Dic 17, 2017
Christian

Due madie, due sedute, tanto design da ammirare!

In questa sorta di “gioco” del mettere insieme diversi componenti e complementi di arredo ci abbiamo preso gusto, La loro eterogeneità, ogni volta che allestiamo un gruppetto di questo tipo, viene compensata perché li estraiamo solo dal mazzo di cataloghi prestigiosi ed affermati, i leader dell’arredamento contemporaneo!

Divano Camden di Molteni

Iniziamo subito a metterci comodi e lo facciamo sul divano a due posti Camden disegnato dall’eclettico Rodolfo Dordoni, che è sempre in grado di applicare la più alta tecnologia ai suoi progetti senza per questo ostentarla, anzi: quasi punta a nasconderla nelle sue collezioni, che vogliono solo essere espressione di uno stile in cui sentirsi a proprio agio, mentre ciò che viene esibito è sempre il gusto per un ambiente coinvolgente. Del resto, sono le stesse caratteristiche che ritroviamo spesso proprio nel catalogo di arredamenti Molteni!

Il design di questa seduta è essenziale ma comunica profonda raffinatezza, e sebbene nasca come proposta d’elezione per l’arredo contract o per quello degli spazi pubblici, con il suo alto schienale, il comfort della seduta e soprattutto l’ampia gamma di finiture si integra in scioltezza anche in uno spazio domestico. Dicevamo della tecnologia “nascosta”: la sua struttura è in alluminio pressofuso per garantire durata nel tempo e tutta la necessaria rigidità, mentre le imbottiture sono indeformabili grazie alla schiumatura a quote differenziate, per offrire sempre un relax dagli standard elevatissimi e la migliore ergonomia.

Tante qualità tecniche si sposano con il gusto estetico di un divano mai eccessivo, composto al tempo stesso dai segni grafici netti del suo basamento e dalle linee fluide che accompagnano gli schienali.

Poltrona Jean di B&B Italia

Se invece sei più “egoista” e ti piace startene per conto tuo, accomodati pure sulla poltrona Jean che Antonio Citterio ha disegnato per B&B Italia. La sua ergonomia è sorprendente, tutte le sue proporzioni sono sapientemente calibrate per offrire un rigoroso ed impeccabile relax, perché parlano in un linguaggio molto formale.
Un ampio e morbido cuscino sostiene la schiena, così questa poltrona diventa adatta ad ogni circostanza: attimi da dedicare alla lettura, momenti di relax o di riflessione magari ascoltando della buona musica, una conversazione tra amici.

Il miglior riposo è assicurato dal pouf poggiapiedi coordinato che riprende le linee e le finiture: queste ultime sono disponibili in un ventaglio di opzioni molto ampio, per cui è possibile giocare costruendosi accoppiamenti cromatici a contrasto tra il profilo ed i piedini rispetti ai rivestimenti, oppure scegliendo una maggiore sintonia d’insieme.
Dobbiamo riconoscere che Jean è una poltrona dall’assetto inconsueto e forse proprio per questo ancora più interessante!

Madia Essenzia di Riflessi

Basta con la pigrizia ed il riposo, ora: è il momento di darsi da fare, mettere in ordine, riporre ogni cosa al suo posto, ed iniziamo allora a riempire la madia Essenzia, che ha già nel suo nome tutto ciò che è necessario sapere.
Riflessi ha infatti voluto creare una collezione di mobili contenitori dalle forme per l’appunto essenziali, rigorose e di estrema purezza formale: tutta l’espressività di questi versatili complementi di arredo viene delegata alle audaci e vivacissime colorazioni nelle quali si possono personalizzare, all’interno come all’esterno. Nel nostro scatto ve la proponiamo in versione alta a quadrotto, con ben 4 ante indipendenti, ma sarà tua la decisione se svilupparla in orizzontale, magari per riempire meglio una parete larga con un assetto a 3 sportelli.

Scoprirai tutta la praticità del sistema di apertura push&pull, ecco perché di maniglie a vista non c’è nemmeno l’ombra… oppure, sfrutterai il taglio a 45° sui bordi delle ante. Tutta la palette cromatica disponibile, sia in toni opachi che lucidi, è stata studiata per stimolare ed incoraggiare l’originalità e la creatività, esprimendo un senso di gioia attraverso un “banale” complemento di arredo.

Madia Kyoto di Colonel

Stavi pensando a qualcosa di più particolare ed estroso per la credenza o la madia della tua zona living, con geometrie che colpiscano non solo per la loro purezza formale ma anche con altri giochi di stile? Allora la madia che fa per te si chiama Kyoto, una bella idea del catalogo francese Colonel, gestito dagli stessi designer Gilles e Poncelet.

Praticissima e delle dimensioni ideali per essere capiente ma al tempo stesso discreta nell’ingombro, Kyoto è una madia realizzata in faggio massello che esalta la naturale essenza del legno lasciandola a vista. Il suo progetto può essere, si richiesta, personalizzato a piacimento anche nelle dimensioni: noi stiamo stati incuriositi dal sistema a scorrimento delle ante, perché i due pattern (verticale ed orizzontale) delle doghe, dei quali uno è in un intrigante giallo, vanno a sovrapporsi, creando una divertente griglia.

Anche per stavolta abbiamo dato sfogo alla nostra passione per l’interior design e per la contaminazione tra gli stili: se qualcuna delle nostre descrizioni ti è piaciuta particolarmente, perché non ce lo racconti in un commento, o magari visitando la nostra pagina Facebook NonSoloArredo?

 

Dic 13, 2017
Christian

Uno scaldasalviette che punta verso l’alto

Qualcuno ha progettato l’impianto di termoriscaldamento della tua casa senza prevedere uno scaldasalviette nel bagno? Di certo ha commesso un errore, perché questo accessorio è diventato un vero sinonimo di praticità ed in più si è guadagnato a tutti gli effetti i “galloni” da vero complemento di arredo e di interior design.

Oppure, vuoi concederti un piccolo lusso, comodo in un altro punto della casa, dove riscaldare salviette ma anche il pigiama, oppure per far evaporare l’umidità da un capo ancora non perfettamente asciutto?
La designer Elisa Giovannoni ha pensato ad un oggetto che da tempo occupava le sue fantasie ma anche i suoi desideri: non è questa la prerogativa che deve possedere sempre un oggetto di design, al di là delle sue forme? Rispondere ad una domanda ed ad un’esigenza!

Scaldasalviette portatile Scaletta

È nato così Scaletta, lo scaldasalviette portatile che si discosta dalle canoniche forme del radiatore, non ha alcun bisogno di installazione perché lo si piazza dove si vuole semplicemente collegandolo alla rete elettrica.
La sua iconica simbologia vuole rappresentare qualcosa di orientato verso l’alto, ascendente e quindi in continuo divenire, l’ascesa dal basso verso l’alto permessa da una scala per l’appunto, e lo fa in entrambe le sue versioni, quella free standing oppure da appoggiare alla parete.
Tutte e due sono munite di carrucola per avvolgere il cavo quando non in uso, ed è possibile integrarle con accessori quali gli appendini o i portaspugna ma anche, per la versione autoportante, un funzionale ripiano in corian.

Se ti stai ponendo delle perplessità in merito a come possano essere contrastate le controindicazioni di un radiatore che sfrutta l’acqua come ad esempio l’evaporazione, la corrosione o la formazione di calcare, ti interrompiamo subito: nella sua struttura in alluminio circola infatti un particolare tipo di olio, un fluido diatermico che anche ad elevate temperature mantiene il suo stato liquido senza evaporare.

Riconoscimenti a livello internazionale

L’originalità di questo progetto che ha subito catturato la nostra attenzione fin dalla prima foto che abbiamo visto in rete per il senso di libertà che ci ha ispirato viene testimoniata dai numerosi riconoscimenti ad esso tributati.

Insignito del German Design Award, del MUUUZ International Award e del Good Design Award, tra i più prestigiosi tributi che un progetto possa ricevere, Scaletta ha ricevuto anche la menzione d’onore all’ultima edizione del Compasso d’oro.
Dimenticavamo: il radiatore è stato realizzato dall’azienda Tubes, nota nel settore termoidraulico per la sua collezione che coniuga al meglio architettura e tecnologia.

 

Dic 5, 2017
Christian

Mangiare, riposare, dormire… bella la vita con l’interior design!

Rinnoviamo oggi con piacere un nostro “vezzo” che abbiamo trasformato quasi in una rubrica fissa: raccontarvi pregi e caratteristiche di complementi d’arredo che spesso hanno ben poco in comune tra di loro, se si eccettuano la pregiata fattura ed il design indubbiamente molto ispirato!
Ritroviamo spesso giochi di incontri tra le righe dei nostri articoli, e con incontri intendiamo sia quelli “materiali” tra le linee e quindi inclusi nel progetto stesso, sia quelli tra i concept da cui nascono, e che quindi hanno come obiettivo una contaminazione tra gli stili.
Vediamone subito qualche significativo esempio!

Tavolo Jungle di Calligaris

Le gambe ramificate che incrociano le proprie linee sembrano essere diventate il leitmotiv per ottenere un tavolo di grande impatto: Jungle di Calligaris per il suo basamento si presenta con addirittura due strutture del genere, solidi incastri di legno massello in frassino tagliati in sezioni triangolari. Non è la prima volta che parliamo di Calligaris e della sua maestria nel lavorare le essenze più pregiate tirando fuori da esse tutto ciò che di nobile il legno possiede, ma nel caso di questo tavolo scopriamo anche dei vertici assoluti in quanto a versatilità, ovvero alla possibilità di inserirlo in qualsiasi tipo di ambiente o contesto moderno senza mai sfigurare.

Ciò è dovuto all’ampia gamma di ripiani disponibili, che possono essere sia rettangolari che ellittici. Il nostro preferito, per una migliore continuità, è quello in legno massello che richiami l’essenza del doppio basamento: sembra quasi essere provocatorio nella sua essenzialità, richiama uno di quei tavolacci da lavoro sostenuti da cavalletti in legno grezzo… ed invece ha in sé tutti i crismi del gioiello di design contemporaneo!

Gino Carollo ha previsto per il tavolo Jungle anche i ripiani in ceramica sposata con il vetro ottenendo un quasi altero effetto marmo, declinato sia in bianco che in nero. Il gioco della sua customizzazione si fa più avvincente grazie alle diverse finiture proposte per i basamenti, per ottenere sempre la resa estetica che meglio sposi il living in cui dovrà essere inserito!

Divano Lotus di Arketipo Firenze

Passiamo ad un divano che secondo noi, con il suo effetto volutamente stropicciato, parla la stessa lingua di design del legno a vista con venature ed essenza in bella mostra. Si tratta di Lotus, splendido ed accogliente con tutte le sue imperfezioni a vista, ottenute tramite una speciale lavorazione all’anilina del pellame che ne preserva le caratteristiche naturali ed originarie, senza quindi farlo apparire “sofisticato” da un trattamento.
Inutile dire che per ottenere un simile effetto la materia prima deve essere di eccellente qualità: Arketipo Firenze ci ha senza dubbio ben abituati in questo senso, ed è una garanzia quando si tratta di selezionare i materiali.

Lotus nasce per essere emblema stesso di accoglienza, un invito a sedersi lasciandosi avvolgere dalle sue forme morbide ma curatissime che lasciano trasparire, qua e là, dei tocchi vintage affidati alle toppe angolari. I giochi ottici non terminano qui, perché le sue forme arrotondate ed i volumi imbottiti in morbidissima piuma vengono “spezzati” dal contrasto con la rigida e spigolosa fascia in metallo che lo abbraccia, per un divano che enfatizza in modo sublime l’arte di arredare con disinvoltura.

Divano Loveseat di Minotti

È invece molto più che disinvolto Loveseat, un oggetto di arredo che non esitiamo a definire ibrido, un misto tra un letto ed un divano ed un elogio stesso all’ozio che nasce per l’arredo outdoor. Gli standard produttivi e qualitativi sono quelli di eccellenza ai quali sempre si ispira Minotti, mentre la forma senza dubbio stravagante o comunque con ben poco di convenzionale se lo si considera un divano si deve all’estro di Rodolfo Dordoni.

Loveseat è come un’isola dove sdraiarsi per coltivare i piaceri della vita: leggere, sonnecchiare, sorseggiare un calice di prosecco in compagnia ed all’aria aperta. La sua fattura in metallo verniciato appositamente protetto per resistere ad umidità ed agenti atmosferici, e le sue imbottiture in tessuto idrorepellente ne fanno un campione delle atmosfere lounge che tanto vanno di moda.

Molto di più di un semplice divano, è emblema di raffinatezza e comodità per l’arredamento outdoor, l’immagine stessa del relax!

 

Nov 30, 2017
Christian

Ristrutturare cucina: perché e quali sono le soluzioni

Ristrutturare cucina è molto importante: perché spesso il miglioramento di una cucina – uno degli ambienti senza alcun dubbio tra i più vissuti di una casa – può essere davvero la soluzione ideale anche dal punto di vista della funzionalità. Una cucina nuova, con tutti i miglioramenti del caso anche dal punto di vista della flessibilità e dell’usabilità – oltre che sotto il profilo importante del risparmio energetico – può rappresentare qualcosa di davvero nuovo ed utile.

Perché ristrutturare la cucina: quali sono i miglioramenti ottenibili

Talvolta, migliorare una cucina è importante, non solo dal punto di vista dell’estetica ma anche sotto il profilo della funzionalità.

Al giorno d’oggi, grazie anche alla presenza sul mercato di varie compagnie low cost, ristrutturare cucina è divenuto molto più semplice ed economico che in passato. Certo, chiaramente tutto è subordinato sia alle proprie disponibilità di denaro, sia alla qualità ed alla quantità di mobilia e di elettrodomestici che si desidera acquistare.

Ma perché effettuare una ristrutturazione dell’ambiente culinario, ovvero dell’ambiente in cui si cucina, che non è propriamente visto come un luogo di massimo design? Generalmente, se si vanno a guardare le motivazioni che stanno alla base del cambiamento della propria cucina, ritroviamo che essa ha ormai raggiunti i propri limiti nell’utilizzo, e dunque non può più andare oltre. Un altro motivo, spesso, risiede nell’eccesso di consumo degli elettrodomestici, specialmente se essi sono datati ed obsoleti, ed acquistati svariati anni or sono: alcuni ritengono più conveniente, infatti, acquistare una nuova cucina, in modo da avere un buon risparmio energetico nel tempo.

Ma il motivo per il quale, di solito, si sceglie di effettuare delle ristrutturazioni della propria cucina, è che si desidera un cambiamento dello stile o dell’intero ambiente. Questo avviene soprattutto se l’ambiente culinario in questione risale a parecchi anni fa, magari ereditato da parenti, nonni o genitori.

Come fare, dunque? Come cominciare a muoversi? Anzitutto, è bene scegliere un tema, uno stile, o anche un colore, per meglio capire come ristrutturare la propria cucina. Sul mercato, infatti, sono presenti numerose soluzioni, a seconda dei gusti e delle propensioni di ognuno di noi. Ad oggi le più gettonate sono ovviamente le cucine moderne, che regalano qualcosa anche in termini di design. Ma ci sono anche coloro che amano il genere rustico, o quello vintage, o altri ancora.

Chiedere un consulto a qualche esperto di edilizia, se non direttamente ad alcune imprese edili che si occupano di tutta la gestione delle pratiche relative al miglioramento della struttura, rappresenta poi la mossa successiva, oltre che una di quelle finali. Grazie a questi organi, infatti, è possibile non soltanto avere dei preventivi, per farsi un’idea della spesa complessiva, ma anche riuscire ad operare direttamente per capire meglio quello che potrebbe essere il risultato finale.

Acquistare un intero immobile da ristrutturare

Acquistare immobili può riservare diverse sorprese se non si ha un minimo di esperienza.

Molte persone si fanno attirare dal prezzo, magari particolarmente conveniente, e senza consultare un tecnico rimangono allettati dalla proposta per poi scoprire di aver fatto un cattivo affare. Magari si era convinti di poter ammodernare l’appartamento o la villa con dei lavori di ristrutturazione apparentemente non troppo dispendiosi, mentre ci si rende conto che molti di questi ammodernamenti non si possono implementare per limiti fisici e strutturali dell’immobile già però acquistato!

Quindi la prima cosa importante da precisare nell’acquisto degli immobili da ristrutturare è non acquistare a scatola chiusa e non essere avventati, facendoci aiutare da un esperto o comunque da una persona che vanta una certa esperienza nel settore. Bisogna innanzitutto valutare, anche se le ristrutturazioni fossero interamente consentite, quale l’impatto economico per la realizzazione di queste ristrutturazioni. Le imprese di ristrutturazioni edili possono sicuramente aiutare da un punto di vista della consulenza, quando magari saranno loro ad eseguire le stesse ristrutturazioni edili, e maggiormente il caso di coinvolgere la ditta edile in questione. A volte si va di fretta perché con una scusa che si fa convincere che l’affare deve essere chiuso in tempi rapidi altrimenti lo si perde, e non si pone la giusta attenzione sull’analisi del fabbricato e dell’immobile in questione.

Per valutare in linea di massima i costi di ristrutturazione bisogna tenere in considerazione l’impatto per la ristrutturazione degli impianti, quello relativo alle modifiche e rifacimenti nei bagni, eventuali sostituzioni di pavimenti e di infissi, lavori da eseguire sulle pareti e così via.

Per quanto riguarda gli impianti la prima cosa da richiedere la certificazione per quanto riguarda l’esecuzione ad opera degli stessi impianti, che devono essere coerenti con tutte le norme e condizioni relative alla sicurezza previste dalla legge italiana. Quindi potrebbe occorrere sistemare dei fili, sistemare l’impianto di riscaldamento e la caldaia, magari sostituendo il tipo di caldaia oppure modificando l’impianto. A volte succede infatti che vengono realizzati degli impianti per le caldaie che non sono a norma, e che magari usano tubature in comune con altri dispositivi per lo scarico dei fumi. Oggigiorno nessun tecnico firmerebbe un impianto di questo tipo, perché oltre non essere a norma, è molto pericoloso in generale per la sicurezza. Per questo motivo devono essere in questi casi ricreate delle tubature per l’aspirazione e l’espulsione dei gas scarico.

Per quanto riguarda invece i bagni, l’attenzione deve essere posta sulla condizione delle tubature dell’impianto idrico, in quanto solitamente i sanitari, la rubinetteria, i piatti doccia e cose di questo tipo andranno sicuramente sostituiti e l’impatto sarà relativo, mentre l’impatto della sostituzione delle tubazioni è sicuramente più rilevante.

Particolare attenzione deve essere anche posta sugli infissi, in quanto rappresentano una delle spese principali delle ristrutturazioni e possono incidere tantissimo sul preventivo finale. La spesa di infissi, giusto per intenderci, può essere paragonata se non addirittura superiore alla spesa che andremo ad affrontare per la sostituzione dei pavimenti.

Per quanto riguarda invece la ristrutturazione o sostituzione dei pavimenti, la scelta si fa un attimino più ampia perché la tipologie di piastrelle o di pavimenti che si possono applicare e abbastanza diversificata. In questi casi la situazione da valutare sulle condizioni specifiche dei pavimenti che vi ritrovate e in base ai materiali utilizzati e alla loro usura.

Le pareti, per quanto riguarda il loro abbattimento o ricostruzione non presentano dei costi insostenibili. Anche in questo caso bisogna valutare in base alle condizioni attuali delle pareti esistenti in base al progetto di ristrutturazione che è stato concordato.

Nov 24, 2017
Christian

L’abbinamento tra tavolo e sedie oggi non è mai scontato

Oggi componiamo per voi due “kit” di complementi d’arredo selezionandoli tra i cataloghi di due aziende di prestigio e che già altre volte hanno trovato posto tra i nostri articoli. Parliamo di Riflessi e di Calligaris, e se del primo marchio spesso abbiamo analizzato accessori come le madie o le consolle, di Calligaris conosciamo già bene la spiccata propensione a realizzare sedute di grande prestigio. Noi accostiamo proprio sedie e tavoli per proporvi due soluzioni di affascinante impatto per la vostra zona living!

Tavolo Shangai e sedie Sofia di Riflessi

Iniziamo con il tavolo Shangai: vi diciamo subito che esiste nella doppia versione con ripiano in legno di rovere oppure in cristallo, e per quanto entrambe siano incredibili nella loro eleganza fatta di dosate asimmetrie, è la seconda ad averci maggiormente affascinati.

Il basamento riprende una tecnica ormai consolidata e molto in voga, quella dell’incrocio tra tante assi portanti con un effetto intricato di indubbia resa estetica, ed è realizzato in alluminio rivestito sul quale è possibile applicare un ampio ventaglio di finiture, dall’inox alla verniciata fino alla pietra arenaria.
Il cristallo, sottoposto ad uno speciale trattamento protettivo per renderlo resistente ad urti o graffi, è saldamente ancorato alle gambe ed anch’esso può essere personalizzato, dal trasparente al nero passando per una scala che include anche fumé, retrolaccato o antracite.

La sua versione allungabile permette inoltre di aggiungere ben 80 centimetri senza minimamente alterarne il design, che resta arioso grazie ad un robusto sistema a scomparsa.

Accanto a Shangai andiamo a posizionare le sedie Sofia, dalla seduta e dallo schienale ergonomici. Il campionario di sedie Riflessi è vastissimo, ma questa ci sembra la scelta più appropriata e coerente, anche in omaggio alla diversa tendenza che connota oggi l’acquisto del “pacchetto” tavolo e sedie, non più visto come collegato ma da effettuarsi separatamente per premiare ed esaltare la creatività degli accostamenti, e decidere se orientarsi su un contrasto oppure sulla continuità.
In quest’ottica, Sofia accompagna benissimo Shangai soprattutto nella proposta senza braccioli, ma quella che invece li prevede sposa benissimo il concept complessivo di design: in tutte le versioni offre personalizzazioni senza confini, con i rivestimenti in pelle, econabuk, tessuti o persino lana, mentre l’imbottitura indeformabile in poliuretano schiumato è sinonimo di vera ergonomia!

Tavolo Cartesio e sedie Igloo di Calligaris

Spostiamoci ora sulla seconda composizione, quella firmata da Calligaris con il tavolo Cartesio al quale accostiamo le splendide sedie Igloo.

Cartesio gioca anch’esso con una base di supporto sviluppata per linee diagonali, anche se rinuncia all’incrocio tra gli assi per puntare su 4 piedi composti ciascuno da un triangolo rovesciato il cui vertice è il piede. Il materiale di questa struttura portante è solido, perché si tratta di metallo verniciato che può essere scelto nei classici bianco ottico oppure grigio opaco, entrambe verniciature realizzate con elevati livelli qualitativi per resistere nel tempo; è però molto suggestiva la variante color ruggine, per un look ancor più metropolitano.

Le sue gambe come detto sembrano moltiplicarsi, gli assi sembrano essere otto e non quattro, per sostenere un massiccio piano d’appoggio disponibile in rovere dogato oppure in impiallacciato legno, con delle forme essenzialmente scultoree ed un senso di solidità nettissimo.

Parlavamo, poche righe fa, di sintonia tra tavolo e sedie e dei necessari richiami di design negli accostamenti composti per non comporre dei set poco aggraziati, ed ecco che le linee diagonali delle V rovesciate trovano corrispondenza in quelle delle gambe che sorreggono la sedia Igloo, anch’esse inclinate.

Nasce per favorire la convivialità in ogni suo aspetto, perché la seduta è avvolgente come quella di una piccola poltroncina, ed il suo design sa mantenersi leggero e molto accattivante con la forma a conchiglia, anche in questo caso personalizzabile a piacimento con rivestimenti in pelle o in tessuto. È una sedia ideale per un living disimpegnato ma solo all’apparenza, perché i suoi tratti sottintendono estrema raffinatezza!

 

Nov 19, 2017
Christian

Tre proposte che fanno luce sui tuoi arredi

Arredare la tua casa con tratti eleganti e sobri ma che sappiano lasciare il segno sappiamo che per te è importante, altrimenti non leggeresti un blog dedicato all’arredamento! Sappiamo anche che la migliore e più appropriata illuminazione dei tuoi spazi è una componente fondamentale, una cornice fatta di essenziale incisività.
Ecco perché oggi ti presentiamo tre prestigiose idee che di certo apprezzerai, e non è detto che tu non decida di portare a casa proprio una di queste dopo averne scoperto le caratteristiche, o semplicemente perché sei rimasto affascinato dalle sue forme.

Lampada da terra Sun di Flexform

Flexform crede fermamente nel valore della luce da diffondere nelle zone del tuo relax, che devono essere sempre dosate al meglio secondo le situazioni. Sun è un sistema di lampade da terra disegnato da Antonio Citterio in due diverse versioni, alta o bassa, ed entrambe dalle linee briose, inedite eppure minimali. La forma complessiva è cilindrica, composta da una struttura in tondino di metallo su cui è “incastonato” il paralume che ne prolunga le forme, realizzato in policarbonato opalino.

La luce che se ne ottiene, anche nell’intrigante possibilità di usarle in coppia, è soffusa e molto calda, ideale per chi preferisca più punti luce: la strategia perfetta per creare un’atmosfera ricca di charme!
Il dettaglio personalissimo del vistoso cavo di alimentazione elettrica in rosso acceso è un voluto tocco di estrosità!

Lampada Eos di Artemide

Anch’essa da terra è la lampada Eos, un accessorio che non indugia in formalismi e che deve anzi le sue linee ad un’ispirazione di stampo molto tradizionale. Un lungo e sottile stelo in ottone infisso in una discreta base attraversa, nella parte superiore, una forma geometrica in PET difficile da definire, ma molto accattivante specie se osservata di profilo o di tre quarti, perché vista frontalmente potrebbe apparire come una semplice sfera.

La sua realizzazione si deve ad Artemide, un gruppo aziendale ed un marchio i cui progetti sono considerati dei punti di riferimento universalmente riconosciuti nel settore dell’illuminazione, vere icone di stile e di tendenza. Questo leader per l’illuminazione residenziale ha anche sviluppato, sull’idea dei designers Bernhardt&Vella, la versione applique da muro di Eos, mantenendo intatte le suggestioni del terminale superiore che diffonde la sua luce a LED secondo una prospettiva diversa, pensata per essere più statica ma in ogni caso con fortissime connotazioni che la collocano a metà strada tra un’opera d’arte ed un capolavoro di lighting design.

Flowerpot VP4 di Verner Panton

Il terzo luminosissimo progetto che vi presentiamo in chiusura si chiama FlowerPot VP4, ed è una lampada da tavolo che siamo certi diverrà un vostro oggetto dei desideri! Base e struttura catturano subito gli sguardi per la leggiadria con cui sostengono il vistoso paralume arrotondato, e se vi sembra di averla già vista da qualche parte avete senza dubbio ragione.
È infatti un classico intramontabile del design che ha attraversato le generazioni sin dal 1969, quando Verner Panton la ideò plasmandola con i suoi criteri sempre giocosi e sovversivi.

All’epoca si era in piena “controcultura” psichedelica, e lo stesso nome deriva da un gioco di parole sullo slogan Flower Power per riflettere la scena artistica di quel periodo. Questa lampada ideale per un comodino o per una scrivania ne ha fatta di strada da allora, ed il rigoroso incastro del suo bulbo luminoso a vista nel paralume orientabile tramite la cerniera ne fa emblema dell’influenza di questo designer scandinavo, scomparso nel 1998, su tutto lo scenario attuale del design, proponendosi come soluzione che sa incarnare anche la più moderna filosofia del lighting design.

Viene editata e proposta dal gruppo &tradition, che ha l’intento di fare da ponte con le sue soluzioni di arredamento contemporaneo tra l’eredità di chi portava avanti la tradizione nordica della funzionalità nelle migliori forme possibili – una scuola che ben conosciamo! – e tutte le potenzialità delle attuali materie prime, capaci di reinventare qualsiasi tecnica.

 

Nov 15, 2017
Christian

Superleggera di Giò Ponti compie 60 anni

Ha saputo attraversare i decenni e le generazioni, giungendo a noi pressoché invariata nelle sue linee: è un prodotto di architettura domestica mobile opera del genio di Giò Ponti, designer ed architetto che con la sua sedia Superleggera ha riscritto i canoni della modernità!

Ispirazione per questo capolavoro di tecnica ed armonia è stata la tradizionale sedia ligure chiamata “Chiavarina“: Ponti voleva raggiungere le stesse vette di maneggevolezza ed essenzialità in una sedia alla portata di tutti, inseribile in qualsiasi contesto, e che fosse funzionale perché impilabile e leggera come una piuma.
Le sue linee, ancora oggi protagoniste del catalogo di arredi moderni Cassina, non invecchiano mai, e ne hanno fatto un evergreen dell’arredamento.

Incastri e linee essenziali

Il suo telaio è in legno di frassino a sezione triangolare, più volte ridisegnato fino ad arrivare alla versione definitiva del 1957; la seduta è invece in canna indiana, per una sedia che si mantiene fedele al modello artigianale che l’ha ispirata ma che al tempo stesso per lo studio tecnico dei suoi incastri e per l’elevata qualità realizzativa che ne assicura durata e stabilità mantiene ancora oggi intatto il suo ruolo di proposta adatta a tutte le stagioni ed a qualsiasi scenario.

Giò Ponti, negli anni ’50, non ha badato a formalismi eliminando dal suo progetto qualsiasi possibile manierismo: Superleggera doveva essere semplicemente una sedia, una normale sedia senza stranezze che fosse in grado di arredare le case dell’epoca ai costi contenuti che si rendevano necessari per le ristrettezze del secondo dopoguerra.

Lo è ancora, ma aver attraversato indenne le scuole di pensiero e le tendenze del design l’ha trasformata anche in una delle più influenti icone del design industriale all’italiana!

 

Nov 11, 2017
Christian

Vi invitiamo alla più eterogenea delle rassegne d’arredo!

La parola mercatone ti fa specie, perché suscita in te l’idea di un gran bailamme di articoli di scarso pregio messi lì alla rinfusa solo per attirare quante più persone possibile, allettandoli con varietà di proposte ma anche con prezzi stracciatissimi?

Probabilmente hai ragione a pensarla così, e non sei affatto lontano dal senso intrinseco che tante altre persone dai gusti più raffinati ed esigenti in fatto di interior design attribuiscono a questo termine. Il titolo del nostro articolo di oggi è una voluta e dichiarata provocazione, siamo qui per la sfida: dimostrare che è possibile mettere insieme oggetti di design, ma anche elementi e complementi di arredo che non hanno nulla in comune in fatto di stile o ispirazione, ma nemmeno come contesto di destinazione.
Unica singola caratteristica posseduta da ciascuno di essi è l’alta qualità realizzativa, che li pone tutti sullo stesso piano, quello di un design creativo e mai banale, attento a distinguersi e capace di catturare gli sguardi.

Lo sgabello Caprice di Philippe Starck

Iniziamo con un “mostro sacro” del design e con un oggetto forse non troppo comune nelle case ma secondo noi un po’ sottovalutato. Philippe Starck è stato in grado di esprimersi al top delle sue infinite e poliedriche capacità con lo sgabello Caprice, che ci ha affascinati fin dal primo sguardo con le sue linee poco convenzionali.
Fa parte di una collezione molto più ampia di sedute di cui costituisce la naturale estensione, ed è in origine stato concepito come naturale complemento di un ambiente di lavoro, tuttavia i confini tra vita ed ambito professionale tendono ad assottigliarsi sempre di più, ed ecco perché lo sgabello Caprice non ci appare affatto fuori luogo se inserito un un contesto di convivialità.

Una classica base a stelo in alluminio mat è sormontata da una comoda seduta rivestita in tessuto, disponibile in numerose tonalità.
Ad accrescere la pratica ergonomia di questo progetto inserito nel catalogo di Cassina, Stack ha previsto il poggiapiedi cromato ed un meccanismo automatico che va a posizionare sempre la seduta nella direzione corretta rispetto ad esso. Una silhouette scarna, eppure estremamente incisiva, come spesso accade per i progetti di Philippe Starck che ha sempre come primo obiettivo rendere più comoda la vita con oggetti “asserviti” alle esigenze dell’uomo.

Madia Easy – Cappellini Design

Il secondo progetto dell’odierno “bazar” di design di alta scuola che stiamo componendo oggi è firmato da Cappellini ed ha anch’esso un DNA fatto di estrema sobrietà. Si tratta della madia Easy, rigorosissima nelle sue forme squadrate ed estremamente versatile per inserirsi con successo nella moderna filosofia dell’abitare e dell’arredamento, perché è un complemento eclettico ed è un contenitore multifunzione. La gamma è molto ampia, ben 20 sono le diverse combinazioni possibili scegliendo in primis le misure e poi orientandosi sulla distribuzione di ante, vani a giorno oppure cassetti, in base all’uso cui si intende destinarla.

Una madia della linea Easy è estremamente leggera alla vista, e può assumere qualsiasi look si desideri anche per le diverse laccature, i top proposti in cristallo, marmo o legno.
L’intento di “passare inosservata” è accentuato dai sottilissimi piedini in metallo che la sostengono, quasi nascosti sotto la struttura!

Libreria Giotto di Cattelan Italia

Particolarissima e stilizzata agli estremi è poi l’impatto scenografico della libreria Giotto, su design di Andrea Lucatello. Una struttura funzionale e versatile che Cattelan Italia propone nel suo catalogo perché sia inserita, con discrezione, in qualsiasi spazio anche non living, perché è molto disinvolta con il suo aspetto a cavalletto – assi portanti in noce massello – ed i robusti ripiani verniciati, che possono ospitare qualsiasi cosa, non solo libri. È un complemento d’arredo che nasce quasi con il criterio della sottrazione e che quasi non si fa notare, per esprimere un concept di arredo sobrio che però lascia il segno!

Madia Alambra di Rimadesio

Per l’ultimo complemento di arredo abbiamo oggi scelto una particolare configurazione di un mobile contenitore per la zona giorno di Rimadesio. In ossequio alla sua tradizione affermatissima nell’ambito delle pareti divisorie e delle porte scorrevoli dell’azienda, Alambra è un sistema di madie perfetto per integrarsi con esse nella sua versione più alta, perché è totalmente componibile a partire da una struttura molto ariosa con sottilissimi profili in alluminio ed ampi vetri integrata anche da un sistema di illuminazione a LED interno.

Qualsiasi oggetto riposto al suo interno ne risulterà valorizzato: il classico formale del mobile contenitore è rispettato, anche se l’estro creativo di Giuseppe Bavuso l’ha elevato, con i canoni della sua interpretazione stilistica, verso una geometria essenziale come quella oggi più in voga.

 

Nov 5, 2017
Christian

Mettetevi comodi, ci pensa l’interior design!

Tre diversi modi di interpretare la seduta

I contributi alla realizzazione e composizione di una zona living dalla forte personalità passano molto spesso dalle linee iconiche e spiccatamente originali e ricercate delle sedute, il che allarga il campo d’azione non solo alle sedie ma anche alle poltrone. Noi vogliamo giocare a proporvene alcune tra loro non molto omogenee nello stile e nell’ispirazione, starà a voi scegliere il modello che meglio impersona il vostro concetto di arredamento!

Poltroncina Piron di Rubelli

Partiamo dagli incroci minimi e minimal della poltroncina di forma molto squadrata Piron, un autentico gioiello anche per i materiali che la compongono.
Si tratta di un pezzo di arredamento della collezione Rubelli per il quale non è stato lesinato alcuno sforzo per ottenere una lavorazione dal dichiarato stampo sartoriale, come di prammatica per questa azienda che rappresenta un punto di vertice nel settore dei mobili, degli imbottiti ma anche dei tessuti per l’arredamento.

Questa sedia sposa un concetto di continuità delle linee per la sua struttura in faggio laccato, in un abbraccio che include lo schienale ed i braccioli.
La laccatura dal colore intenso e profondo è un invito al quale è impossibile resistere, ed assisi sulla morbida seduta non si riesce a fare a meno di far scorrere i polpastrelli su una superficie che appaga il tatto per la sua consistenza serica.

Sedia Aston Lounge di Minotti

Restiamo nell’ambito delle sedie o poltroncine avvolgenti con un’idea di un maestro che ricorre spesso tra le nostre pagine come Rodolfo Dordoni.
Minotti ha perfettamente interpretato lo spirito del progetto originario per creare la sedia Aston Lounge, dalla robusta struttura in legno massello sormontata da un avvolgente schienale e da una invitante seduta, entrambi morbidamente imbottiti. Si tratta di una sedia compatta e dalle dimensioni contenute, e che ben si inserisce in qualsiasi tipo di ambiente, anche grazie ad un elegante rivestimento tessile che ne esalta le forme scultoree.

La poliedricità della sedia Aston Lounge viene resa ancor più accentuata dalla doppia variante disponibile, sia come sedia da accostare al tavolo da pranzo o ad un tavolino, sia come comoda ed avvolgente poltroncina il cui schienale è ridisegnato per includere i braccioli che la trasformano in un complemento d’arredo adatto a tutte le circostanze.

Sedia per outdoor Montagna di Ethimo

Ci distacchiamo adesso da un’idea del design che prediliga le forme più sinuose con la poltroncina Montagna, dallo stile quasi rustico. La sua ideazione è frutto della creatività congiunta di Matteo Thun ed Antonio Rodriguez, mentre ci ha pensato Ethimo a ricrearne le forme essenziali ed i richiami tra materiali tra di loro eterogenei.
La sua destinazione d’uso privilegiata è in effetti l’outdoor, come da tradizione per questa azienda altamente specializzata nell’arredo giardino o per esterni di prestigio tradotto però in collezioni sempre sobrie e funzionali, ricche di dettagli di alta qualità.



Montagna
è realizzata in legno Teak e fibra Etwick intrecciata: comfort e durata nel tempo sono assicurati, ma grazie al ruolo conquistato da Ethimo – un vero ambasciatore dell’interior design all’italiana all’estero – questa comoda sedia non sfigura minimamente se inserita nel contesto di un salotto!

Vi abbiamo così introdotto 3 differenti filosofie della seduta dall’architettura diversa: a voi scegliere quale preferite, perché no raccontandoci il perché anche sulla pagina Facebook di Non Solo Arredo!

 

Ott 29, 2017
Christian

Sogni d’oro e morbidissimi sui letti Dorelan!

Dal benessere e dalla qualità del nostro riposo notturno dipende tantissimo, forse tutto ciò che lo segue al risveglio. Per questo è irrinunciabile non solo scegliere un materasso di alta qualità ed appropriato alle nostre esigenze, ma anche un letto che sappia dare la giusta forma alla nostra notte, quella di un guscio avvolgente e rigenerante.

Dorelan è un’azienda che conosce tutti gli aspetti, anche quelli più nascosti, per rendere il più intimo spazio della casa un luogo di benessere da vivere ogni notte. E chi ha detto che a tutti questi benefici non si possano accompagnare anche una decisa personalità e la raffinatezza di un design moderno e distintivo?
Sono i crismi che animano la collezione Dorelan D_SIGN, composta da letti dallo stile ricercato e riconoscibile ma mai eccessivo, che sa mantenersi nell’alveo dell’eleganza senza tempo.

Letto Dorelan Somnia

La manifattura accurata e di stampo sartoriale che compone i rivestimenti di un letto come Dorelan Somnia trasmette sensazioni di relax fin dal primo sguardo. La testiera è quasi oversize, composta da soffici cuscini che avvolgono ed abbracciano pronti a regalare un riposo maestoso: esattamente come l’origine del suo nome, da ricercare nel Pantheon greco, cui apparteneva il figlio della Dea Notte.
La sofficità si dilata in un tripudio di cuscini ed elementi che già prima di sperimentarli con il corpo, sdraiandosi, preparano e fanno assaporare sensazioni di riposo e di dolci sogni.

Letto Dorelan Sharpei_Box

Gli stessi dolcissimi e soffici sogni sono a vostra disposizione sul letto Sharpei_Box, che si richiama con il suo nome alla razza canina che tutti associamo ad immagini di morbidissime pieghe nelle quali è impossibile non desiderare affondare le mani. Tra i letti più amati di tutte le nuove collezioni Dorelan, Sharpei_Box è talmente morbido da permettere di modellare a piacimento la sua testiera malleabile.
Non solo soffici volumi e corroboranti sonni ristoratori, ma anche praticità e versatilità per un letto che si presta benissimo alla lettura in posizione semisdraiata, alla visione di un film sotto le coperte, ma anche allo sdraiarsi o appoggiarsi per qualche attimo di riposo prima di ripartire.
Come una vera nuvola di tessuto, Sharpei_Box raggiunge il massimo della praticità nella sua capiente versione con contenitore, che riesce ad essere quasi un armadio aggiuntivo!

Letto Dorelan Sandi

Vogliamo concludere questo trittico di letti Dorelan con il modello Sandi, un letto dai volumi generosi e dalla testiera avvolgente che lo rende un’icona di comodità. Come un abbraccio, la sua struttura appare composta da morbidi cuscini ripiegati e sovrapposti, in una forma che fa del design armonioso e della purezza delle forme i veri punti di forza.

Ne abbiamo la certezza perché li abbiamo sperimentati di persona, su qualsiasi di questi 3 letti voi vi abbandoniate al riposo notturno, saranno sempre sogni d’oro!

 

Ott 20, 2017
Christian

Porte Ferrero Legno, la passione per le idee perfette

Concedeteci oggi uno spazio di digressione su un aspetto della casa a volte sottovalutato, quasi come se non fosse parte integrante dell’arredamento. Stiamo parlando delle porte, che non possono essere relegate al ruolo di semplici “divisori” tra gli ambienti perché attraverso di esse non passiamo soltanto noi… passano anche la personalità e l’impronta dell’interior design, se ci perdonate il senso traslato del termine!

L’attività di Ferrero Legno

Vogliamo così raccontarvi l’attività di un’azienda come Ferrero Legno, che da quasi 70 anni si dedica alla realizzazione di porte non solo in legno, ma anche in materiali quali il cristallo satinato, l’alluminio, metalli e laminati.
Stupisce, nelle porte Ferrero Legno, la certosina e matematica applicazione della tecnologia a progetti di estrema creatività, al fine di integrare ciò che non è considerato un banale infisso ma un oggetto dotato di vitalità in qualsiasi spazio, giocando con la matericità soprattutto del legno e con le sue essenze e creando così tendenze dallo spiccato carattere.

Le porte Ferrero Legno arredano ed al tempo stesso affascinano, tuttavia non si allontanano mai dalla massima funzionalità.
La completa gamma di porte è quindi realizzata con metodologie di lavoro all’avanguardia ed in continua evoluzione, per rispondere a richieste di una clientela esigente e sempre alla ricerca della migliore qualità, ma anche di un servizio che si riveli essere impeccabile.

Il catalogo delle porte Ferrero

Sono centinaia i modelli prodotti e disponibili a catalogo, anche nelle varianti laccate, ma trattandosi di un’azienda dinamica la cui filosofia prevede di non tralasciare mai nuovi obiettivi per una crescita costante, da alcuni anni è stata anche avviata la progettazione e realizzazione di modernissime pareti divisorie scorrevoli e di grandi dimensioni, avventurandosi in terreni che sfruttano materiali quali l’alluminio ed il vetro.

Tutti i componenti ed il loro assemblaggio sono al 100% Made in Italy, secondo procedure standardizzate e certificate ed attentissime quindi anche all’impatto ambientale, una scelta aziendale del tutto in linea con il criterio dell’aggiornamento costante.
Ciò vuol dire che il legno, materia prima essenziale, proviene solo da fonti gestite in maniera responsabile; e che quello che una volta era un piccolo laboratorio artigianale si è moltiplicato per diventare un modernissimo stabilimento industriale dalla spiccata filosofia green, che privilegia ad esempio le laccature ad acqua, che si impegna per abbattere le emissioni e che sfrutta energia in gran parte proveniente da un apposito impianto fotovoltaico.

Nulla è lasciato al caso quando si parla dei cataloghi Ferrero Legno, grazie ad una sensibilità tramandata di generazione in generazione che pone oggi questa azienda tra i leader assoluti, ed a livello mondiale, nel settore delle porte da interni, con prodotti dalla nobiltà e dal carattere sempre più apprezzati.

 

 

Ott 16, 2017
Christian

Alcune scelte di stile molto ben definite

Oggi torniamo ad una nostra vecchia e consolidata abitudine, ovvero l’allestimento di una rassegna di complementi di arredo da mettere insieme accostandoli in una immaginaria zona living.
Questa volta componiamo un balletto di elementi solo all’apparenza incongrui tra loro, e lo facciamo in maniera del tutto consapevole dopo averne studiato linee e caratteristiche.

Divano componibile Adda – Flexform

Partiamo dal divano componibile Adda, nato dal progetto di un habitué del nostro blog, Antonio Citterio, e concretizzato dall’esperienza di Flexform. La sua estetica è estremamente asciutta e molto contemporanea, poggia su una robusta struttura in metallo con piedini a vista che contribuisce alla leggerezza complessiva. Il tubolare di metallo fa infatti apparire sollevata da terra tutta la seduta con i suoi generosi cuscini imbottiti in piuma d’oca e rivestiti da evidenti cuciture sia nelle versioni in tessuto che in pelle e che si impongono alla vista come il più evidente e distintivo segno grafico.

Cuscini e braccioli sono pensati per accompagnare la seduta e l’appoggio in qualsiasi configurazione, sia lineare che angolare ad L. La modularità portata agli estremi è il vero tratto caratteristico del divano Adda, che noi abbiamo concepito nel suo carattere più deciso in una versione grigia, quella che secondo noi meglio ne accentua le velleità di design contemporaneo.

Consolle Douglas – Arketipo

Cosa accostare ad un simile imbottito se non un satellite di prestigio come la consolle-tavolino di Arketipo della collezione Douglas? Il suo lessico di design è fatto di linee pure ma multifunzionali, con più piani di appoggio su livelli distinti che gli permettono di assolvere a più compiti ed in più posizioni. Può essere posizionato accanto al divano oppure alle sue spalle, e sono diversi i materiali essenziali che giocano tra loro, quali vetro, marmo e metallo, in un tavolino che è fatto apposta per un palato molto esigente.

Libreria Hangar – Calligaris

Volete poi circondarvi di ornamenti, decorazioni, oggetti di design o simboli delle vostre passioni? C’è la struttura dalla sagoma originale interamente in metallo dell’ariosa libreria Hangar, un progetto che Gino Carollo ha proposto a Calligaris per le sue linee semplici, essenziali ed adatte a qualsiasi ambiente.
Con questa libreria a giorno la zona living acquista ariosità ma anche dinamicità per le forme irregolari e sagomate degli scaffali, con una modularità componibile.

Hangar è autoportante e bifacciale per cui, in caso di ambienti particolarmente estesi, può essere anche proposta a centro stanza, con un uso free-standing che la trasforma anche in elegante divisorio.

Tavolo allungabile Premier Drive – Cattelan Italia

Vogliamo concludere la rassegna con un ultimo complemento di arredo immancabile in una zona giorno tutta da vivere, e le cui linee si sposano alla perfezione con i “compagni di viaggio” fin qui descritti. Cattelan Italia infatti regala linee preziose e di sicuro impatto scenico con il tavolo allungabile Premier Drive, per il quale la base in acciaio verniciato goffrato può essere scelta nelle tonalità nero, titanio o grafite e sostiene un ampio piano di appoggio in cristallo di 12 mm di spessore: la nostra versione preferita è quella verniciata in bianco, ma lo potete avere anche graphite.

Siamo davanti ad un tavolo che comunica emozioni ed arricchisce di valore qualsiasi ambiente per la sua elegante raffinatezza, un vero campione dell’alta qualità Made in Italy.

 

Ott 10, 2017
Christian

Home staging: un nuovo mestiere ed un trucco per vendere meglio casa!

Ci occupiamo generalmente di oggetti che nascono per arredare la casa, progetti di design, persino di soluzioni architettoniche. È ovvio quindi che il settore immobiliare, in una accezione più ampia relativa proprio alla compravendita di una casa o alla sua locazione, possa facilmente rientrare tra i nostri temi di interesse, perché trattasi della cornice che tanto ci appassiona riempire e personalizzare!

Home staging, una nuova strategia di marketing

Ricerche mirate e basate su precise statistiche hanno dimostrato, numeri alla mano, quali sono gli immobili che restano per minor tempo nelle vetrine delle agenzie o tra gli annunci, ed il risultato ci ha sorpresi perché abbiamo scoperto una figura professionale che ci era del tutto sconosciuta, quella dell’Home Stager!

Questa particolare fase di recessione economica ancora in corso ha infatti reso più problematica la collocazione degli immobili, ed in questa sorta di incontro e contaminazione tra i mestieri si trova uno strumento dalle enormi potenzialità: per mettere in atto un efficace Home Staging, infatti, vanno conciliate le peculiarità dell’agente immobiliare, colui che deve conoscere le migliori tecniche persuasive per vendere, con le competenze e la creatività di un interior designer, l’unico in grado di organizzare e riorganizzare gli spazi per farli apparire più appetibili.
L’occhio critico permette di valorizzare e mettere in risalto gli angoli migliori, i punti di forza di una casa, e di rendere al tempo stesso ininfluenti quelli male in arnese.

A volte bastano piccoli e semplici tocchi come una nuova disposizione del mobilio, ove presente, o la rimozione degli elementi di disturbo che possono comunicare sensazioni di disordine o o di trasandato abbandono.
Un trucco evergreen è rappresentato dagli specchi, che moltiplicano gli spazi quasi con un effetto ottico, e possiedono una luce intrinseca!
L’ambiente deve apparire rilassante, accogliente, invitante: spazio e luminosità giocano un ruolo chiave, e per questo non è tanto consigliabile aggiungere quanto togliere, e soprattutto riordinare.

Trucchi per un efficace home staging

Ogni stanza deve possedere specifiche peculiarità: comfort e relax per la camera da letto; calore e comodità, intesa come praticità d’uso, per la cucina; luminosità e senso di intimità per la zona living.
È l’occhio esperto ma estraneo a quegli ambienti il vero miglior organizzatore, ed in molti casi le soluzioni sono facilmente praticabili ed anche economiche. Raramente si deve intervenire con ristrutturazioni, ma non vanno escluse: a volte una rapida tinteggiatura delle pareti può fare miracoli nel trasformare una stanza, o in casi più estremi anche l’abbattimento di pareti tra stanze troppo anguste, separandole magari con muretti bassi divisori, aiuta ad enfatizzare la metratura a disposizione.
Non va dimenticato che, dopo un intervento di Home Staging, anche qualsiasi servizio fotografico restituirà sensazioni di una casa migliore, e più desiderabile!

Se state pensando di vendere casa, iniziate allora subito da questi segreti prima di metterla in scena in una giusta dimensione, valorizzandola!

 

Set 15, 2017
Christian

I vantaggi e gli svantaggi di una cucina in legno

Se siete in procinto di acquistare una nuova cucina, sicuramente vi sarà balzata in mente l’idea di acquistare una cucina in legno. Ovviamente, come ogni cosa, una cucina in legno ha i suoi vantaggi e svantaggi; andiamo ad analizzarli.

I vantaggi di una cucina in legno

1. Naturalezza
Sicuramente una cucina in legno ha quella semplicità che gli amanti della natura apprezzeranno sicuramente. Inoltre, contrariamente agli altri tipi di materiali, dà un tocco di unicità alla vostra cucina.

2. Varietà
Diversamente a quanto si possa pensare, scegliere una cucina in legno significa anche andare incontro alla scelta di una serie di caratteristiche della cucina. È possibile scegliere lo stile, il colore, le finiture ed altre caratteristiche dei mobili, ma anche del tavolo e delle sedie.

3. Resistenza e facilità di riparazione
I mobili in legno sono sicuramente tra i più resistenti. Ovviamente la loro resistenza dipende anche dal tipo di legno (dalla quercia si ricavano i mobili più resistenti ma ci sono anche altre qualità molto resistenti). Inoltre, è possibile riparare facilmente mobili in legno in quanto grazie a semplici rifiniture possiamo nascondere graffi e segni di usura.

Svantaggi di una cucina in legno

1. Manutenzione ordinaria
Se si ha una cucina in legno, bisogna prestare attenzione a tutta una serie di cose. Ad esempio, occorre evitare di esporre troppo la cucina ai raggi solari (per evitare cambi di tonalità) e di sovraccaricare tanto i mobili, per non incorrere nella deformazione delle mensole. Anche l’umidità è un nemico delle cucine in legno.

2. Costo
Le cucine in legno hanno in media un costo più alto rispetto agli altri tipi di cucine. Tuttavia, ci sono delle qualità di legno più economiche che consentono di avere una buona cucina spendendo poco. Ad esempio, il legno frassino è uno dei più economici e gode di una buona resistenza meccanica (si flette senza spaccarsi).

3. Pulizia
Pulire una cucina in legno è sicuramente più difficile degli altri casi. Il legno non puó essere trattato con tutti i tipi di detergenti. Ad esempio, occorre evitare assolutamente di usare candeggina e solventi sui mobili in legno.

Set 6, 2017
Christian

Mobili antichi e antiquariato: come riconoscerli?

Mobili antichi: sono oggetti di antiquariato a tutti gli effetti. Ma come si riconoscono?

 

 

Quando si parla di mobili antichi non si può non fare riferimento ad un concetto molto importante nella storia dell’arte: i mobili che appartengono ad un’epoca storica – esattamente come gli oggetti d’arte, che possono essere ad esempio sculture, quadri o dipinti, ed altre tipologie di oggetti – fanno parte, infatti, della categoria degli oggetti di antiquariato. Oggetti che rappresentano un dato periodo storico, più o meno rilevante,  e che proprio per questo motivo meritano di essere non solo adeguatamente riconosciuti, ma anche valorizzati. E qual è il miglior modo per valorizzare questi mobili se non quello di saperli identificare e saperne riconoscere il valore?

Nel caso in cui ci ritrovassimo in casa un tavolo o un mobile in generale che ci ricordi un periodo storico artistico ben preciso, il consiglio è quello di farlo valutare da un antiquario, ovvero da un esperto che si occupi della corretta valutazione del mobile antico e che sappia riconoscerne l’identità ed il valore.

Come riconoscere un mobile antico

Ma se volessimo essere in grado di riconoscere in maniera autonoma e autentica un mobile antico? Quali sarebbero i passi da compiere? Prendiamo ad esempio un mobile che ci appare essere del ‘700, un secolo che ha visto diverse evoluzioni dal punto di vista artistico e culturale e che proprio per questo potrebbe essere carico di confusione: nei primi anni, infatti, di questo secolo, era abbastanza evidente anche nella produzione dei mobili di antiquariato la ricerca del Barocco, che è stata a tutti gli effetti un’epoca artistica caratterizzata dalla presenza di forme maestose e imponenti, mobili ed opere dal lusso davvero sfrenato. Tanto che, alla morte del Re Sole, si era immediatamente deciso di reagire contrastando quello stesso lusso e dando importanza quindi ad un motivo più semplice e leggero che si andava a contrapporre con il lusso settecentesco tipico del Barocco.

Ed anche i mobili antichi sono rappresentativo di queste epoche: basti pensare che nei mobili Rococò possiamo trovare elementi particolari come fiori e foglie, conchiglie, boccioli, che vanno a contrastare i mascheroni, putti e cariatidi tipici del Barocco. Riconoscere elementi come questi potrebbe essere già un metodo importante per identificare un momento artistico e dividerlo da un altro: ed è per questo che nella valutazione delle opere, e pertanto anche dei mobili antichi, è decisamente fondamentale sapere di cosa stiamo parlando, essere a conoscenze delle caratteristiche principali di quel dato periodo e del metodo specifico di produzione dei mobili e degli oggetti e della loro elaborazione stilistica.

Non a caso, chi conosce le specifiche tecniche di quel dato periodo saprà esattamente di cosa stiamo parlando ed avrà più lineare la conoscenza ed il riconoscimento di quella data opera.

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