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    Un loft di Brooklyn con vista mozzafiato

    Il punto di partenza per il loft che esploriamo oggi è stata una classicissima tabula rasa: un edificio industriale dismesso che è stato trasformato da laboratorio in palazzo residenziale.
    In questo appartamento la padrona di casa ha voluto mantenere ben evidente l’origine dello spazio in cui ha scelto di vivere, lasciando intatte le lastre in cemento sul pavimento che sono state sottoposte solo ad un lavoro di resinatura, mentre alle pareti troviamo piastrelle il cui gres ha un gradevole effetto da metallo ossidato, che richiama lo stesso tema “industrial“.

    I materiali e le caratteristiche originarie sono stati rispettati grazie all’intervento dell’architetto Skip Boling, rinomato proprio perché le sue progettazioni rispettano il vissuto e l’esistente e lo riqualificano, anche secondo dei ferrei principi di bio-compatibilità; inoltre, Boling è famoso anche per il ruolo primario che assegna alla vivibilità di un ambiente, nel quale tende sempre a ricreare atmosfere confortevoli grazie alla sua tecnica architettonica ma al tempo stesso molto gradevoli all’occhio.
    L’eclettismo di questo appartamento in cui al già citato industrial si affianca uno stile volutamente minimal è enfatizzato anche dall’arredamento, quasi tutto proveniente da mercatini e negozi di usato di New York: oggetti essi stessi “vivi” e vissuti, con una storia ben precisa.
    C’è un piccolo grande dettaglio di cui ancora non vi abbiamo parlato: il loft, posizionato al decimo piano di questo edificio di Brooklyn, gode di un panorama unico ed invidiabile, un vero valore aggiunto, perché affaccia sul Lower East Side di Manhattan con vista sul ponte di Williamsburg!

    E voi? A queste condizioni, per ottenere una simile inestimabile vista vi sobbarchereste tutto l’impegno per progettare ed allestire un appartamento così laborioso ed inusuale?

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    Immersi in un collezionismo vintage

    Ci avventuriamo oggi per le stradine della campagna belga per scoprire, dietro un muro di bambù ed il fitto fogliame di un boschetto, la villa in stile modernista che una coppia di collezionisti ha scelto di arredare ispirandosi alla loro passione comune, il design di metà ‘900.

    Ciò significa che tutto l’ambiente è permeato da richiami vintage, come i mobili di Hans Wegner (celebri il tavolo e le sedie Hjerte) spesso recuperati da mercatini locali.
    Ciò che sbalordisce è l’imponente presenza di vasi in gres, tutti provenienti da manifatture del nord Europa e scelti nel corso degli anni, ad uno ad uno, mai in base al loro valore ma solo per le sensazioni estetiche suscitate nell’affiatata coppia.
    I vasi sono disposti in tutti gli ambienti, arredati con uno stile molto sobrio ed arioso, e sono anche raccolti secondo le diverse sfumature cromatiche ad evidenziarne le forme che a volte risultano essere quasi ipnotiche.

    Una villa che sembra un luogo da sogno e sospesa nel tempo, ma che esiste realmente in una quiete agreste che stimola la fantasia.

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