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    Disegno industriale d’eccellenza

    Qualcosa che avete imparato se seguite regolarmente i post di NonSoloArredo è la passione di tutta la nostra redazione nei confronti di oggetti di design ed arredamento anche datati che hanno mantenuto intatta negli anni la loro carica innovativa, diventando vere icone: è il caso di Guéridon, il tavolo progettato negli anni ’50 da Jean Prouvé.

    La sua ispirazione tradisce il richiamo costante di questo designer all’industrial design, e sta a dimostrare che “modernità” non obbliga ad utilizzare vetro o metallo: anche il legno, con la sua versatilità, è un materiale più che adatto a realizzare strutture che siano attuali e contemporanee nel design!
    Guéridon è un tavolino dalle dimensioni ridotte commissionato all’epoca dall’Università di Parigi, ed è ancora oggi in commercio distribuito dal marchio Vitra.

    L’ambizione estetica di Prouvé emerge con la maestria con la quale le tre gambe che sostengono il tavolo sono state fatte convergere verso il centro per sostenere il piano d’appoggio circolare, il tutto fissato con elementi neri in lamiera che spiccano sulle gambe stilizzate.
    Il tavolino è oggi disponibile in due diametri differenti, e con finiture in rovere massello oppure in laminato ad alta pressione.
    La progettazione di stampo industriale si fonde, in questo oggetto ancora attuale, con la progettazione architettonica, per un risultato di grande brillantezza estetica.

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    Prouvè in mostra, dal mobile alla casa

    Laurence e Patrick Seguin sono due collezionisti d’arte, marito e moglie, che negli anni ’80 hanno scoperto l’estetica unica e la maestria nella realizzazione dei mobili di Jean Prouvé, il quale per crearli applicava gli stessi principi dell’architettura.
    Oggi la coppia ha messo la propria collezione a disposizione della Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli di Torino, per una mostra temporanea, in corso fino al prossimo 8 settembre, dei più rari complementi d’arredo e prototipi realizzati da questo architetto-designer fra i massimi esponenti del settore nel XX secolo.

    Una passione per Jean Prouvé – Dal mobile alla casa” – questo il titolo della mostra – include dei pezzi davvero eccezionali come la poltrona che l’artista aveva destinato alla cittadella universitaria di Nancy, per citare solo uno dei manufatti.
    Prouvé fu tra i primi a sperimentare per l’interior design la saldatura della lamiera di metallo, essendo anche un convinto sostenitore dell’industrializzazione. La sua particolarità, come detto, era l’applicazione delle stesse logiche costruttive ed architettoniche alle case come ai mobili: a dimostrazione pratica di questo concetto, sul tetto dello scrigno del Lingotto che ospita la Pinacoteca è stata montata la casa in alluminio Maison Metropole, un progetto di architettura prefabbricata e mobile che fruttò a Prouvè consensi e riconoscimenti.

    Va sottolineato che il main sponsor della mostra è un marchio della stessa città di Torino, quel Borbonese che crea raffinate pelletterie e che ha sempre avuto nel DNA una predisposizione per le arti visive e grafiche più moderne.

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