• Cucine in stile moderno nel 2022

    Le cucine in stile moderno nel 2022 richiedono un’attenzione ai colori, ai materiali e allo stile. Una cucina moderna permette di trasformare la propria abitazione in un’ambiente ricercato ma anche perfetto in cui viverci e dedicarsi a varie attività, come ad esempio un pranzo o una cena in famiglia o con gli amici.

    Il design che si sceglie per la propria cucina dev’essere il giusto connubio tra praticità e modernità. In Italia sono tanti i produttori che sanno combinare gusto e praticità come Muzi Design, gruppo Febal casa che ha spiegato infatti che le cucine in stile moderno non devono essere solo belle da vedere ma devono presentarsi anche semplici da tenere in ordine e pulite.

    I must have per una cucina moderna nel 2022

    Il design delle cucine moderne, come accennato, devono essere pensati in termini di praticità e al contempo rispettare i canoni delle ultime tendenze del 2022 per attrarre lo sguardo e rendere questa stanza il fulcro dell’abitazione.

    Sempre più spesso oggi si pensa a creare degli spazi open space. In questo caso diventa ancora più importante realizzare uno stile che si abbini a tutto l’arredo della propria abitazione.

    Un must have del 2022 è ancora la creazione di un’isola in cucina. Questa può essere operativa o meno. Si può usare per inserire un lavandino, il forno, il microonde. Oppure si può scegliere di creare un’isola dedicata esclusivamente alla realizzazione delle proprie ricette o per pranzare, fare colazione o cenare velocemente aggiungendo degli sgabelli intorno all’isola.

    Un altro trend è costituito dal piano di lavoro a cascata, ossia un proseguimento del top della cucina che raggiunge i fianchi dell’isola fino a terra, per un effetto minimal che rende la cucina un’ambiente davvero stupendo.

    Un’altra tendenza è quella che prevede la scelta di mobili con sistemi di apertura innovativi che vedono scomparire le maniglie e far spazio alle ante a scomparsa dinamiche, leggere e con portelloni scorrevoli.

    I materiali migliori per realizzare una cucina moderna

    Ci sono sicuramente varie tendenze e must have per la progettazione della propria cucina moderna. È molto importante però fare attenzione anche ai materiali che vengono utilizzati per la realizzazione di top, mensole, ripiani, ante, tavoli, isola ecc…

    Per il 2022 un trend al quanto interessante è quello che vede l’unione del legno ad elementi realizzati in metallo come ad esempio l’acciaio oppure l’ottone. Molto interessante anche l’uso del vetro per la creazione delle ante. Non mancano poi le cucine che abbinano il metallo al cemento.

    Le cucine moderne presentano anche rubinetteria, lavelli, e accessori che possono essere realizzati in argento, in ottone, in foglia oro oppure in corten, perfette per chi vuole abbinare lo stile minimal a quello stravagante. Intramontabile anche l’uso dell’acciaio inossidabile che da un senso di pulizia, lineare e dal sapore professionale.

    Per questa stagione un must have ottimale è il marmo. Il marmo è sofisticato, prezioso, resistente e ideale per rivestire l’isola o per il top della cucina. Naturalmente, queste sono solo l’indicazione per alcuni materiali molto apprezzati nel corso del 2022. Ma non bisogna lasciarsi ingabbiare dalle tendenze. Infatti, è possibile con il supporto di alcuni professionisti scegliere i materiali migliori per una cucina ricercata, chic e con rivestimenti belli da vedere e semplici da pulire.

    Quali sono i colori più alla moda per il 2022?

    Se stai progettando una cucina moderna devi fare attenzione anche ai colori da utilizzare per la creazione di un ambiente vivace e perfetto per la realizzazione di un effetto rassicurante, avvolgente e alla moda.

    Un trend di quest’anno in termini di colore è sicuramente il blu. Si usano tonalità per la creazione delle ante come: il denim, il blu navy, dell’azzurro con un tocco vintage ed elegante, accostandosi alla perfezione con materiali come ad esempio il legno e il marmo.

    Un altro colore consigliato per chi vuole uno stile moderno e ricercato è il verde. Il verde è un coloro che non passa mai di moda. Tra le tonalità consigliate ci sono il veronese, il verde foresta, il petrolio e la salvia scuro. Il verde è un colore chic e raffinato che esalta lo stile della cucina specie se si usa il noce o il legno di rovere.

    I colori caldi fanno parte della scala di tonalità alla moda per il 2022. Tra questi toni considerati caldi ci sono: il caramello, l’albicocca, l’oro, il ruggine, la terracotta in abbinamento con il legno bianco e chiaro.

    Un altro colore che sembra mantenersi in tendenza ancora quest’anno è la cucina nera. Certo scegliere il nero è complesso, infatti i toni troppo scuri tendono a rendere la cucina molto opaca. Una soluzione per usare il nero è quello di abbinare a questo colore il bianco. In questo modo il bianco e il nero insieme riescono a dare i giusti toni fashion senza togliere nulla alla luminosità. Se si vuole creare un’ambiente pulito e luminoso allora si può scegliere di optare per la creazionedi un ambiente total white.

    Condividi su:
  • Elettrodomestici di design: stile e qualità per la casa

    Una migliore qualità di vita significa anche rendere più confortevole ed efficiente la propria casa, grazie a elettrodomestici che coniugano perfettamente design accattivante ed eccellenti prestazioni

    Già da alcuni anni gli elettrodomestici di design stanno riscuotendo un successo crescente e sono sempre più preferiti ai classici elettrodomestici per la casa.

    I motivi di questa rapida ascesa sono numerosi e riguardano principalmente la capacità di questa particolare tipologia di prodotti di coniugare l’eleganza e la ricercatezza delle forme con la funzionalità e il risparmio energetico.

    Quando si arreda o si ristruttura una casa, infatti, la scelta dei giusti elettrodomestici deve essere fatta tenendo conto di una molteplicità di fattori e sempre nell’ottica di creare un ambiente accogliente, confortevole e funzionale, capace di facilitare le attività quotidiane e di contribuire al miglioramento della qualità di vita.

    La gamma degli elettrodomestici di design, infatti, include tutti quei prodotti capaci di combinare uno stile ricercato e contemporaneo con l’uso di materiali innovativi, prestando allo stesso tempo attenzione ad altri importanti elementi come l’ergonomia, la multi-funzionalità, la riduzione dei consumi e la possibilità di personalizzazione.

    Quando si parla di elettrodomestici di design di alta qualità, dunque, non si fa esclusivamente riferimento alla “forma”, vale a dire allo stile, ma anche alla “funzione”, ovvero alle prestazioni e alla qualità superiore garantita da questi prodotti di ultima generazione.  

    Arredare la propria casa con elettrodomestici di design significa pertanto creare degli spazi funzionali e moderni, nei quali la cura dell’estetica e l’armonizzazione con il resto dell’arredamento vano di pari passo con la praticità e con l’ottimizzazione dei consumi.

    Elettrodomestici NEFF: qualità e design per la cucina e non solo

    Tra i marchi oggi più conosciuti e apprezzati nel settore degli elettrodomestici di design spicca certamente NEFF, brand che ha fatto dell’innovazione e della creatività le sue caratteristiche distintive.

    A caratterizzare gli elettrodomestici NEFF è, infatti, la capacità di coniugare una grande affidabilità con uno stile contemporaneo e sempre al passo con i tempi, non tralasciando però né la praticità né la semplicità d’uso.

    Nonostante si tratti di oggetti di alta gamma, ovvero di elettrodomestici professionali, i prodotti NEFF sono pensati per venire incontro alle esigenze di tutti e per rendere più facili, veloci e divertenti le mansioni quotidiane, come la preparazione di un’ottima cena per la famiglia o per gli amici o la più semplice gestione del bucato di casa.

    Nella vasta collezione NEFF è infatti possibile trovare diversi tipi di elettrodomestici, prodotti differenti per dimensioni, materiali e caratteristiche ma tutti accomunati da una grande attenzione ai dettagli e dalla capacità di integrarsi alla perfezione in ambienti diversi.

    Il catalogo NEFF include innanzitutto i grandi elettrodomestici di design per la cucina, ovvero frigoriferi e congelatori di ultima generazione, prodotti di alta qualità, di classe energetica superiore (A++) e progettati per garantire il massimo della funzionalità a fronte di un ridotto consumo energetico.

    Altrettanto innovativi sono i microonde e forni da cucina NEFF, realizzati con materiali di alta qualità e caratterizzati da un design elegante, da finiture ricercate e da un’ampia gamma di funzionalità, pensate per assicurare il massimo delle prestazioni per la preparazione di menù diversi.

    Nel catalogo NEFF non mancano poi i piani cottura, sia elettrici che a induzione, progettati per rendere semplice e veloce la cottura di ogni alimento e per consentire a tutti di esprimere la propria passione in cucina, così come i fornelli a gas, ovvero magnifici piani cottura realizzati in acciaio e ghisa e studiati per sfruttare al meglio l’intensità del calore.

    Ispirate alla tecnologia e alla funzionalità sono anche le cappe aspiranti, potenti, silenziose e progettate per assicurare sempre il corretto ricambio d’aria in cucina, e le lavastoviglie NEFF, anch’esse estremamente silenziose ma capaci di garantire un lavaggio perfetto in minor tempo e con un ridotto impiego di energia; le lavastoviglie firmate NEFF, infatti, sono dotate di moltissimi programmi di lavaggio oltre che di un gran numero di accessori, caratteristiche che le rendono ideali per ogni tipo di esigenza. 

    La linea degli elettrodomestici di design NEFF è infine completata dalla ricca gamma di lavatrici, a incasso o a libero posizionamento, prodotti di alta qualità, realizzati con ottimi materiali, pensati per durare nel tempo e per assicurare eccellenti prestazioni.

    Le lavatrici NEFF, infatti, si caratterizzano non solo per il loro design moderno ma anche per gli innumerevoli programmi, per l’estrema funzionalità e per l’ottimizzazione dei consumi, sia in termini di impiego di acqua che in quelli di energia. Preferire gli elettrodomestici di design NEFF per la propria casa significa quindi scegliere dei prodotti di alta gamma, dei sistemi professionali capaci di integrarsi con l’architettura di una stanza, di coniugare praticità, efficienza e stile e di semplificare le attività quotidiane.

    Condividi su:
  • Come dividere gli spazi interni: diverse soluzioni possibili

    pareti hpl

    Dividere uno spazio interno è sempre una sfida, sia che si tratti di una stanza di casa propria che di un locale adibito ad uso pubblico.
    Occorre trovare il giusto equilibrio tra funzionalità ed estetica.

    Le soluzioni possono essere molte ed è importante riuscire ad individuare la più adatta ad ogni caso specifico.
    Ricorrere a muri in calce e mattoni assicura un risultato solido e duraturo, chi li sposta più?
    Ma è un investimento che richiede tempo, denaro e olio di gomito per pulire tutto a fine lavori.

    E se col tempo si cambia idea o le esigenze di suddivisione dello spazio cambiano?
    Per tornare indietro bisogna demolire tutto, un’operazione difficile e costosa.

    Con il cartongesso le condizioni non migliorano poi tanto.
    Anche se i pannelli costano molto meno dei muri veri e propri, una volta installati è complicato smontarli e cambiarne la disposizione.

    Allora, cosa si può fare? Esiste un’alternativa che, per così dire, riesca a salvare capra e cavoli?
    In effetti una soluzione c’è: le pareti modulari.

    Le pareti modulari, un sistema pratico ed economico

    Le pareti modulari rappresentano un sistema davvero pratico per dividere e riprogettare gli spazi interni.
    Sono costituite da pannelli leggeri ma molto resistenti, che si possono comodamente montare e smontare a seconda delle necessità del momento.

    Rispetto ai muri di mattoni o di cartongesso, l’investimento economico è molto più contenuto e il tempo necessario a completare l’installazione si riduce notevolmente.
    Persino la pulizia a fine lavori si trasforma in un intervento di poco conto.

    Con le pareti modulari si riesce ad utilizzare appieno lo spazio a disposizione, senza creare inutili ingombri strutturali.
    Infatti, risultano molto sottili perché sono in laminato stratificato.

    In ambienti ad uso pubblico come i bagni o gli spogliatoi, sono proprio perfette dato che ne agevolano le operazioni di igienizzazione.
    Dove ci sono pannelli divisori per bagni è più facile mantenere i locali puliti e in ordine, e le superfici si possono detergere senza problemi, così come i pavimenti.

    Pareti in HPL per la massima igiene dei luoghi pubblici

    L’utilizzo delle pareti divisorie per bagni pubblici e spogliatoi consente di allestire i locali col massimo rigore, dividendoli in ripetute postazioni dove ogni avventore trova giusto spazio e comfort.

    Bastano pochi accorgimenti per dotare un bagno dell’essenziale: porte che si chiudono in autonomia, un gancio dove poter appendere la borsa o il soprabito, una serratura comoda ed efficace.
    Tutti elementi che qualsiasi azienda che, come mostra sul suo sito Spazio4arredo, progetta e installa pareti divisorie in HPL per bagni sa di non dover trascurare.

    Ma ciò che fa davvero la differenza è che, con le pareti divisorie per bagni in HPL, si creano le condizioni ideali per poter eseguire le pulizie ordinarie con la massima praticità.
    Dopo due anni di pandemia, siamo tutti consapevoli di quanto nei locali ad uso pubblico sia fondamentale un’igienizzazione costante. Se la struttura è stata pensata anche in quest’ottica, gli addetti ai lavori possono svolgerla al meglio.

    L’HPL è un materiale con caratteristiche di robustezza che si presta alla perfezione a questo scopo.
    Si tratta di laminato stratificato ad alta pressione che si può lavare e disinfettare ogni volta che serve, non ha problemi ne’ con l’acqua ne’ con l’umidità, perciò le superfici non si deformano e non si rovinano.

    Di solito, le pareti modulari poggiano su dei piedini regolabili oppure sono del tutto sospese. In entrambi i casi, questi assetti contribuiscono a rendere più facili ed efficaci le operazioni di lavaggio dei pavimenti.

    I pregi di una parete divisoria modulare sono molteplici, e non ne abbiamo ancora preso in considerazione l’estetica.

    I pannelli divisori per bagni in HPL sono pratici e belli

    Le pareti divisorie per bagni in HPL possono accontentare le più diverse esigenze perché sono disponibili in un’ampia gamma di modelli e finiture.
    In questo modo, ogni progetto può diventare qualcosa di esclusivo e personalizzato, cosa può esserci di meglio?

    I bagni e gli spogliatoi escono dalla logica dei locali anonimi, grigi e piatti, per trasformarsi in ambienti accoglienti e di carattere.
    Soprattutto se vengono progettati da arredatori esperti. È innegabile che la mano di un professionista si fa notare subito, anche in un locale ameno come un bagno.

    Ovviamente il contesto del bagno pubblico non coincide con l’ambiente bagno della propria casa, al quale possiamo dedidarci fino a raggiungere il massimo risultato in fatto di comfort ed eleganza, ma perchè non cercare di alzare gli standard e far sentire a proprio agio anche gli utenti di un luogo pubblico?

    Per avere un’idea di quante, e quanto differenti, possano essere le alternative d’arredo con i pannelli divisori per bagni, abbiamo consultato i siti di aziende del settore, dove le soluzioni realizzate sono davvero stupefacenti per originalità e funzionalità degli spazi.
    Inoltre, accendono la fantasia di chi le osserva, suggerendo tante altre idee nuove.

    Progettare in piena sicurezza con le pareti modulari

    Le pareti divisorie per bagni in HPL sono sottoposte a specifici controlli di qualità, che ne verificano i requisiti.
    Per esempio, è importante che riescano ad ottenere la certificazione che riguarda la reazione al fuoco, visto che vengono installate in luoghi pubblici.

    Infine, occorre prevedere e cercare di evitare i più banali incidenti, prendendo le dovute precauzioni, come utilizzare dei profili morbidi dalla parte delle cerniere delle porte, per eludere accidentali schiacciamenti delle dita.

    Con le pareti modulari si possono proprio progettare spazi pratici e belli in piena sicurezza.

    Condividi su:
  • Come si misura l’isolamento termico?

    In un’epoca come quella che stiamo attraversando, nella quale sia i privati che i professionisti dell’edilizia sono a caccia di informazioni su come ottenere il famoso Superbonus 110%, diventa fondamentale conoscere le caratteristiche dei prodotti e dei materiali adoperati. Noi intendiamo fornirvi una guida di massima sulla misura corretta dell’isolamento termico, offrendovi alcuni cenni in materia per conoscere i parametri e le grandezze che secondo le normative devono essere rispettati per rientrare tra i materiali accettati.

    Cenni sull’isolamento termico

    Il primo parametro da tenere in considerazione è quello della conducibilità termica dichiarata dal produttore, che è il più immediato strumento per confrontare tra loro i diversi materiali isolanti. Tale valore indica infatti quanto un materiale può condurre, ossia quanti Watt (nel senso di calore) passano attraverso lo spessore di un metro di un determinato materiale isolante. È un valore calcolato in base all’unità di misura λD ed espresso in W/mK, e corrisponde alla conducibilità termica dichiarata dal produttore del materiale isolante.

    I diversi valori di λD

    Va quindi chiarito che più basso è il valore di λD espresso in W/mK e maggiori sono le proprietà isolanti del prodotto, perché tale numero indica le reali proprietà di isolamento dalle quali dipendono le migliorie nell’efficientamento energetico di un edificio o di una abitazione sottoposti a ristrutturazione e riqualificazione al fine di migliorarne la classe energetica, anche con delle ovvie ricadute sulla quotazione dell’immobile stesso che acquista maggior valore.

    Per fare un esempio pratico, se il valore di λD si attesta di 0,030 W/mK significa che tale materiale isolerà il doppio rispetto ad uno con valore di λD pari a 0,060 W/mK, e il posatore riuscirà quindi ad ottenere le stesse prestazioni di isolamento termico con un isolante dello spessore ridotto della metà. Naturalmente il valore è per convenzione, e per facilitare le misurazioni ma soprattutto i raffronti a parità di spessore, calcolato su uno spessore campione di 100cm: una misura che nella realtà non viene mai utilizzata. Se vogliamo conoscere il valore della prestazione nello spessore di reale utilizzo dovremo fare riferimento al calcolo della RD, ossia della Resistenza Termica dichiarata dal produttore.

    I valori di RD

    Il valore RD della Resistenza Termica sta ad indicare quanta resistenza il materiale in questione oppone al passaggio del calore con quello specifico spessore, ed è misurato in Watt. In tal caso, maggiore è il valore di RD e maggiori saranno le proprietà isolanti del prodotto, ed esso aumenta in proporzione ad ogni aumento di spessore.

    Conoscere entrambi i valori appena menzionati, λD e RD, è di fondamentale importanza per conoscere a quale livello di isolamento termico stiamo conducendo un immobile per esempio mettendo in opera un sistema a cappotto esterno, una delle tecniche più diffuse e di facile applicazione. I due valori devono essere espressamente indicati sull’etichetta dei materiali utilizzati per il proprio cantiere, ma è anche possibile calcolarli separatamente conoscendo solo uno dei due secondo le formule

    • RD = Spessore (in metri) ÷ λD
    • λD = Spessore (Espresso in metri) ÷ RD

    Ai fini del risparmio energetico queste grandezze sono del tutto imprescindibili!

    Photo Credit: Valentin Bachem

    Condividi su:
  • Tipologie di pavimento, quale scegliere? Caratteristiche e suggerimenti

    Le tipologie di pavimento sono tantissime e si sposano perfettamente con stili e necessità individuali. Quando è il momento di ristrutturare o pensare ad una nuova casa, prima ancora di decidere il tipo di arredamento ci si concentra sulla pavimentazione nelle varie stanze.

    I tipi di pavimento hanno ognuna caratteristiche differenti, con una ricca selezione in base al tipo di calpestio – colore e anche durata nel tempo. Scopriamo insieme quali sono i più richiesti in fase di ristrutturazione?

    Tipi di pavimenti, le caratteristiche

    Pavimentare una stanza significa cambiare completamente il suo aspetto, rendendolo migliore mentre si sposa con lo stile scelto. L’Italia è la patria del marmo e della piastrella, anche se non mancano le scelte di stile in legno tra essenze di nuance differenti.

    Si deve tenere conto del budget a disposizione, dell’obiettivo finale e anche i tempi di posa rivolgendosi sempre e solo a professionisti del settore.

    Legno massello

    Il legno massello viene ricavato dal legno massiccio e tagliato trasversalmente.   Le essenze maggiormente utilizzate sono rovere, nove e ciliegio. Il massello viene posato in due modi e sono gli esperti a consigliare quale sia la tipologia adatta al proprio genere e stile.

    La sua caratteristica principale è essere duro, brillante e resistente all’acqua. La resa finale in casa è di pregio, elegante e trasforma ogni ambiente in qualcosa di unico nel suo genere.

    Piastrelle di ceramica

    Adorabili piastrelle in ceramica che rispondono a tutte le esigenze personali. Forme e modelli differenti, decori da comporre sino ad un colore unico: queste sono tra le più richieste in Italia per la loro versatilità e comodità d’uso.

    Grazie ad una vasta scelta è possibile trovare quelle che stanno bene con lo stile scelto in casa. Di solito la piastrella è un composto di scisto e argilla, con forma rettangolare oppure quadrata, successivamente cotta in forno per essere solidificata.

    In un secondo momento vengono scelti i decori e le personalizzazioni, a seconda di come si desidera. Ci sono quattro tipologie principali di piastrelle:

    • Ceramica smaltata La piastrella in ceramica smaltata viene ricoperta da uno strato lucido, ancora prima della sua cottura. Il risultato finale è vetrificato, molto affascinante e semplice da mantenere.
    • Opaca Se l’aspetto lucido non piace, allora ci sono le mattonelle dal risultato finale opaco e grezzo. In questo caso non viene applicato lo strato lucido, particolareggiandola con pigmenti aggiunti con varie argille.
    • Gres porcellanato Il gres porcellanato è un mix di opaco e lucido, rendendo il pavimento resistente, elegante e raffinato. Una cottura dei composti a temperature elevate dona questo aspetto particolare e amato.
    • Cotto Delicato, bellissimo ed elegante. Come si può approfondire su  https://www.fornacebernasconi.com/trattamento-cotto/, questo è un pavimento adatto agli ambienti rustici e caldi.

    Bambù

    È un legno massiccio, con una durezza paragonabile alla quercia ma trattato come una essenza a parte. Alternativa allettante al legno, viene considerata una scelta ecologica innovativa.

    Laminato

    Se si è amanti dell’aspetto del parquet, ma il budget non lo permette ecco che entra in scena il laminato. È una soluzione ottima che non teme umidità e usura, sposandosi con ogni tipo di arredamento.

    Condividi su:
  • I vantaggi del sistema isolante a cappotto

    vantaggi del sistema isolante a cappotto

    Il sistema di isolamento termico a cappotto esterno è uno dei più adoperati dai professionisti dell’edilizia nei lavori di riqualificazione e ristrutturazione di un edificio. La sua diffusione dipende dall’elevato livello di protezione che esso può offrire, distinguendosi quindi per la qualità, e dalla sua ragionevole entità di spesa che consente di risparmiare.

    Con un sistema isolante a cappotto si riesce a proteggere in maniera adeguata un edificio dagli agenti atmosferici mantenendo al suo interno una temperatura costante: ecco perché si tratta della soluzione più facile e veloce se lo scopo è risolvere i problemi di dispersioni di calore che causano maggiori consumi energetici per la necessità di alzare la temperatura del sistema di riscaldamento domestico. Isolando le pareti esterne con un materiale adeguato si eliminano completamente i ponti termici presenti: sono quelle le aree che comportano la dispersione del calore e sono le prime che meritano di essere isolate a dovere con l’ulteriore risultato di abbattere anche l’umidità e risolvere alla radice anche il problema delle condense, che scatenano il proliferare delle antiestetiche ma soprattutto poco salutari macchie di muffa sulle pareti.

    I vantaggi del sistema a cappotto termico

    I sistemi di isolamento termico con cappotto esterno sono molteplici e non includono tra i loro vantaggi solo il miglioramento della resa energetica dell’edificio e dell’appartamento in questione. Come già accennato, si eliminano i ponti termici presenti sulle pareti, sul soffitto ed in prossimità degli infissi: il cappotto realizza infatti una protezione che rimuove qualsiasi discontinuità. Inoltre l’isolamento a cappotto esterno, oltre ad offrire i benefici termici, isola anche acusticamente l’ambiente ma non sottrae spazio all’interno della casa in quanto essendo installato esternamente non incide sulla volumetria. Le pareti risulteranno piacevolmente calde durante l’inverno, dal momento che il calore generato con l’impianto di riscaldamento ne sarà trattenuto, ma il contributo dei pannelli sarà ottimale anche per la migliore climatizzazione per il raffreddamento degli ambienti durante la stagione estiva.

    Quali materiali si usano per l’isolamento a cappotto?

    Estremamente variegata è la gamma dei materiali disponibili sul mercato per la realizzazione di un sistema di isolamento termico a cappotto esterno. Questi ricomprendono sia materiali di origine naturale che sintetica, tra i quali possiamo citare il sughero o la fibra di legno per la prima categoria ma anche le lane minerali per finire con le più moderne schiume. Oggi però il materiale più versatile ed utilizzato nella quasi totalità degli interventi di installazione di un cappotto termico è il polistirene espanso noto anche come EPS, che offre enormi benefici sia in fase di posa grazie alla leggerezza e facilità di movimentazione sia per quanto concerne la durata del materiale stesso, del tutto refrattario agli agenti atmosferici ed all’acqua ma con ottime doti di traspirazione.

    L’installazione di un sistema di isolamento a cappotto esterno è un fattore determinante che contribuisce ad aumentare il valore dell’abitazione, per cui si avrà anche la possibilità qualora si decida di venderla di richiedere all’acquirente una cifra più elevata.
    Ciò deriva, come ci hanno spiegato gli agenti e i consulenti dell’agenzia immobiliare a Napoli Leonardo, da un ricalcolo della classe energetica dell’appartamento effettuato tramite apposita documentazione. Il salto di livello col passaggio ad una classe energetica superiore è un fattore determinante nella valutazione di un immobile per stabilire il suo prezzo al metro quadro.

    Condividi su:
  • I lampadari e gli strumenti che arredano casa

    Valorizzare la tua casa e tutti i suoi ambienti è un compito impegnativo soprattutto sei hai l’obiettivo di dimostrare, attraverso la tua abitazione, il tuo carattere e la tua personalità. Per ottenere tutti gli effetti di accoglienza e di stile che desideri uno degli strumenti più efficaci a tua disposizione è quello dei giusti strumenti di illuminazione, una categoria di prodotti che negli ultimi anni si è evoluta in maniera impressionante fino ad assurgere a veri e propri elementi di arredo.
    Illuminare al meglio la tua casa significa agire in funzione della sua estetica, per esaltare la bellezza dei tuoi spazi e di specifici angoli che vuoi valorizzare e sui quali vuoi attirare l’attenzione, ma ci sono degli accorgimenti anche di tipo funzionale dei quali non puoi mai fare a meno e che cambiano di ambiente in ambiente.

    Scegliere la corretta illuminazione

    Luci diverse, anche in base alla loro disposizione ed agli accostamenti che vai a comporre con gli altri elementi di arredo, possono creare degli stimoli differenti che cambiano di area in area. Puoi decidere ad esempio di ricomporre un ambiente adibito al relax solo giocando con la luce e la sua tecnologia, mentre se hai una zona di casa dove è importante che tu sia sempre concentrato ed attento (pensa ad esempio all’home office che hai dovuto organizzare, tuo malgrado, per lo smart working) ti serve una luce energica e che ti tenga attivo e di buonumore. In più, tra i vantaggi di una illuminazione domestica accortamente progettata secondo i consigli di architetti e lighting designer c’è la possibilità di valorizzare ogni singolo angolo di casa e persino degli ambienti più ridotti: potenza questa della luce, ma anche degli strumenti che la diffondono quali i lampadari, le plafoniere, le lampade da terra o da tavolo e persino delle applique da pareti. Ciascuno di essi è una risorsa da sfruttare al meglio e con specifiche caratteristiche.

    Come illuminare i vari spazi della casa

    Proviamo a fornirti una guida per scegliere l’illuminazione più idonea per ognuna delle stanze principali della tua casa. Tradizionalmente ogni camera ha un elemento centrale posto sul soffitto, ma esistono tante altre variabili da prendere in seria considerazione, a partire dall’esposizione della stanza e quindi valutando la quantità di luce naturale di cui essa dispone durante il giorno, il colore delle pareti e degli arredi, ma anche e soprattutto la funzione cui è deputato ogni singolo ambiente. Del resto non è più un segreto che l’illuminazione sia un trucco perfetto per disegnare gli spazi!

    Illuminazione della cucina

    Alla scelta delle fonti luminose per la cucina deve essere dedicata una cura direttamente proporzionale alla quantità ed alla qualità del tempo che vi trascorri. Per la sua illuminazione, se hai optato per uno spazio di convivialità, devi riuscire a creare la giusta atmosfera ma con una illuminazione intensa necessaria sia quando cucini che durante pranzi e cene per maneggiare in totale sicurezza strumenti quali coltelli e forbici. Servono quindi luci di buona potenza che favoriscano la più corretta visuale, con un buon lampadario a soffitto e l’aggiunta dei pratici e ormai insostituibili faretti a LED.

    Illuminazione della camera da letto

    Nella camera da letto valgono invece dei principi diametralmente opposti: non hai bisogno di luci che trasmettano energia o che siano stimolanti, perché devi comporre un’atmosfera rilassante basata su luci calde, il migliore viatico verso il sonno notturno. Se prima di dormire hai l’abitudine di leggere saranno perfette per te delle lampade da comodino, e l’intera stanza potrà ricevere un adeguato grado di illuminazione con eleganti applique per le pareti; solo in una zona avrai bisogno di luce più intensa, quella deputata alla scelta degli abiti da indossare prima di uscire.

    Illuminazione del soggiorno

    Il soggiorno della tua casa, o zona living, è l’area in cui devi meglio combinare diverse intensità e tipologia di fonti luminose, perché diverse sono le attività che puoi svolgervi. Una luce calda ti permetterà di allestire un’atmosfera confortevole e piacevole, gradevole da condividere anche con gli ospiti nei momenti di convivialità. Se nei momenti di relax ti dedichi alla lettura sarà per te di aiuto creare un apposito angolo corredato da una lampada da pavimento direzionabile e con luce più intensa, e anche degli spot di illuminazione diretta torneranno molto utili per esaltare dei particolari dell’arredamento ai quali vuoi conferire maggiore risalto ed evidenza.

    Illuminazione dell’ingresso di casa

    Spesso bistrattato e trascurato, l’ingresso di casa è invece un ambiente al quale dedicare altrettante cure anche nell’arredamento, come abbiamo già approfondito in questo articolo. È spazio di passaggio, molto spesso non dispone di fonti di luce naturale, per cui una luce anche molto forte e proveniente dall’alto sarà perfetta per contribuire alla sua funzionalità.

    Quali lampadine scegliere?

    Ormai la tecnologia delle lampade a LED è quella dominante, e rappresenta anche la migliore scelta per una serie di ragioni ben precise. In primo luogo abbattono sensibilmente i consumi rispetto alle lampadine tradizionali, con una lunga durata ed una bassa dispersione dell’energia. Inoltre il loro spettro cromatico e di intensità è molto più articolato, e permette così una scelta più ampia e precisa tra quelle calde, fredde o intermedie, persino con opzioni colorate per chi ama un design più audace.

    Condividi su:
  • Stufa a metano blue flame, cosa c’è da sapere e come funziona

    stufe blue flame

    Stufe aggiuntive per migliorare il comfort domestico

    Tra gli strumenti che possono aiutare ad accrescere il comfort domestico durante i freddi mesi invernali ci sono senza alcun dubbio le stufe aggiuntive. Si tratta di strumenti integrativi che in nessun caso possono rimpiazzare un efficiente sistema di riscaldamento, che sia esso basato su una tradizionale caldaia a gas che su una stufa a pellet, tuttavia l’efficienza termica ed energetica dell’appartamento può in determinati frangenti essere accresciuta quando le temperature calano ancora di più.

    Stiamo parlando di piccoli e pratici strumenti di riscaldamento estemporaneo, utili ad esempio per garantirsi un surplus di calore in bagno al momento della doccia o comunque per riscaldare meglio singoli ambienti in determinati momenti della giornata, un compito assolto benissimo dalle stufe semoventi su ruote piroettanti ed alimentate a GPL o a metano.
    Molto spesso queste stufe mobili risultano “salvifiche”, e le più comuni sono quelle che sfruttano la tecnologia ad infrarossi con riscaldamento di piastre ceramiche poste nella parte anteriore. Con gli infrarossi ad essere riscaldati sono gli oggetti e le superfici e non l’aria circostante, con un conseguente risparmio energetico e una ottimizzata gestione dei consumi.
    Accanto ai modelli di stufe ad infrarossi ci sono però le stufe blue-flame, che bruciano esclusivamente metano e garantiscono uguale efficienza: sono loro le protagoniste del nostro articolo.

    Perché scegliere una stufa blue-flame a metano

    Come dice il suo stesso nome, dal momento che è alimentata a gas metano una stufa blue-flame genera una suggestiva fiamma di colore blu. Non basta di certo questo fattore estetico, per quanto gradevole, ad avallare una sua scelta come supporto di riscaldamento supplementare: esteticamente questo tipo di stufa ricorda quelle a infrarossi, ma il suo meccanismo di funzionamento è leggermente diverso.

    Intanto, il bruciatore è protetto da un robusto vetro temperato resistente al calore, il quale si diffonde in senso verticale riscaldando tutto il pannello. Si tratta di un elemento più che valido per riscaldare singole stanze ed ambienti con un volume fino a 100 m³ (parliamo di circa 40 m² in una casa di altezza standard) grazie alla sua potenza termica massima di 4100 W/h, e molto spesso in questi modelli c’è anche l’opzione che consente di modulare tale intensità di calore.

    Installazione di una stufa blue-flame

    Tra gli ulteriori vantaggi di una stufa blue-flame c’è la semplicità della sua installazione, che non necessita di costosi interventi murari o di stravolgimenti dell’appartamento. Basta infatti collegarla al proprio impianto di distribuzione del gas metano, senza la necessità di un allaccio elettrico in quanto per la sua accensione la stufa porta integrato nella struttura un dispositivo piezoelettrico.

    Rispetto alle stufe mobili, inoltre, questa stufa è molto meno ingombrante dal momento che non deve offrire alloggio per la bombola essendo alimentata direttamente dalla rete del gas, ed ha una forma ultraslim. Ciò ne permette una facile integrazione in qualsiasi angolo della tua casa, sia con l’installazione sospesa a parete grazie agli appositi supporti sia con i piedini di appoggio per la versione a pavimento.
    Come evidente, l’ingombro che ne risulta è minimo, ma massimi sono i benefici per comfort e benessere!

    E per chi fosse scettico sull’alimentazione e sulla combustione del gas, passiamo a sfatare alcuni falsi miti e a fugare i dubbi sulla sicurezza nel prossimo paragrafo.

    Sicurezza delle stufe blue-flame a metano

    Le stufe blue-flame attualmente in commercio garantiscono elevati standard di sicurezza, rispettando le rigide normative europee che disciplinano questa categoria di prodotti. Il doppio sistema di sicurezza del quale sono equipaggiate tutela infatti il consumatore dagli unici due potenziali rischi che qui riportiamo:

    • L’analizzatore integrato dello stato dell’atmosfera monitora costantemente il livello di anidride carbonica presente nell’ambiente, e se rileva che la percentuale supera l’1,5% spegne automaticamente la stufa interrompendo l’erogazione del gas.
    • In caso di accidentale spegnimento della fiamma pilota, evento che di rado può verificarsi (a causa di uno spiffero o di una corrente d’aria) ma che comunque va tenuto in debita considerazione, il sistema di sicurezza interviene interrompendo all’istante l’erogazione del gas.

    Va tuttavia precisato e tenuto debito conto di un aspetto di questo tipo di stufe: esse non hanno canna fumaria di sfogo, per cui devono essere messe in funzione solo in ambienti nei quali sia garantita una costante presa d’aria per il suo ricambio.
    Un’apertura permanente è tutto ciò che serve, mentre l’uso non è consigliato in ambienti troppo piccoli ed angusti che siano inferiori ai 15 m³.

    Condividi su:
  • Come scegliere i colori per verniciare le pareti

    L’avvio di un lavoro di ristrutturazione di un appartamento comporta numerose scelte da compiere per ottenere un risultato finale che sia esteticamente appagante e che corrisponda ai propri gusti. Tra le decisioni più importanti da prendere c’è quella relativa al tipo di vernici ed ai colori con i quali si desidera personalizzare le pareti di casa: gli errori più comuni e da evitare in questi casi riguardano soprattutto la mancata valutazione del livello di luce naturale di cui ogni stanza può beneficiare, anche se un altro parametro fondamentale coinvolge la finitura delle vernici stesse. Vediamo insieme in questa nostra breve guida quali sono le opzioni più idonee, mentre in un altro articolo avevamo già parlato di come scegliere i colori giusti.

    Il ruolo della luce naturale per scegliere le vernici

    Ciascuna delle stanze di cui è composta la tua casa ha un diverso livello di luce naturale che proviene da finestre e balconi, e ciò è ovviamente influenzato dall’esposizione geografica a sud oppure a nord.
    A differenza della luce artificiale che tende ad alterare la reale percezione dei colori, la luce naturale ti garantisce la migliore fedeltà cromatica e ti basterà osservare dei semplici accorgimenti per raggiungerla insieme alle opportune considerazioni sulla destinazione d’uso della stanza in questione ed anche sulla sua ampiezza.

    Camere esposte a sud

    Nelle camere esposte a sud avrai una luce naturale molto intensa, per cui non dovrai porti grandi dilemmi in quanto ogni colore risulterà bene o male adatto e fedele, senza limiti di sorta.
    Qualsiasi sfumatura valorizzerà la stanza a patto però di tenere ben presente che la luce del sole enfatizza al massimo le tinte più calde ed accese, e per non esasperare l’effetto nella stanza dovrai combinare il tutto in sintonia con gli arredi per evitare le esagerazioni.

    Camere esposte a nord

    È semplice quindi comprendere che le camere esposte a nord ricevono luce in quantità minore dall’esterno, per cui qualsiasi scelta cromatica per verniciare e dipingere le pareti risulterà più intensa e scura.
    Meglio dirigersi su una palette di colori più chiara, come il bianco in una delle sue innumerevoli sfumature o un grigio chiarissimo e tendente al perlato: queste tinte rifletteranno i raggi luminosi e li moltiplicheranno nei loro effetti, mentre una cura del tutto particolare dovrai riservarla alla scelta dell’illuminazione artificiale per calibrarla sulle esigenze.
    Luci troppo fredde su tinte calde non aiutano nel caso di stanze esposte a nord, mentre potrai applicarle senza problemi di sorta se sulle pareti sceglierai tonalità chiare e luminose come il celeste o il verde.

    Vernici lucide o opache: quale finitura scegliere?

    Dopo le considerazioni sull’esposizione delle singole camere in correlazione ai colori da applicare sulle pareti, l’altro parametro chiave è la scala della brillantezza, che va da 1 a 100 in base alla resa nei confronti della luce. Le vie di mezzo sono quelle che offrono i risultati ottici più interessanti, ma in linea di massima valgono i seguenti criteri per decidere tra finitura lucida oppure opaca.

    La finitura lucida delle vernici

    Un elevato grado di brillantezza riflette nella maniera più appropriata i raggi luminosi provenienti dall’esterno, per cui è indicatissimo per gli ambienti esposti a nord. Le vernici più brillanti e lucide aiutano nel concreto ad enfatizzare meglio la luce soprattutto se sarai abile a combinarle con gli arredi chiari ed evitando in tal caso per i tuoi mobili le superfici laccate. La sovrapposizione di lucido su lucido rischia infatti di rendere troppo monotona la stanza.

    La finitura opaca delle vernici

    Al contrario di quelle lucide, le vernici con finitura opaca hanno la caratteristica di assorbire la luce. La loro resa finale più scura non ti creerà problemi di sorta negli ambienti esposti a sud e inondati dalla luce naturale, dunque potrai osare anche tinte più audaci come il verde oliva o il grigio antracite. Il nostro consiglio è però quello di prestare attenzione alla maggiore delicatezza delle finiture opache, perché è vero che restituiscono effetti tattili e materici molto gradevoli sulle pareti e di pregevole impatto estetico, ma sono anche più delicate e più difficili da lavare; meglio quindi evitarle per gli ambienti di passaggio o per la cameretta dei bambini.

    Colori e vernici in uno schema armonico

    Fatte salve le singole caratteristiche di ciascuna stanza della tua casa, non puoi però esimerti dal valutare uno schema cromatico di insieme che sia coerente ed in armonia con il progetto complessivo. È giustissimo ragionare per singoli ambienti, ma considerandoli come tanti tasselli da mettere insieme. Non esistono colori giusti o sbagliati a prescindere, perché la loro percezione è del tutto soggettiva, ma gli accostamenti devono essere composti seguendo precisi criteri di scale cromatiche e che rispettino la naturale armonia.

    Condividi su:
  • Come aumentare l’illuminazione naturale in una stanza

    Una tendenza costruttiva ormai affermatissima, sia per il suo pregio estetico che per i vantaggi concreti che sa offrire grazie ai nuovi prodotti in commercio, è aprire al massimo le camere con finestre molto più ampie che in passato.
    Ciò vuol dire in sostanza progettare con la luce, che come sappiamo è ritenuta la quarta dimensione del design, valorizzando qualsiasi ambiente e inondandolo di luce naturale ma anche accrescendo il nostro benessere psicologico e persino fisiologico.
    Più luce significa più voglia di fare, più desiderio di essere attivi, e lo testimonia anche il passaggio in corso ai mesi più freddi e bui con il concorso dell’ora solare 2021 entrata in vigore il 31 ottobre.
    Il desiderio è costruire un dialogo maggiore e più articolato tra l’esterno e l’interno degli appartamenti e gli spazi di vita domestica, ed è molto avvertito da chi ha trascorso lunghi mesi segregato in casa a causa dell’emergenza sanitaria scatenata dal CoVid-19, ma anche da chi tuttora trascorre molto più tempo a casa perché ancora in regime di smart working.

    I vantaggi dell’illuminazione naturale

    Oltre a tutti i benefici dei quali abbiamo parlato per l’umore e per l’organismo, ampliare le vetrate consente di ottenere migliori prestazioni dal proprio appartamento anche sotto il profilo dell’isolamento termico e acustico. Sono infatti oggi disponibili nuovi materiali e nuove tecniche costruttive che rendono le vetrate e finestre più efficienti ed efficaci nell’isolare dai molesti rumori provenienti dall’esterno ma anche nel garantire una migliore tenuta termica del calore generato durante i mesi invernali quando si attiva il sistema di riscaldamento, con al tempo stesso una barriera contro le più rigide temperature esterne: tutto ciò non fa che tradursi anche in risparmi in bolletta, non solo quella termica grazie alla minore dispersione del calore, perché più luce naturale vuol dire anche minor uso di quella artificiale, se non quando cala la sera.

    Come progettare con la luce

    L’argomentazione portata avanti sino ad ora può essere estesa anche alle pareti interne di casa, sempre con l’obiettivo di guadagnare luminosità, ariosità e spazio vitale percepito. Progettare con la luce è possibile anche per dividere gli ambienti, ricavando pareti divisorie più leggere e trasparenti con un effetto scenico a dir poco sbalorditivo, perché la casa sembrerà più ampia. Le stanze comunicano tra loro attraverso delle vetrate che lasciano filtrare i raggi solari, ed ovviamente è possibile schermare quegli ambienti per i quali si desidera maggiore privacy sfruttando vetri con effetti satinati o opacizzati che preservano l’intimità ma lasciano comunque strada alla luce.

    Condividi su:
  • Piscina fuori terra: di cosa si tratta?

    piscina fuori terra

    Avere la piscina in casa è uno dei desideri più comuni sia tra i grandi che tra i piccini. Le piscine però possono risultare costose, bisogna richiedere dei permessi, è necessario lo scavo di una buca idonea e, nel tempo, hanno bisogno di manutenzione.
    C’è però un’altra possibilità oltre alla piscina “classica” che richiede meno spesa e meno procedure! Stiamo parlando della piscina fuori terra: è una fantastica alternativa a quella interrata, soprattutto a livello economico.
    Infatti, questa tipologia di piscina è decisamente meno costosa!

    Ne esistono tantissimi modelli diversi accomunati da alcune caratteristiche: sono poste sopra al suolo, la loro manutenzione è semplice così come la loro pulizia e sono economiche.
    Alcune piscine fuori terra possono essere montate in maniera autonoma, altre invece richiedono assistenza.

    I diversi modelli di piscina fuori terra

    La piscina fuori terra può essere di due tipi, tre se consideriamo anche quella “semi interrata” che vedremo brevemente tra poco.

    La piscina fuori terra rigida è quella più gettonata! Come dice il nome, la sua particolarità è quella di avere la struttura rigida. Parliamo di una piscina che si presenta robusta e sicura e che puoi installare tu stesso, autonomamente, nel tuo giardino o in terrazzo. Ti arriverà fornita del kit per il montaggio, che comprende: le pareti della piscina, il fondo e i sostegni.

    Negli ultimi anni sono molto richieste anche le piscine con struttura in PVC, prefabbricate ed installate direttamente sul posto da personale specializzato.

    Il secondo tipo di piscina fuori terra è la piscina gonfiabile! Questo tipo di piscina è realizzata interamente in PVC e, come dice il nome, va gonfiata. Per farlo dovrai utilizzare un compressore ad aria.

    I vantaggi della piscina gonfiabile sono il costo contenuto, la facilità di montaggio e la possibilità di smontarla nei mesi in cui non viene utilizzata, in autunno e inverno.

    Attenzione però, anche se vengono realizzati con plastiche resistenti e di qualità, dovrai comunque prestare attenzione per non rovinarla. Ad esempio, il primo accorgimento da tenere è quello di non posizionarla in una zona del giardino “rovinata”. Devi posizionarla su una superficie piana e senza elementi che possano danneggiarla.

    Se non hai mai visto una piscina di questo genere ti suggeriamo di dare un’occhiata a questo link per vedere i migliori modelli sul mercato.

    Prima ti abbiamo accennato qualcosa sulla piscina semi interrata che spesso viene confusa con la piscina fuori terra. Questa, infatti, non è una vera e propria “piscina fuori terra”, ma è una combinazione tra quest’ultima e la classica piscina interrata. In sostanza, metà della vasca si trova sottoterra e le pareti sopra. Quindi è necessario uno scavo e ottenere dei permessi.

    Quale base scegliere per la piscina?

    Quando decidi di acquistare e installare una piscina fuori terra nel tuo giardino c’è una cosa molto importante a cui devi pensare prima: la base.
    Il terreno su cui andrai a poggiare la piscina è una scelta importante, hai 3 scelte.

    Cemento

    Il cemento: questo di base è la migliore, ma è anche la più costosa e la più “complicata” a livello di installazione. Se vuoi stabilità e una base perfettamente pianeggiante, è su questo materiale che devi orientarti. Ha però dei difetti, ovvero il costo e i tempi di realizzazione.

    Prato

    E’ la soluzione più economica, ma meno sicura. Infatti, se utilizzi il prato come base la piscina rischia di spostarsi con il passare del tempo. Diciamo che non è la soluzione migliore, né per il prato né per la piscina.

    Sabbia

    La sabbia è il giusto compromesso, infatti, è la soluzione più utilizzata! Dovrai preparare il terreno pulendolo e livellandolo. In questo modo si viene a creare una base uniforme dove posizionare piscina. A questo punto spargi uno strato sottile di sabbia setacciata, non deve essere più spesso di 1 centimetro.

    Ora devi irrigare e compattare il tutto utilizzando un rullo da giardino, ed ecco che la base è pronta!

     

    Condividi su:
  • Come comporre la purezza del bianco e il fascino del nero

    In una vita fatta di contrasti, di opposizioni tra giusto e sbagliato, di Alfa e Omega e di principi antitetici tra loro ed all’apparenza inconciliabili noi abbiamo trovato un modo per divertirci trasponendo questo tipo di concezione manichea alle scelte per la rifinitura delle pareti di un appartamento.
    Quali colori più di qualsiasi altro possono essere messi in contrapposizione se non il bianco e il nero? Noi analizzeremo pregi e difetti di entrambi cercando, se ne avremo le qualità, di farvi scoprire anche interessanti compromessi.

    La purezza del bianco

    Per definizione il bianco è un colore che fa pensare alla purezza e che anche nell’arte ritroviamo associato a questo tipo di concetto. Candore e pulizia di questo colore non colore riescono però a raccontare tante storie diverse e ad assumere significati particolari a seconda del settore e del contesto.

    Negli spazi domestici è per l’appunto l’emblema supremo della pulizia, ma allo stesso tempo se applicato in maniera insistita sia per l’arredamento che per il rivestimento delle pareti riesce ad esprimere tutta la perfezione alla quale si ispira il minimalismo contemporaneo.

    Con un look total white qualsiasi stanza acquista valori di semplicità ma anche di estrema luminosità, ispirando sensazioni di serenità e favorendo atmosfere rilassanti. Un valore intrinseco del bianco è poi dato dalla sua capacità di donare maggiore ampiezza visiva agli ambienti, perché cattura la luce e la riflette fino a raggiungere uno stile invidiabile.

    Il fascino del nero

    Per ovvio contrasto, e dal momento che fin dall’antichità il lessico cromatico prevedeva solo l’alternanza tra il chiaro e lo scuro, il nero è il colore che si pone al lato opposto di questa ideale scala ed è associato al buio, al mistero, all’incognito: proprio per queste ragioni, per tante persone possiede un fascino irresistibile, per motivi caratteriali che non è certo questa la sede per approfondire.

    È proprio dall’età moderna che il nero ha iniziato ad accompagnarsi con maggiore insistenza al suo opposto bianco, divenendone un complemento essenziale per creare qualsiasi forma di comunicazione, dalla fotografia alla stampa fino al cinema.
    Per l’arredamento non si può fare a meno di riconoscere che il nero sappia esprimere sensazioni di solidità, di robustezza e di consistenza, ed ha saputo quindi conquistarsi un ruolo di primissimo piano nella composizione di ambienti ricercati ed anche totalizzanti nella loro espressività e nella loro eleganza.

    Il design degli ambienti attinge a piene mani alle potenzialità infinite del nero spaziando dalle finiture lucide e laccate fino a quelle più opache e matt che esaltano la matericità. In molti lo considerano un grande azzardo se applicato alle pareti come rivestimento, eppure se sapientemente dosato ed inserito in maniera calibrata nel contesto può comporre uno stile unico e di estremo carattere.

    Dettagli architettonici e finiture composte in nero ne guadagnano in personalità, e sta proprio qui l’idea di compromesso alla quale accennavamo qualche riga più sopra all’inizio del nostro articolo: con il suo fascino il nero riesce a dialogare anche con il bianco e ad integrarsi alla perfezione negli ambienti facendo anche la differenza!

    Condividi su:
  • Come applicare la pittura antimuffa

    vernice antimuffa

    La pittura antimuffa è un prodotto a cui si deve fare affidamento per verniciare docce esterne, piscine e saune, ma non solo; è consigliata, infatti, in quei contesti che sono caratterizzati da elevate escursioni termiche e che devono fare i conti con il problema dell’umidità, come per esempio i seminterrati, le cucine e i bagni, ma anche i garage e le cantine.

    La vernice antimuffa può essere stesa su qualunque genere di supporto: il ferro, il legno, la plastica, l’alluminio, l’intonaco, e così via. Non ci sono precauzioni particolari da rispettare per mettersi all’opera: è sufficiente che nell’ambiente di lavoro la temperatura non sia inferiore ai 5 gradi né superiore ai 35, ovviamente è  importante acquistare una vernice antimuffa di buona qualità.

    Come si procede

    Qual è, dunque, la procedura da seguire per l’applicazione della pittura antimuffa? Nel caso in cui a dover essere verniciato sia un muro che è già intonacato, occorre in primo luogo usare della carta abrasiva per eliminare il vecchio intonaco.

    È importante che la carta abrasiva sia piuttosto spessa e che, prima di stendere la vernice, tutti i residui di polvere siano stati rimossi. Ovviamente questo passaggio non è necessario nel caso di una parete che non è mai stata tinteggiata: in questa eventualità si può cominciare subito a dipingere. Che cosa serve? Pochi strumenti, in realtà: un secchio abbastanza capiente, un pennello, una griglia e un rullo.

    La pittura deve essere diluita all’interno di un secchio con acqua secondo le dosi indicate sulla confezione. Per quanto riguarda la densità, è necessario fare in modo che non risulti eccessivamente liquida ma anche che, dall’altro lato, non siano presenti dei grumi.

    Come capire se la densità è quella giusta

    Per verificare se la densità raggiunta è quella ideale, è sufficiente verificare se il rullo si impregna senza problemi di pittura.

    A questo punto si inizia (ma se si ha in mente di aggiungere dei pigmenti bisogna sempre attenersi alle istruzioni presenti sulla confezione). Dopo che il rullo è stato intinto nella vernice diluita, è necessario metterlo a scolare sulla griglia, applicando una lieve pressione in modo da far cadere la pittura di troppo.

    Ora si può fare scorrere il rullo sul muro: per avere un effetto uniforme non si deve passare sullo stesso punto più volte, e ovviamente è necessario coprire tutti i punti. Un pennello può essere utile per pitturare le rifiniture e gli angoli.

    Dopo la prima mano

    Una mano di pittura non è sufficiente, ma prima di passare la seconda bisogna aspettare almeno 24 ore, cioè il lasso di tempo che occorre per fare in modo che la prima si asciughi. La terza mano di vernice, invece, non è sempre indispensabile: dipende da quanto è persistente la muffa, e di conseguenza va valutata a seconda dei casi.

    Dopo aver finito di applicare la vernice antimuffa, è essenziale arieggiare il locale, e prima di soggiornarvi aspettare un paio di giorni.

    Le indicazioni pratiche

    Per ciò che concerne le quantità, ogni 5 metri quadri di superficie c’è bisogno di 1 litro di vernice antimuffa, ricordando che saranno due le mani di pittura che dovranno essere passate. Il prodotto di per sé è semplice da maneggiare, e ha il solo difetto di conferire, in molti casi, una colorazione opaca alle superfici. Tuttavia, si tratta di una soluzione definitiva ed efficace rispetto al problema della muffa. Si tratta di una pittura non tossica e che può essere abbinata anche a un colore a base d’acqua. La vernice antimuffa patisce il gelo: pertanto se la temperatura è di meno di 5 gradi conviene aspettare un periodo più caldo per mettersi al lavoro.

    Dopo aver verniciato

    Dopo aver finito di stendere la pittura antimuffa, questa può essere conservata per circa 18 mesi, a condizione che venga sigillata con cura e mantenuta in un luogo fresco e asciutto, ben protetta dagli agenti atmosferici.

    Questo tipo di prodotto vanta importanti proprietà termoisolanti, ed è grazie a queste che contribuisce a ostacolare la comparsa sulle superfici non solo della muffa, ma anche delle condense, dei batteri e delle muffe, che sono una diretta conseguenza dell’umidità in eccesso. Nella maggior parte dei casi la vernice antimuffa è solo bianca, e non è disponibile in gradazioni di colore differenti.

    Condividi su:
  • Come arredare la camera da letto, consigli e trucchi

    In questo nostro articolo intendiamo fornire alcuni suggerimenti su come scegliere un arredamento ottimale per la camera da letto, con consigli relativi alla disposizione di letto, comodini e armadio e di tutti gli altri complementi di arredo ma anche di design per la zona notte.

    Una camera da letto di design

    Cosa serve per arredare una camera da letto completa? La domanda sembra semplice da soddisfare, eppure nasconde qualche piccola insidia. Abbiamo parlato di letto, comodini e armadio, ma il tutto per poter definire una zona notte che sia allo stesso tempo funzionale e gradevole sotto il profilo estetico deve seguire alcune regole non scritte. È lo spazio di casa deputato al migliore riposo notturno, nel quale forse l’impronta di chi vive l’appartamento è ancora più visibile perché è l’ambiente più intimo di tutti, nel quale ci si rintana alla ricerca del relax dimenticando le ansie quotidiane. Certo, anche il soggiorno è uno spazio dedicato al relax, tuttavia è una stanza che spesso viene condivisa con altri, mentre la camera da letto al massimo si condivide con il partner ed è uno scenario più appartato.

    Le funzioni della zona notte

    Prima di acquistare qualsiasi mobilio per arredare la camera da letto si deve riflettere accuratamente su come sfruttare al meglio il potenziale dello spazio disponibile. È preferibile utilizzare la camera da letto solo per riposare, tenendo al di fuori di essa qualsiasi altra incombenza legata alla vita di tutti i giorni, ma quando è necessario razionalizzare i metri quadri di cui è composto un appartamento più piccolo è facile attribuire ad angoli della zona notte anche altre funzioni. In tali casi un piccolo scrittoio, non troppo ingombrante, aiuterà anche chi deve fronteggiare i nuovi stili di vita dettati e imposti dallo smart working, e del resto è sufficiente pensare a come sono composte ed organizzate le camerette per ragazzi per comprendere che un angolo notte può tranquillamente accogliere tante altre funzioni.

    I consigli per sfruttare gli spazi

    Non si deve mai sottovalutare il ruolo dell’armadio quando si devono distribuire i mobili nella camera da letto: la disposizione deve quasi essere effettuata in funzione di questo arredo e della sua capienza, in quanto è il più efficace strumento di contenimento che aiuta a mantenere l’ambiente sgombro.
    In più, non conviene mai mescolare troppo gli stili, perché ciò non aiuta il dialogo tra i mobili e rende tutto lo spazio troppo caotico e meno vivibile. Il meglio che ci si può concedere è un piacevole letto di design, e per sceglierlo ti consigliamo di leggere questi nostri consigli, e per il resto ci si dovrà orientare sulla massima sobrietà.
    Se la camera da letto che devi arredare è piccola, esistono numerose e ingegnose soluzioni salvaspazio che vengono in tuo soccorso: tra queste, una delle più apprezzate è rappresentata dal letto contenitore, una risorsa ormai presente in qualsiasi catalogo di arredamenti e da prendere sempre in considerazione perché aiuta nella gestione dello spazio disponibile e senza appesantire il alcun modo l’effetto scenico complessivo della zona notte.

    Condividi su:
  • Come il covid ha cambiato la percezione della casa

    Il Covid e il lockdown hanno cambiato la percezione della casa? Sembrerebbe una domanda scontata, eppure le risposte lo sono molto di meno. In questo articolo illustreremo in che modo le priorità domestiche sono state stravolte e rivoluzionate in modo radicale, con dei cambiamenti che hanno coinvolto sia l’aspetto dell’arredamento e del design sia quello del mercato immobiliare e dei trend abitativi, con la ricerca di spazi differenti.

    Gli ambienti urbani  prima della pandemia

    La pandemia ha infatti messo in discussione l’intero sistema urbano sul quale sino ad inizio del 2020 erano organizzare le grandi città, perché il confinamento forzato in casa ha lasciato emergere un aspetto sottovalutato: abbiamo sempre trascorso i nostri momenti di riposo o il tempo lasciato libero dal lavoro in spazi troppo piccoli per essere gratificanti, ed è così cresciuto il desiderio di ambienti diversi.

    Certo, non è un discorso che vale per chiunque dal momento che alcuni tra i più fortunati hanno sempre avuto a disposizione appartamenti dalla metratura più estesa, tuttavia ragioniamo sui grandi numeri, quelli relativi alla maggioranza della popolazione.

    Il lockdown imposto ci ha costretti ad un vero processo di ripensamento delle priorità e delle esigenze in tema di abitazione e soprattutto al reale valore degli spazi in relazione al benessere personale.

    Gli spazi domestici prima della pandemia

    Prima di questa pandemia non prestavamo molta attenzione alla funzionalità degli ambienti nell’ottica di un uso continuativo, quello imposto dallo smart working, e nemmeno dell’uso condiviso. Ancora di più non consideravamo una priorità poter disporre di una valvola di sfogo all’esterno come un balcone o ancora meglio un ampio terrazzo: certo, poterne usufruire non era sgradito, ma se doveva influenzare il prezzo dell’immobile o il suo affitto in maniera sensibile eravamo molto più propensi a considerarlo un lusso.

    La nuova percezione della casa

    Oggi tutto è cambiato, ed in pochissimo tempo: l’emergenza sanitaria in Italia ha dato le prime avvisaglie a gennaio del 2020, ma è esplosa in maniera drammatica a marzo del 2020. A pensarci bene è stato sufficiente poco più di un anno per modificare non la casa in sé, ma noi stessi e le nostre priorità, con nuovi parametri di ricerca dei quali anche gli operatori del settore immobiliare hanno dovuto tenere conto. Di certo è in parte mutato anche il design degli arredi e persino gli ambienti domestici vengono ricercati tra quelli più flessibili e versatili per consentire una più agevole trasposizione dell’ambiente lavorativo tra le mura di casa.

    Alcuni studiosi del settore prevedono addirittura dei cambiamenti di grande impatto sotto l’aspetto del consumo dei materiali, con una loro razionalizzazione, ed una mutata ricerca di accessori per l’illuminazione, la ventilazione e persino per isolamento acustico.
    Stiamo trascorrendo, forse non tutti ma in tanti di noi, molto più tempo a casa: questo è a tutti gli effetti un motivo per accrescere l’attenzione attorno alla qualità degli spazi domestici.

    Condividi su: