nov 25, 2016
Christian

Multicolor esuberante, oppure un black&white minimal? Disegna la tua zona living!

Quando devi arredare i tuoi spazi, hai davanti a te una prima fondamentale selezione, dato per assunto che lo stile del tuo appartamento sia moderno o addirittura contemporaneo.
Vuoi una policroma esplosione di colori, mescolando tra loro pezzi di interior design che abbiano toni affini da accostare ma il cui risultato finale presenti un ambiente fresco e gioioso proprio perché così multicolore?
Oppure ami la sobrietà dei contrasti tra le varie gradazioni di bianco e nero e non puoi fare a meno di esprimere la tua indole minimal nel rapporto di questi due colori che sebbene agli opposti sono da sempre simbolo di perfetta simbiosi?
Qualunque sia la tua predisposizione, puoi stare tranquillo perché hai l’imbarazzo della scelta: sia tra i designer che tra gli “artefici”, ossia le aziende che traducono in oggetti concreti le idee che nascono su carta, non mancano mai gli spunti per accontentare gli uni come gli altri!

Arredo multicolor

Ed allora, il tuo spazio living può diventare un caleidoscopio in pochi semplici passi: regalati tutta l’energia del colore con l’audace progetto Color Fall, design di Garth Roberts per Casamania; un progetto di libreria talmente sfrontato nell’eterogeneità delle sue tinte che è impossibile non trovarlo attraente! E poi, il tuo gioco cromatico prosegue a grandi passi con l’accostamento del tavolino Labirinto di Natuzzi, un pezzo di arredo che Claudio Bellini ha voluto proprio così, senza mezzi termini, dalle mille facciate in vetro colorato ma squadrato e geometrico ed in tonalità uniche.

E per chi volesse proprio una esplosione di colori in grado di rievocare ambientazioni esotiche, ecco Tropicalia: un accostamento per nulla azzardato se la scelta dell’arredo è votata ad una policromia tout-court, un progetto del catalogo Moroso su design di Patricia Urquiola. La rigida struttura in tubolare di acciaio ha subito un vero processo di make-up creativo che lo ha travestito con intensi colori, quelli del cordoncino in plastica intrecciata, un’idea che sa essere raffinata nella sua estrosità!

Ci sembra però doveroso, in un simile ambiente, stemperare tutto con un pavimento dai toni naturali, caldi ed uniformi.

Arredo minimal

Lasciamo invece spazio alla seconda schiera, quella dei “minimal“, gli amanti di un arredo sobrio ed armonioso che vogliano ricreare l’eterna contrapposizione tra bianco e nero: amplificare spazi un po’ angusti, ad esempio, è possibile solo illuminandoli quasi a giorno con un trionfo di bianco, il più possibile lucido, per le pareti. E poi aprite il catalogo Cattelan, dove ad attendervi c’è il progetto di libreria componibile Wally firmato da Philip Jackson. Ciascun modulo può sostenere un peso massimo di 60 kg perché è realizzato in robusto MDF ed è quindi l’idea giusta per chi ha una ricca collezione di libri da esporre.
Cattelan propone di assemblarli in toni Graphite oppure Oyster, ma noi in omaggio ad un design “manicheista” la sceglieremo bianco laccato oppure nero.

Per proseguire su linee di design pulite ed essenziali, non potrete che affiancare a questa libreria un divano come Big Bob di Antonio Citterio: Flexform ha realizzato tutta la morbidezza di questo vero classico, un divano anch’esso componibile per cui adattabile ad ogni spazio, con una robusta struttura in legno e metallo e cuscini accoglienti. Un relax totale ti attende, accompagnato da una calda tazza di tè che potrai tenere poggiata su Vicino, il tavolino dai ripiani mobili che Molteni ha realizzato in acciaio su design di Foster&Partners. De tutto minimal nel suo aspetto, nasconde un sofisticato e funzionale meccanismo per la rotazione e traslazione dei suoi piani di appoggio.

 

Qualsiasi stile tu abbia in mente per la tua zona living, siamo certi di averti dato tante ottime idee di partenza: l’interior design è per
sua stessa natura una fucina di soluzioni tutte intriganti, ed il massimo piacere è proprio passarle in rassegna prima di prendere la decisione finale!

nov 21, 2016
Christian

L’estetica nordica è destinata a piacere per sempre

Qualche esempio di design essenziale ma per nulla banale!

 Il legno chiaro, chiarissimo, oppure in rare circostanze ai suoi esatti opposti, in tonalità scurissime, sono alcune delle prerogative che balzano immediatamente agli occhi quando la fattura di un complemento di arredo o di un oggetto di design è di origine scandinava. Subito dopo si nota come le linee che costituiscono questi progetti siano estremamente pulite e prive di virtuosismi, quasi a voler esaltare la purezza del mobilio che deve essere sempre discreto ed arredare con il massimo risultato in termini di funzionalità ma con il minimo sforzo, senza per questo risultare “trascurato”.

I must di questo tipo di stile prevedono quasi sempre pareti dipinte in tonalità di grigio, ed un mobilio come detto in colori neutri ma non per questo insignificanti, anzi: sono le linee e la corretta ripartizione degli spazi, sfruttati in maniera oculata, a rendere questi spazi sempre interessanti.

Il design di matrice scandinava è diventato, vuoi per ragioni di convenienza che di praticità, immancabile un po’ ovunque, ma anche grandi marchi nostrani ne hanno ripreso gli stilemi presentando nelle loro collezioni oggetti di arredo di innegabile fascino.
Pensiamo ad esempio a Calligaris ed alla sua sedia Claire, con una solida seduta in robusto legno di frassino, un’ampia ed avvolgente spalliera ed un comodo sedile, entrambi imbottiti. La sua sagoma è già diventata un’icona di design, mentre le imbottiture possono essere rivestite in tessuto di cotone, lino oppure viscosa in un’ampia gamma di tonalità con “grana” anche abbastanza grossa; i più pretenziosi, però, di certo oseranno il pregiato e morbido rivestimento in pelle!

È invece di Riflessi la madia Ola, un oggetto di arredo contemporaneo dal carattere forte ed inconfondibile. Questo mobile contenitore in grado di risolvere molteplici problemi di spazio si presenta infatti con una speciale lavorazione sulle ante frontali e sui fianchi, un motivo ondulato che contribuisce a creare dinamicità, quasi volesse essere una scultura.
Disponibile in diverse versioni (a due o tre ante, più alta o più bassa), il suo progetto prevede elevata resistenza alla flessione dell’elemento superiore, anche grazie all’armatura interna in metallo perfettamente integrata dal punto di vista cromatico perché sottoposta alla stessa laccatura degli esterni.

Due semplici esempi di come l’applicazione delle più moderne tecnologie a progetti essenziali riesca ad ottenere risultati sorprendenti e versatili, perché ben si collocano in qualsiasi tipo di ambientazione!

nov 16, 2016
Christian

Dimorestudio: il retrò come architettura di moda

Via Solferino 11, Milano, nel quartiere Brera. Forse questo indirizzo, posto semplicemente in questi termini, non vi suggerisce nulla, ma è la sede di uno degli studi italiani di interior design più acclamati del momento.

Si tratta di Dimorestudio, fondato 11 anni fa da Britt Moran ed Emiliano Salci, i quali inizialmente operavano “in casa” dopo averla trasformata anche in galleria all’interno della quale esponevano i loro lavori e la loro filosofia del design, che affonda le radici nel periodo che va dagli anni ’30 agli anni ’50; ma gli accostavano pezzi della loro collezione personale, incluse opere firmate Fornasetti o Giò Ponti, in un continuo e dinamico gioco di contrasti e rimandi che permetteva il “dialogo” tra questi elementi.
Il loro vocabolario del design è fatto di colori intensi e patinati, tessuti o materiali che non ti aspetti, superfici che sembrano antiche e polverose su cui spiccano composizioni sofisticate.

Il design è per Dimorestudio uno strumento che deve suscitare emozioni e stimolare la riflessione, ed entrambe devono essere sempre diverse muovendosi tra nostalgia, sorpresa, gioia, in un viaggio fatto di colori morbidi e del largo uso dei metalli.
Ogni progetto è studiato per essere riconoscibile e per far vivere oggetti creati dai grandi Maestri del design accanto ad altri appositamente disegnati, al punto da rendere difficile distinguere ciò che è storico da ciò che è appena stato creato. È un’alchimia che gioca volutamente con il recupero e che attribuisce ad ogni oggetto, anche al più impensabile, eleganza espressiva, nel momento stesso in cui diventa dettaglio di un quadro d’insieme.

È innegabile che queste proposte navighino apertamente in un mare fatto di ricordi e di malinconia, per costruire una casa viva ed in continuo mutamento che riesce a muoversi, con le loro interpretazioni, tra l’architettura e la moda.
Il filo conduttore è innegabilmente costituito da una marcata estetica retrò, ma le incredibili capacità di questo duo di contestualizzare ed adattare qualsiasi oggetto allo stile di vita contemporaneo sono la chiave che ne ha decretato l’inarrestabile successo.

nov 10, 2016
Christian

Il Barocco della Firenze del Sud: alla scoperta dell’architettura leccese

La tua passione per il design e per l’architettura va di pari passo con la conoscenza delle diverse epoche storiche e culturali della cosiddetta “prima arte”? Se la risposta è sì, hai di certo ben presenti quali fossero i valori ed i canoni estetici e stilistici dell’Architettura Barocca, caratterizzata da linee sinuose e motivi intrecciati, al fine di suscitare stupore.

Il periodo di suo massimo splendore, tra il 1630 ed il 1670, ha visto sorgere in Italia edifici di committenza sia religiosa che civile in forme complesse e plastiche ed estremamente lavorate al fine di accentuare il ruolo scenografico dell’edificio, che doveva essere in grado di “trasportare” e liberarsi quindi dai concetti rigidi e restrittivi dell’epoca immediatamente precedente.
Proprio l’Italia è stata culla del Barocco, con una scuola di scultori ed architetti le cui opere, a oltre 3 secoli di distanza, continuano ad attirare flussi incessanti di turismo, ma si deve anche tenere presente che non è esistita una scuola univoca con un unico canone.
Accadde ad esempio che in Puglia, e più precisamente nel Salento, l’Architettura Barocca approdasse ad una deriva ancora più esuberante, ricchissima di decorazioni floreali ed intarsi minutissimi, con fregi e motivi scultorei ancor più elaborati ed affascinanti e persino animali mitologici.
Furono le proprietà del materiale locale, la roccia calcarea nota come Pietra Leccese, a favorire l’esplosione di questa corrente artistica: tenerissima e di facile lavorazione con lo scalpellino ed al tempo stesso impreziosita dai suoi toni dorati e caldi, questa pietra ha plasmato l’immagine della città e del suo centro storico dove trionfano edifici quali la basilica di Santa Croce, la chiesa di Santa Maria delle Grazie, ma anche lo stesso duomo di Lecce, per restare all’ambito religioso; ma è in puro stile Barocco Leccese anche l’attuale Palazzo del Governo che oggi ospita la Provincia, così come il Palazzo del Seminario dove oggi hanno sede un museo ed una biblioteca.

Trascorrere un fine settimana in un bed & breakfast a Lecce vi farà comprendere perché questa città è stata soprannominata “La Firenze del Sud”: un trionfo di palazzi meravigliosamente decorati, con in più la particolare luminescenza che il sole fa scaturire dalla Pietra Leccese a seconda della sua posizione.
A riprova dell’eccezionalità di questo stile architettonico, non si può fare a meno di segnalare che l’intera area dove si è diffuso – includendo quindi le vicine Gallipoli, Nardò, Ostuni o Martina Franca – è in lista d’attesa della “Tentative List” dell’Unesco per essere riconosciuta tra i Patrimoni dell’Umanità, un riconoscimento questo che renderebbe il giusto merito ad un’area d’Italia dall’immenso valore culturale ed artistico.

nov 2, 2016
Christian

Lavorare nel living tra pezzi storici di design

Una delle ultime tendenze della modern way of living sembra essere diventata quella di creare a casa spazi multifunzione, ampie aree da dedicare al gioco ed al relax ma che sappiano essere poliedriche e fungere altrettanto bene da zona studio e lavoro.

Questa sorta di istinto ludico viene assecondato da idee di interior design che ben si prestano a riempire e “colorare” ambienti del genere: si pensi all’enorme tavolo Dan di Bulo Love Work, pensato per il co-working, può essere sfruttato anche per pranzi dai numerosi invitati… e sa trasformarsi in un divertentissimo tavolo da ping pong!

 

Anche Cattelan sa metterci del suo, proponendo una scrivania oversize come Batik in materiali pregiati e dall’ampiezza perfetta per chi ama portarsi a casa il lavoro. Magari, comodamente seduti su una poltroncina come Hati, che Lema produce su design di Piero Lissoni con rivestimenti in tessuto per una seduta calda e confortevole e con una robusta struttura in frassino, e le cui linee ben si integrano sposando qualsiasi contesto di arredo.

Pensate non ci sia spazio per libri, fascicoli, raccoglitori? Sbagliate, perché Molteni ha rieditato la libreria “no age” di Giò Ponti dal nome in codice D.357.1
Ci credereste che il progetto originario risale alla metà degli anni 50? Noi non stentiamo a farlo perché sappiamo quanto sia stato “veggente” un maestro come Ponti, ma questa combinazione perfetta tra piani orizzontali, piani divisori e spalle a creare spazi tra di loro comunicanti e del tutto eterogenei non smette mai di affascinarci!

ott 24, 2016
Christian

La passione ed il gusto per il bello nella dinastia Meritalia

Il prossimo anno festeggerà i 30 anni di attività Meritalia, il marchio e l’azienda che Giulio Meroni ha fortemente voluto e saputo imporre all’attenzione generale con il suo fervore imprenditoriale.
La sua tenacia gli ha permesso di vincere la scommessa dichiarata, quella di trasformare idee di design spesso estreme in prodotti finiti capaci di attirare consensi e – ovviamente – fatturato e vendite. Molte, molte vendite.
Anche all’estero, dove viene particolarmente apprezzato lo sforzo dell’azienda brianzola di produrre tutto da sé, un vero campione di Made in Italy al 100%.

La sezione primaria è quella degli imbottiti, che beneficia delle lavorazioni delle due divisioni (Me.Me e Me.Le) che si dedicano a metalli e legno. Ciò significa che l’intera componentistica dei divani Meritalia ha provenienza certa e certificata, e clienti quali grandi uffici, ristoranti, alberghi sanno di affidarsi per i loro arredi di pregio a prodotti di ultima generazione, e non solo per il design sempre moderno ma per la stessa qualità compositiva improntata all’alta tecnologia di un gruppo industriale modello.
Già, perché non va trascurato che è proprio il settore dell’arredo contract quello in cui Meritalia eccelle, con addirittura un’apprezzatissima nicchia dedicata allo yacht design, ma sa far sentire, e bene, la sua voce anche nel comparto casa grazie ad un servizio a 360° che non si occupa dei soli arredi ma anche delle finiture: un plus riservato ad un pubblico molto esigente per progetti esclusivi ed abitazioni di prestigio.

Oggi Meritalia può essere definita a tutti gli effetti una “dinasty” italiana, dal momento che alla scomparsa di Giulio nel 2013 le redini aziendali sono passate alla moglie e soprattutto ai figli. Francesca, responsabile comunicazione ed Art Director di Meritalia, sente la responsabilità di dover conciliare l’attività di maestri del design quali Mario Pesce o Karim Rashid, per citare un paio di grandi nomi che collaborano con Meritalia, con le nuove leve, i giovani talenti, quelli che portano ventate di novità in una collezione che sa ancora viaggiare a vele spiegate con pezzi quali il divano Michetta (del 2005) o Giulio, datato addirittura 1987 e firmato Tobia Scarpa.

In catalogo oltre 100 oggetti di design, tra imbottiti e complementi per la zona giorno quali tavoli, sedie, librerie, per un marchio che con i suoi pezzi firmati e la grande passione per la “produzione del bello” riesce ad esportare per il 70% del suo fatturato: una passione che è la vera eredità di Giulio Meroni, il suo lascito alla famiglia ed al comparto dell’arredamento in Italia.

Meroni e il divano Giulio (Design 1987 by Tobia Scarpa)

 

ott 19, 2016
Christian

Le casse acustiche da salotto che… orbitano!

Se qualcuno prendesse un satellite artificiale di quelli vecchio stampo, o simile a qualche manufatto che sembri uscito direttamente dal set di 2001 Odissea nello spazio per metterlo nel vostro salotto, pensereste come minimo ad uno scherzo!

I cugini Nicolas e Cédric Hervet invece vorrebbero farlo sul serio, e lo dimostra il progetto di tech design Le Satellite, diventato realtà nel loro studio di design Hervet Manufacturier.
Lo studio è un laboratorio votato ad un interior design che si può definire “di nicchia“, perché i due cugini creano al suo interno solo pezzi a tiratura limitatissima, per essere certi di usare solo materiali eccellenti ed una mano d’opera impeccabile.
La grande distribuzione non è nelle loro corde, i loro pezzi di arredamento sono eccentrici e mescolano la nostalgia per il passato con geometrie futuriste, senza soluzione di continuità.

Le Satellite, per l’appunto, combina una base in acciaio quasi in stile sixties con la struttura in pregiatissimo ebano, al cui interno è “incastonato” un hi-fi ultra tecnologico della Bose.
Sono casse da salotto che probabilmente non vedremo mai in nessuna casa, ma ammirandole in foto riusciamo ad immaginare cinema e musica a braccetto fluttuare in orbita!

ott 16, 2016
Christian

L’arte di fingere è la nuova tendenza delle ceramiche

Blendart di Ceramica Sant’Agostino

Che cosa succede quando una piastrella si mette in testa di imitare il legno? Molto dipende dalla qualità dei materiali utilizzati, e da quanto avanzata è la tecnologia di produzione: i marchi più prestigiosi ed affermati riescono infatti a riprodurre fedelmente nodi e venature, ed a riproporre le sfumature e le matericità dei legni masselli, sia nei toni più chiari che in quelli più intensi e caldi.
Ruvide ed allungate esattamente come i classici listoni, le piastrelle in gres porcellanato hanno da alcuni anni conquistato uno spazio di rilievo tra le proposte per i rivestimenti, rivelandosi splendidi elementi di interior design.

L’effetto legno ha riscosso talmente tanto successo da meritarsi addirittura delle “versioni 2.0″, con interpretazioni ancora differenti che adesso vanno a simulare il legno vissuto ed invecchiato, come se il pavimento fosse composto da travi consumate, scolorite, che hanno una lunga vita alle spalle… ed ogni listone fa storia a sé, i pattern che le migliori aziende riescono a concepire sono talmente tanti che è impossibile accostarne due uguali!
Con questo tipo di lavorazioni diventa d’obbligo considerare la piastrella una componente fondante dell’interior design, complemento d’arredo a tutti gli effetti in grado di raccontare la personalità di chi abita la casa.

E gli altri materiali?

Vintage di ItalianGres

Simulare sembra essere diventata la priorità per tantissime altre varianti di piastrelle, grazie al progredire delle tecnologie produttive: una simile peculiarità sta favorendo anche la contaminazione degli stili, che mescolano colori e motivi.
Persino lo stile industrial sta vivendo una nuova giovinezza, grazie ai gres effetto cemento che sempre più spesso trovano applicazione anche in ambientazioni più classiche.

Timeless di Marazzi

Che simulino il legno come il cemento o la pietra grezza, le piastrelle prodotte in quella che è l’alta scuola italiana in questo settore stanno inoltre riscuotendo successo in ambienti che prima sembrava quasi “sacrilego” deturpare con materiali che sanno così tanto di vissuto, come nel caso del bagno o della cucina.

ott 8, 2016
Christian

Fjord di Doimo Cucine ha la ricetta per piacere a tutti!

Quelle firmate da Doimo Cucine sono proposte in grado di accontentare tutti: cucine di design e componibili, che sanno essere contemporanee ed eleganti e dove necessario riescono anche a soddisfare il desiderio di uno stile minimal, ma al tempo stesso quello di maggior colore.

Questo perché Doimo interpreta fino in fondo il suo payoff “Kitchens for us“: sono cucine che nascono con l’intento di esprimere le emozioni e gli attimi di vita di chi, per l’appunto, ci deve “vivere dentro”, con lo stile attuale che deve possedere il cuore della casa e con una forte strategia di radicamento sul territorio.
Già, perché le cucine Doimo sono 100% Made in Italy, secondo una storica tradizione nella lavorazione del legno di stampo artigianale che affonda le sue radici nella manifattura veneta, e nel buon gusto tutto italiano per il design.

Entriamo nel dettaglio di una cucina del suo catalogo per comprendere a pieno di cosa stiamo parlando: Fjord è la cucina che nasce con il preciso intento di saper accontentare tutti, e di poter essere “indossata”, come un capo di alta sartoria, su misura dalla propria personalità. In fase di scelta compositiva la si può customizzare con giochi di pieni e vuoti, dosando gli spazi ma anche i colori, le texture, le finiture. Si può decidere il numero dei pensili e miscelarli nelle tonalità, per ottenere una cucina che sa anche avere un forte sapore vintage direttamente dagli anni ’60.
La praticità delle basi sospese non ottiene solo lo scopo di alleggerire le forme e la composizione nel suo insieme, ma si manifesta in tutta la sua funzionalità quando ci si rende conto delle pulizie agevolate.
Quanto a funzionale praticità, poi, impossibile non menzionare il tavolo che si può incastrare come piano d’appoggio aggiuntivo nel blocco operativo: del resto, Fjord è funzionale anche nella distribuzione e separazione delle diverse aree, in virtù tra l’altro dei mobili free-standing, e si inserisce alla grande in un open space perché è in grado di passare gradualmente all’area living con il suo stile agile e lo spirito elegante.

Come ovvio, Fjord può anche essere realizzata nella configurazione lineare ” a nicchia”, con vani a giorno in metallo che riescono ad alleggerire la composizione ed al tempo stesso a movimentarla.
I laminati che rivestono le ante di Fjord sono infine proposti in infinite varianti e finiture, per tener fede al suo spirito così giovane, ed al classico effetto legno aggiungono quelle “effetto tessuto” o con microdisegni ripetuti in originalissimi pattern.

Con Fjord, Doimo ha tenuto fede alla sua mission del “fare bene cucine“, offrendo un prodotto duraturo e robusto e che rispecchia tutte le aspettative di chi deve abitare in un ambiente che è il fulcro della casa, esprimendo uno stile di vita ben preciso: quello di chi ne sceglierà i componenti!

ott 4, 2016
Christian

Elogio del legno, il più intelligente dei materiali

Usare il legno è già di per sé un’attività intelligente“. Questa frase appartiene a Renzo Piano, e spiega perfettamente il pensiero del grande architetto italiano.

Il concetto è stato espresso a margine della presentazione di un suo progetto, il quartiere ecosostenibile di Trento rinominato “Le Albere“. Non poteva che essere così, trattandosi di una riqualificazione ambientale dell’ex area Michelin: Piano ha proseguito spiegando che usare il legno è intelligente perché proviene da fonti rinnovabili, perché è riciclabile e perché la terra va difesa anche dagli architetti nella loro scelta dei materiali.

Come dargli torto? Il legno, qualsiasi provenienza abbia, è il materiale più longevo e pregiato con il quale lavorare, perché stimola la fantasia, è plasmabile a piacimento, è caldo, e può essere riutilizzato quanto si vuole. Sa stimolare i sensi, spinge ad accarezzarlo ed è fonte di ispirazione per qualsiasi architetto o designer.
Immaginate di sedervi o sdraiarvi su una panca interamente in legno: è scomoda, è dura, starete pensando!

Non è dello stesso avviso Adam Friedman, un creativo arredatore di Los Angeles che ha ideato la Sitskie Block Bench, una panca composta da 450 listelli in quercia, uno accanto all’altro, che si muovono lentamente ed abbracciano il corpo in maniera flessuosa quasi come se fossero foam.

L’idea, che prende il nome di The Block System, interamente realizzata a mano e che fa dolcemente affondare il corpo senza per questo far mancare il dovuto sostegno alla schiena, ed è incredibile quanto sia comoda!
Naturalmente lo stesso sistema è stato poi applicato anche ad altri tipi di sedute e chaise longue da questa derivate, a creare una collezione unica nel suo genere che gioca con il legno e costruisce con esso delle autentiche isole di relax!

set 30, 2016
Christian

Con le cucine Schiffini l’Italian Design è ai suoi vertici

Non si può sempre e soltanto parlare di arredamento “accessibile” a tutti o quasi, e dei marchi cosiddetti più commerciali (senza voler minimamente usare questo termine con un’accezione negativa). Ogni tanto è necessario, per un vero e sincero amante del bel design, fare un salto più in alto e gettare lo sguardo anche su aziende che – con un paragone che viene dal mondo delle automobili – potrebbero definirsi Premium.

Una di queste è Schiffini, un’azienda che nel settore delle cucine componibili potrebbe essere definita “di nicchia”. Questo perché i suoi prodotti, sin dal 1950, data in cui l’impresa si è definitivamente specializzata nelle cucine componibili, e proseguendo poi con l’attività degli anni ’60, nascono per essere esponenti veraci del cosiddetto “Italian Design“, avvalendosi della collaborazione con alcuni dei più affermati architetti e designers.

Le intuizioni presenti nei modelli di cucine Schiffini sono in moltissimi casi estremamente contemporanee ancor oggi, mentre i modelli del terzo millennio si rivelano essere il trionfo della filosofia Schiffini: estrema cura dei dettagli e naturalmente un’attenzione del tutto maniacale riservata all’impronta del design; finiture curatissime, manifattura senza confronti, scelta ed uso appropriato solo dei migliori materiali.
Sono questi gli imprescindibili valori di Schiffini validi ancora oggi come 80 anni fa, per proporre cucine che non siano solo sinonimo di bellezza, ma che sappiano durare nel tempo ed essere funzionali in ogni componente, dal più piccolo al più grande.
Le caratteristiche di ogni progetto Schiffini sono riassumibili nel decalogo delle qualità stilato dai laboratori, dove in particolare risaltano l’assenza assoluta di truciolari, la cura per la resistenza e la precisione degli incastri, la massima praticità d’uso.

Approfondiamo uno speciale modello Schiffini, la cucina Mesa, che nasce da un’idea di Alfredo Häberli la cui visione di cucina è del tutto distante dalle forme tradizionali e spesso anonime. La cornice di Mesa ed i suoi contorni assumono tutti i connotati di un laboratorio, un ambiente nel quale vivere, essere operosi e sperimentare.
Con le linee e le funzionalità di Mesa, la cucina diventa la vera anima pulsante della casa!

set 27, 2016
Christian

Strumenti e trucchi per un caldo buono: seconda puntata

Abbiamo analizzato approfonditamente, alcuni giorni fa, due degli strumenti più “performanti” per generare calore nei nostri spazi in maniera efficiente e con consumi contenuti: il riscaldamento però non è solo pompe di calore o caldaie a condensazione, perché esiste anche la “tradizione” del fuoco vero e proprio, quello da ottenere tramite caminetti o stufe che brucino legna oppure il ben più ecologico pellet.

Le prestazioni migliori sono assicurate dai termocamini a camera chiusa o stagna, il cui sportello è provvisto di vetro termico che impedisce il dissipamento del calore generato, condensandolo solo dove fa valere i suoi benefici effetti; tali condizioni si possono ottenere anche con alcuni tipi di stufe-caminetto. Il termocamino inoltre, con adeguati interventi nemmeno troppo invasivi può fungere da generatore di calore per tutta la casa, alimentando i termosifoni e i radiatori o comunque distribuendo aria calda per gli ambienti che si desidera rendere confortevoli: naturalmente in questi casi sarà necessario documentarsi prima sui vari modelli, per scegliere quello adatto con la sua potenza alla propria metratura.

Il nostro consiglio principale riguarda però il combustibile: si ottiene migliore efficienza e tutto è più semplice da gestire se si opta per i modelli che brucino il cippato di legno o ancor meglio il pellet, ma in quest’ultimo caso si deve sempre porre la massima attenzione alla sua provenienza per evitare spiacevoli sorprese con prodotti scadenti o addirittura pericolosi.

Tra tutte queste proposte e soluzioni, però, non possiamo trascurare un aspetto importantissimo per il migliore riscaldamento come l’isolamento termico.
Serramenti datati o mura non a norma sono le prime cause della dispersione del calore e quindi di un maggior dispendio energetico (ed economico) per mantenere la temperatura desiderata, e vanificano qualsiasi sforzo fatto in termini di strumenti.
Prendendo tutti i dovuti accorgimenti, per infissi ed isolamento delle mura, sarà sufficiente anche un impianto più piccolo e meno potente, per cui meno costoso e dai consumi inferiori.
Non va dimenticato che in questi casi si può anche beneficiare dei bonus governativi, che rendono molto meno gravoso questo tipo di interventi!

 

set 22, 2016
Christian

Bonus Mobili ed Ecobonus, sei ancora in tempo!

Se stai pensando di ristrutturare casa, forse dovresti approfittare di questi ultimi mesi dell’anno, perché Bonus Mobili, Bonus Ristrutturazioni ed Ecobonus sono ancora validi fino al 31 dicembre ed al momento non ci sono informazioni circa una loro ulteriore proroga.

Si tratta di incentivi che puntano da un lato a garantire impulso all’economia in settori strategici quali l’edilizia e l’arredamento, favorendo così anche una generale riqualificazione del patrimonio immobiliare; dall’altro lato, i beneficiari sono i cittadini che hanno sempre differito certi tipi di spesa, ma anche le giovani coppie che acquistano casa e ricevono così dei consistenti sgravi fiscali.
Uno dei partner consolidati di NonSoloArredo, lo showroom di arredamenti e cucine a Napoli Tolomello, si fa portavoce di questa iniziativa proponendo tra i suoi servizi nell’area accoglienza clienti una dettagliata introduzione sulle modalità di accesso al Bonus Mobili, il cui importo è del 50% della spesa sostenuta ed applicabile nel caso di acquisto prima casa o ristrutturazione, con il rimborso che avviene in 10 rate annuali.

Ancora più vantaggiosa, perché sale al 65%, è la percentuale fissata per gli Ecobonus in caso di ristrutturazioni che vadano ad apportare migliorie energetiche o strutturali all’appartamento. Rientrano tra queste la bonifica dall’amianto, l’applicazione di criteri antisismici, le schermature ed ogni tipo di intervento che punti a rendere l’immobile più efficiente dal punto di vista energetico, rimuovendo le cause di dispersione del calore.
La speranza è che un nuovo Ddl di Stabilità proroghi simili agevolazioni anche per il 2017, ma nell’incertezza conviene darsi da fare entro il 31 dicembre per cogliere queste opportunità!

set 15, 2016
Christian

Gli strumenti per un caldo buono: prima puntata

Siamo alle porte dell’autunno, tra un po’ saluteremo le belle giornate e le nostre priorità diventeranno quelle legate a come proteggerci dal freddo riscaldando i nostri spazi nella maniera più efficiente – ed economica! – possibile.

Vi siete mai chiesti quale sia il metodo migliore per riscaldare casa, quello che permette di minimizzare i consumi ottenendo al tempo stesso prestazioni elevate e confortevoli e perché no anche basse emissioni?
Secondo molti esperti, il sistema più efficiente è rappresentato dalla pompa di calore, il cui rendimento è elevatissimo ed offre in più anche la funzionalità opposta per rinfrescare l’ambiente durante l’estate.
I diversi tipi di pompa di calore vanno scelti anche in base alla nostra posizione geografica, perché mentre al centro-sud e sulle coste risulta più conveniente il modello ad aria-acqua, spostandosi al centro-nord le prestazioni migliori si ottengono con quelle di tipo geotermico.

Subito dopo la pompa di calore, dimenticatevi della caldaia tradizionale, ormai antiquata e soppiantata dai modelli a condensazione, dai consumi e dalle emissioni sensibilmente più “smart”. Certo, costa qualcosina in più: ma i suoi benefici a lungo termine sono impareggiabili!
E lo stesso discorso può applicarsi anche al confronto tra pompa di calore e caldaia a condensazione, con la seconda che offre spese di esercizio ancora più contenute, il che permette di ammortizzare in tempi anche relativamente brevi il suo maggior costo.

Importantissima si rivela anche la scelta dei radiatori, nel caso il proprio riscaldamento sia erogato da uno dei due sistemi appena descritti. Per lavorare nelle condizioni ottimali, infatti, devono essere radiatori di dimensioni maggiori rispetto a quelli tradizionali, perché devono poter essere a regime a bassa temperatura: inoltre, devono essere muniti delle valvole termostatiche, per cui ci si deve rassegnare a dei radiatori più “ingombranti”, un sacrificio che vale la pena fare in virtù dei benefici economici di cui abbiamo discusso, ed al quale si può ovviare scegliendo tra uno dei tanti radiatori di design che abbiamo già avuto modo di analizzare tra le pagine di NonSoloArredo!

Proseguiremo con la prossima puntata, che sarà incentrata sui termocamini e sulle stufe a pellet,  in questa nostra analisi degli strumenti per un “caldo buono”!

set 1, 2016
Christian

I migliori elettroutensili per il fai-da-te applicato al design

Ami l’interior design, ma al tempo stesso questa tua passione va di pari passo con quella per il fai-da-te? Abbiamo già capito tutto… sei uno degli irriducibili che progettano ogni angolo della propria casa personalizzandola con ciò che tu stesso hai ideato e costruito, ed il più delle volte il materiale principe da te utilizzato è anche il più nobile, ovvero il legno.

Quella per il bricolage è davvero una grande passione, perché è forse quella che sa dare le maggiori soddisfazioni: il lavoro anche se faticoso diventa un piacere perché stai dando vita al “tuo” oggetto!
Sono infinite le attività e le applicazioni: puoi rinnovare un mobile cambiandone il rivestimento, oppure costruirlo da zero; puoi abbellire la casa o preparare, sempre con il legno, delle soluzioni funzionali come appendiabiti a muro o tavoli a scomparsa, è sufficiente dare sfogo alla creatività!
Saranno tutti straordinari oggetti che solo tu avrai, e come infinite sono le applicazioni, potenzialmente infiniti sono gli strumenti e gli elettroutensili di cui hai bisogno: noi ti suggeriamo, anche per esperienza personale, di scegliere sempre gli elettroutensili e gli accessori Bosch. Sono tutti sviluppati per eseguire ogni tuo lavoro a regola d’arte, ed hanno la capacità di soddisfare ogni esigenza di robustezza e precisione, per cui sono perfetti non solo per i professionisti, ma per chiunque ami il fai-da-te.

L’assortimento Bosch in prodotti per la lavorazione del legno è sorprendente, perché ogni attività ha il suo strumento ben preciso, ed i prodotti della Linea Hobby sono maneggevoli e sicuri: livellare, levigare, forare, ma anche la fresatura o il taglio del legno (come in realtà di altri materiali necessari alle costruzioni in hobbistica) sono solo alcune delle opportunità.

Una speciale gamma di Bosch, poi, permette di trasformarsi in un autentico tuttofare: si tratta dei versatili elettroutensili multifunzione della famiglia PMF, che racchiudono in un solo strumento tutte le attività per ristrutturazioni e lavorazioni ottimali!

Pagine:1234567...16»

 

dicembre: 2016
L M M G V S D
« nov    
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031