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    Il design garbato di Hodara

    La cultura del minimalismo nel design è in Italia profondamente radicata, come abbiamo avuto modo di approfondire nell’articolo che abbiamo dedicato qualche giorno fa ad AG Fronzoni: quel tipo di pensiero è giunto fino ad oggi, seppur con i dovuti adattamenti: ne troviamo traccia nelle creazioni di Vittorio Hodara e del suo studio Hodara Designer, in cui sono evidenti la ricerca di una bellezza che sia pura ed “educata”, leggera e libera da qualsiasi vincolo.

    Le emozioni suscitate da questi complementi di arredo nascono spesso per sottrazione, ma anche attraverso abbinamenti inediti tra i materiali, allo scopo preciso di evitare qualsiasi forma di omologazione: è il caso della seduta Abbraccio, che nasce con i preciso intento di colpire l’attenzione con la sua stessa luminosità.

    La sua struttura è un plexiglas purissimo ad effetto vetro, ottenuto sagomando al laser la lastra dopo averla riscaldata, operazione che avviene in un ambiente totalmente asettico per evitare qualsiasi contaminazione che possa alterarne la trasparenza.
    Su questa, nella versione in pelle “rosso scuderia” che vi presentiamo, sono montati sedile e braccioli, che risultano così come sospesi su una scocca che è luce allo stato puro. Il cuoio rosso brillante montato sul plexiglas è forse l’accostamento più ricercato tra quelli realizzati dallo studio ma, con lo stesso design e materiali diversi ed altrettanto unici, Abbraccio è realizzata in numerose altre varianti.

    Tutte sono sorprendenti esercizi di bellezza, armoniose e misurate sedute fatte per esaltare gli spazi.

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    L’infinito design italiano di Guzzini

    Lo scorso anno si sono tenute le celebrazioni per il centenario dell’attività di Guzzini, un marchio fiero della sua italianità (la sede è a Recanati) e della sua conduzione familiare. Guzzini ha fatto della realizzazione dei casalinghi un simbolo della vitalità italiana degli anni ’60, e non ha mai smesso di animare le cucine con oggetti che oltre alla loro valenza funzionale assumessero anche un pregevole valore estetico, diventando in tutto e per tutto oggetti di design e di arredamento.

    Il plexiglas trasparente, vero e proprio cristallo infrangibile, giunse quasi per caso tra le mani dei Guzzini, che lo acquistarono come scarto dai produttori di aerei: da lì nacque un successo globale, anche perchè in famiglia si ebbe la lungimiranza di affidarsi a designer esterni ed affermati i quali hanno trasformato i prodotti Guzzini, da semplici lavorazioni in plexiglas, in degli oggetti degni di varcare anche le soglie dei musei di arte contemporanea e di ricevere prestigiosi riconoscimenti settoriali come il Compasso d’Oro.

    Le celebrazioni per questo primo secolo di attività e creatività sono di recente confluite in un volume edito da Skira edizioni, che ha raccolto in 200 pagine un secolo di intuizioni e progetti, intitolandolo “Guzzini, infinito design italiano“.

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