza riguarda poi la loro funzionalità sempre nell’ottica dell’arredamento salvaspazio. È molto facile infatti reperire in commercio letti a una piazza e mezza con box contenitore, i quali sotto la rete che si solleva con un meccanismo a ribalta e senza alcuno sforzo nascondono un capiente vano che sfrutta tutto lo spazio sottostante al materasso per conservare e stivare abiti ingombranti o coperte durante il cambio di stagione, oppure scatole o altri oggetti non di uso quotidiano e che si preferisce nascondere alla vista.
Questo ampio vano si rivela così essere una sorta di armadio o cassettone aggiuntivo, ed il tutto senza minimamente penalizzare l’estetica della stanza, anzi: risulta infatti difficile distinguere un letto tradizionale di design da uno di questo tipo, ma la sua efficacia è fuori discussione!

Mag 7, 2021
Christian

Cos’è il pellet prestagionale e perché fa risparmiare

Uno dei migliori trucchi per risparmiare, ed anche in maniera consistente, quando si ha in casa una stufa a pellet è quello di acquistare il cosiddetto pellet prestagionale.
Riscaldare con questo tipo di combustibile il tuo ambiente e la tua casa è sempre una scelta vantaggiosa ed ecologica, ma se lo farai con il pellet prestagionale potrai spendere ancora meno, a patto che tu non perda di vista alcuni aspetti chiave soltanto per rincorrere il risparmio a qualsiasi costo.

Offerte pellet prestagionale

Come scegliere il pellet prestagionale

Quando si parla di pellet, infatti, la sua qualità e le modalità con le quali è ottenuto e conservato sono un fattore da non trascurare mai perché ne va della tua stessa salute e non solo dell’efficienza del sistema di riscaldamento a pellet.
Vediamo insieme come orientarsi tra le diverse e numerose offerte di pellet prestagionale che di certo ti è capitato di incontrare su dei cartelloni pubblicitari in giro per strada oppure navigando sul web.

Tipologie di pellet e prezzi

Il cosiddetto pellet prestagionale, a differenza del pellet classico e “di stagione”, è quel particolare tipo di pellet che i produttori ma soprattutto i rivenditori propongono alla clientela in un periodo in cui non ne hanno bisogno e per invogliarli all’acquisto viene offerto a prezzi fortemente scontati. Di norma si considera fuori stagione per il pellet il periodo che va da aprile a settembre, e durante questi mesi potreste trovarvi di fronte occasioni di prezzi che devono però essere valutate con estrema attenzione, avendo la certezza di cosa si sta comprando.

Come acquistare pellet prestagionale

L’acquisto del pellet prestagionale consente di risparmiare, e su questo siamo tutti d’accordo, ma siamo certi che la qualità del pellet che stiamo andando ad acquistare perché invogliati da un prezzo super sia a prova di certificazione?
Probabilmente è proprio questo il momento in cui conviene tenere gli occhi maggiormente aperti!
Se hai una stufa a pellet sai già molto bene a cosa stiamo facendo riferimento: i tre parametri basilari che identificano un buon pellet e lo distinguono da uno scadente e assolutamente da evitare sono

  • Potere calorifico
  • Umidità
  • Ceneri

in particolare, le ceneri devono dimostrare valori inferiori all’1% per evitare di intasare il bruciatore o di rendere necessaria una pulizia molto più frequente; quanto all’umidità, invece, il pellet che andremo ad acquistare non deve avere un valore superiore al 10%, perché ciò può condizionare il suo potere calorifico.
La stessa scrupolosa attenzione deve essere riservata alla compattezza del pellet che ci accingiamo a comprare perché spinti da un prezzo promozionale. Un pellet poco compatto è infatti difficile da movimentare, ma crea anche problemi nella combustione.
Resta ferma la assoluta esigenza di rivolgersi solo a pellet certificato ENplus e con una provenienza certa.

Certificazione ENplus e classi di pellet

In base alla certificazione ENplus, il pellet si può suddividere in tre distinte categorie, e ti deve offrire il più basso residuo possibile di ceneri.
A1 – ottimo pellet, che offre un residuo di ceneri derivanti da combustione inferiore allo 0,7%
A2 – pellet medio, con un residuo di ceneri che può arrivare all’1,5%
B – pellet scadente, destinato soprattutto agli usi industriali e che non ti riguarda quindi per il riscaldamento domestico: il suo residuo può toccare addirittura il 3%.

Come conservare il pellet

Il pellet ha bisogno di essere conservato nella maniera più appropriata per mantenere invariate nel tempo le sue caratteristiche, le proprietà e le sue qualità: per il suo stivaggio devono essere scelti luoghi sempre asciutti e ben ventilati, perfettamente isolati da fonti di umidità.
Lo stesso principio deve valere anche per i rivenditori, i quali per offrire un prodotto valido devono osservare queste poche scrupolose norme, stoccando il pellet in maniera idonea.
Controlla bene i sacchi prima di acquistarli, è sufficiente un esame visivo e fisico perché la presenza di troppa segatura o di pellet sbriciolato indica che non sei di fronte a un buon prodotto.
Se ne hai la possibilità, inoltre, testa i cilindretti manualmente, perché devono presentarsi con una forma abbastanza regolare e non devono risultare troppo rigidi nel tentativo di spezzarli.
Non lasciarti infine ingannare dal colore, perché il mito della qualità del pellet che dipende da questo fattore deve essere sfatato.

Apr 24, 2021
Christian

Ogni quanto tempo è consigliabile cambiare il materasso?

Ai fini della qualità del sonno, nonostante questa sia influenzata da numerosi fattori anche psicologici e legati allo stress accumulato durante la giornata, non si può però sottovalutare il ruolo del materasso, ovvero il supporto principe insieme al letto.
La vita media di un materasso di buona qualità e realizzato con materiali validi è all’incirca di 10 anni: utilizzarlo per un periodo maggiore non è solo sconsigliato, ma è anche controproducente per la salute, e conduce inevitabilmente a disturbi del sonno ed altri fastidi.

Perché cambiare il materasso?

I motivi per i quali il tuo materasso non è eterno ma deve periodicamente essere cambiato anche se te ne prendi cura con la corretta manutenzione sono di due categorie: quelle funzionali e quelle igieniche. Analizziamo entrambi questi aspetti nel dettaglio.

Il deterioramento dei materassi

Per quanto siano progettati per durare a lungo e realizzati con i migliori materiali, tutti i materassi tendono a lungo andare a deteriorarsi ed usurarsi, perdendo le loro funzionalità con una deformazione del tutto comprensibile.
A quel punto, non sono più in grado di sostenere nella maniera corretta le spalle, la schiena, il collo, tutte quelle zone del corpo che invece hanno bisogno di un supporto appropriato e specifico, e a lungo andare ciò può causare disagi, problemi articolari e fastidi muscolari.

I fattori igienici per il cambio del materasso

Durante la notte il nostro organismo suda, perde piccole scaglie di pelle, lascia insomma i suoi residui; per quanto si presti attenzione al corretto arieggiamento della stanza da letto, ad un frequente cambio di lenzuola e ad un’accurata pulizia periodica dello stesso materasso, è inevitabile che nel tempo si accumulino batteri, polvere e soprattutto i temuti e odiati acari della polvere, tra le principali cause di allergia.
Va detto che i materassi più all’avanguardia e realizzati in materiali innovativi come la schiuma di poliuretano oppure il lattice offrono un ambiente più ostile a questo tipo di accumuli, come testimonia anche questo articolo che parla proprio dei benefici dei materassi in memory foam e nel quale viene chiarito come la migliore e più accentuata traspirazione di questo materiale protegga dai pericolosi accumuli.

Come scegliere il nuovo materasso

Una volta stabilito che il materasso è da cambiare, è importante sapere che proprio il web può rappresentare una preziosa risorsa e una fonte di informazioni per orientarsi su un nuovo modello più adatto alle proprie esigenze e alle proprie caratteristiche. Potrai documentarti sulle differenti soluzioni offerte oggi da un settore merceologico in continua innovazione e comprendere le caratteristiche principali che dovranno guidarti nella decisione d’acquisto.
Non esiste infatti il materasso perfetto in assoluto, ma di certo esiste quello che meglio di ogni altro asseconda la tua fisiologia ed è più idoneo alle tue abitudini notturne e caratteristiche fisiologiche, ed è questo il metodo migliore per accrescere la qualità del tuo sonno.

Mar 31, 2021
Christian

Dipingere le pareti di casa: come scegliere i colori giusti

Scopriamo insieme come scegliere i colori di una casa, a cominciare dagli ambienti interni. Il colore predominante di una casa rispecchia in pieno la personalità di chi la abita, inoltre è determinante nella scelta dello stile che si vuole adottare ed è fondamentale per creare l‘atmosfera giusta.
Prima di tutto sarà necessario distinguere tra i colori da utilizzare per le pareti interne e le facciate esterne, in nessun modo i primi dovranno essere abbinati ai secondi; il secondo passo è quello di considerare gli spazi delle stanze della vostra casa, i colori scelti non dovranno entrare in conflitto tra loro.

L’importanza dell’illuminazione

Prima di scegliere il colore dovrete tener conto dell’illuminazione delle stanze, per gli spazi piccoli e poco illuminati consigliamo nuances neutre, e perlopiù chiare, che renderanno gli spazi più grandi e ariosi; piuttosto che nuances scure, le quali tenderanno a scurire troppo l’ambiente, finendo anche con il renderlo più piccolo e buio. Se le camere invece sono grandi e ben illuminate allora via libera all’uso di colori più caldi e scuri. Ricordiamo anche che possiamo colorare le nostre stanze con elementi tessili d’arredo, con i quali possiamo osare anche sfumature molto forti.

Attenzione alla cromoterapia

Oltre a fattori puramente pratici, è necessario tener da conto la percezione umana dei colori e del significato degli stessi, il che significa che ogni stanza deve essere abbinata alle sensazioni che i colori trasmettono. Per scegliere un colore adatto ad una stanza, dovrete prima pensare a cosa vorreste trasmettere. Se l’intenzione è quella di offrire tranquillità, scommetterete sui colori come il bianco, il blu, il celeste e qualche tonalità di verde. L’arancione è un colore che incoraggia la comunicazione e la creatività, il giallo e il turchese sono perfetti per illuminare uno spazio neutro.

Lo stesso colore può trasmettere sensazioni diverse all’ambiente, e questo varia a seconda del modo in cui verrà applicato. Il colore nero, ad esempio, se utilizzato su una parete posteriore per la TV in una sala home theater, la metterà in risalto conferendogli l’aspetto di un vero cinema. Lo stesso colore su una parete della sala da pranzo renderebbe l’atmosfera pesante.

Scelta dei prodotti da utilizzare

Per quanto riguarda smalti e pitture di qualità, esistono moltissime opzioni sul mercato, le vernici infatti variano per consistenza e finitura. Gli smalti inglesi, come ad esempio quelli del rinomato marchio Farrow & Ball, risultano essere molto ricchi di pigmenti e si distinguono, in confronto ai competitor, per una finezza e un’intensità senza eguali. I colori Farrow & Ball inoltre possono essere utilizzati sia per ambienti interni, che per ambienti esterni, finiture in legno, arredi, etc.
Vale la pena ricordare, però, che indipendentemente dalla vernice utilizzata, è fondamentale che la superficie sia ben preparata, perché non servirà a niente acquistare il miglior prodotto se la vostra parete è compromessa da imperfezioni.

 

Il colore giusto per ogni camera

Prima di iniziare a cercare il colore ideale per gli ambienti della vostra casa, è importante definire i possibili utilizzi di ciascuno.

Per un soggiorno, ad esempio, vi piacerà l’idea di trasmettere comfort, la sala da pranzo invece si presta ad essere un ambiente più sofisticato. La cucina deve essere invece allegra e vivace, possiamo pensare ad una parte gialla, o una parete rossa, colori particolarmente vibranti da accostare a sfumature più neutre per non appesantire l’ambiente.

Naturalmente i toni neutri funzionano bene per tutte queste situazioni, ma optare per colori più forti può aggiungere più personalità alle stanze.

Per quanto riguarda le camere da letto, trattandosi di ambienti che devono favorire il sonno e il relax, è importante scegliere colori come il blu, il bianco che trasmette un senso di pace o anche il color pesca delicato e rasserenante.

Nella scelta dei colori della stanza da bagno invece le palette consigliate sono quelle che trasmettono pulizia e freschezza, per cui via libera ai toni del bianco, ai toni del verde, e perché no anche ai toni del rosa nelle sfumature più neutre come il cipria.

Lasciatevi ispirare dalle tendenze

Molte persone cercano ispirazione nelle tendenze del momento, nelle nuances che Pantone elegge a colore dell’anno, ma è necessario essere consapevoli che non sempre quello che ci piace oggi, ci piacerà per sempre, o per lo meno per lungo tempo. Date un’occhiata alle proposte annuali e scegliete solamente quelle sfumature, quei colori che per voi hanno realmente valore e significato.

Ponderate con calma le vostre scelte, scegliere di rinnovare i colori delle pareti della propria casa richiede studio e pazienza affinché si possano ottenere i migliori risultati, esenti da pentimenti dell’ultima ora.

Mar 15, 2021
Christian

Che cos’è il laminato HPL e come scegliere i lavelli

Chi è alla ricerca di una nuova cucina in sostituzione di quella ormai vecchia, oppure deve comprare quella per arredare la nuova casa appena acquistata e ristrutturata, spesso sente parlare di cucine in laminato e cucine in laminato HPL. Tra i due materiali esistono delle differenze che non sono soltanto estetiche, ma anche di carattere funzionale, e cercheremo di spiegarle brevemente in questo articolo per agevolare la scelta e fornire una guida esaustiva.

lavelli e cucine di design

HPL come nuova generazione di laminati

In generale il laminato è un materiale ottenuto dalla compressione di più fogli, con pressioni non troppo elevate e temperature pari a quelle ambientali. Con il laminato HPL invece cambia del tutto l’approccio: l’acronimo indica High Pressure Laminate, e se il principio teorico è all’incirca lo stesso, le modalità del processo cambiano perché i fogli che vengono lavorati e compressi insieme sono pre-impregnati da resine acriliche polimeriche, per cui deve cambiare la pressione ma è necessaria anche una temperatura superiore per arrivare al prodotto finito.

Il motivo va ricercato nel tipo di resina polimerica che viene utilizzata, che ad alte temperature indurisce e consente così di ottenere un prodotto finito più resistente e durevole sotto molti punti di vista. Il materiale ottenuto al termine del processo di lavorazione è infatti resistentissimo, omogeneo e ad elevata densità, il che gli consente di respingere urti, abrasioni o graffi ma anche aggressioni chimiche e persino il contatto con le alte temperature che si generano in cucina.

Questo manufatto in laminato HPL è quindi indicatissimo rispetto a quello ottenuto tramite processi standard in quegli ambienti sottoposti a continue e ripetute sollecitazioni ma non è di certo questo l’unico vantaggio che ne ha favorito la diffusione.

Laminato HPL e resa estetica

Il laminato HPL proprio grazie a questo speciale processo di lavorazione stratificato e compresso che ottimizza la robustezza necessaria in cucina consente anche di ottenere superfici omogenee e senza soluzione di continuità, grazie alle quali integrare addirittura la vasca del lavello nel piano di lavoro o top per la cucina, utilizzando la stessa finitura. Non ci sono praticamente limiti alle soluzioni estetiche che è possibile ottenere, con risultati molto accattivanti e apprezzatissimi da chi bada molto non solo alla funzionalità, ma anche all’estetica, ed è per questo che questa è diventata una risorsa molto preziosa per gli stessi architetti perchè si è trasformata nella possibilità di ottenere lavelli di design.

Gli effetti del laminato Fenix

Un particolare tipo di laminato di ultima generazione per il quale sono state ulteriormente sviluppate le proprietà superficiali è il laminato HPL Fenix, un brevetto italiano di Arpa Industriale. Si tratta di un materiale assolutamente unico dalla superficie opaca, o come si dice in gergo “matt”, e che al tatto si presenta morbida e setosa.
Le sue proprietà tecniche di resistenza fanno sì che sia praticamente impossibile lasciarvi tracce, impronte o graffi, ma in più Fenix è inattaccabile dalla luce e persino dalle muffe, con un rivestimento antibatterico. Per la composizione dei nuovi e più moderni ambienti di design, ma in particolare per le cucine, il laminato Fenix è in grado di offrire soluzioni smart e alle quali nessuno potrebbe rinunciare una volta provate.
La sua superficie così unica, infatti, riesce a diventare prerogativa inconfondibile per una cucina che rispecchi tutte le tendenze più attuali ed innovative, con in più una facilità di manutenzione e di pulizia condotta a livelli di assoluta eccellenza e l’opportunità di essere rigenerato, attraverso opportuni interventi di riparabilità termica, da eventuali danni derivati da urti più violenti.

Una alternativa: caratteristiche e vantaggi del Corian

Accanto al laminato HPL Fenix vogliamo però citare anche il Corian tra le opzioni possibili, perché è un avanzatissimo materiale composito che costituisce una valida alternativa di scelta. Non poroso e dall’elevatissima durezza, il Corian è resistente ed igienico ed offre le stesse caratteristiche di plasmabilità in qualsiasi forma. Non ha a che fare con il legno, anzi: per la sua composizione in resine ed idrossido di alluminio viene definito pietra acrilica, tuttavia sa mantenersi altrettanto inalterato nel tempo ed offre la possibilità di interventi di ripristino in seguito a danni accidentali già vista per il laminato HPL.

Conviene investire nel laminato HPL?

Dobbiamo precisare che il laminato HPL ha dei costi più elevati rispetto ai materiali più comuni e tradizionali, tuttavia è una scelta che conviene sempre tenere in massima considerazione se il desiderio è ottenere una cucina, ed in particolare un top, con una marcata resistenza all’usura se si prevede di farne un uso intensivo.
Un laminato HPL è per forza di cose un prodotto migliore rispetto ad un laminato standard, e vale la pena quindi sceglierlo per tutelarsi in ambienti più irrequieti. Di conseguenza riteniamo che, dopo tutte le valutazioni del caso, un simile investimento anche per chi deve ristrutturare casa o solo la cucina sia sempre consigliabile.

Feb 28, 2021
Christian

Consigli per l’impermeabilizzazione in edilizia

I lavori di impermeabilizzazione e protezione sono tra i più delicati tra quello che si compiono in fase di ristrutturazione di casa. Ci sono infatti alcuni aspetti tecnici da conoscere prima di avventurarsi in questo tipo di ripristini, e se per un “profano” del settore ci sono dei termini a volte più difficili da comprendere, noi stiamo per fornirti una guida per la migliore impermeabilizzazione di tutti i supporti.

Ci sono infatti alcuni passaggi che devono necessariamente essere seguiti per raggiungere un buon risultato ed ottenere una corretta impermeabilizzazione, e li andremo ad analizzare singolarmente per capirne di più ed anche per “collaborare” con l’eventuale tecnico professionista al quale è stato commissionato il lavoro.

Identificare la causa del problema

Prima di qualsiasi tipo di intervento e prima di prendere qualsiasi decisione su tecniche o supporti da utilizzare se si rende necessaria l’impermeabilizzazione bisogna capire da dove ha origine il problema, ossia che cosa scateni le eventuali infiltrazioni o l’accumulo di umidità. Per questo secondo inconveniente, potrebbe esserti utile anche questo nostro approfondimento su come risolvere il problema dell’umidità negli interni.

Una macchia sulle pareti, un’infiltrazione da una terrazza o altri danni causati dall’acqua non dipendono solo da cause esterne o da difetti strutturali, non sempre almeno. È infatti possibile che sia in atto un più “banale” processo di condensa, ossia un fattore interno dovuto all’eccesso di vapore che va a condensarsi sulle parti più fredde delle pareti. Comprendere questa origine dopo un’analisi effettuata da un occhio attento e da mani esperte aiuterà anche nella scelta della soluzione più idonea.

Scegliere la soluzione per impermeabilizzare

Una volta individuata la causa dell’infiltrazione o dell’accumulo di acqua, il tecnico avrà un quadro più chiaro per decidere quale sia la più corretta modalità di intervento e quali prodotti utilizzare. Le opzioni disponibili sul mercato, quelle più diffuse, vanno dalle membrane agli impregnanti passando per i sottofondi oppure per i semplici additivi: è il singolo caso in esame a stabilire a quale risorsa attingere, ricordando sempre che gli edifici devono essere sì protetti, ma hanno anche bisogno di respirare per cui deve essere garantita la traspirabilità. Qui puoi trovare una guida per scoprire come ottenere la corretta traspirazione in edilizia.

Impermeabilizzazione dei tetti

Le generali linee guida prevedono nel caso di impermeabilizzazione di tetti l’uso di guaine liquide o di membrane perché la provenienza dall’alto dell’infiltrazione necessita di una barriera ad alte prestazioni e che in questo caso può anche tenere in minore considerazione la traspirazione.

Impermeabilizzazione di facciate esterne

Per impermeabilizzare invece le facciate esterne degli edifici, e per proteggerle dalla pioggia e dall’umidità ma mantenendo allo stesso tempo un buon livello di traspirazione per i muri la soluzione più idonea è l’uso di protettivi idrorepellenti che in alcuni casi potranno essere applicati prima della verniciatura o del rivestimento, oppure ancora potranno essere aggiunti alla stessa vernice come additivi.

Impermeabilizzazione di superfici interne

Una diversa attenzione va prestata alle superfici da trattare se queste sono all’interno. Per i pavimenti è ad esempio indispensabile adoperare un prodotto dalla buona traspirazione e che assicuri la calpestabilità, ma che allo stesso tempo deve possedere delle buone proprietà antimacchia, per favorire anche la maggiore durata delle superfici trattate ed ottenere il migliore rapporto tra la temperatura ambientale e l’umidità all’interno degli edifici.

Preparazione dei supporti e condizioni ambientali

Le variabili quando si compie un intervento di impermeabilizzazione come quelli appena descritti sono sempre numerose, e ciò suggerisce di valutare sempre con la massima cura l’intero contesto prima di prendere la definitiva decisione.

I materiali da costruzione sono infatti in continua evoluzione proprio per il progresso tecnologico in atto e per la continua ricerca portata avanti nei laboratori delle aziende specializzate in prodotti per l’edilizia, per le nuove costruzioni o per le ristrutturazioni.
Ciò che realmente è fondamentale è la più corretta preparazione della superficie da trattare, che prima della messa in opera del sistema impermeabilizzante deve essere messa in condizioni da accoglierlo e mantenerlo a lungo, evitando così la successiva comparsa di aloni, efflorescenze e nei casi peggiori fenomeni di distacco o di azione impermeabilizzante che nel tempo tende a venire meno.

Gli errori da evitare

Uno degli errori più frequenti è l’applicazione di un prodotto liquido su supporti non perfettamente asciutti o puliti: in simili casi l’impermeabilizzante non riuscirà a fare presa né a penetrare in maniera ottimale nel materiale trattato.
Un altro rischio di cattiva riuscita dell’intervento di impermeabilizzazione è legato alle condizioni ambientali, perché alcuni prodotti possono variare la loro resa finale a seconda delle temperature o del grado di umidità presenti nell’atmosfera al momento dell’applicazione. Per questi motivi è sempre raccomandato consultare le schede tecniche di ogni singolo prodotto perché forniscono preziose indicazioni sulle ottimali modalità e condizioni di posa in opera.

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