Mar 31, 2021
Christian

Dipingere le pareti di casa: come scegliere i colori giusti

Scopriamo insieme come scegliere i colori di una casa, a cominciare dagli ambienti interni. Il colore predominante di una casa rispecchia in pieno la personalità di chi la abita, inoltre è determinante nella scelta dello stile che si vuole adottare ed è fondamentale per creare l‘atmosfera giusta.
Prima di tutto sarà necessario distinguere tra i colori da utilizzare per le pareti interne e le facciate esterne, in nessun modo i primi dovranno essere abbinati ai secondi; il secondo passo è quello di considerare gli spazi delle stanze della vostra casa, i colori scelti non dovranno entrare in conflitto tra loro.

L’importanza dell’illuminazione

Prima di scegliere il colore dovrete tener conto dell’illuminazione delle stanze, per gli spazi piccoli e poco illuminati consigliamo nuances neutre, e perlopiù chiare, che renderanno gli spazi più grandi e ariosi; piuttosto che nuances scure, le quali tenderanno a scurire troppo l’ambiente, finendo anche con il renderlo più piccolo e buio. Se le camere invece sono grandi e ben illuminate allora via libera all’uso di colori più caldi e scuri. Ricordiamo anche che possiamo colorare le nostre stanze con elementi tessili d’arredo, con i quali possiamo osare anche sfumature molto forti.

Attenzione alla cromoterapia

Oltre a fattori puramente pratici, è necessario tener da conto la percezione umana dei colori e del significato degli stessi, il che significa che ogni stanza deve essere abbinata alle sensazioni che i colori trasmettono. Per scegliere un colore adatto ad una stanza, dovrete prima pensare a cosa vorreste trasmettere. Se l’intenzione è quella di offrire tranquillità, scommetterete sui colori come il bianco, il blu, il celeste e qualche tonalità di verde. L’arancione è un colore che incoraggia la comunicazione e la creatività, il giallo e il turchese sono perfetti per illuminare uno spazio neutro.

Lo stesso colore può trasmettere sensazioni diverse all’ambiente, e questo varia a seconda del modo in cui verrà applicato. Il colore nero, ad esempio, se utilizzato su una parete posteriore per la TV in una sala home theater, la metterà in risalto conferendogli l’aspetto di un vero cinema. Lo stesso colore su una parete della sala da pranzo renderebbe l’atmosfera pesante.

Scelta dei prodotti da utilizzare

Per quanto riguarda smalti e pitture di qualità, esistono moltissime opzioni sul mercato, le vernici infatti variano per consistenza e finitura. Gli smalti inglesi, come ad esempio quelli del rinomato marchio Farrow & Ball, risultano essere molto ricchi di pigmenti e si distinguono, in confronto ai competitor, per una finezza e un’intensità senza eguali. I colori Farrow & Ball inoltre possono essere utilizzati sia per ambienti interni, che per ambienti esterni, finiture in legno, arredi, etc.
Vale la pena ricordare, però, che indipendentemente dalla vernice utilizzata, è fondamentale che la superficie sia ben preparata, perché non servirà a niente acquistare il miglior prodotto se la vostra parete è compromessa da imperfezioni.

 

Il colore giusto per ogni camera

Prima di iniziare a cercare il colore ideale per gli ambienti della vostra casa, è importante definire i possibili utilizzi di ciascuno.

Per un soggiorno, ad esempio, vi piacerà l’idea di trasmettere comfort, la sala da pranzo invece si presta ad essere un ambiente più sofisticato. La cucina deve essere invece allegra e vivace, possiamo pensare ad una parte gialla, o una parete rossa, colori particolarmente vibranti da accostare a sfumature più neutre per non appesantire l’ambiente.

Naturalmente i toni neutri funzionano bene per tutte queste situazioni, ma optare per colori più forti può aggiungere più personalità alle stanze.

Per quanto riguarda le camere da letto, trattandosi di ambienti che devono favorire il sonno e il relax, è importante scegliere colori come il blu, il bianco che trasmette un senso di pace o anche il color pesca delicato e rasserenante.

Nella scelta dei colori della stanza da bagno invece le palette consigliate sono quelle che trasmettono pulizia e freschezza, per cui via libera ai toni del bianco, ai toni del verde, e perché no anche ai toni del rosa nelle sfumature più neutre come il cipria.

Lasciatevi ispirare dalle tendenze

Molte persone cercano ispirazione nelle tendenze del momento, nelle nuances che Pantone elegge a colore dell’anno, ma è necessario essere consapevoli che non sempre quello che ci piace oggi, ci piacerà per sempre, o per lo meno per lungo tempo. Date un’occhiata alle proposte annuali e scegliete solamente quelle sfumature, quei colori che per voi hanno realmente valore e significato.

Ponderate con calma le vostre scelte, scegliere di rinnovare i colori delle pareti della propria casa richiede studio e pazienza affinché si possano ottenere i migliori risultati, esenti da pentimenti dell’ultima ora.

Mar 15, 2021
Christian

Che cos’è il laminato HPL e come scegliere i lavelli

Chi è alla ricerca di una nuova cucina in sostituzione di quella ormai vecchia, oppure deve comprare quella per arredare la nuova casa appena acquistata e ristrutturata, spesso sente parlare di cucine in laminato e cucine in laminato HPL. Tra i due materiali esistono delle differenze che non sono soltanto estetiche, ma anche di carattere funzionale, e cercheremo di spiegarle brevemente in questo articolo per agevolare la scelta e fornire una guida esaustiva.

lavelli e cucine di design

HPL come nuova generazione di laminati

In generale il laminato è un materiale ottenuto dalla compressione di più fogli, con pressioni non troppo elevate e temperature pari a quelle ambientali. Con il laminato HPL invece cambia del tutto l’approccio: l’acronimo indica High Pressure Laminate, e se il principio teorico è all’incirca lo stesso, le modalità del processo cambiano perché i fogli che vengono lavorati e compressi insieme sono pre-impregnati da resine acriliche polimeriche, per cui deve cambiare la pressione ma è necessaria anche una temperatura superiore per arrivare al prodotto finito.

Il motivo va ricercato nel tipo di resina polimerica che viene utilizzata, che ad alte temperature indurisce e consente così di ottenere un prodotto finito più resistente e durevole sotto molti punti di vista. Il materiale ottenuto al termine del processo di lavorazione è infatti resistentissimo, omogeneo e ad elevata densità, il che gli consente di respingere urti, abrasioni o graffi ma anche aggressioni chimiche e persino il contatto con le alte temperature che si generano in cucina.

Questo manufatto in laminato HPL è quindi indicatissimo rispetto a quello ottenuto tramite processi standard in quegli ambienti sottoposti a continue e ripetute sollecitazioni ma non è di certo questo l’unico vantaggio che ne ha favorito la diffusione.

Laminato HPL e resa estetica

Il laminato HPL proprio grazie a questo speciale processo di lavorazione stratificato e compresso che ottimizza la robustezza necessaria in cucina consente anche di ottenere superfici omogenee e senza soluzione di continuità, grazie alle quali integrare addirittura la vasca del lavello nel piano di lavoro o top per la cucina, utilizzando la stessa finitura. Non ci sono praticamente limiti alle soluzioni estetiche che è possibile ottenere, con risultati molto accattivanti e apprezzatissimi da chi bada molto non solo alla funzionalità, ma anche all’estetica, ed è per questo che questa è diventata una risorsa molto preziosa per gli stessi architetti perchè si è trasformata nella possibilità di ottenere lavelli di design.

Gli effetti del laminato Fenix

Un particolare tipo di laminato di ultima generazione per il quale sono state ulteriormente sviluppate le proprietà superficiali è il laminato HPL Fenix, un brevetto italiano di Arpa Industriale. Si tratta di un materiale assolutamente unico dalla superficie opaca, o come si dice in gergo “matt”, e che al tatto si presenta morbida e setosa.
Le sue proprietà tecniche di resistenza fanno sì che sia praticamente impossibile lasciarvi tracce, impronte o graffi, ma in più Fenix è inattaccabile dalla luce e persino dalle muffe, con un rivestimento antibatterico. Per la composizione dei nuovi e più moderni ambienti di design, ma in particolare per le cucine, il laminato Fenix è in grado di offrire soluzioni smart e alle quali nessuno potrebbe rinunciare una volta provate.
La sua superficie così unica, infatti, riesce a diventare prerogativa inconfondibile per una cucina che rispecchi tutte le tendenze più attuali ed innovative, con in più una facilità di manutenzione e di pulizia condotta a livelli di assoluta eccellenza e l’opportunità di essere rigenerato, attraverso opportuni interventi di riparabilità termica, da eventuali danni derivati da urti più violenti.

Una alternativa: caratteristiche e vantaggi del Corian

Accanto al laminato HPL Fenix vogliamo però citare anche il Corian tra le opzioni possibili, perché è un avanzatissimo materiale composito che costituisce una valida alternativa di scelta. Non poroso e dall’elevatissima durezza, il Corian è resistente ed igienico ed offre le stesse caratteristiche di plasmabilità in qualsiasi forma. Non ha a che fare con il legno, anzi: per la sua composizione in resine ed idrossido di alluminio viene definito pietra acrilica, tuttavia sa mantenersi altrettanto inalterato nel tempo ed offre la possibilità di interventi di ripristino in seguito a danni accidentali già vista per il laminato HPL.

Conviene investire nel laminato HPL?

Dobbiamo precisare che il laminato HPL ha dei costi più elevati rispetto ai materiali più comuni e tradizionali, tuttavia è una scelta che conviene sempre tenere in massima considerazione se il desiderio è ottenere una cucina, ed in particolare un top, con una marcata resistenza all’usura se si prevede di farne un uso intensivo.
Un laminato HPL è per forza di cose un prodotto migliore rispetto ad un laminato standard, e vale la pena quindi sceglierlo per tutelarsi in ambienti più irrequieti. Di conseguenza riteniamo che, dopo tutte le valutazioni del caso, un simile investimento anche per chi deve ristrutturare casa o solo la cucina sia sempre consigliabile.

Feb 28, 2021
Christian

Consigli per l’impermeabilizzazione in edilizia

I lavori di impermeabilizzazione e protezione sono tra i più delicati tra quello che si compiono in fase di ristrutturazione di casa. Ci sono infatti alcuni aspetti tecnici da conoscere prima di avventurarsi in questo tipo di ripristini, e se per un “profano” del settore ci sono dei termini a volte più difficili da comprendere, noi stiamo per fornirti una guida per la migliore impermeabilizzazione di tutti i supporti.

Ci sono infatti alcuni passaggi che devono necessariamente essere seguiti per raggiungere un buon risultato ed ottenere una corretta impermeabilizzazione, e li andremo ad analizzare singolarmente per capirne di più ed anche per “collaborare” con l’eventuale tecnico professionista al quale è stato commissionato il lavoro.

Identificare la causa del problema

Prima di qualsiasi tipo di intervento e prima di prendere qualsiasi decisione su tecniche o supporti da utilizzare se si rende necessaria l’impermeabilizzazione bisogna capire da dove ha origine il problema, ossia che cosa scateni le eventuali infiltrazioni o l’accumulo di umidità. Per questo secondo inconveniente, potrebbe esserti utile anche questo nostro approfondimento su come risolvere il problema dell’umidità negli interni.

Una macchia sulle pareti, un’infiltrazione da una terrazza o altri danni causati dall’acqua non dipendono solo da cause esterne o da difetti strutturali, non sempre almeno. È infatti possibile che sia in atto un più “banale” processo di condensa, ossia un fattore interno dovuto all’eccesso di vapore che va a condensarsi sulle parti più fredde delle pareti. Comprendere questa origine dopo un’analisi effettuata da un occhio attento e da mani esperte aiuterà anche nella scelta della soluzione più idonea.

Scegliere la soluzione per impermeabilizzare

Una volta individuata la causa dell’infiltrazione o dell’accumulo di acqua, il tecnico avrà un quadro più chiaro per decidere quale sia la più corretta modalità di intervento e quali prodotti utilizzare. Le opzioni disponibili sul mercato, quelle più diffuse, vanno dalle membrane agli impregnanti passando per i sottofondi oppure per i semplici additivi: è il singolo caso in esame a stabilire a quale risorsa attingere, ricordando sempre che gli edifici devono essere sì protetti, ma hanno anche bisogno di respirare per cui deve essere garantita la traspirabilità. Qui puoi trovare una guida per scoprire come ottenere la corretta traspirazione in edilizia.

Impermeabilizzazione dei tetti

Le generali linee guida prevedono nel caso di impermeabilizzazione di tetti l’uso di guaine liquide o di membrane perché la provenienza dall’alto dell’infiltrazione necessita di una barriera ad alte prestazioni e che in questo caso può anche tenere in minore considerazione la traspirazione.

Impermeabilizzazione di facciate esterne

Per impermeabilizzare invece le facciate esterne degli edifici, e per proteggerle dalla pioggia e dall’umidità ma mantenendo allo stesso tempo un buon livello di traspirazione per i muri la soluzione più idonea è l’uso di protettivi idrorepellenti che in alcuni casi potranno essere applicati prima della verniciatura o del rivestimento, oppure ancora potranno essere aggiunti alla stessa vernice come additivi.

Impermeabilizzazione di superfici interne

Una diversa attenzione va prestata alle superfici da trattare se queste sono all’interno. Per i pavimenti è ad esempio indispensabile adoperare un prodotto dalla buona traspirazione e che assicuri la calpestabilità, ma che allo stesso tempo deve possedere delle buone proprietà antimacchia, per favorire anche la maggiore durata delle superfici trattate ed ottenere il migliore rapporto tra la temperatura ambientale e l’umidità all’interno degli edifici.

Preparazione dei supporti e condizioni ambientali

Le variabili quando si compie un intervento di impermeabilizzazione come quelli appena descritti sono sempre numerose, e ciò suggerisce di valutare sempre con la massima cura l’intero contesto prima di prendere la definitiva decisione.

I materiali da costruzione sono infatti in continua evoluzione proprio per il progresso tecnologico in atto e per la continua ricerca portata avanti nei laboratori delle aziende specializzate in prodotti per l’edilizia, per le nuove costruzioni o per le ristrutturazioni.
Ciò che realmente è fondamentale è la più corretta preparazione della superficie da trattare, che prima della messa in opera del sistema impermeabilizzante deve essere messa in condizioni da accoglierlo e mantenerlo a lungo, evitando così la successiva comparsa di aloni, efflorescenze e nei casi peggiori fenomeni di distacco o di azione impermeabilizzante che nel tempo tende a venire meno.

Gli errori da evitare

Uno degli errori più frequenti è l’applicazione di un prodotto liquido su supporti non perfettamente asciutti o puliti: in simili casi l’impermeabilizzante non riuscirà a fare presa né a penetrare in maniera ottimale nel materiale trattato.
Un altro rischio di cattiva riuscita dell’intervento di impermeabilizzazione è legato alle condizioni ambientali, perché alcuni prodotti possono variare la loro resa finale a seconda delle temperature o del grado di umidità presenti nell’atmosfera al momento dell’applicazione. Per questi motivi è sempre raccomandato consultare le schede tecniche di ogni singolo prodotto perché forniscono preziose indicazioni sulle ottimali modalità e condizioni di posa in opera.

Gen 8, 2021
Christian

Bonus Mobili 2021, tutte le novità

Il 2020 è stato un anno che definire difficile sarebbe riduttivo e molto poco calzante; la produzione, il commercio, i consumi in genere hanno subito dei pesanti stop legati anche alle limitazioni e restrizioni degli spostamenti e della mobilità.

L’annata 2021 si apre però con una grande notizia per chi aveva in sospeso i lavori di risanamento o ristrutturazione della propria casa o di quella da poco acquistata, perché non solo è stato riconfermato il Bonus Mobili – evento non scontato, e che ogni anno necessita di nuova riconferma all’interno della Legge di Bilancio – ma ha visto innalzare il tetto massimo delle spese complessivamente detraibili da 10.000 a 16.000 €.

Questa agevolazione finanziaria legata all’acquisto di nuovi mobili e grandi elettrodomestici ha sempre riscosso un notevole successo, ma per accedervi è necessario rispettare alcuni precisi requisiti.
Vediamo insieme come funziona il meccanismo e quali sono i mobili che rientrano nel progetto.

Come accedere al Bonus Mobili 2021

Per il Bonus Mobili 2021, come detto, il Governo ha mantenuto intatte le condizioni per poterne usufruire: in primo luogo il loro acquisto deve essere subordinato alla ristrutturazione di un immobile nuovo o già esistente, con lavori di restauro, riqualificazione energetica o risanamento. Non sono quindi ricompresi gli interventi ordinari quali tinteggiatura, sostituzione di rivestimenti o di infissi, ma è necessario intervenire con un risanamento conservativo o una ristrutturazione che siano più “consistenti”, ed è fondamentale che i lavori abbiano una data di inizio precedente all’acquisto dei mobili stessi.
A questo vincolo è relativamente semplice trovare una scappatoia del tutto legale, perché i mobili acquistati possono anche essere destinati a una stanza diversa rispetto a quella oggetto dell’intervento di ristrutturazione.

Quali mobili ed elettrodomestici rientrano nel Bonus Mobili 2021

L’elenco è molto lungo, e permette quindi di ottenere anche in maniera semplice la detrazione. Segnaliamo intanto un interessante link dove l’Agenzia delle Entrate stessa comunica quali sono le condizioni per richiedere la detrazione in ambito edilizio, e portiamo all’attenzione dei nostri lettori proprio il vantaggio di poter godere dell’agevolazione anche su beni destinati ad arredare un ambiente diverso.

I mobili e gli arredamenti del Bonus

A semplice titolo esemplificativo, elenchiamo una serie di mobili ed arredamenti perfettamente agevolabili, che includono armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli o sedie, divani e poltrone, e infine madie e altri complementi di arredo o di illuminazione se sono parte integrante del mobilio.
Molto interessante è l’opportunità di portare in detrazione anche i comodini, i letti e i materassi, perché ciò implica la possibilità di acquistare nuovi materassi a condizioni del tutto agevolate anche grazie alle aggiuntive detrazioni che riguardano i Presidi Medici Sanitari.

I grandi elettrodomestici

La condizione indispensabile per accedere alla detrazione del Bonus Mobili 2021 relativamente ai grandi elettrodomestici è che questi appartengano alla Classe energetica A+, per migliorare la sostenibilità ambientale complessiva. Rientrano nella categoria i frigoriferi, i congelatori, naturalmente le lavatrici, le asciugatrici e le lavastoviglie, e poi ancora tutti gli apparecchi per il riscaldamento e quelli per la cottura; nel caso dei forni, la classe energetica può anche essere quella A.

Documentazione, modalità di accesso e di pagamento

È fondamentale conservare tutte le ricevute dei pagamenti, che devono avvenire esclusivamente tramite modalità tracciabili quali bonifico o carte di credito, e le relative fatture. Il tutto va accluso alla dichiarazione dei redditi insieme alla dichiarazione di ristrutturazione presentata al Comune, e nel caso degli elettrodomestici va effettuata anche la dichiarazione presentata all’ENEA, ovvero l’Agenzia Nazionale per le Nuove tecnologie, l’Energia e lo sviluppo sostenibile.

Il rimborso della cifra spettante, che come detto è pari al 50% della spesa sostenuta per mobili e grandi elettrodomestici fino a un massimo di 16.000 €, sarà ripartito in 10 quote annuali di pari importo che arriveranno direttamente sul conto corrente.

Dic 22, 2020
Christian

Come scegliere un letto di design

Dormire bene e in un ambiente che sia confortevole e riposante non solo per il fisico ma anche per la mente è un’esigenza fisiologica basilare, dalla quale dipende gran parte delle energie di cui possiamo disporre durante il giorno. Di certo la componente più importante di un buon sistema riposo è il materasso, seguito a brevissima distanza dal cuscino.
Su questi due pilastri, e sulla scelta dei modelli più idonei ad assecondare le caratteristiche fisiche e le abitudini notturne, si fonda la qualità del sonno, e per questo ci si deve sempre orientare e documentare su quanto offre il mercato (e possibilmente provare di persona prima dell’acquisto) per fare acquisti razionali ed oculati che condizioneranno il nostro benessere.

In secondo piano, ma nemmeno poi così tanto, c’è la biancheria da letto, ma queste sono scelte del tutto personali per cui ci limitiamo a sottolineare l’importanza di un buon coprimaterasso e la assoluta preferenza da accordare ai materiali di origine naturale.
Ciò che è però altrettanto fondamentale per comporre una zona riposo e un ambiente notte rilassante e che aiuti a scaricare tutte le piccole e grandi tensioni accumulate durante la giornata è scegliere un arredamento in linea con le nostre preferenze estetiche, che valorizzi il nostro gusto e si faccia ammirare con piacere.

letti di design

Elementi per scegliere un letto di design

Per scegliere il tuo letto dei sogni dovrai tenere in considerazione in primo luogo le dimensioni della stanza da notte, che dovranno essere sufficienti ad ospitare il modello da te scelto e mantenendo tutti i necessari spazi di manovra, senza quindi ingombrare. L’essenzialità e la semplicità delle linee e delle forme sono sempre l’opzione consigliata: al massimo ci si potrà concedere qualche forma più arrotondata, ma nello stile complessivo una stanza da letto moderna deve mantenersi sobria, elegante e luminosa.

Caratteristiche di un letto di design

Le misure standard per un letto matrimoniale sono in genere 160×190, ma chi ha maggiore spazio a disposizione può optare anche per letti cosiddetti “king size” da 180×200. Apprezzatissima negli ultimi tempi è poi la diffusione dei letti di design a una piazza e mezza, i preferiti da chi vive e dorme da solo ed ama stare ancora più comodo, magari perché si muove molto durante il sonno o perché dorme a braccia aperte.
Per finire, il trucco che sempre più aziende specializzate in arredamenti stanno mettendo in atto riguarda lo sfruttamento dello spazio sottostante al materasso, dove viene ricavato un ampio vano contenitore al quale si accede semplicemente sollevando la rete con un apposito meccanismo. I letti contenitore si sono rivelati un’intuizione geniale che ha rivoluzionato tantissime operazioni!

Letti e materassi top di gamma

Esiste un’azienda a forte specializzazione nel settore del riposo e del benessere durante il sonno che è riconosciuta quale produttrice dei migliori materassi al mondo.
Parliamo di Tempur, che ha acquistato dalla NASA il brevetto dello speciale materiale viscoelastico col quale vengono prodotti i suoi materassi. Il ruolo leader nel settore ha fatto sì che Tempur orientasse la propria strategia di mercato anche verso la produzione di letti di design e di alta qualità che fossero all’altezza dei suoi materassi: per saperne di più su letti e materassi Tempur inseriamo qui un link che di certo troverai interessante.

Nov 30, 2020
Christian

Lavelli di design, una nuova frontiera in cucina

Qualche giorno fa in un nostro articolo abbiamo parlato dei lavelli in resina fragranite, descrivendone i pregi (tantissimi, sia sotto l’aspetto estetico che funzionale) e i pochi punti deboli. Adesso torniamo su un argomento molto simile perché allarghiamo lo sguardo sul resto del mercato e sulle altre aziende del settore, che non sono rimaste inattive dopo che Franke ha rivoluzionato il mercato con la fragranite.

Esistono infatti altre soluzioni, materiali alternativi e che possono garantire grandi soddisfazioni: vediamo insieme quali sono.

Nuovi materiali per i lavelli

È la continua ricerca di nuove tecniche produttive ad aver permesso lo sviluppo di materiali alternativi ai tradizionali lavelli in acciaio inox così come a quelli in ceramica o in pietra naturale. Questi sono i più diffusi ed apprezzati.

Lavelli in corian

I lavelli per cucina in corian, nonostante abbiano un prezzo decisamente più elevato rispetto ad altri, sono dei perfetti complementi di design e risultano molto apprezzati per le loro caratteristiche. Si tratta di un materiale ottenuto da una speciale miscela di minerali naturali e resine acriliche e che per la sua duttilità può essere modellato a piacimento, creando anche dei lavelli dalle forme inusuali.
Le tinte proposte sono molteplici, ma l’aspetto ancora più interessante è che anche il piano di lavoro può essere realizzato su misura e nello stesso materiale per una perfetta integrazione anche visiva.
Resistentissimo a macchie, graffi o urti, necessita di cure minime per la sua manutenzione.

Lavelli in Silestone

Anch’esso di origine minerale, ma con una percentuale ancora più elevata di quarzo pari al 94%, è il silestone, utilizzato per produrre lavelli da cucina totalmente igienici grazie all’azione antibatterica incorporata. Anche in questo caso si tratta di un materiale di estrema resistenza a urti o abrasioni, mediamente lucido e comunque non poroso, per cui non ha la minima tendenza ad assorbire macchie o liquidi, ed anche nel suo caso la manutenzione necessita solo di acqua calda, un detergente neutro e non aggressivo e un panno morbido.

Lavelli in cristadur

Molto apprezzato anche per le infinite varianti cromatiche rese possibili dalla speciale miscela che lo compone è il cristadur, un materiale che grazie alla restante parte di quarzo ed acrilico risulta anch’esso molto resistente a urti o calore. Una speciale caratteristica dei lavelli da cucina in cristadur è la superficie altamente igienica ed antibatterica perché sottoposta ad un trattamento a base di ioni d’argento.
È probabilmente il materiale più “luminoso” tra quelli che abbiamo elencato, con una consistenza setosa al tatto e gratificante per gli occhi.

Come scegliere il lavello?

Prima di orientarti su questi materiali oppure su quelli più tradizionali devi fare una analisi del tuo budget, del tipo di cucina che andrai a montare e anche dell’uso che intendi farne, perché è evidente che ciascun materiale ha i suoi pro e i suoi contro: nessuno meglio di te conosce il tempo che puoi dedicare anche alle attività di manutenzione o alla affettiva necessità di un modello più o meno avanzato.

Ott 26, 2020
Christian

Perché scegliere i materassi Tempur?

Autentico pioniere nel settore del buon riposo, Tempur è un’azienda danese che si vanta a ragion veduta di produrre i migliori materassi al mondo. In questo articolo vogliamo riassumere in maniera sintetica la sua storia, ma soprattutto sottolineare perché la qualità dei materassi Tempur è superiore rispetto ad altri modelli, e quale reale differenza esiste con gli altri materassi e materiali che sono presenti in questo settore dell’arredamento.
Per un maggiore approfondimento sui diversi tipi di materassi disponibili in commercio ti suggeriamo anche di leggere questo articolo che spiega come scegliere il materasso giusto.

Come nascono i materassi Tempur?

L’origine dei materassi Tempur va ricercata addirittura negli anni ’70 del secolo scorso, quando un gruppo di scienziati danesi acquistò dalla NASA il brevetto di uno speciale materiale studiato per rendere più confortevoli e sopportabili le enormi pressioni alle quali sono sottoposti gli organismi degli astronauti spediti in orbita.
Lo sviluppo di questo materiale viscoelastico ha condotto nei primi anni ’90 all’introduzione sul mercato dei primi materassi in memory foam Tempur con la loro struttura a cellule aperte che ridistribuisce il peso del corpo, ne assorbe la pressione nei punti strategici e allevia quindi qualsiasi fastidio derivante da una postura notturna non corretta.

I vantaggi e i benefici dei materassi Tempur

Siamo di fronte a un tipo di materasso totalmente diverso da qualsiasi altro modello in circolazione, proprio perché composto con un materiale dalle caratteristiche uniche.
Elenchiamo qui, in maniera sintetica, 5 ragioni per le quali chi sceglie Tempur sta investendo sulla propria salute e sul benessere psicofisico in generale.

Benefici per i dolori articolari

Dormire su un materasso Tempur è un efficace rimedio per chiunque voglia alleviare dolori e indolenzimenti legati a patologie articolari e muscolari come la cervicalgia o la lombosciatalgia. Le proprietà allevia-pressione di questi materassi infatti consentono al corpo di assumere la più corretta postura durante il sonno, tenendo allineata la colonna vertebrale ed esercitando così una funzione decontratturante.

I Tempur Sono materassi molto duri?

Il materiale Tempur è solo all’apparenza rigido, perché è stato formulato per reagire non solo alla pressione esercitata dal corpo, ma anche alla sua temperatura. Il suo schiumaggio a cellule aperte entra in azione e si adatta in maniera attiva al profilo del corpo, sostenendolo in modo costante durante tutta la notte: in più, tra i diversi modelli è comunque possibile scegliere quello con il livello di comfort che si preferisce.

È vero che il memory genera “calore”?

Un normale memory foam che non sia brevettato Tempur ha una struttura molto densa che in alcuni casi può realmente intrappolare il calore fornendo esperienze più “calde” di riposo, il che in estate può essere problematico.
Il materiale Tempur ha invece una struttura a cellule aperte che non crea di questi inconvenienti, perché assicura la massima traspirabilità e quindi facilita la dispersione del calore in eccesso.

È possibile igienizzarli?

Al contrario dei più comuni e tradizionali materassi a molle, i materassi Tempur sono in molti casi muniti di una pratica fodera con zip che può essere rimossa agevolmente per essere lavata in lavatrice tutte le volte che si desidera, per avere un materasso sempre fresco.

Che durata hanno i materassi Tempur?

In generale tutti i materassi, che siano a molle, in lattice o in memory foam tradizionale tendono a deteriorarsi col tempo, degradando nella loro struttura e formando avvallamenti. I materassi Tempur sono invece un investimento a lungo termine: l’azienda li garantisce 10 anni per la qualità delle loro performance, con un totale soddisfazione del cliente.

Considerazioni finali sui materassi Tempur

In definitiva possiamo dire che se un materasso Tempur ha un costo senza dubbio più elevato rispetto ad altri prodotti della concorrenza, ciò non deve scoraggiare per dei fattori molto semplici.
In primo luogo parliamo di veri strumenti di benessere che migliorano sensibilmente la qualità del sonno e quindi della vita; basti pensare che trascorriamo circa 1/3 delle ore di ogni giornata dormendo, e in quel lasso di tempo rigeneriamo l’organismo e accumuliamo energie per cui è estremamente conveniente non sottovalutare questo aspetto.

A margine, va anche considerato che tutti i rivenditori Tempur offrono vantaggiose soluzioni di finanziamento per dilazionare anche a lungo termine il costo, che quindi andrà a incidere in maniera irrisoria sul budget mensile familiare.

C’è infine un’ultima curiosità che ti proponiamo relativa alle caratteristiche di questo materiale, molto apprezzato da chi dorme in coppia. Il movimento notturno non viene trasmesso al partner, perché l’assorbimento di vibrazioni e movimenti è ottimale. Ciò significa che anche avere un partner dal sonno agitato e che si rigira spesso durante la notte non sarà più in nessun modo un problema!

Ott 3, 2020
Christian

Perché scegliere un lavello in resina?

Hai mai sentito parlare dei lavelli in resina? Siamo certi di sì, perché negli ultimi anni sono diventati una alternativa sempre più richiesta sul mercato rispetto ai comuni lavelli in acciaio, e questo perché possono offrire delle varietà cromatiche che esteticamente impreziosiscono qualsiasi cucina.
In questo nostro articolo vogliamo fare un po’ di chiarezza sui lavelli in resina spiegandoti per bene tutti i vantaggi e i pregi che possono offrire per la composizione della cucina ma anche alcuni lievi punti deboli da prendere in considerazione prima dell’acquisto.

Si ricorre infatti a materiali che non siano il tradizionale acciaio inox per ottenere caratteristiche estetiche oltre che meccaniche e di resa più originali, al fine di una progettazione che può permettersi di osare e di una estrema soddisfazione dell’utilizzatore finale.

I lavelli in resina

Partiamo da un fondamentale chiarimento: quelli che oggi sono comunemente detti lavelli in resina nascono da un brevetto esclusivo dell’azienda svizzera specializzata in accessori, prodotti e soluzioni per le cucine Franke, che ha coniato il nome di fragranite per questo nuovo materiale messo a punto e composto per circa l’80% da microparticelle e polvere di quarzo (uno dei più duri materiali esistenti in natura) e per il 20% da una speciale resina atossica e resistentissima che contribuisce alla lucentezza dei colori ed alla coesione del materiale nel suo complesso.

Pregi e difetti dei lavelli in resina o fragranite

Il crescente successo che stanno riscuotendo i lavelli in fragranite derivano, oltre che dalla loro raffinata eleganza che contribuisce a comporre una cucina moderna, anche dalla resistenza estrema che questo materiale oppone a usura, graffi, macchie e persino alle temperature molto elevate. Non assorbono nulla e la struttura molecolare non può quindi essere alterata nemmeno da un uso molto intensivo, e sono chiaramente dei lavelli del tutto atossici e sicuri per essere a contatto con qualsiasi tipo di cibo, mentre la disponibilità di tinte è in continua crescita ed evoluzione per assecondare tutte le tendenze del design nella composizione delle cucine.

Precisiamo soltanto piccole attenzioni da riservare ai lavelli in fragranite: pur essendo un materiale molto duro, l’uso intensivo di una spugna troppo abrasiva può danneggiarli, e del resto non è praticamente mai necessario; i modelli con colori più scuri devono essere asciugati spesso per evitare la comparsa di macchie di calcare; infine, per la pulizia non deve essere mai usata la candeggina o un altro prodotto dalle caratteristiche simili, perché si rischia di alterare la colorazione naturale.

Chi produce i lavelli in resina?

Come detto, Franke ha brevettato il fragranite ed è l’unica azienda a poter quindi proporre i lavelli in resina “originali”. Molte altre aziende del settore però, con i loro marchi altrettanto rinomati, hanno potuto sfruttare i progressi della tecnologia ed offrono oggi i lavelli in composito con percentuali variabili di resina acrilica e minerali. Parliamo ad esempio di Grohe o di Smeg, tutti nomi di sicuro affidamento.
Insistiamo sulle proprietà che rendono nel complesso i lavelli in resina delle soluzioni capaci di regalare grandi soddisfazioni, perché di certo il loro aspetto vincente è costituito dagli abbinamenti cromatici che consentono entusiasmanti alternative estetiche, ma non deve essere sottovalutata la soddisfazione di lavorare su un supporto dalle prestazioni così elevate.

I lavelli in resina costano molto?

Davanti a tante caratteristiche positive qualcuno potrebbe obiettare che i costi siano più elevati rispetto ad un comune lavello in inox. Ciò è vero solo in parte, perché i prezzi dei lavelli in resina e dei lavelli per cucina in fragranite dipendono anche dalle dimensioni, dalla presenza o meno del gocciolatoio, dal numero di vasche ed in molti casi anche dalle finiture. Non esiste quindi un listino standard e non si può sostenere a priori che il loro prezzo sia troppo elevato, anzi. Come ci hanno ben spiegato i nostri partner specializzati in arredamenti e cucine a Napoli, di fronte all’investimento rappresentato da una cucina di design parliamo di un costo che incide in maniera più che accettabile, specie se si considerano le proprietà uniche di questo materiale.

Giu 18, 2020
Christian

Come pulire i pavimenti di casa

Se ti chiedi spesso, durante le operazioni che effettui quotidianamente per la cura e la pulizia dei pavimenti di casa, se stai usando il prodotto giusto, questa è la guida che stavi cercando!
Se infatti per arredare la tua casa hai scelto dei rivestimenti di pregio come ad esempio un lussuoso parquet oppure il rustico e sempre gratificante pavimento in cotto, oppure qualsiasi altra soluzione oggi in commercio (e ne sono davvero tantissime diverse) non puoi affidarti a un prodotto qualsiasi e scegliere a caso.

Ogni superficie deve essere sottoposta a specifici interventi per la detersione, perché le proprietà cambiano, e se vuoi preservare il valore estetico di tutto il tuo ambiente evitando aloni che deteriorano il pavimento o che lo danneggiano, non puoi correre il rischio di affidarti a dei pulitori sbagliati.

Vediamo dunque nel dettaglio come rispettare la natura dei tuoi rivestimenti e come preservare nel tempo la loro bellezza originaria.

Come pulire il parquet

Iniziamo proprio dal parquet, un tipo di pavimento lussuoso e che riveste la tua casa di un’atmosfera calda e avvolgente, ma che ha anche il “difetto” di essere molto delicato. Lavarlo in realtà è semplice, ma va fatto con i pulitori più appropriati, che devono essere neutri, non aggressivi e formulati ad hoc in quanto devono rispettare la naturalezza del legno.

Sui pulitori in commercio si trovano le apposite diciture che chiariscono se sono appropriati per il parquet, ma è anche importante non eccedere con l’acqua. Usane poca, lo stretto necessario, strizzando bene il panno, e poi per buona sicurezza ripassa con un panno asciutti per rimuovere gli eccessi. Il rischio è che la troppa acqua si infiltri tra le fessure facendo gonfiare i pannelli.

Dopo la pulizia, poi, è spesso indicata l’applicazione di cere che possono essere sia liquide che in pasta: queste aiutano a nutrire il legno ed a mantenerlo vivo, ma al tempo stesso lo proteggono dai graffi e dall’usura al quale può essere soggetto, perché creano una sorta di pellicola protettiva che ne prolunga la vita ed inoltre lo fa apparire anche più vivido.

Come pulire pavimenti in cotto

Anche se molto resistente e con eccezionali doti estetiche, il pavimento in cotto ha tra i suoi svantaggi quello di essere un materiale molto assorbente perché poroso.
Servono dunque prodotti espressamente formulati per non macchiarlo e non danneggiarne il colore originario, il più possibile neutri ma che allo stesso tempo non lascino aloni visibili.

Anche il cotto, come il parquet, richiede pertanto delle cure aggiuntive, per cui non sceglierlo se non sei certo di potergli dedicare attenzioni e premure, ti ritroveresti con un bellissimo pavimento che però col passare del tempo si deteriora e si macchia in maniera irrimediabile, se non trattato con le protezioni aggiuntive che fungono da isolante superficiale che previene lo sporco senza alterarne l’aspetto.

Come pulire pavimenti in marmo

Se per il pavimento della tua casa hai scelto il marmo naturale, due fattori sono chiarissimi: il primo è che sei un vero esteta, il secondo è che hai tanto tempo libero da dedicare alla cura della tua casa!

È infatti il marmo nella sua eleganza persino più delicato e bisognoso di attenzioni del parquet, ed anche se nobilita qualsiasi tipo di ambiente ha bisogno di attente e continue cure. Puoi lavarlo con una certa frequenza anche usando semplice emulsione di acqua e alcool, tuttavia avrai sempre bisogno dei migliori detergenti neutri per ottenere una pulizia più profonda.

Inoltre è fondamentale trattare i pavimenti in marmo con degli specifici prodotti che evitano alle lastre di impregnarsi e di assorbire lo sporco e che li proteggono dai graffi, perché a quel punto il danno sarebbe irrimediabile.

Come pulire il gres porcellanato

Lo sappiamo bene, in tantissimi considerano il gres porcellanato la soluzione più pratica, quasi eterna nella sua immutabilità e nella semplicità che richiede per la manutenzione. Inoltre, come spesso abbiamo avuto modo di approfondire in un articolo come questo, il gres permette una incredibile capacità di imitazione di altri materiali più nobili quali legno, marmo, pietra naturale.

Tutti questi aspetti giocano a favore della sua capillare diffusione, tuttavia anche il gres ha bisogno di essere trattato e igienizzato con prodotti che siano privi di aggressivi agenti chimici. Meglio sempre orientarsi quindi su soluzioni neutre, riservando i detergenti più aggressivi ma comunque formulati ad hoc per trattare il gres solo per precisi tipi di macchie o per la rimozione di residui di cantiere dopo una ristrutturazione.

Come pulire altri materiali

Abbiamo fin qui elencato i pavimenti più diffusi soprattutto in contesti residenziali, evidenziando per ciascuno di essi i pregi ma anche i crucci relativi alla più appropriata pulizia.
Esistono però altri materiali utilizzati più di frequente in altri contesti come quelli commerciali, industriali o professionali come ad esempio il linoleum, il PVC, persino il cemento.
In questi casi le operazioni sono ancora più semplici e non necessitano di specifiche accortezze se non la scelta di un pulitore neutro ma adatto a rimuovere lo sporco superficiale mantenendo invariate le caratteristiche della materia prima sottostante.

A chi affidarsi per un intervento specializzato

Abbiamo, quindi, sottolineato come la detersione dei pavimenti vada effettuata con i prodotti appositi, e tenendo conto dei differenti rivestimenti presenti.

Eppur tuttavia non sempre si ha tempo per poter espletare le pulizie domestiche. In questi casi, e considerando rivestimenti specifici come parquet o il rustico, diviene fondamentale affidarsi ad un esperto della pulizia, ad un professionista che, in base alle proprie competenze, sappia come gestire al meglio ogni tipologia di superficie.

In questo senso, l’interlocutore primario è l’impresa di pulizia professionale. Un’azienda specializzata che si interfaccia sia con privati sia con Organizzazioni più grandi (aziende o magazzini, ad esempio), dotate del know-how specifico e delle attrezzature più moderne e congrue per conseguire l’obiettivo di detersione prefissato.

Interessante anche il portafoglio di servizi, generalmente amplio, che questi operatori dell’igiene effettuano, erogando prestazioni di differente natura, dalla disinfezione alla sanificazione, passando attraverso la derattizzazione.

Mag 18, 2020
Christian

Come risolvere il problema dell’umidità

Se stai affrontando una avventura impegnativa ma ricca di soddisfazioni finali come la ristrutturazione di casa, la devi considerare anche un’ottima occasione per ovviare in maniera definitiva alle problematiche relative all’umidità. Se è presente, le sue manifestazioni ti saranno evidenti, e devi cogliere l’opportunità per tenerla fuori!

Cause dell’umidità

Al primo posto tra le manifestazioni di questo inconveniente ci sono le muffe e le frequenti formazioni di macchie scure sui muri: di certo con i tuoi lavori di ristrutturazione interverrai per eliminare questi inestetismi, se sono già presenti, ma prima di iniziare i lavori sarà per te fondamentale e indispensabile risalire alle cause che li hanno generati, ossia comprendere i fattori che hanno favorito l’insorgere dell’umidità.
Solo allora potrai valutare quali sono le soluzioni edili più appropriate per prevenirne la futura riformazione.

Tra le prime cause anche in termini di frequenza c’è l’umidità di risalita: l’intervento dovrà in questo caso essere mirato a bloccare l’avanzata dell’acqua predisponendo le più appropriate barriere. Ci si deve poi assicurare che i muri esterni, i sottotetti e in alcuni casi anche le fondamenta siano adeguatamente isolati ma con la giusta ventilazione. Anche all’interno dell’abitazione, poi, si dovrà fare in modo da garantire un tasso di umidità inferiore al 50%, e in questo ti potrai affidare ai suggerimenti proposti dallo specialista che hai scelto per la ristrutturazione.
Tra le opzioni, di certo andrà valutata anche una corretta strategia per i nuovi infissi!

Le soluzioni edili per l’umidità

Tra le soluzioni edili vere e proprie un ottimo rimedio è quello degli specifici pannelli antimuffa per interni e realizzati in silicato di calcio, dei perfetti isolanti ed igroregolatori molto facili da installare e che possono essere trattati per la loro verniciatura come il comune intonaco.
Esistono poi in commercio delle specifiche pitture con proprietà anti-condensa e anti-muffa, studiate per risolvere molto efficacemente il problema grazie ad un elevato potere traspirante e a principi attivi innocui per l’uomo ma che impediscono il proliferare delle muffe.
Queste pitture sono oggi comuni nei cataloghi di tutte le principali aziende del settore, e non penalizzano l’estetica perché sono realizzate con le migliori cure per ottenere gradevoli effetti anche di design.

Apr 18, 2020
Christian

I vantaggi della ceramica in architettura

Il dialogo tra i materiali costruttivi ed i progetti sta assumendo forme e connotati sempre nuovi, sfruttando le più recenti tecnologie ma anche un innato desiderio di esplorazione e sperimentazione che proprio da queste innovazioni viene stimolato.
L’estrema versatilità dei materiali ceramici ha permesso e promosso, proprio in tal senso, nuove tecniche costruttive che assicurano all’architettura contemporanea la possibilità di inserirli non soltanto come componenti strutturali ma anche come fattori capaci di esprimere significati.

Le ceramiche non sono più in sostanza “soltanto” dei rivestimenti, ma rappresentano parte integrante di ciò che un architetto vuole comunicare anche su larga scala, in contesti quali negozi o grandi centri commerciali ma anche in aeroporti, stazioni e persino in ampi locali aziendali.

Pregi dei nuovi materiali ceramici

Bisogna riconoscere che la ceramica sa offrire oggi, oltre all’estetica che l’ha sempre caratterizzata, anche sorprendenti prove di efficienza e funzionalità. L’estro creativo di un progettista viene così supportato da un materiale oggi talmente evoluto da essere irrinunciabile, con tutti i vantaggi che derivano ad esempio dalla sua facilità di manutenzione e dalla resistenza all’usura: mai come in quest’epoca si possono comporre soluzioni raffinate e di buon gusto che garantiscono il migliore riscontro funzionale perché non si deteriorano con il calpestio e resistono anche agli agenti atmosferici in maniera sorprendente contribuendo a realizzare ambienti dal forte impatto materico.
Il progresso ha ad esempio consentito alle aziende che lavorano ceramiche o gres porcellanato di ottenere grandi lastre dal formato sempre più extra-large senza più il rischio di rotture; sempre il progresso ha fatto viaggiare le produzioni verso nuove connotazioni estetiche capaci di riprodurre con estrema fedeltà e realismo materiali naturali (si pensi al marmo o persino al legno).
Gli immobili, non importa quanto siano ampi o estesi, possono così essere “vestiti” di tutto punto migliorando la loro resa anche in termini energetici, e ciò si traduce in una sola parola: riqualificazione.

C’è ormai una stretta sinergia tra i progettisti e le aziende, con le seconde che possono accontentare praticamente qualsiasi tipo di richiesta fornendo prodotti di elevato livello tecnologico e ad alto tasso di pregio estetico.
Architetture anche più dinamiche e complesse, con volumetrie insolite, possono essere realizzate con applicazioni di lastre ceramiche di lunga durata, grazie alle quali gli edifici guadagnano sotto qualsiasi punto di vista, persino quelli tecnici ed igienici.
Cosa altro aggiungere se non “lunga vita alla ceramica!”

 

Mar 15, 2020
Christian

Come comporre il bagno per la vita di coppia

Alcuni contrasti o “attriti” all’interno di una coppia possono essere risolti facendo uso del buon senso e di un po’ di ingegno: ci riferiamo naturalmente a discussioni che vertano sull’arredamento, un ambito nel quale è facile che si scontrino istanze ed esigenze diverse tra uomo e donna, in maniera ancora più accentuata quando si deve arredare il bagno.

C’è poco da discutere, negli ultimi anni il bagno si è irrimediabilmente trasformato in una zona wellness nella quale ci si prende cura di sé stessi e si trascorre del tempo in totale relax: ciò vuol dire anche che è diventato un ambiente più intimo, che ciascuno vorrebbe arredare secondo il proprio gusto corredandolo con accessori o elementi pratici che per forza di cose, tra lui e lei, sono diversi.

Il bagno per lui e per lei

Se ad esempio la donna è in generale più favorevole alla vasca da bagno, con conseguente necessità di uno spazio più ampio, quasi sempre lui preferisce la doccia e si accontenta quindi di un bagno più piccolo e funzionale.
Non c’è una regola scritta, sia chiaro… parliamo solo di trend che ci sembrano essere quelli sempre più diffusi!

Se lei ad esempio ama il bagno “da diva”, con ampio specchio e magari con il doppio lavabo, lui preferisce qualcosa di più minimale, lo stretto essenziale purché sia funzionale. Accettare le scelte del partner e scendere a compromessi diventa così sostanziale, anche perché per quanto si possa desiderare un secondo spazio di servizio, questo è oggi diventato un vero lusso che fa lievitare all’inverosimile i prezzi degli appartamenti e che nelle piccole abitazioni di oggi è difficile da ricavare.

Negli ultimi anni il bagno ha subito una grande trasformazione, diventando come dicevamo un sinonimo di area wellness, un’area nella quale regalarsi preziosi momenti di relax e anche di svago, lasciandosi tutto lo stress fuori dalla sua porta: vero regno del benessere, ognuno vuole organizzarlo secondo i propri ritmi e le proprie abitudini, ma se i gusti maschili e femminili giungono in conflitto, basta sedersi a tavolino e ragionarci su.

Soluzioni per un accordo

Un esempio? Se lei ha tra i suoi sogni un bagno con preziosi decori alle pareti, e tanti effetti luminosi, lui preferisce la sobrietà e colori più neutri. In questo caso la soluzione è semplice: piastrelle per i rivestimenti chiarissime, sia su pavimento che pareti, ma una sola di queste ultime decorata con toni fantasiosi, motivi floreali oppure astratti.

Altro oggetto del contendere tra uomo e donna è la posizione della lavatrice: lui in genere non vuole saperne di averla tra i piedi in bagno, mentre per lei è la soluzione ottimale. Il migliore compromesso, se lo spazio lo permette, è munirsi di un mobile lavanderia a scomparsa, che la celi alla vista pur piazzandola esattamente dove la vuole lei, ed in più spesso è munito di accessori pratici ed utili scomparti che lui non potrà fare a meno di apprezzare!
In definitiva, ci sentiamo di affermare che non solo il mondo del design, ma anche quello dei produttori di ceramiche per l’arredo bagno o di altri complementi destinati a questo ambiente mettono oggi a disposizione tante idee davvero smart che consentono di personalizzare l’ambiente e di accontentare tutti, raggiungendo accordi insperati con soluzioni accattivanti.

 

Feb 3, 2020
Christian

Detrazione per l’acquisto di stufe a pellet 2020

Per completare una panoramica sugli incentivi e le detrazioni fiscali che sono validi in questo 2020, dopo aver affrontato il tema Bonus Caldaia e quello del Bonus Ristrutturazioni 2020 è il momento ora di analizzare le detrazioni previste per l’acquisto di una stufa.
Acquistare
e installare una stufa a pellet per riscaldare casa ed anche per produrre l’acqua calda per usi sanitari è una scelta virtuosa e responsabile, perché rispetta l’ambiente e contribuisce a migliorare l’efficienza energetica degli immobili e a ridurre gli sprechi.

Per queste ragioni tali acquisti sono incentivati da parte dello Stato con una serie di misure fiscali sotto forma di detrazione, che più volte sono state prorogate di anno in anno negli ultimi tempi.

A quanto ammontano le detrazioni?

Le detrazioni per l’acquisto di una stufa a pellet ammontano al 50% della spesa sostenuta, una cifra che sotto forma di detrazione Irpef viene rimborsata al cittadino e contribuente in 10 anni.
In alternativa, seguendo una specifica procedura denominata Conto Termico che analizzeremo nel dettaglio in un successivo paragrafo si può ottenere un contributo diretto nel caso si effettui una sostituzione della stufa a pellet.

Quando si applica la detrazione del 50%?

Nel caso si acquisti una nuova stufa a pellet oppure a legna che sia in grado di abbassare le emissioni diminuendo così l’impatto ambientale ed innalzando la soglia di risparmio energetico dell’edificio può essere applicata la detrazione del 50%.
Va sottolineato che proprio per incentivare la riqualificazione edilizia la cifra che viene restituita nel corso di 10 anni riguarda solo prodotti dalle elevate prestazioni, con un rendimento minimo non inferiore al 70%: è questo un vincolo ben comprensibile, studiato per favorire la diffusione di strumenti più performanti.
Ottenere la detrazione è facile, basta presentare unitamente alla fattura di acquisto che includa tutti i dati fiscali di acquirente e rivenditore anche una dichiarazione certificata del produttore che ne attesti le prestazioni.

Quando si applica il Conto Termico?

Se il tuo apparecchio per il riscaldamento è a basse prestazioni energetiche ed oramai obsoleto e vuoi sostituirlo con un nuovo apparecchio dalle caratteristiche più avanzate puoi accedere alla speciale agevolazione che va sotto il nome di Conto Termico. In questo caso si tratta di un contributo in denaro in vigore già da alcuni anni e che nelle sue prime versioni prevedeva un massimale di rimborso come sostegno economico sotto forma di assegno (inviato direttamente sul conto corrente bancario) pari a 2.300 euro, che veniva erogato in un’unica soluzione appena due mesi dopo l’approvazione della domanda.
I questo caso i requisiti per accedere sono particolarmente restrittivi perché la stufa deve soddisfare specifiche caratteristiche di rendimento e di emissioni. Entro 60 giorni dalla conclusione dell’intervento di installazione va presentata la domanda accludendo anche la certificazione di smaltimento dell’apparecchio dismesso.

Aggiornamento Conto Termico 2020

Il Conto Termico a partire dal 2016 ha subito una revisione e sono state introdotte alcune novità sul fronte delle cifre rimborsabili e delle modalità di erogazione, fermo restando che la percentuale anche per questo Conto Termico 2.0 e valido nell’anno 2020 è stata mantenuta al 65% delle spese complessive effettuate.
È stata infatti innalzata la soglia massima dell’importo ottenibile, che fino a 5.000 euro viene erogata in un’unica soluzione e sempre nelle stesse tempistiche, mentre per cifre che superano tale soglia il contributo viene erogato in 2 rate con cadenza annuale.
Le domande possono essere presentate online sul sito del Gestore Servizi Energetici GSE raggiungibile a questo link.

Gen 27, 2020
Christian

Bonus Caldaia, come accedere alle detrazioni

Anche nel 2020, insieme ai Bonus Mobili ed elettrodomestici e ai Bonus Ristrutturazioni, è stato prorogato il Bonus Caldaia valido fino al 31 dicembre 2020.
Vogliamo darvi una guida completa e aggiornata su come accedere a queste detrazioni fiscali per chi deve effettuare la sostituzione della caldaia. Vediamo quindi insieme in cosa consiste questo Bonus e di quali requisiti si ha bisogno per sfruttarlo.

Bonus caldaia

Che cos’è il Bonus Caldaia?

Il Bonus Caldaia è in sintesi una detrazione che si applica sul prezzo di acquisto di una nuova caldaia, e che viene calcolata tenendo conto della sua efficienza energetica. Fino al 2019 tale detrazione era articolata secondo questo schema di percentuali:
65% per chi installava una nuova caldaia a condensazione di Classe A con il contestuale montaggio delle valvole di termoregolazione;
50% per chi installava una nuova caldaia a condensazione sempre di Classe A ma senza prevedere le citate valvole;
0% di detrazione, come ovvio, per chi si orientava su una caldaia di Classe B o inferiore.
Per l’anno 2020 la Manovra del Governo ha previsto il rinnovo e la proroga di tale Bonus, con le stesse percentuali, ma con qualche piccola modifica.

Detrazioni Caldaia 2020, le novità

In precedenza era possibile ottenere la detrazione Irpef in 10 anni comunicando l’operazione all’Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente (ENEA) oppure direttamente con uno sconto in fattura, senza questo obbligo di comunicazione.
Questa seconda modalità è stata abolita, per cui adesso l’unica opzione è la detrazione Irpef dilazionata in 10 anni ma con in più l’obbligo del bonifico parlante ad attestare la spesa sostenuta.

A chi spetta il Bonus Caldaia?

La proroga del Bonus Caldaia fino al 31 dicembre 2020 non ha modificato gli importi percentuali delle detrazioni, che restano del 65% o 50% a seconda del tipo di caldaia.
In pratica, la maggiore detrazione viene riconosciuta solo a chi sostituisce o installa una caldaia a condensazione di Classe A ma associa a questo intervento le valvole di termoregolazione evolute, oppure a chi installa generatori di aria calda a condensazione.
Tali interventi di miglioria e di recupero del patrimonio edilizio, che vanno a migliorare l’efficienza energetica ed il conseguente risparmio, sono riconosciuti come manutenzione straordinaria al pari di tutti gli altri interventi per i quali è previsto il Bonus.
Le agevolazioni fiscali per i contribuenti previste dalla legge sono detraibili tramite la dichiarazione dei redditi 730 o Unico.

Gen 24, 2020
Christian

Bonus Ristrutturazioni 2020, una guida

La nuova Legge di Bilancio 2020 ha confermato tutti i Bonus Casa in essere, senza particolari modifiche. Tra questi è stato quindi rinnovato il Bonus Ristrutturazioni anche per tutto il 2020. Con questa agevolazione, chi effettua lavori di ristrutturazione in casa può accedere a importanti detrazioni: vediamo come funziona questo Bonus, come si accede e a chi spetta.

Bonus Ristrutturazioni 2020: come funziona?

Il Bonus Ristrutturazioni è in sostanza una agevolazione fiscale che permette di ottenere una detrazione del 50% sulle spese sostenute fino a un massimo di 96.000 euro. Per ottenere tale detrazione tutte le spese sostenute devono essere pagate tramite bonifico, e si riceverà la detrazione spettante in 10 rate annuali.
Questo Bonus Ristrutturazioni è stato prorogato senza modifiche ai requisiti ed alle modalità di fruizione fino al 31 dicembre 2020, con la sola novità riferita al Decreto Crescita 2019 secondo cui, per i soli interventi di risparmio energetico si può anche ottenere lo sconto immediato in fattura: il tutto già a partire dal 1° luglio.

A chi spettano le agevolazioni del Bonus Ristrutturazioni 2020?

Tutti i contribuenti possono essere destinatari e beneficiari di tale Bonus Ristrutturazioni, non solo i proprietari dell’immobile coinvolto.
Essere titolari della proprietà non è un requisito perché la richiesta può essere avanzata anche da familiari conviventi, coniugi separati e per finire dai conviventi non proprietari dell’immobile né titolari di un contratto di comodato.
La detrazione può persino essere estesa a soci di cooperative, imprenditori individuali o imprese familiari, società semplici e società collettive.

Quali lavori di ristrutturazione sono ammessi?

C’è un lungo elenco di interventi e lavori che possono essere portati in detrazione fino al 31 dicembre 2020.
Nel dettaglio, questi sono i principali lavori ammessi:

  • Manutenzione ordinaria e straordinaria;
  • Restauro e risanamento anche di tipo conservativo;
  • Ricostruzione o ripristino di immobili che siano stati danneggiati;
  • Costruzione di autorimesse o posti auto;
  • Interventi mirati alla rimozione di barriere architettoniche quali ascensori o montacarichi e anche quelli atti a favorire l’installazione di strumenti idonei alla mobilità interna ed esterna per iportatori di handicap;
  • Riparazione degli impianti per la sicurezza domestica e lavori per la prevenzione di atti illeciti o effrazioni;
  • Interventi finalizzati al miglioramento della cablatura e alla riduzione dell’inquinamento acustico degli immobili, al risparmio energetico e all’adozione di misure antisismiche;
  • Installazione di strumenti di rilevazione del gas.

Possiamo inoltre aggiungere che oltre a questi interventi di tipo materiale e concreto, anche tutte le spese sostenute per i servizi quali progettazione, consulenze professionali, approvvigionamento, acquisto e trasporto dei materiali edilizi, perizie ed eventuali sopralluoghi rientrano tra quelle detraibili.

Quali documenti servono per la detrazione?

Ci sono naturalmente alcuni documenti che sono indispensabili per accedere alle agevolazioni, ma tutti sono abbastanza semplici da produrre:

  • Domanda di accatastamento dell’immobile;
  • Ricevute di pagamento dell’IMU, l’Imposta Municipale;
  • Delibera dell’assemblea condominiale e relativa tabella di suddivisione delle spese;
  • Dichiarazione di consenso all’esecuzione;
  • Concessioni e autorizzazioni allo svolgimento dei lavori, oppure la dichiarazione sostitutiva con riferimento alla data di inizio dei lavori e alla compatibilità con le spese ammesse al Bonus;
  • Ricevuta di invio della Comunicazione ENEA, l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile.

Come detto, è tassativo pagare qualsiasi lavoro con bonifico che deve essere comprensivo di tutti i dati fiscali sia del beneficiario/committente sia di chi esegue materialmente i lavori, e naturalmente deve essere esplicitamente indicata anche la causale del versamento ai fini di una totale trasparenza delle operazioni.

Pagine:1234567...23»
aprile: 2021
L M M G V S D
« Mar    
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930