Mag 2, 2019
Christian

Una guida essenziale all’arredo giardino

Se hai l’impagabile fortuna di disporre di un ampio spazio all’aperto o di un terrazzo come corredo del tuo appartamento, e sei tra i nostri lettori, di certo lo consideri come un’estensione della tua casa da arredare e personalizzare a piacimento secondo i tuoi gusti.
Non ti accontenterai certo di due sedioline e un tavolo, desidererai sempre qualcosa di più, e non sottovalutare mai questa risorsa che per tanti è solo un sogno! In un terrazzo, soprattutto se è anche corredato da tanto verde, ci si può sbizzarrire con la fantasia lasciando carta bianca alle idee creative e allestendo composizioni originali. Seguici per scoprire qualche trucco e suggerimento per arredare il tutto in sintonia con il tuo modo di intendere la vita, il design ed anche il relax.

La riscoperta dell’arredamento da esterni

Quando si avvicina la bella stagione, parte anche online – ma non solo, visto l’affollamento dei rivenditori di elementi e complementi di arredo giardino – la caccia all’accessorio, al mobile giusto, a quel piccolo tocco di stile che mancava per attrezzare lo spazio disponibile e farlo assomigliare a scenari da favola ammirati sulle riviste di arredamento o sui grandi cataloghi specializzati, da quelli più popolari come Ikea e Leroy Merlin fino a quelli proposti dai marchi di èlite.
Già, perché il mondo dell’interior design di classe ha imparato a non trascurare i progetti per chi ha tanti metri quadrati a disposizione da configurare all’aperto ma anche per chi è alla ricerca di accessori più morigerati e contenuti nelle dimensioni ma che sappiano essere incisivi e ricercati nel design al pari dei complementi indoor, capaci di offrire allo stesso tempo funzionalità inedite ed inattese.
Irrinunciabili sono ad esempio le sedie impilabili, che consentono di guadagnare spazio quando vengono messe “in letargo” in inverno ma che sfoggiano oggi linee più che seducenti; non è difficile scoprire idee praticissime come tavolini da agganciare alle ringhiere o moduli componibili ed anche luminosi, per non parlare poi dei contenitori multiuso.

Spazi ristretti oppure ampi giardini, come orientarsi

Non tutti i giardini sono uguali, ci mancherebbe: ci sono quelli più ristretti, ridotti all’osso, oppure gli spazi di metratura superiore che offrono maggiori libertà ed opportunità. Vediamo insieme come comportarsi in entrambi i casi.

Come arredare un giardino piccolo

Un esempio tra i più classici è quello di un piccolo balcone o di un terrazzino: sono spazi che se attrezzati con furbizia possono essere valorizzati alla grande, ricavandone angoli nei quali ogni centimetro diventa prezioso se dotato di soluzioni multifunzione, di piccole dimensioni e salvaspazio. Fondamentale è saper sfruttare le pareti sviluppando in senso verticale parte dell’arredo, magari con scaffalature di ridotta profondità che non riducano lo spazio calpestabile ma che possono ospitare piante e vasi o con i pannelli a griglia, spesso in legno, sui quali è possibile far sviluppare piante rampicanti ma anche posizionare accessori a sospensione e persino strumenti per l’illuminazione ideali per creare atmosfera in special modo nelle serate estive.
Nel caso degli spazi esigui, è fondamentale saper scegliere un mobilio dalle giuste proporzioni, come piccole panche che fungano sia da sedute che da contenitore, oppure un carrellino portavivande che può essere spostato a piacimento.

Come scegliere al meglio per un giardino esteso

Maggiore libertà di scelta e spazio all’inventiva sono invece prerogative per chi possieda un outdoor ampio, ma in questi casi è fondamentale anche sapersi orientare tra le diverse proposte arredando con razionalità per organizzare al meglio le diverse aree ed evitare un controproducente effetto “caos”.
Vanno distinte le aree relax, come quelle da attrezzare con lettini per la tintarella e un ampio ombrellone, da quelle adibite all’accoglienza ed alla socializzazione, che possono essere allestite con un conviviale salottino in polyrattan corredato da tavolino, e per chi si organizza anche per pranzi e cene all’aperto nulla è meglio di un set composto da tavolo e poltrone magari “incorniciato” da un ampio gazebo che crea l’illusione di una stanza outdoor.
I più audaci potranno addirittura predisporre, se mezzi e spazi lo consentono, uno spazio cucina di tutto punto, con tanto di lavabo ed area cottura ma soprattutto con un braciere, magari un barbecue in muratura o uno più semplice scelto tra gli innumerevoli modelli più o meno avanzati disponibili sul mercato.

Il culto della grigliata all’aperto!

Non è certo un segreto, infatti, che proprio la braciata o grigliata in compagnia sia l’indiscussa regina delle giornate di relax trascorse a cielo aperto, e gli italiani che ne sono maestri e cultori hanno (ri)trovato un tesoro con la rinascita del giardino! Torneremo presto proprio sull’argomento del barbecue e delle grigliate, con alcuni essenziali suggerimenti per la scelta migliore!

 

 

Gen 16, 2019
Christian

Gli splendidi inganni delle nuove ceramiche

L’inganno fantastico offerto dalla ceramica, secondo la tecnica del crossdressing sempre più sugli scudi, non deve per questo essere considerato in un’accezione negativa del termine, anzi. È la tecnologia, con i suoi incalzanti sviluppi, ad offrire sbocchi un tempo impensati per le ceramiche, che guadagnano nuove e multiformi modalità espressive in grado di lasciare del tutto a bocca aperta quando riescono ad imitare la naturalezza, le venature, le striature e persino le imperfezioni del cosiddetto “oro bianco”, ovvero il marmo.

allmarble marazzi

La collezione Allmarble di Marazzi

Le lastre ceramiche anche di considerevoli ampiezze possono sfruttare le stampe digitali di nuova generazione e proporsi quindi con pattern anche iridescenti come quelli dei minerali, oppure con le caratteristiche venature. Sembrano marmo a tutti gli effetti, in tutta la sua matericità e come se fosse stato estratto dalla cava, ed invece lo stanno “solo” interpretando rileggendone il fascino in modi mai visti prima d’ora.
Questo mimetismo, specialmente sui grandi formati, rappresenta una sfida ad elevato livello di competitività, ma questa reinvenzione sta ottenendo risultati eccezionali proprio sfruttando le migliori tecnologie oggi disponibili, appassionando il pubblico e rendendolo partecipe della rivoluzione in atto, trascinandolo in vortici cromatici inediti. Gli stessi architetti si stanno convertendo a queste elaborazioni grafiche che hanno più di un motivo a giustificare il loro successo.

I motivi e gli ingredienti del successo del crossdressing

Sarebbe troppo facile e riduttivo citare solo la bellezza e la resa estetica degli effetti così ottenuti. Il gres porcellanato effetto marmo è molto più pratico nella manutenzione, è più sostenibile, permette di copiare fedelmente anche i marmi più preziosi e rari con dei costi di gestione ed approvvigionamento sensibilmente ridotti anche in caso di ampie superfici.
In più, la ricerca è in continuo divenire e le evoluzioni dei progetti sono dietro l’angolo, e già oggi queste superfici offrono un’elevatissima resistenza all’usura grazie a processi di impressione sul gres dei motivi che avvengono senza contatto diretto e permettendo così di “stampare” materiali un tempo impensabili: oltre al marmo con le sue venature, anche la pietra o il legno, ricreando decori ispirati alla materia naturale perfettamente verosimili anche quando si scelgono interpretazioni rare e preziose.

I colori sono omogenei e credibili, su superfici compatte e senza difetti che sono piacevoli anche al tatto. La più moderna progettazione, inoltre, viene coadiuvata da innovativi processi di produzione che lavorando su materie prime di altissima qualità permettono anche di ottenere maxilastre ultrasottili, abbattendo quindi i costi di demolizione e persino la produzione di scorie e detriti quando si ridisegna il look di casa. Queste possono infatti essere sovrapposte ai rivestimenti esistenti senza che i progetti subiscano penalizzazioni.
È però indispensabile precisare che stiamo parlando di lastre il cui processo di produzione è volto anche a renderle durevoli, flessibili, resistenti. Anche i formati più importanti, quando realizzati con le giuste tecnologie che solo i marchi all’avanguardia sanno utilizzare, non temono le rotture, per cui anche uno spessore di pochi millimetri risponde alla perfezione a tutte le sollecitazioni ed alle esigenze ed è a prova di sforzo.

 

Dic 20, 2018
Christian

La sottile eleganza della cucina SEI di Euromobil

L’esaltazione delle atmosfere della cucina e la cultura del progetto di qualità convivono nel design della cucina SEI, firmata da Marc Sadler per il Gruppo Euromobil. Si tratta di un concept minimale che sfrutta però i materiali più selezionati e di primissima qualità per comporre un ambiente cucina sobrio, accogliente, dal sapore solo vagamente industrial.

L’azienda ha da tempo riconsiderato il ruolo della zona cucina, espandendolo da mero spazio funzionale in qualcosa di più completo ed articolato, un luogo dove vivere e condividere il piacere del consumare i pasti ma anche la compagnia.
Il nome SEI voluto da Marc Sadler, un designer tecnico già insignito in passato del Compasso d’Oro, richiama lo schema progettuale che gioca per l’appunto sul numero 6, i millimetri di spessore per ciascuna componente, dalle mensole ai ripiani, dai fianchi agli accessori fino ai dettagli dell’isola e della zona cottura.
Un’eleganza rigorosa ma leggerissima che rende l’ambiente cucina dinamico ma sofisticato con le sue poche linee pulite, i dettagli ricercati e la scelta di accostare tra loro materiali e finiture deluxe.

Se ci sbilanciamo così tanto, attribuendo al progetto SEI lo scettro di cucina contemporanea per eccellenza, è perché abbiamo avuto modo di osservarne da vicino gli elementi che la rendono così unica, con una disposizione basata su un blocco centrale multifunzione che può accogliere area lavaggio e/o cottura abbinato ad un alto tavolo centrale con sgabelli che esaltano il comfort frizzante: una strizzata d’occhio ai fanatici dello street style!
Completa il progetto l’ampio modulo da parete che include dispensa, basi con mobili contenitori e ripiani a giorno.

In un perfetto connubio tra emozione e tecnica, la cucina SEI di Euromobil costituisce espressione lampante della mission aziendale, quella di plasmare arredi da vivere e capaci di alimentare e creare un’atmosfera conviviale, accogliendo le persone e mettendole a loro agio.
La creatività del design e la manifattura rigorosamente Made in Italy trovano espressione nelle diverse finiture nelle quali SEI viene proposta, con materiali nobili abbinati a laminati tradizionali oppure più tecnologici come il Fenix NTM, con in più la possibilità di aggiungere tocchi più personali come marmi, legno di olmo, acciaio inox.

 

Dic 3, 2018
Christian

Soluzioni innovative per il rispetto dell’ambiente

Una crescita costante ed anche un’evoluzione nel corso delle generazioni hanno caratterizzato la storia quasi quarantennale di Itlas, azienda trevigiana che da produttrice di legno segato grezzo si è trasformata in una delle più apprezzate realtà italiane nella produzione di pavimenti in legno.
Oggi questo marchio si distingue per la sua capacità di declinare una materia nobile, la più nobile di tutte come il legno, in molteplici forme, da quelle più classiche fino agli sprazzi di creatività dallo spirito più moderno ed anche innovativo.

Una lunga tradizione nella lavorazione del legno

Itlas ha sede a Cordignano, in provincia di Treviso, da dove sin dagli anni ’80 ha diffuso la cultura dei pavimenti prefiniti in legno in un percorso di crescita ed evoluzione continue e senza sosta. L’aspetto industriale è sempre andato al passo con quello commerciale riscuotendo consensi anche al di fuori dei confini italiani per il gusto raffinato delle creazioni o anche per le sperimentazioni in chiave contemporanea e moderna.
Progetti come le Assi del Cansiglio, le Tavole del Piave o i Legni del Doge hanno entusiasmato gli amanti dell’arredo di classe e qualità ma hanno saputo conquistarsi anche importanti riconoscimenti in chiave di ecosostenibilità e di responsabilità aziendale.
Alla guida dell’azienda Patrizio Dei Tos ha fortemente voluto un programma di riqualificazione ambientale e di rivalutazione non solo delle tradizioni nostrane nella lavorazione del legname, per far sì che il programma fosse in grado di rivisitare tutta la filiera. L’approvvigionamento di materie prime è controllato secondo criteri scrupolosi e molto severi, il legno lavorato deve rigorosamente essere italiano e preferibilmente a “chilometri zero“.

Le certificazioni ambientali

Solo seguendo questi parametri Itlas ha potuto conseguire importanti certificazioni ad attestare ad esempio, per le Assi del Cansiglio, che fossero interamente prodotte e lavorate in Italia. Risale al 2000 l’inizio dell’investimento di risorse e sforzi di matrice ambientalista, che ha portato alla prima certificazione di sostenibilità ambientale, quella PEFC (Programme of Endorsement for Forest Certification). È stato solo il primo passo nella scala degli obiettivi sempre più ambiziosi verso la piena sostenibilità, perché alla PEFC sono seguite altre certificazioni quali la FSC (Forest Stewardship Council), il tutto su un sentiero che ha guidato questa virtuosa realtà imprenditoriale italiana a poter annunciare che i suoi pavimenti sono 100% Made in Italy e che sono prodotti con il minore impatto possibile sull’ambiente sia in fatti di emissioni per il trasporto delle materie prime, con l’abbattimento della CO2, sia con un preciso sistema di gestione ambientale conforme alla lettera a tutte le più recenti norme regolatrici del settore e nel quale il gigantesco impianto fotovoltaico è solo un tassello.

Il futuro di Itlas

Oggi Itlas continua ad investire sul futuro proprio e su quello del pianeta proponendo idee innovative per l’arredamento di tutto l’ambiente domestico, per promuovere una maniera più naturale di vivere anche attraverso ristrutturazioni in grado di “rivestire” con una seconda pelle gli elementi preesistenti, nel rispetto di nuove e più responsabili istanze di risparmio di risorse , energie e materie prime per affrontare la crisi economica. Scegliere Itlas significa farsi carico delle esigenze del pianeta e della comunità nel suo insieme senza per questo rinunciare al buon gusto e ad elevatissimi standard qualitativi ed estetici.

 

Ott 30, 2018
Christian

Meraviglie che illuminano

In un nostro recente articolo vi abbiamo raccontato dei pregi dell’illuminazione a LED, della svolta che questa tecnologia ha rappresentato per l’illuminotecnica e per il lighting design, e delle infinite potenzialità dei suoi diodi spesso piccolissimi ma dalle prestazioni sorprendenti.
Se ve lo siete perso, potete recuperarlo qui, mentre nel nostro articolo di oggi vi racconteremo di alcuni effetti scenici ottenibili proprio con questi LED, che stimolano la fantasia dei creativi e dei designers e permettono una più agevole combinazione anche con materiali inediti per il settore ed innovativi, al fine di ottenere atmosfere di sicuro impatto.

4 poposte di Lighting design

Partiamo da un nome affermatissimo per le sue proposte di illuminotecnica come Foscarini, che ha in Arumi un pezzo forte del suo catalogo. Si tratta di una lampada dall’aspetto volutamente grezzo, in alluminio opaco e non rifinito, che esprime tutta la matericità e la ruvidezza di un metallo appena colato e dalla superficie irregolare. Il contrasto viene enfatizzato dalla superficie interna liscia e tecnologicamente studiata per essere riflettente al massimo, rivelandosi un piccolo ma lucente gioiello che “fa arredamento” anche quando spento! La sua estetica è infatti grezza solo all’apparenza, con un messaggio forte ed espressivo.

Si chiama invece Jube la lampada a sospensione della Vetreria Vistosi e disegnata da Favaretto & Partners, che in un gioco di sinuosi rimandi hanno progettato la sovrapposizione tra vetri soffiati per un fascino molto retrò, anche se il tutto appare come un pezzo unico e munito di efficace sorgente luminosa LED incorniciata da profili color oro satinato.

Sol_03 è invece la rivoluzionaria proposta di Luceplan, azienda milanese che continua ad affidarsi all’estro creativo di Daniel Rybakken, forte dei due Compassi d’oro già scaturiti dalla collaborazione. Questa lampada a sospensione nasce per occupare il minimo spazio fisico e fondere alta tecnologia con estetica contemporanea.
La fonte luminosa è proiettata su una sottile membrana a specchio oppure traslucida, e può essere angolata ed orientata a piacimento nell’incidenza a seconda del tipo di diffusione luminosa che si desidera. Un progetto stupefacente nella sua essenzialità e che ci ha lasciati con il fiato sospeso!

Scenografica ed opulenta è invece la collezione La Lollo, lampade a sospensione composte da cilindri in tecnopolimeri in colorazioni prismatiche, metallizzate, variegate o geometriche. Il richiamo voluto dalla designer Lorenza Bozzoli è quello al meraviglioso cinema degli anni ’50, per ambientazioni ricche di buon gusto: Slamp non ci ha pensato due volte a mettere in pratica un’idea decorativa e stimolante come questa!

Gli incredibili risultati raggiunti nel settore illuminazione sono così ingegnosi da essere diventati ancor più che in passato veri protagonisti dell’arredamento, rendendo i fasci di luce elementi costitutivi della progettazione!

Ott 16, 2018
Christian

La tendenza a mettere in mostra

Il cambiamento radicale delle abitudini e l’attitudine a considerare molti complementi di arredo non più come semplici contenitori ma come degli espositori ha condotto anche ad una evoluzione progettuale che assecondasse simili tendenze.
Se un tempo il baule, la madia o l’armadiatura erano strumenti per nascondere il più possibile alla vista gli oggetti più disparati in una illusoria rincorsa all’ordine a tutti i costi, oggi invece costruiscono l’atmosfera di un appartamento proprio mostrando il più possibile, e sono deputati alla creazione di una scenografia nella quale i nostri oggetti abitano e parlano di noi.

Protagonisti di un vero edonismo contemporaneo, questi complementi di arredo vengono progettati in maniere sempre più complesse ed integrando tecnologie studiate appositamente per accompagnare le nostre passioni e le nostre attività: le pannellature sono sempre più attrezzate, sui mobili vengono installati passacavi, canaline o altri supporti per la miglior fruizione della tecnologia, in molti casi questi contenitori universali integrano anche supporti per l’illuminazione a LED diventando soluzioni solo all’apparenza minimaliste e che in realtà danno spettacolo, ma in modo discreto, negli spazi del vivere quotidiano.

Mobili espositori dal tratto unico

Un esempio concretissimo spiegherà meglio di tanti concetti questa tendenza: il sistema modulare di libreria/espositore Wind di Rimadesio, progettato da Giuseppe Bavuso, è un trionfo di vani a giorno e spazi di diverse misure totalmente componibile e che può essere anche equipaggiato con cassettiere, sportelli, contenitori per TV, consolle o decoder. Lo schienale, in omaggio al minimalismo tanto caro a designer, è in vetro trasparente, mentre i supporti in alluminio vengono riempiti dai complementi in vetro laccato.

Omaggia invece una tradizione di design figlia degli anni ’50 il mobile Mettitutto, dalla robusta struttura in legno con gli spigoli arrotondati e mensole in vetro a comporre vani di diversa capienza, pratici e funzionali per riporvi, per l’appunto, qualsiasi cosa.
Si tratta in realtà di un’intera famiglia di complementi di arredo, dalle stazze diverse, pensata da Annibale Colombo e Stefano Boeri per essere adattata a qualsiasi spazio della casa come cucina, living, ambienti di passaggio o zona notte, ma perfetta persino per l’arredo ufficio grazie alla sua capienza.

 

Set 30, 2018
Christian

Progetti di tavolini multifunzione

Nelle ultime settimane abbiamo spesso proposto gli arredi e i complementi di arredo dell’azienda Désirée Divani tra i nostri articoli. Per dimostrare la completezza del catalogo, che in parte avete già avuto modo di conoscere grazie alla madia Arlon, oggi vi sveliamo che non non solo gli imbottiti i grandi esempi dello stile sartoriale espresso da questa azienda.
I designer giapponesi Setsu & Shinobu Ito collaborano da tempo con il gruppo Euromobil cui fa capo Désirée, e proprio di loro abbiamo già avuto modo di apprezzare le linee evergreen disegnate per le poltrone; in passato, inoltre, abbiamo già inserito il tavolino Sabi in una delle nostre rassegne, ma oggi lo analizziamo con maggior completezza di dettagli.

Tavolino Sabi

Sabi è una collezione semplice e razionale realizzata in tre versioni: può infatti essere tondo, ovale oppure piccolo, quasi in formato comodino. La struttura metallica in bronzo opaco è lavorata a rilievo ed evoca un concetto tutto giapponese, quello degli opposti, rappresentato in maniera semplice e lineare, quasi con essenziale minimalismo. Sulla struttura è possibile scegliere di apporre il ripiano in diverse finiture, che includono oltre a quella più tradizionale in legno rovere nero, ideale per una zona living austera e senza troppe concessioni cromatiche, anche le versioni in marmo più dinamiche con le loro naturali fantasie irregolari.

Tavolino Stum

Gli stessi designer hanno insistito con le forme circolari per la serie di tavolini Stum, che per la loro forma si prestano ai più disparati abbinamenti di arredo senza mai stonare. Anche in questo caso le dimensioni proposte sono 3, e su una base in metallo brunito nichel può essere poggiato il classico piano in legno oppure, anche in questo caso, tutta la fantasia delle diverse finiture in marmo.
Con la sua forma Stum ricorda quasi un ceppo ed è quindi espressamente debitore alla natura per la sua ispirazione. Lo immaginiamo in una zona living di prestigio, ma non sfigura minimamente in ambienti comuni quali le hall di un albergo o la sala d’attesa di un ufficio.

Set 16, 2018
Christian

Progettare con la luce, quarta dimensione del design

Il progresso tecnologico e scientifico ha per forza di cose migliorato, ed in maniera sensibile, anche il nostro benessere, influendo su ogni aspetto della nostra vita anche per le migliorie apportate a qualsiasi progetto di interior design.

Non siamo certo noi a scoprire che l’architettura si basa non su 3 ma su 4 dimensioni, ed è la luce a rappresentare la quarta di esse nella sua definizione dei profili degli ambienti. La luce è capace di valorizzare interi spazi o singoli dettagli, porre in evidenza gli aspetti ai quali si desidera conferire maggiore risalto, può essere “manipolata” ed orientata a piacimento: siamo noi stessi a creare il paesaggio luminoso ed il percorso lungo il quale muoverci, creando scenari che accrescono le percezioni di sicurezza, benessere e comfort.

La rivoluzione del lighting design si chiama LED

L’evoluzione ed il costante sviluppo delle sorgenti luminose è così approdato ad un totale cambio di paradigma segnato dalle luci a LED: niente più filamenti incandescenti in grandi bulbi o lunghe lampade fluorescenti, il LED è un diodo che si basa sulla fisica quantistica e parte da dimensioni che possono essere anche di pochi millimetri ma con una potenza insospettabile, anche di 10 volte superiore a quello di una luce alogena.
In più, il ciclo di vita è decisamente più lungo e l’energia viene sfruttata e consumata in maniera molto più efficace e responsabile.

Terminata questa breve parentesi di “elogio” per le caratteristiche materiali di una lampadina a LED, ritorniamo ad occuparci di come questa tecnologia manifesti incredibili risvolti positivi sulla qualità della nostra vita.
La resa cromatica è infatti sbalorditiva ed intensa, con l’opportunità di essere regolata e calibrata in base alle esigenze o alle sensazioni, assecondando la progettazione secondo la prevista destinazione d’uso. Illuminotecnica e lighting design hanno ricevuto impulsi creativi un tempo ritenuti impossibili, e ciò significa che una buona attitudine a disegnare gli spazi sfruttando la luce assicura geometrie ergonomiche ed a misura d’uomo, stimolanti dove necessario e più confortevoli in altri ambienti, oppure con applicazioni professionali e tecniche.

 

Set 7, 2018
Christian

Una cucina Made in Italy che valorizza gli spazi

La continua evoluzione del comparto cucine, in fatto di arredamenti moderni, ha qualcosa di inarrestabile e non sempre ciò è dovuto all’estro creativo dei designer che collaborano con i marchi più prestigiosi. Una spinta notevole proviene infatti dalle stesse mutevoli esigenze della clientela, sia per gli aspetti estetici che per quelli strettamente connessi alle funzionalità ed allo spazio disponibile.

Di fronte al progetto del quale parliamo oggi, però, anche noi abbiamo sgranato gli occhi per l’interpretazione inedita e rivoluzionaria, ricchissima di giochi di luce, che Rastelli ha svelato con la cucina Beluga.
Il forte impatto estetico di questa cucina moderna non va in nessun modo a discapito della funzionalità, anzi. Il suo ideatore, Ferruccio Laviani, è un designer di fama internazionale e che ha già collaborato con alcune delle aziende più innovative in fatto di arredamenti moderni quali Kartell o Foscarini: in Beluga è riuscito a fondere concetti e materiali tra loro anche molto distanti, certo non inconciliabili ma che comunque di rado si vedono in una cucina tutti insieme.

I parametri di una cucina moderna

Molti sono ad esempio i tubolari metallici, ben combinati con ante in rovere e con lamiere. L’aspetto complessivo della cucina Beluga è molto sofisticato e parla un linguaggio di design pienamente moderno, con rimandi tra forme e materia e una continua alternanza tra pieni e vuoti, luci ed ombre, tutti mixati in un perfetto equilibrio che per di più non è esclusivamente estetico.

Questa cucina non è infatti un mero esercizio di stile: anche se fa tesoro di un concetto molto caro al design moderno come lo sfruttamento della luce come quarta dimensione che si inserisce negli spazi valorizzandoli, allo stesso tempo fa suo il concetto di planarità. Le ante sono infatti progettate tutte per essere scorrevoli e non occupare quindi ulteriore spazio alla loro apertura.

Viene quindi di conseguenza comprendere come i moduli della cucina Beluga posseggano estremo dinamismo e capacità evolutive, ed in che maniera nella sua composizione convivano nella massima armonia ritmi ben scanditi e materiali solidi che la trasformano in una vera esperienza di design tutta da vivere!

 

Ago 25, 2018
Christian

Le armonie equilibrate di Désirée Divani

Abbiamo riscontrato da parte dei nostri lettori un entusiasmo ed un interesse per i complementi di arredo Désirée Divani pari al piacere che noi stessi abbiamo trovato nell’analizzarne alcune soluzioni di arredo contemporaneo, ed è per questo che ritorniamo ad occuparcene ben volentieri.

Divano Overplan

In questa occasione sono di nuovo i divani ad attirare le nostre attenzioni, con una selezione di progetti firmati dal duo di designer Matteo Thun & Antonio Rodriguez. Partiamo proprio dal primo progetto che hanno realizzato per Désirée Divani, il divano Overplan, caratterizzato da forme essenziali e raffinate e da estremo comfort per essere totalmente in linea con la filosofia di questa azienda.
Grazie all’elevata componibilità, il divano Overplan si presta benissimo ad essere posizionato negli ambienti più disparati, con le sue proporzioni armoniose ed eleganti. La gamma di tessuti e colori per i rivestimenti molto ampia incrementa ulteriormente la polifunzionalità di questo divano, adatto anche a spazi e contesti non strettamente residenziali, ma ciò che lo rende ancora più ricco è il set di accessori per la sua personalizzazione più totale, come il ripiano a scomparsa che diventa un tavolino da appoggio, il ripiano inserito nello schienale che può fungere da scrittoio oppure la piccola libreria che può essere integrata in uno dei braccioli.
La struttura sembra fluttuare sui sottili piedini in metallo color bronzo, per un divano che esprime un equilibrio perfetto, razionale e duraturo nel tempo.

Collezione di arredi Arlon

Dopo aver realizzato Overplan con le sue solide geometrie, Thun & Rodriguez ci hanno preso gusto anche a causa del consenso che il loro progetto ha ricevuto, e così si sono impegnati in un nuovo lavoro: il divano componibile Arlon è frutto della loro passione per i materiali caldi e naturali e per la morbidezza della seduta, alla quale fa da contraltare una struttura molto rigorosa. Anche in questo caso la componibilità è tratto caratteristico portato agli estremi per adattarsi a qualsiasi esigenza, con in più la possibilità di aggiungere elementi, piccoli braccioli, chaise longue e persino pouf coordinati.
A prima vista colpisce per le sue linee snelle, poi sa rivelarsi incredibilmente morbido e rilassante!



Arlon
è in realtà parte di una intera collezione di arredi coordinati che include le madie, dei praticissimi mobili contenitori da salotto che nella base richiamano la struttura portante del divano ma che si sviluppano ovviamente secondo linee geometriche più spigolose. Le madie Arlon sono impreziosite da ricchi dettagli laccati sul legno color olmo, e riflettono tutto lo studio approfondito dei due designer sui materiali e sulle tecniche lavorative che ha permesso loro di ottenere dei mobili che premiano le gestualità quotidiane rendendo tutto più funzionale ma ottenendo allo stesso tempo pregevolissimi risultati estetici.

 

Ago 10, 2018
Christian

Poltrone che non vorrai mai mollare!

La nuova, moderna e più attuale cultura dell’abitare è come sappiamo fortemente indirizzata verso una coordinazione totale dell’home design, alla ricerca di coerenza tra i diversi ambienti che vengono fatti “dialogare” tra loro tramite continui rimandi.
Il Gruppo Euromobil incarna alla perfezione questa cultura con i marchi che lo compongono, come abbiamo già analizzato per gli imbottiti Désirée Divani: lo stesso marchio torna al centro delle nostre attenzioni, ma stavolta con altre idee per la zona living, da comporre proprio insieme ed accanto ai divani.

Le poltrone Setsu & Shinobu Ito

La collaborazione di questa azienda con i nomi più in vista del design internazionale passa anche per il product design dei giapponesi Setsu & Shinobu Ito, gli ideatori delle linee evergreen della poltrona Alasia.

Un vero concentrato di comfort avvolgente e di eleganza, questa poltrona dalle forme armoniose di inserisce in ogni tipo di contesto anche se le sue curve la rendono perfetta per un ambiente informale, specie se in coordinato con il suo poggiapiedi. Si presenta con struttura in legno e metallo e imbottitura in poliuretano sia schiumato che espanso, con rivestimenti che possono essere scelti tra il tessuto e la pelle. Troneggia rassicurante nella zona living ed offre molleggio e riposo!

Gli stessi designer nipponici hanno saputo dimostrare la loro poliedricità con la poltrona modello Karin, che coniuga alla perfezione la modernità grazie alla sua struttura raffinata, filiforme e leggera, con la tradizione artigianale, che caratterizza il morbido schienale e la seduta. L’essenza di frassino della struttura può essere naturale o in tinta caffè, mentre i cuscini imbottiti in piuma poggiano su cinghie elastiche e su un intreccio di cordino in cuoio naturale.

Poltrona Koster di Marc Sadler

Per rendere più variegata questa nostra selezione di poltrone abbiamo voluto inserire anche un progetto di Marc Sadler, designer già noto a chi tra di voi ha letto qui su NonSoloArredo dei suoi divani polifunzionali come Lovely Day.

La poltrona Koster si presenta con forme destrutturate e volutamente discontinue, poggiando su una solida base in metallo e sviluppandosi poi secondo un progetto dinamico e di grande impatto scenico. È evidente il suo “debito” artistico nei confronti del design degli anni ’50, che è però stato attualizzato inserendosi perfettamente nell’epoca dell’ospitalità moderna che ama accogliere ma anche sorprendere.
Il poliuretano schiumato e quello compatto sono accoppiati nell’imbottitura per offrire, sotto le sue forme plastiche rivestite in tessuto o pelle, esperienze di relax da ricordare.

La concretezza accessibile dei complementi di arredo Désirée Divani non si esaurisce in questa puntata, nel prossimo appuntamento torneremo a parlare dei morbidi divani!

 

Ago 1, 2018
Christian

Dilaga la passione per la cucina professionale

È una tendenza ormai molto più che consolidata arredare la propria casa con l’esplicita richiesta di mantenere la cucina a vista in un grande open space nel quale quest’ultima sia l’indiscussa regina. Lo testimoniano anche le indagini di mercato e gli studi statistici e di settore, che vedono l’architettura d’interni ormai abituata a progettare grandi ambienti aperti, in uno schema concettuale dell’abitazione del tutto ribaltato rispetto ad appena 10 anni fa quando si tendeva a separare e “nascondere” la cucina.

Come è cambiato il design della cucina moderna

Oggi si richiede ai progettisti di ricreare palcoscenici per veri e propri show cooking, probabilmente sotto l’influenza dei cuochi che spopolano in TV e diventati ormai elementi dello star system a tutti gli effetti. Il desiderio di emulazione è forte, e dal momento che negli show televisivi incentrati sulle peripezie ai fornelli di questi chef il teatro è altamente professionale e corredato da ogni tipo di elettrodomestico o diavoleria, anche la cucina domestica deve saper rispondere a queste aspirazioni.
Un tempo solo il mondo della ristorazione veniva considerato degno di tante e tali attenzioni per l’elaborazione della cucina, mentre da più parti adesso giunge adesso conferma: gli stessi addetti ai lavori come gli architetti non possono che raccontare di quanto tempo in più spendano insieme al cliente per discutere della disposizione e della progettazione della cucina, la cui centralità è condizione imprescindibile.

I trucchi della cucina moderna

È il trionfo della sofisticazione, e senza alcuna accezione negativa di questo termine, perché preparare cibi e pietanze risponde adesso a nuovi rituali da terzo millennio per una cucina domestica che quanto ad accessori non deve avere nulla in meno rispetto ad una di tipo professionale, ma che allo stesso tempo deve saper rispondere a precisi criteri di alto design al fine di integrare il tutto in un ambiente che sia esteticamente di grande impatto, in armonia con il resto della casa ed in particolare con la zona living sulla quale si affaccia.

Materiali ed ergonomia

Si lavora sempre sulla resistenza dei materiali, che certo non viene sacrificata a vantaggio della gratificazione degli sguardi: siamo pure sempre in una casa, per cui la massima cura dell’interior styling è altrettanto centrale e viene esercitata con soluzioni innovative ed un tempo impensabili, come gli accostamenti tra materiali inediti e diversi tra loro e linee seducenti e spesso personalizzate; tuttavia, facilitare le operazioni e rendere ogni angolo funzionale ed ergonomico al 100% è il terzo criterio che mai viene tralasciato!

I 3 criteri per una cucina moderna

Design emozionante e seducente, alte prestazioni pari a quelle professionali con grandi innovazioni, e per finire isole funzionali nelle quali nessun centimetro è sprecato e ciascuna sezione viene sfruttata in una ottimale distribuzione degli spazi: sono diventati questi i 3 pilastri sui quali poggia il design di una cucina e dai quali prende le mosse ogni progetto, con i più prestigiosi marchi che hanno iniziato a coinvolgere gli stessi chef per chiedere loro consigli o pareri sui migliori accorgimenti per la praticità.
Vengono unite le competenze di chi da sempre realizza cucine con l’esperienza ed i consigli concreti di chi del cucinare ha fatto un’arte ed una professione e ne conosce ogni dettaglio. I risultati sono in molti casi eccezionali, versioni domestiche di ambienti professionali che lasciano a bocca aperta, ed è sufficiente sfogliare uno qualsiasi dei più recenti cataloghi di arredamento per comprendere di cosa stiamo parlando!

 

Lug 29, 2018
Christian

Come arredare con giochi tessili colorati

Ci avviamo oggi a giocare con dei complementi ed elementi di arredo che spesso vengono troppo sottovalutati, a torto. Gli elementi tessili che possono essere disseminati in un’area living, infatti, contribuiscono moltissimo all’atmosfera generale che può essere “ammorbidita” da cuscini che trasmettano sensazioni di comfort e rilassatezza se in forme più malleabili; lo spazio può però anche essere reso più rigoroso da cuscini squadrati, che nascondano un’imbottitura meno soffice ma non per questo meno comoda ed accogliente.
Si può anche giocare tra questi due estremi con un incrocio di contaminazioni… ciò che conta è non strafare!

Cuscino Bandas di Patricia Urquiola

bandas di patricia urquiola
Non ci crederete, ma anche i designer più affermati si dedicano alla creazione di forme, texture e fantasie tessili per i cuscini: lo ha fatto ad esempio una star come Patricia Urquiola con il cuscino Bandas inserito nell’omonima collezione dell’azienda di complementi d’arredo Gan. Si tratta di un cuscino di forma rettangolare e ricamato a mano in lana, in misure 60×40 ma disegnato in una ampia varietà di fantasie per adattarsi al meglio all’esaltazione del concetto di modularità intercambiabile della collezione da cui proviene.
Noi vi presentiamo solo il cuscino, per le sue caratteristiche versatili capaci di accontentare qualsiasi mood o personalità grazie ai suoi gradevoli effetti ottici.

Cuscini Mingle di Muuto

Hanno poi un carattere molto deciso ma allo stesso tempo poliedrico i cuscini della collezione Mingle, ideati da Thomas Bentzen per Muuto, marchio di prestigio per l’arredo ed i complementi di stampo scandinavo e di elevata qualità. Questa serie di cuscini nasce per esaltare le combinazioni tra tessuti e colori, giocando con un processo creativo che è stato come un viaggio tra queste due componenti, quella materica e quella cromatica, al fine di trovare coppie che fossero tra loro complementari perché nessuna trama è uguale all’altra.
L’imbottitura è composta da un mix tra fibre e piume, ed il risultato finale è indubbiamente gioioso come sempre accade con tanta esplosione di colori ben manifestata ed il giusto tocco di fantasia!

Tappeto Chipo di CC Tapis

Sperimentare soluzioni tessili per l’arredo della zona living può voler anche dire rivestire porzioni di pavimento con dei tappeti, che se ben ispirati sanno rappresentare un decoro che aggiunge sensibilità e brio a qualsiasi ambiente, oltre a permearlo in un certo senso di calorosa accoglienza.
Lo studio Zaven si è ispirato alle tradizionali maschere africane per la collezione di tappeti composta dai modelli Zo e Chipo, rileggendo queste tradizioni in modo originale e connotandole del loro inconfondibile stile grafico.

Si tratta di un progetto molto interessante perché oltre a portare con sé alcune caratteristiche simboliche di forte valenza, in storie di maestri e simboli, i tappeti Zo e Chipo sono interamente realizzati a mano in seta e lana dell’Hymalaya e vengono proposti dall’azienda CC Tapis.
Colori e disegni caratteristici entrano così in casa portandosi dietro delle affascinanti e misteriose storie stilizzate per diventare complementi d’arredo di gusto tribale ma ispiratissimi: un vero progetto d’autore!

 

Lug 21, 2018
Christian

Il concept distintivo e moderno degli arredi Bonaldo

Originalità e forte personalità sono le caratteristiche distintive della composizione living che esaminiamo oggi, interamente creata e realizzata in Italia da Bonaldo seguendo i valori perfetti che questa azienda interpreta.
Ciascuna idea che diventa poi progetto per essere infine concretizzata in un oggetto d’arredo destinato all’utilizzatore finale è essa stessa interpretazione delle esigenze contemporanee dell’abitare e tappa di un percorso emozionante, durante il quale si sperimentano nuovi materiali e nuove forme che restano bene impresse nella memoria.

Tavolo Big Table di Bonaldo

Il tavolo Big Table sintetizza in modo sbalorditivo queste attitudini, sia nella versione fissa che nella sua variante allungabile. La base rappresenta un incessante gioco di equilibri che si richiamano tra loro, e comunica dinamismo con l’intreccio saldo delle sue linee oblique.
Va fuori dal comune anche per il processo produttivo, che prevede il taglio al laser dell’acciaio e poi la sua finitura in una esaltante combinazione di diversi colori, da quelli più sobri ed eleganti fino ad abbinamenti audaci che sapranno esaltare l’unicità del vostro arredo.

arredamenti Bonaldo
Nessuna delle gambe o supporti ha forma identica ad un’altra, ed è questo incrocio eterogeneo a rendere Big Table così accattivante, per la dirompente rottura degli schemi che offre!
Per il piano, una linea decisa che spezza l’equilibrio con la sua netta linearità al fine di inserire nel progetto complessivo anche rassicuranti caratteristiche di stabilità, è possibile scegliere il laccato, l’impiallacciato, il legno massello o il cristallo, anche in questi casi con una palette molto ampia di personalizzazioni.

Sedia Ketch di Bonaldo

sedia Ketch by Bonaldo

Accanto alle decise geometrie di Big Table mettiamo senza indugio il design sofisticato ma senza fronzoli della sedia Ketch, un oggetto di arredo che sa offrire un appeal unico e convincente nella plasticità delle sue forme.
Eliminato tutto il superfluo, la sedia Ketch appare come un volume unico e continuo sinuosamente modellato da una mano esperta, e che riesce a comunicare solidità con forme curve e tese come quelle di una vela gonfiata dal vento.
La sua robusta struttura metallica è protetta da una comoda e morbida imbottitura rivestita in tessuto, pelle o ecopelle, ed in tutti i casi sfoderabile.

Ketch Bonaldo

La cura per l’eccellenza, negli arredi Bonaldo, va di pari passo con la creatività, perché l’azienda si affida a designer affermati che sanno raccontare l’identità aziendale tramite immagini, progetti e movimenti delle forme nel più puro dinamismo.

Il concept distintivo e moderno degli arredi Bonaldo

Lug 2, 2018
Christian

Le isole per il tuo relax le firma Désirée Divani

Ricreare atmosfere abitative conviviali e confortevoli è per Désirée Divani una mission alla quale non sono ammesse deroghe. È il lifestyle contemporaneo ad imporlo, con una clientela sempre alla ricerca di qualità e di progetti evoluti nel design e nelle lavorazioni, ma anche di personalizzazioni: tutto ciò che questo marchio, che dal 1995 fa parte del gruppo Euromobil, offre nei suoi imbottiti realizzati con una sensibilità di stampo sartoriale, pur essendo una affermata realtà industriale.

Le creazioni firmate Désirée hanno origine da un continuo dialogo creativo instaurato con designer di fama internazionale ed anche con le proposte di arredamento degli altri marchi del gruppo, il che confluisce in un total home design coordinato.

I divani di Marc Sadler

Noi vogliamo però focalizzarci proprio sugli accessori pensati per l’area living, ed in particolare su alcuni progetti che hanno catturato la nostra attenzione, come il sobrio ed elegantissimo divano Savoye, una composizione che con la sua discrezione riesce ad inserirsi con successo in contesti abitativi anche molto diversi tra loro.

La sua struttura, ideata da Marc Sadler, è leggerissima eppure molto robusta, in alluminio spazzolato, e sorregge una seduta imbottita molto informale che sembra invitare al relax, trasmettendo sensazioni di comfort e riposo anche grazie ai rivestimenti. Sprazzi di alluminio fanno volutamente capolino e baluginano tra i morbidissimi cuscini di un divano componibile che può essere personalizzato su misura di ogni esigenza di spazio.

Sempre Marc Sadler ha firmato, in esclusiva per Desirée, il divano dalle caratteristiche uniche Lovely Day. Rappresenta l’eleganza che si fonde con la funzionalità, perché è un divano dalle forme che rompono le convenzioni e che nasconde alcuni segreti che stimolano la curiosità, riuscendo così ad essere emblematico dell’intera filosofia aziendale.
Lovely Day ha una struttura ad alta tecnologia integrata e nascosta che consente di creare la seduta più adatta a ciascuna diversa occasione, con i cuscini autoportanti e gli schienali mobili. Per dormire c’è una posizione, per guardare la TV un’altra, per leggere o studiare ne serve un’altra ancora… ed anche per un romantico tête-à-tête Lovely Day sa adattarsi alla grande!

Estremamente armonioso ed essenziale nelle forme, è un divano ideale per gli ambienti più disparati con una seduta profonda ed innumerevoli possibili combinazioni. Il suo concept così dinamico ne fa un gran bel trucco anche per l’ottimizzazione degli spazi domestici senza nessuna rinuncia né al comfort né alla gradevolezza del design: si pensi agli scultorei piedini metallici che lo sostengono, conferendogli leggerezza visiva ed anche praticità nelle operazioni di pulizia.

Per l’ampiezza del catalogo di proposte Désirée Divani, abbiamo deciso di selezionare altre idee per una zona living di successo che vi presenteremo a cadenze regolari nei prossimi giorni, soffermandoci anche su altri complementi d’arredo ispiratissimi.

 

Pagine:1234567...20»
maggio: 2019
L M M G V S D
« Gen    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031