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    2 suggerimenti per riciclare divertendosi

    Riciclare i rifiuti è diventato, nel terzo millennio, molto più che una tendenza o un modo per distinguersi: è una vera e propria necessità, per il benessere collettivo ma anche per quello personale.
    Farlo in maniera concreta ed efficace richiede però un minimo di impegno, ed anche un generale ripensamento della distribuzione degli spazi in casa, che deve assolutamente essere razionale per non ritrovarsi invasi da scomodi ed ingombranti bidoni.

    Bisogna organizzarsi bene, partendo dall’assunto che le categorie principali da suddividere sono 5: unido/organico, carta, plastica, vetro ed indifferenziato.
    Ciò comporta ingegnarsi per trovare soluzioni intelligenti e funzionali, e molte aziende vengono in nostro soccorso con idee anche dal design gradevole che mettono insieme i contenitori, distribuendo i vari scompartimenti in un’unica struttura come nel caso dell’Ovetto firmato dal designer Gianluca Soldi, che nelle sue linee aggraziate raccoglie tutti gli spazi necessari.

    Un altro divertente progetto che può tornare utile se si è in tanti a casa viene da Flussocreativo, azienda che ha pensato ad una soluzione modulare fatta di colorati cestoni ispirati ai mattoncini Lego, così da poterli combinare tra di loro a piacimento. Si crea così una vera stazione ecologica casalinga, aiutati nella distribuzione dei vari tipi di rifiuti anche dai colori!

    È possibile essere virtuosi e tenere casa in ordine con piccoli accorgimenti come questi: a quel punto riciclare diventerà un gioco!
    E voi, quale soluzione adottate per il riciclo?

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    Con l’estate torna la sedia pieghevole!

    Infiniti ha lanciato il suo annuale concorso dedicato a giovani designer e progettisti under 30, intitolato Under Revolution Chairs, e dedicato questa volta al tema delle sedie pieghevoli, vere pietre angolari dell’arredamento che nel periodo estivo vivono una stagione d’oro.
    La sedia pieghevole deve infatti rispondere a precisi criteri funzionali e pratici prima ancora che estetici, i quali hanno comunque un ruolo importante: deve essere robusta, specie nelle giunture, per sostenere i continui stress dovuti ad aperture e chiusure; deve potersi aprire in un gesto semplice ed elementare; e deve occupare poco spazio quando non in uso, per poter essere facilmente riposta ed “occultata”.

    Nonostante lo scopo del contest fosse quello di premiare un’idea rivoluzionaria, la natura stessa di un simile tipo di sedia rendeva abbastanza difficile ottenerlo, tuttavia tra gli oltre 600 progetti pervenuti alla giuria alcuni sono stati degni di nota.
    Oltre al vincitore Nicolàs calandri, il quale ha proposto una seduta tondeggiante in polipropilene con chiusura a compasso, il progetto che ci ha maggiormente entusiasmati viene dalla Spagna e si chiama Unplec:semplice, essenziale, quasi un archetipo di sedia nelle sue linee. Ma è realizzata in una speciale plastica ecologica ottenuta dal riciclaggio delle cassette ortofrutticole!

    La nostra passione per oggetti di design nati dalle “ceneri” di altri materiali che ritornano così nel circolo produttivo è così pienamente appagata!

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