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Il piano cottura: a gas oppure a induzione?
 

Il piano cottura: a gas oppure a induzione?

Pubblicato da: Christian
Data pubblicazione: venerdì 11 novembre 2022
Data ultima modifica: venerdì 11 novembre 2022
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Il piano cottura: a gas oppure a induzione?

È risaputo ed è molto più di un banale luogo comune che per gli italiani cucinare è quasi un’arte sacra: ciò non vuol dire che tutti amino trascorrere ore ai fornelli, ma che nel nostro paese c’è comunque un innegabile attaccamento a tradizioni culinarie di diverso tipo, e che coinvolgono anche gli strumenti e non solo cibi, pietanze, ingredienti.
Quando si tratta di allestire la nuova cucina per la casa dove si andrà a vivere per la prima volta, oppure quando si deve ristrutturare quella che già si possiede, capire quale sia la scelta migliore tra un tradizionale piano cottura a gas e uno più innovativo a induzione è una scelta rilevante.
Sono oggi queste le due principali opzioni offerte dal mercato, e per capire se sia meglio il piano cottura a gas oppure uno a induzione va fatta chiarezza sui loro principi di funzionamento e sulla reale capacità di queste due varianti di soddisfare le esigenze degli utilizzatori.

Come funzionano i piani cottura a gas o a induzione?

In altre parti del mondo i piani cottura a induzione stanno per gradi soppiantando quelli di vecchia scuola a gas, mentre in Italia c’è ancora una certa dose di diffidenza verso la nuova tecnologia dovuta anche alla scarsità ma soprattutto all’inesattezza delle informazioni di cui si dispone.

Il piano cottura a gas

Il piano cottura a gas è generalmente in acciaio, ma non mancano versioni smaltate, in vetroceramica oppure ancora in vetro temperato: su di esso sono posizionati i bruciatori dai quali fuoriesce la fiamma, di solito equipaggiati con un sistema di sicurezza che interrompe l’erogazione del gas se la fiamma si spegne. Sulle griglie in ghisa o acciaio si posizionano le pentole o le padelle, mentre l’accensione avviene attraverso manopole che attivano il flusso del gas verso ogni singolo bruciatore e contemporaneamente fanno scattare una minuscola scintilla che innesca il fuoco.

Il piano cottura a induzione

I piani cottura a induzione sono realizzati sempre in vetroceramica e si presentano come superfici piatte, lisce ed uniformi, con dei comandi touch alimentati da corrente elettrica. Il principio di funzionamento si basa sulla generazione di un campo elettromagnetico che si trasforma in calore a contatto con il fondo della pentola, in maniera circoscritta a quella sola area. Tutto ciò che è necessario è proprio che le pentole abbiano un fondo ferroso magnetico.

Gli aspetti critici risolvibili del piano cottura a induzione

Uno degli inconvenienti che a volte condizionano la scelta di un piano cottura a induzione è proprio la necessità di dover disporre di un set o batteria di pentole che sia realizzato ad hoc, idoneo per questo dispositivo di cottura in cucina, perché una vecchia batteria di tipo tradizionale e senza l’indispensabile fondo ferroso magnetico non sarebbe più utilizzabile una volta compiuto il passaggio.
Se si deve arredare casa da zero, però, il problema non si pone ed i prezzi di pentole e padelle anche di ottima qualità e idonee per i piani cottura a induzione sono più che ragionevoli. Il secondo dei timori è rappresentato dal costo, che è mediamente più elevato rispetto a un piano cottura tradizionale a gas, tuttavia si tratta di un investimento che come vedremo in un successivo paragrafo permette di ammortizzare l’esborso iniziale. Infine vanno considerati i consumi elettrici, dal momento che quasi sempre in previsione dell’installazione di un piano cottura a induzione si consiglia di abilitare l’impianto elettrico ad un consumo maggiore dei canonici 3.0 kW, portandolo a 4,5 kW: l’adeguamento del contratto presso il fornitore di energia elettrica si rende indispensabile se si usano ad esempio condizionatori o scaldabagno elettrici, ma anche un semplice phon di elevata potenza da 2000 W è in grado di creare problemi. Anche in tal caso ci sarà un esborso iniziale una tantum che dipende dalle condizioni contrattuali ma che verrà nel tempo largamente ammortizzato.

Perché un piano cottura a induzione è preferibile?

Ci sono indubbi e indiscussi vantaggi derivanti dall’uso di un piano cottura a induzione, e che vanno anche oltre il suo aspetto estetico così avveniristico. Quest’ultimo fattore, in special modo in una cucina moderna, non è da sottovalutare perché una lastra in speciale materiale vetroceramico temperato totalmente piatta, liscia ed antigraffio e generalmente nera aggiunge un tocco di design elegante e minimalista che valorizza l’intero progetto della cucina. C’è inoltre la praticità delle operazioni di pulizia, che raggiunge livelli impensabili e per i più “pigri” davvero allettanti, specie se comparati ai piani di cottura tradizionali. Siamo in un altro mondo letteralmente: nessun ostacolo, nessuna griglia, nessun bruciatore da pulire, solo una uniforme lastra liscia per la quale il più delle volte è sufficiente un panno umido con ben poco detergente, con un considerevole risparmio di tempo e fatica.

Vantaggi reali in termini di consumi

Abbiamo fin qui parlato dei vantaggi da classificare sotto il profilo estetico e sotto quello pratico: vogliamo finalmente entrare nel cuore della faccenda spiegando a chi ancora avesse perplessità connesse al maggior consumo di energia elettrica, un tema attualissimo nell’epoca di forti rincari che stiamo attraversando, che un piano cottura a induzione consuma sì energia elettrica ed anche un bel po’, ma lo fa per molto meno tempo rispetto al consumo di gas necessario per compiere la stessa identica operazione.
L’ebollizione dell’acqua, per fare l’esempio più comune, si raggiunge in meno di 3 minuti, e ciò dipende in sostanza dalla tabella comparativa che qui riportiamo in estrema sintesi facendo riferimento ai 3 parametri chiave: la potenza assorbita, la potenza in pentola, la resa.

  • Un fornello elettrico di vecchia generazione assorbe 2000W ma porta in pentola appena 1100W con una resa del 55%.
  • Ancora più bassa è la resa del fornello tradizionale a gas se calcolata in watt, perché si parla di potenza assorbita di 2000W ma dello scarico in pentola di appena 1000W, appena il 50%.
  • Un piano cottura a induzione assorbe invece una potenza in questo caso realmente elettrica di 1200W ma in padella fa arrivare ben 1100W, con una eccezionale resa pari al 90% di quanto assorbito: niente male no, in tempo di controllo degli sprechi!

I vantaggi concreti sul risultato finale: la cottura

Scopo di un piano cottura è, nemmeno a dirlo, offrire delle buone prestazioni per la preparazione dei cibi e delle pietanze attraverso la loro migliore cottura. I “pro” che fanno preferire l’induzione non sono connessi solo con la maggiore rapidità ma anche con la possibilità di regolare agevolmente la temperatura e soprattutto di mantenerla costante, un fattore che gli chef e gli intenditori più esigenti reputano indispensabile per un risultato all’altezza delle aspettative. Vogliamo poi trascurare la sicurezza, un ulteriore fattore chiave in un ambiente “pericoloso” come la cucina? A surriscaldarsi sono soltanto il fondo della pentola o della padella utilizzata, mentre l’area circostante al di fuori del cerchio ben impresso sulla vetroceramica resta fredda ed il rischio di scottature è pari a zero. Inoltre qualsiasi rischio collegato ad eventuali fughe di gas, o per tubature e raccordi difettosi o per spegnimenti accidentali della fiamma in assenza di un blocco dell’erogazione è del tutto eliminato a monte.

Valutare i reali consumi energetici

Sappiamo che i prezzi di gas ed energia elettrica variano molto sensibilmente da gestore a gestore e che sono soggetti in questo contingente periodo a fluttuazioni che stanno sollevando più di una preoccupazione. Calcolare quanto possa realmente incidere in termini di denaro il maggiore consumo di energia elettrica (ma per meno tempo) rispetto alla compensazione data dall’azzeramento del consumo di gas per la cottura non è facile, anzi. Non è detto che un piano cottura a induzione sia più dispendioso rispetto ad uno a gas, anzi: proprio l’accelerazione dei tempi di cottura potrebbe essere un fattore che porta a risparmiare, anche sulla base del contratto che si è stipulato. Molto utile può essere effettuare un confronto tramite l’apposito strumento messo a disposizione online dall’ARERA, l’Autorità di regolazione per Energia, Reti e Ambiente.

 
 
 
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