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    La creatività per il futuro del design italiano

    Rethinking the Product è un progetto promosso da 5 Camere di Commercio del Centro Italia per dare nuovo slancio alla produzione ed al design industriale, ma soprattutto alla creatività, il vero traino del paese se vuole tirarsi fuori dalle secche della recessione. Il design italiano è infatti in grado di generare idee e progetti geniali, sappiamo di essere una vera miniera in questo senso: tutto sta nel dare voce a tali idee, cosa che solo le aziende più lungimiranti possono fare lavorando in sinergia con gli stessi designer.

    Questo progetto ha coinvolto 46 aziende che hanno avviato la collaborazione per la messa a punto dei nuovi prodotti con 16 designer. Si tratta di uno stimolo per la realizzazione di prodotti innovativi anche nei materiali e nelle tecniche di lavorazione, secondo un preciso schema per il quale il designer propone una sintesi progettuale che chiami in causa due delle aziende in ballo, ma appartenenti a settori diversi. Le 2 “nominate” devono accettare la sfida ed avviare un processo che stimola la competizione!

    Uno dei progetti più belli scaturiti dall’ultima edizione di Rethinking the Product è il tavolo Pasta Table, pensato da Federica Gatti non solo come oggetto “su cui” mangiare, ma anche “per fare” da mangiare. Risolve infatti il problema di mattarello, tagliere, asse dove spianare la pasta o impasti vari…tutti accessori che in cucina non si sa mai dove tenere senza che diano impiccio occupando spazio utile.
    Tutto è integrato nella struttura del tavolo in legno, a completa disposizione e pronto poi a sparire dopo l’uso.
    Tutti gli altri interessantissimi progetti sono visionabili sul sito di Rethinking the Product!

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    Il tavolo da coltivare

    Questa è davvero un’idea originale, di quelle che stuzzicano la fantasia: immaginate di avere ne vostro salotto un robusto tavolo in legno, composto da due ampie tavole non particolarmente lavorate e dalle linee irregolari. Le due tavole sono sostenute da lamiere metalliche, ed hanno un vuoto tra di loro, un vuoto che si riempie con lo scorrere del tempo grazie alla naturale crescita di freschissimi fili d’erba!

    Il segreto di tutto ciò è al di sotto del piano d’appoggio, in una capiente vasca in plexiglas trasparente da riempire con terreno e da coltivare con i semi che si preferiscono.
    In foto vediamo la scelta di far spuntare sul tavolo una verde striscia di prato, una soluzione che è realmente una gioia per gli occhi e di certo non passa inosservata, ma è possibile fare tanto altro, perché si possono seminare anche piccole piantine o fiori cui basti lo spazio a disposizione.

    Il tavolo è stato ideato da una giovane designer di stanza a Brooklyn, Emily Wettstein, e viene realizzato sempre su richiesta ed in base alle misure necessarie.
    Noi abbiamo in realtà pensato di suggerire un tavolo del genere a tutti quei ristoranti o pub che desiderino attirare ed incuriosire la propria clientela proprio con un tocco di originalità del tutto fuori dall’ordinario.

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    Per fare un tavolo…ci vuole il design!

    Ricordate Sergio Endrigo, con la sua immortale Ci vuole un fiore? Il cantautore ci raccontava, negli anni settanta, che “per fare un tavolo ci vuole il legno”, ma per il design moderno e contemporaneo ci vuole anche qualcosa in più: ci vuole la scintilla del creatore di interior design il quale elabora sì il legno con cui costruisce le 4 gambe del tavolo.
    Poi però decide di chiamarlo Graft Table – dove graft significa, in inglese, innesto – e così la superficie del tavolo si àncora ai suoi sostegni che sono diventati ramificati, il tutto però senza eccessi di manierismo.

    Si tratta infatti di rami stilizzati, dalle forme molto pulite che restituiscono un interessante oggetto ed esercizio di design.
    L’essenzialità è rafforzata dalla disponibilità di Graft Table nei soli colori bianco o nero: l’idea è di Anil Ercan, designer turco noto per il suo stile minimale e futurista.

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