Dic 22, 2020
Christian

Come scegliere un letto di design

Dormire bene e in un ambiente che sia confortevole e riposante non solo per il fisico ma anche per la mente è un’esigenza fisiologica basilare, dalla quale dipende gran parte delle energie di cui possiamo disporre durante il giorno. Di certo la componente più importante di un buon sistema riposo è il materasso, seguito a brevissima distanza dal cuscino.
Su questi due pilastri, e sulla scelta dei modelli più idonei ad assecondare le caratteristiche fisiche e le abitudini notturne, si fonda la qualità del sonno, e per questo ci si deve sempre orientare e documentare su quanto offre il mercato (e possibilmente provare di persona prima dell’acquisto) per fare acquisti razionali ed oculati che condizioneranno il nostro benessere.

In secondo piano, ma nemmeno poi così tanto, c’è la biancheria da letto, ma queste sono scelte del tutto personali per cui ci limitiamo a sottolineare l’importanza di un buon coprimaterasso e la assoluta preferenza da accordare ai materiali di origine naturale.
Ciò che è però altrettanto fondamentale per comporre una zona riposo e un ambiente notte rilassante e che aiuti a scaricare tutte le piccole e grandi tensioni accumulate durante la giornata è scegliere un arredamento in linea con le nostre preferenze estetiche, che valorizzi il nostro gusto e si faccia ammirare con piacere.

letti di design

Elementi per scegliere un letto di design

Per scegliere il tuo letto dei sogni dovrai tenere in considerazione in primo luogo le dimensioni della stanza da notte, che dovranno essere sufficienti ad ospitare il modello da te scelto e mantenendo tutti i necessari spazi di manovra, senza quindi ingombrare. L’essenzialità e la semplicità delle linee e delle forme sono sempre l’opzione consigliata: al massimo ci si potrà concedere qualche forma più arrotondata, ma nello stile complessivo una stanza da letto moderna deve mantenersi sobria, elegante e luminosa.

Caratteristiche di un letto di design

Le misure standard per un letto matrimoniale sono in genere 160×190, ma chi ha maggiore spazio a disposizione può optare anche per letti cosiddetti “king size” da 180×200. Apprezzatissima negli ultimi tempi è poi la diffusione dei letti di design a una piazza e mezza, i preferiti da chi vive e dorme da solo ed ama stare ancora più comodo, magari perché si muove molto durante il sonno o perché dorme a braccia aperte.
Per finire, il trucco che sempre più aziende specializzate in arredamenti stanno mettendo in atto riguarda lo sfruttamento dello spazio sottostante al materasso, dove viene ricavato un ampio vano contenitore al quale si accede semplicemente sollevando la rete con un apposito meccanismo. I letti contenitore si sono rivelati un’intuizione geniale che ha rivoluzionato tantissime operazioni!

Letti e materassi top di gamma

Esiste un’azienda a forte specializzazione nel settore del riposo e del benessere durante il sonno che è riconosciuta quale produttrice dei migliori materassi al mondo.
Parliamo di Tempur, che ha acquistato dalla NASA il brevetto dello speciale materiale viscoelastico col quale vengono prodotti i suoi materassi. Il ruolo leader nel settore ha fatto sì che Tempur orientasse la propria strategia di mercato anche verso la produzione di letti di design e di alta qualità che fossero all’altezza dei suoi materassi: per saperne di più su letti e materassi Tempur inseriamo qui un link che di certo troverai interessante.

Dic 2, 2020
Christian

Le nuove tendenze per l’arredo bagno

Stiamo tutti attraversando un delicatissimo periodo nel quale la pandemia da coronavirus ci ha spinti a riflettere sui cambiamenti dei nostri stili di vita e sulle ripercussioni che hanno subito le nostre abitazioni e la condivisione degli spazi domestici. Uno degli oggetti, anzi degli ambienti, soggetti a maggiori riflessioni e ripensamenti è risultato essere, in parte a sorpresa, il bagno.
Certo, lo smart working ha costretto in tanti a ridisegnare e rivedere l’aspetto della casa, a volte con semplici spostamenti di mobili o in altri casi rivedendo radicalmente l’assetto delle stanze. Come si colloca il bagno in questo tipo di ragionamento?

Maggior desiderio di spazio in bagno

Sappiamo che per definizione è il bagno l’ambiente che richiede più lavori di manutenzione in generale e maggiori attenzioni; allo stesso tempo, sappiamo che ha guadagnato un ruolo molto più centrale nelle preferenze, come ad esempio abbiamo già analizzato in questo nostro articolo, diventando spazio dedicato al benessere ed al relax.
È giunto in cima ai desideri di restyling perché fonte di profonde soddisfazioni e perché è spazio dove prendersi cura di sé e della propria bellezza, esigenze particolarmente avvertite in epoca di restrizioni.

Sono aumentate, stando agli studi statistici del settore, le richieste di ristrutturazione e riprogettazione del bagno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e se in parte i motivi sono quelli legati al varo di nuove agevolazioni fiscali sulla ristrutturazione, molto dipende anche dalle nuove necessità di condivisione e di integrazione. Innovativi accessori come gli scaldasalviette razionali sono divenuti ancora più protagonisti e vengono studiati insieme a tutti gli altri strumenti per essere inseriti nello spazio architetturale al fine di renderlo più funzionale, così da rispondere meglio ai bisogni di chi molto più di prima deve condividere l’ambiente.

Evoluzione dello stile in bagno

Il desiderio è molto chiaro: ottenere oasi di benessere personale senza rinunciare all’estetica, anche quando le metrature sono ridotte, per cui anche per i rivestimenti si scelgono quelle soluzioni più luminose o ricche di effetti e sfumature, e si studiano con attenzione maggiore la matericità anche per i sanitari.
Tra gli obiettivi dei più esigenti c’è anche il raggiungimento di un linguaggio comune ed unitario rispetto allo stile del resto dell’appartamento, come se il bagno fosse una stanza da arredare al pari di tutte le altre.

 

Nov 30, 2020
Christian

Lavelli di design, una nuova frontiera in cucina

Qualche giorno fa in un nostro articolo abbiamo parlato dei lavelli in resina fragranite, descrivendone i pregi (tantissimi, sia sotto l’aspetto estetico che funzionale) e i pochi punti deboli. Adesso torniamo su un argomento molto simile perché allarghiamo lo sguardo sul resto del mercato e sulle altre aziende del settore, che non sono rimaste inattive dopo che Franke ha rivoluzionato il mercato con la fragranite.

Esistono infatti altre soluzioni, materiali alternativi e che possono garantire grandi soddisfazioni: vediamo insieme quali sono.

Nuovi materiali per i lavelli

È la continua ricerca di nuove tecniche produttive ad aver permesso lo sviluppo di materiali alternativi ai tradizionali lavelli in acciaio inox così come a quelli in ceramica o in pietra naturale. Questi sono i più diffusi ed apprezzati.

Lavelli in corian

I lavelli per cucina in corian, nonostante abbiano un prezzo decisamente più elevato rispetto ad altri, sono dei perfetti complementi di design e risultano molto apprezzati per le loro caratteristiche. Si tratta di un materiale ottenuto da una speciale miscela di minerali naturali e resine acriliche e che per la sua duttilità può essere modellato a piacimento, creando anche dei lavelli dalle forme inusuali.
Le tinte proposte sono molteplici, ma l’aspetto ancora più interessante è che anche il piano di lavoro può essere realizzato su misura e nello stesso materiale per una perfetta integrazione anche visiva.
Resistentissimo a macchie, graffi o urti, necessita di cure minime per la sua manutenzione.

Lavelli in Silestone

Anch’esso di origine minerale, ma con una percentuale ancora più elevata di quarzo pari al 94%, è il silestone, utilizzato per produrre lavelli da cucina totalmente igienici grazie all’azione antibatterica incorporata. Anche in questo caso si tratta di un materiale di estrema resistenza a urti o abrasioni, mediamente lucido e comunque non poroso, per cui non ha la minima tendenza ad assorbire macchie o liquidi, ed anche nel suo caso la manutenzione necessita solo di acqua calda, un detergente neutro e non aggressivo e un panno morbido.

Lavelli in cristadur

Molto apprezzato anche per le infinite varianti cromatiche rese possibili dalla speciale miscela che lo compone è il cristadur, un materiale che grazie alla restante parte di quarzo ed acrilico risulta anch’esso molto resistente a urti o calore. Una speciale caratteristica dei lavelli da cucina in cristadur è la superficie altamente igienica ed antibatterica perché sottoposta ad un trattamento a base di ioni d’argento.
È probabilmente il materiale più “luminoso” tra quelli che abbiamo elencato, con una consistenza setosa al tatto e gratificante per gli occhi.

Come scegliere il lavello?

Prima di orientarti su questi materiali oppure su quelli più tradizionali devi fare una analisi del tuo budget, del tipo di cucina che andrai a montare e anche dell’uso che intendi farne, perché è evidente che ciascun materiale ha i suoi pro e i suoi contro: nessuno meglio di te conosce il tempo che puoi dedicare anche alle attività di manutenzione o alla affettiva necessità di un modello più o meno avanzato.

Nov 15, 2020
Christian

Come migliorare l’efficienza energetica con il Superbonus

superbonus ristrutturazioni

Le importanti detrazioni fiscali varate dal governo, con il 110% della somma spesa di Superbonus per la riqualificazione della propria abitazione, sono state un determinante incentivo per migliorare l’efficienza degli immobili attraverso interventi di carattere energetico, architettonico e persino stilistico.

L’obiettivo dichiarato? Una casa bella e confortevole, ma anche con meno fame di energia perché meglio coibentata dall’esterno attraverso i classici procedimenti a cappotto termico con pannelli isolanti oppure sfruttando la nuova generazione dei blocchi in laterizio, capaci di abbinare all’isolamento termico anche quello acustico in virtù della loro combinazione con speciali materiali quali la lana di roccia o di vetro e la perlite.

Nuove tecniche per le prestazioni energetiche

Il massimo del comfort con un minore dispendio di energia e con un sensibile miglioramento delle prestazioni energetiche dell’immobile è ottenibile anche attraverso una nuova tecnica che si sta affermando, introducendo sensibili novità anche di natura estetica: una controparete posta ad una leggera distanza da quella già esistente è uno stratagemma che contribuisce a creare una sorta di camera d’aria, un’intercapedine che fa da cuscinetto termico perché al suo interno si genera una ventilazione che mentre d’estate contribuisce a mantenere freschi gli interni, nelle stagioni più umide è un perfetto veicolo per la traspirazione e quindi fa fuoriuscire il vapore acqueo accumulato e previene la formazione di muffe.

Non è poi possibile sorvolare sul tipo di rivoluzione estetica così generata, perché allestire questo tipo di facciate ventilate rinnova in maniera radicale il look degli edifici dal momento che i rivestimenti possono essere compiuti con ceramica o laterizi di vario genere e creando una “seconda pelle” decorativa.

Il criterio alla base del ragionamento, indubbiamente molto smart, è quello di ridurre, minimizzare, annullare le dispersioni termiche attraverso un isolamento dell’involucro, agendo quindi dall’esterno. Sembra essere una soluzione meno scontata di altre, ma sta riscuotendo un crescente interesse soprattutto perché si tratta di mattoni evoluti che non necessitano di particolari interventi di manutenzione e mantengono sempre ideale la temperatura interna.

superbonus 110 edilizia

Soluzioni e novità per l’efficienza energetica

Un intervento di questo tipo può coinvolgere tra l’altro anche il tetto, riguardando così gli edifici nel loro insieme, migliorando in toto l’efficienza dello stabile e le performance energetiche delle singole abitazioni.
La rigenerazione e la riqualificazione di aree urbane anche degradate è favorita poi da una importante semplificazione che ha aggiornato la materia del Superbonus edilizio, e che permette ora di inserire anche ricostruzioni e demolizioni tra i costi contemplati. Tra gli altri grandi vantaggi di questo Superbonus edilizio c’è anche la riscoperta di tutte le altre agevolazioni già esistenti come il bonus del 50% sulle ristrutturazioni che va ad includere, a mero titolo di esempio, anche una ripavimentazione del bagno.
Il Superbonus deve essere visto come una imperdibile occasione per riqualificare le nostre abitazioni ed il patrimonio immobiliare nel suo complesso, perché così facendo si raggiunge anche il non secondario scopo di creare degli spazi domestici e delle unità immobiliari più efficienti e dai consumi più contenuti. Dal momento che dall’inizio del 2020 in molti stanno vivendo la casa molto più a lungo del solito a causa della pandemia da coronavirus, e considerando che questo cambiamento di abitudini potrebbe durare ancora a lungo, questo obiettivo è del tutto auspicabile.

È consigliabile però, per chi debba ristrutturare e voglia avvalersi di queste agevolazioni, rivolgersi a imprese e distributori di materiali edili che abbiano piena consapevolezza del loro ruolo e siano in grado di fornire tutte le informazioni necessarie per una materia che non tutti ancora padroneggiano al meglio a causa di cavilli tecnici o burocratici.

Ott 26, 2020
Christian

Perché scegliere i materassi Tempur?

Autentico pioniere nel settore del buon riposo, Tempur è un’azienda danese che si vanta a ragion veduta di produrre i migliori materassi al mondo. In questo articolo vogliamo riassumere in maniera sintetica la sua storia, ma soprattutto sottolineare perché la qualità dei materassi Tempur è superiore rispetto ad altri modelli, e quale reale differenza esiste con gli altri materassi e materiali che sono presenti in questo settore dell’arredamento.
Per un maggiore approfondimento sui diversi tipi di materassi disponibili in commercio ti suggeriamo anche di leggere questo articolo che spiega come scegliere il materasso giusto.

Come nascono i materassi Tempur?

L’origine dei materassi Tempur va ricercata addirittura negli anni ’70 del secolo scorso, quando un gruppo di scienziati danesi acquistò dalla NASA il brevetto di uno speciale materiale studiato per rendere più confortevoli e sopportabili le enormi pressioni alle quali sono sottoposti gli organismi degli astronauti spediti in orbita.
Lo sviluppo di questo materiale viscoelastico ha condotto nei primi anni ’90 all’introduzione sul mercato dei primi materassi in memory foam Tempur con la loro struttura a cellule aperte che ridistribuisce il peso del corpo, ne assorbe la pressione nei punti strategici e allevia quindi qualsiasi fastidio derivante da una postura notturna non corretta.

I vantaggi e i benefici dei materassi Tempur

Siamo di fronte a un tipo di materasso totalmente diverso da qualsiasi altro modello in circolazione, proprio perché composto con un materiale dalle caratteristiche uniche.
Elenchiamo qui, in maniera sintetica, 5 ragioni per le quali chi sceglie Tempur sta investendo sulla propria salute e sul benessere psicofisico in generale.

Benefici per i dolori articolari

Dormire su un materasso Tempur è un efficace rimedio per chiunque voglia alleviare dolori e indolenzimenti legati a patologie articolari e muscolari come la cervicalgia o la lombosciatalgia. Le proprietà allevia-pressione di questi materassi infatti consentono al corpo di assumere la più corretta postura durante il sonno, tenendo allineata la colonna vertebrale ed esercitando così una funzione decontratturante.

I Tempur Sono materassi molto duri?

Il materiale Tempur è solo all’apparenza rigido, perché è stato formulato per reagire non solo alla pressione esercitata dal corpo, ma anche alla sua temperatura. Il suo schiumaggio a cellule aperte entra in azione e si adatta in maniera attiva al profilo del corpo, sostenendolo in modo costante durante tutta la notte: in più, tra i diversi modelli è comunque possibile scegliere quello con il livello di comfort che si preferisce.

È vero che il memory genera “calore”?

Un normale memory foam che non sia brevettato Tempur ha una struttura molto densa che in alcuni casi può realmente intrappolare il calore fornendo esperienze più “calde” di riposo, il che in estate può essere problematico.
Il materiale Tempur ha invece una struttura a cellule aperte che non crea di questi inconvenienti, perché assicura la massima traspirabilità e quindi facilita la dispersione del calore in eccesso.

È possibile igienizzarli?

Al contrario dei più comuni e tradizionali materassi a molle, i materassi Tempur sono in molti casi muniti di una pratica fodera con zip che può essere rimossa agevolmente per essere lavata in lavatrice tutte le volte che si desidera, per avere un materasso sempre fresco.

Che durata hanno i materassi Tempur?

In generale tutti i materassi, che siano a molle, in lattice o in memory foam tradizionale tendono a deteriorarsi col tempo, degradando nella loro struttura e formando avvallamenti. I materassi Tempur sono invece un investimento a lungo termine: l’azienda li garantisce 10 anni per la qualità delle loro performance, con un totale soddisfazione del cliente.

Considerazioni finali sui materassi Tempur

In definitiva possiamo dire che se un materasso Tempur ha un costo senza dubbio più elevato rispetto ad altri prodotti della concorrenza, ciò non deve scoraggiare per dei fattori molto semplici.
In primo luogo parliamo di veri strumenti di benessere che migliorano sensibilmente la qualità del sonno e quindi della vita; basti pensare che trascorriamo circa 1/3 delle ore di ogni giornata dormendo, e in quel lasso di tempo rigeneriamo l’organismo e accumuliamo energie per cui è estremamente conveniente non sottovalutare questo aspetto.

A margine, va anche considerato che tutti i rivenditori Tempur offrono vantaggiose soluzioni di finanziamento per dilazionare anche a lungo termine il costo, che quindi andrà a incidere in maniera irrisoria sul budget mensile familiare.

C’è infine un’ultima curiosità che ti proponiamo relativa alle caratteristiche di questo materiale, molto apprezzato da chi dorme in coppia. Il movimento notturno non viene trasmesso al partner, perché l’assorbimento di vibrazioni e movimenti è ottimale. Ciò significa che anche avere un partner dal sonno agitato e che si rigira spesso durante la notte non sarà più in nessun modo un problema!

Ott 16, 2020
Christian

Cambiare la stufa, tutti i buoni motivi per farlo

Perché cambiare la stufa? Se il tuo strumento per il riscaldamento domestico è vecchio la risposta è anche abbastanza scontata: perché è conveniente per la sicurezza e per il risparmio.
Ci sono però numerose altre ragioni che devono e possono spingerti a compiere questo passo, e le vedremo insieme in questo articolo.
Sorvoliamo in un primo momento sui benefici che questo gesto può apportare all’ambiente ed alla comunità tutta, ne parleremo in un successivo paragrafo, e parliamo prima dei reali e concreti vantaggi che tu in prima persona puoi ottenere dalla sostituzione della stufa.

Incentivi per il cambio della stufa

Chi decide di acquistare un nuovo prodotto per il riscaldamento domestico, che sia esso una stufa a pellet o una stufa a legna e scelta tra quelle di ultima generazione ha accesso infatti in questo momento ad agevolazioni fiscali ed incentivi governativi che coinvolgono sia gli interventi di ristrutturazione edilizia che quelli di riqualificazione energetica degli immobili. Ne abbiamo già parlato in un nostro precedente articolo dedicato alle detrazioni per l’acquisto di stufe a pellet, che ti consigliamo di rileggere. Un esempio del secondo tipo è il Conto Termico 2.0, grazie al quale si ricevono contributi fino al 65% dell’investimento effettuato per rimpiazzare uno strumento obsoleto.
Si tratta di un incentivo sempre più richiesto ed apprezzato, stando ai numeri, che anno dopo anno evidenziano una costante crescita del numero di domande.
Sottolineiamo come l’ecocompatibilità sia al centro di tutti i prodotti di nuova generazione, e ciò comporta anche un sensibile contenimento non solo delle emissioni ma per diretta conseguenza anche dei consumi, ed ecco spiegato come la sostituzione della stufa porti con sé la diretta conseguenza ed il vantaggio di ridurre le spese per il combustibile.

I benefici per l’ambiente

Si stima che se tutti gli impianti a legna oggi presenti in Italia venissero sostituiti da quelli di ultima generazione si otterrebbe una riduzione delle emissioni di polveri sottili derivanti dalla combustione domestica delle biomasse pari ad almeno il 70%. Ecco spiegato perché la sostituzione della stufa è anche un gesto virtuoso, consapevole e molto green, che riduce il particolato nell’atmosfera e fa quindi bene al pianeta. Contenendo l’impatto delle necessità di riscaldamento dei cittadini sull’ambiente, gli incentivi hanno sì lo scopo di smuovere il mercato, ma anche quello di rendere il nostro paese più sostenibile.

Ott 3, 2020
Christian

Perché scegliere un lavello in resina?

Hai mai sentito parlare dei lavelli in resina? Siamo certi di sì, perché negli ultimi anni sono diventati una alternativa sempre più richiesta sul mercato rispetto ai comuni lavelli in acciaio, e questo perché possono offrire delle varietà cromatiche che esteticamente impreziosiscono qualsiasi cucina.
In questo nostro articolo vogliamo fare un po’ di chiarezza sui lavelli in resina spiegandoti per bene tutti i vantaggi e i pregi che possono offrire per la composizione della cucina ma anche alcuni lievi punti deboli da prendere in considerazione prima dell’acquisto.

Si ricorre infatti a materiali che non siano il tradizionale acciaio inox per ottenere caratteristiche estetiche oltre che meccaniche e di resa più originali, al fine di una progettazione che può permettersi di osare e di una estrema soddisfazione dell’utilizzatore finale.

I lavelli in resina

Partiamo da un fondamentale chiarimento: quelli che oggi sono comunemente detti lavelli in resina nascono da un brevetto esclusivo dell’azienda svizzera specializzata in accessori, prodotti e soluzioni per le cucine Franke, che ha coniato il nome di fragranite per questo nuovo materiale messo a punto e composto per circa l’80% da microparticelle e polvere di quarzo (uno dei più duri materiali esistenti in natura) e per il 20% da una speciale resina atossica e resistentissima che contribuisce alla lucentezza dei colori ed alla coesione del materiale nel suo complesso.

Pregi e difetti dei lavelli in resina o fragranite

Il crescente successo che stanno riscuotendo i lavelli in fragranite derivano, oltre che dalla loro raffinata eleganza che contribuisce a comporre una cucina moderna, anche dalla resistenza estrema che questo materiale oppone a usura, graffi, macchie e persino alle temperature molto elevate. Non assorbono nulla e la struttura molecolare non può quindi essere alterata nemmeno da un uso molto intensivo, e sono chiaramente dei lavelli del tutto atossici e sicuri per essere a contatto con qualsiasi tipo di cibo, mentre la disponibilità di tinte è in continua crescita ed evoluzione per assecondare tutte le tendenze del design nella composizione delle cucine.

Precisiamo soltanto piccole attenzioni da riservare ai lavelli in fragranite: pur essendo un materiale molto duro, l’uso intensivo di una spugna troppo abrasiva può danneggiarli, e del resto non è praticamente mai necessario; i modelli con colori più scuri devono essere asciugati spesso per evitare la comparsa di macchie di calcare; infine, per la pulizia non deve essere mai usata la candeggina o un altro prodotto dalle caratteristiche simili, perché si rischia di alterare la colorazione naturale.

Chi produce i lavelli in resina?

Come detto, Franke ha brevettato il fragranite ed è l’unica azienda a poter quindi proporre i lavelli in resina “originali”. Molte altre aziende del settore però, con i loro marchi altrettanto rinomati, hanno potuto sfruttare i progressi della tecnologia ed offrono oggi i lavelli in composito con percentuali variabili di resina acrilica e minerali. Parliamo ad esempio di Grohe o di Smeg, tutti nomi di sicuro affidamento.
Insistiamo sulle proprietà che rendono nel complesso i lavelli in resina delle soluzioni capaci di regalare grandi soddisfazioni, perché di certo il loro aspetto vincente è costituito dagli abbinamenti cromatici che consentono entusiasmanti alternative estetiche, ma non deve essere sottovalutata la soddisfazione di lavorare su un supporto dalle prestazioni così elevate.

I lavelli in resina costano molto?

Davanti a tante caratteristiche positive qualcuno potrebbe obiettare che i costi siano più elevati rispetto ad un comune lavello in inox. Ciò è vero solo in parte, perché i prezzi dei lavelli in resina e dei lavelli per cucina in fragranite dipendono anche dalle dimensioni, dalla presenza o meno del gocciolatoio, dal numero di vasche ed in molti casi anche dalle finiture. Non esiste quindi un listino standard e non si può sostenere a priori che il loro prezzo sia troppo elevato, anzi. Come ci hanno ben spiegato i nostri partner specializzati in arredamenti e cucine a Napoli, di fronte all’investimento rappresentato da una cucina di design parliamo di un costo che incide in maniera più che accettabile, specie se si considerano le proprietà uniche di questo materiale.

Giu 18, 2020
Christian

Come pulire i pavimenti di casa

Se ti chiedi spesso, durante le operazioni che effettui quotidianamente per la cura e la pulizia dei pavimenti di casa, se stai usando il prodotto giusto, questa è la guida che stavi cercando!
Se infatti per arredare la tua casa hai scelto dei rivestimenti di pregio come ad esempio un lussuoso parquet oppure il rustico e sempre gratificante pavimento in cotto, oppure qualsiasi altra soluzione oggi in commercio (e ne sono davvero tantissime diverse) non puoi affidarti a un prodotto qualsiasi e scegliere a caso.

Ogni superficie deve essere sottoposta a specifici interventi per la detersione, perché le proprietà cambiano, e se vuoi preservare il valore estetico di tutto il tuo ambiente evitando aloni che deteriorano il pavimento o che lo danneggiano, non puoi correre il rischio di affidarti a dei pulitori sbagliati.

Vediamo dunque nel dettaglio come rispettare la natura dei tuoi rivestimenti e come preservare nel tempo la loro bellezza originaria.

Come pulire il parquet

Iniziamo proprio dal parquet, un tipo di pavimento lussuoso e che riveste la tua casa di un’atmosfera calda e avvolgente, ma che ha anche il “difetto” di essere molto delicato. Lavarlo in realtà è semplice, ma va fatto con i pulitori più appropriati, che devono essere neutri, non aggressivi e formulati ad hoc in quanto devono rispettare la naturalezza del legno.

Sui pulitori in commercio si trovano le apposite diciture che chiariscono se sono appropriati per il parquet, ma è anche importante non eccedere con l’acqua. Usane poca, lo stretto necessario, strizzando bene il panno, e poi per buona sicurezza ripassa con un panno asciutti per rimuovere gli eccessi. Il rischio è che la troppa acqua si infiltri tra le fessure facendo gonfiare i pannelli.

Dopo la pulizia, poi, è spesso indicata l’applicazione di cere che possono essere sia liquide che in pasta: queste aiutano a nutrire il legno ed a mantenerlo vivo, ma al tempo stesso lo proteggono dai graffi e dall’usura al quale può essere soggetto, perché creano una sorta di pellicola protettiva che ne prolunga la vita ed inoltre lo fa apparire anche più vivido.

Come pulire pavimenti in cotto

Anche se molto resistente e con eccezionali doti estetiche, il pavimento in cotto ha tra i suoi svantaggi quello di essere un materiale molto assorbente perché poroso.
Servono dunque prodotti espressamente formulati per non macchiarlo e non danneggiarne il colore originario, il più possibile neutri ma che allo stesso tempo non lascino aloni visibili.

Anche il cotto, come il parquet, richiede pertanto delle cure aggiuntive, per cui non sceglierlo se non sei certo di potergli dedicare attenzioni e premure, ti ritroveresti con un bellissimo pavimento che però col passare del tempo si deteriora e si macchia in maniera irrimediabile, se non trattato con le protezioni aggiuntive che fungono da isolante superficiale che previene lo sporco senza alterarne l’aspetto.

Come pulire pavimenti in marmo

Se per il pavimento della tua casa hai scelto il marmo naturale, due fattori sono chiarissimi: il primo è che sei un vero esteta, il secondo è che hai tanto tempo libero da dedicare alla cura della tua casa!

È infatti il marmo nella sua eleganza persino più delicato e bisognoso di attenzioni del parquet, ed anche se nobilita qualsiasi tipo di ambiente ha bisogno di attente e continue cure. Puoi lavarlo con una certa frequenza anche usando semplice emulsione di acqua e alcool, tuttavia avrai sempre bisogno dei migliori detergenti neutri per ottenere una pulizia più profonda.

Inoltre è fondamentale trattare i pavimenti in marmo con degli specifici prodotti che evitano alle lastre di impregnarsi e di assorbire lo sporco e che li proteggono dai graffi, perché a quel punto il danno sarebbe irrimediabile.

Come pulire il gres porcellanato

Lo sappiamo bene, in tantissimi considerano il gres porcellanato la soluzione più pratica, quasi eterna nella sua immutabilità e nella semplicità che richiede per la manutenzione. Inoltre, come spesso abbiamo avuto modo di approfondire in un articolo come questo, il gres permette una incredibile capacità di imitazione di altri materiali più nobili quali legno, marmo, pietra naturale.

Tutti questi aspetti giocano a favore della sua capillare diffusione, tuttavia anche il gres ha bisogno di essere trattato e igienizzato con prodotti che siano privi di aggressivi agenti chimici. Meglio sempre orientarsi quindi su soluzioni neutre, riservando i detergenti più aggressivi ma comunque formulati ad hoc per trattare il gres solo per precisi tipi di macchie o per la rimozione di residui di cantiere dopo una ristrutturazione.

Come pulire altri materiali

Abbiamo fin qui elencato i pavimenti più diffusi soprattutto in contesti residenziali, evidenziando per ciascuno di essi i pregi ma anche i crucci relativi alla più appropriata pulizia.
Esistono però altri materiali utilizzati più di frequente in altri contesti come quelli commerciali, industriali o professionali come ad esempio il linoleum, il PVC, persino il cemento.
In questi casi le operazioni sono ancora più semplici e non necessitano di specifiche accortezze se non la scelta di un pulitore neutro ma adatto a rimuovere lo sporco superficiale mantenendo invariate le caratteristiche della materia prima sottostante.

A chi affidarsi per un intervento specializzato

Abbiamo, quindi, sottolineato come la detersione dei pavimenti vada effettuata con i prodotti appositi, e tenendo conto dei differenti rivestimenti presenti.

Eppur tuttavia non sempre si ha tempo per poter espletare le pulizie domestiche. In questi casi, e considerando rivestimenti specifici come parquet o il rustico, diviene fondamentale affidarsi ad un esperto della pulizia, ad un professionista che, in base alle proprie competenze, sappia come gestire al meglio ogni tipologia di superficie.

In questo senso, l’interlocutore primario è l’impresa di pulizia professionale. Un’azienda specializzata che si interfaccia sia con privati sia con Organizzazioni più grandi (aziende o magazzini, ad esempio), dotate del know-how specifico e delle attrezzature più moderne e congrue per conseguire l’obiettivo di detersione prefissato.

Interessante anche il portafoglio di servizi, generalmente amplio, che questi operatori dell’igiene effettuano, erogando prestazioni di differente natura, dalla disinfezione alla sanificazione, passando attraverso la derattizzazione.

Mag 18, 2020
Christian

Come risolvere il problema dell’umidità in casa

Se stai affrontando una avventura impegnativa ma ricca di soddisfazioni finali come la ristrutturazione di casa, la devi considerare anche un’ottima occasione per ovviare in maniera definitiva alle problematiche relative all’umidità. Se è presente, le sue manifestazioni ti saranno evidenti, e devi cogliere l’opportunità per tenerla fuori!

Cause dell’umidità

Al primo posto tra le manifestazioni di questo inconveniente ci sono le muffe e le frequenti formazioni di macchie scure sui muri: di certo con i tuoi lavori di ristrutturazione interverrai per eliminare questi inestetismi, se sono già presenti, ma prima di iniziare i lavori sarà per te fondamentale e indispensabile risalire alle cause che li hanno generati, ossia comprendere i fattori che hanno favorito l’insorgere dell’umidità.
Solo allora potrai valutare quali sono le soluzioni edili più appropriate per prevenirne la futura riformazione.

Tra le prime cause anche in termini di frequenza c’è l’umidità di risalita: l’intervento dovrà in questo caso essere mirato a bloccare l’avanzata dell’acqua predisponendo le più appropriate barriere. Ci si deve poi assicurare che i muri esterni, i sottotetti e in alcuni casi anche le fondamenta siano adeguatamente isolati ma con la giusta ventilazione. Anche all’interno dell’abitazione, poi, si dovrà fare in modo da garantire un tasso di umidità inferiore al 50%, e in questo ti potrai affidare ai suggerimenti proposti dallo specialista che hai scelto per la ristrutturazione.
Tra le opzioni, di certo andrà valutata anche una corretta strategia per i nuovi infissi!

Le soluzioni edili per l’umidità

Tra le soluzioni edili vere e proprie un ottimo rimedio è quello degli specifici pannelli antimuffa per interni e realizzati in silicato di calcio, dei perfetti isolanti ed igroregolatori molto facili da installare e che possono essere trattati per la loro verniciatura come il comune intonaco.
Esistono poi in commercio delle specifiche pitture con proprietà anti-condensa e anti-muffa, studiate per risolvere molto efficacemente il problema grazie ad un elevato potere traspirante e a principi attivi innocui per l’uomo ma che impediscono il proliferare delle muffe.
Queste pitture sono oggi comuni nei cataloghi di tutte le principali aziende del settore, e non penalizzano l’estetica perché sono realizzate con le migliori cure per ottenere gradevoli effetti anche di design.

Apr 18, 2020
Christian

I vantaggi della ceramica in architettura

Il dialogo tra i materiali costruttivi ed i progetti sta assumendo forme e connotati sempre nuovi, sfruttando le più recenti tecnologie ma anche un innato desiderio di esplorazione e sperimentazione che proprio da queste innovazioni viene stimolato.
L’estrema versatilità dei materiali ceramici ha permesso e promosso, proprio in tal senso, nuove tecniche costruttive che assicurano all’architettura contemporanea la possibilità di inserirli non soltanto come componenti strutturali ma anche come fattori capaci di esprimere significati.

Le ceramiche non sono più in sostanza “soltanto” dei rivestimenti, ma rappresentano parte integrante di ciò che un architetto vuole comunicare anche su larga scala, in contesti quali negozi o grandi centri commerciali ma anche in aeroporti, stazioni e persino in ampi locali aziendali.

Pregi dei nuovi materiali ceramici

Bisogna riconoscere che la ceramica sa offrire oggi, oltre all’estetica che l’ha sempre caratterizzata, anche sorprendenti prove di efficienza e funzionalità. L’estro creativo di un progettista viene così supportato da un materiale oggi talmente evoluto da essere irrinunciabile, con tutti i vantaggi che derivano ad esempio dalla sua facilità di manutenzione e dalla resistenza all’usura: mai come in quest’epoca si possono comporre soluzioni raffinate e di buon gusto che garantiscono il migliore riscontro funzionale perché non si deteriorano con il calpestio e resistono anche agli agenti atmosferici in maniera sorprendente contribuendo a realizzare ambienti dal forte impatto materico.
Il progresso ha ad esempio consentito alle aziende che lavorano ceramiche o gres porcellanato di ottenere grandi lastre dal formato sempre più extra-large senza più il rischio di rotture; sempre il progresso ha fatto viaggiare le produzioni verso nuove connotazioni estetiche capaci di riprodurre con estrema fedeltà e realismo materiali naturali (si pensi al marmo o persino al legno).
Gli immobili, non importa quanto siano ampi o estesi, possono così essere “vestiti” di tutto punto migliorando la loro resa anche in termini energetici, e ciò si traduce in una sola parola: riqualificazione.

C’è ormai una stretta sinergia tra i progettisti e le aziende, con le seconde che possono accontentare praticamente qualsiasi tipo di richiesta fornendo prodotti di elevato livello tecnologico e ad alto tasso di pregio estetico.
Architetture anche più dinamiche e complesse, con volumetrie insolite, possono essere realizzate con applicazioni di lastre ceramiche di lunga durata, grazie alle quali gli edifici guadagnano sotto qualsiasi punto di vista, persino quelli tecnici ed igienici.
Cosa altro aggiungere se non “lunga vita alla ceramica!”

 

Mar 15, 2020
Christian

Come comporre il bagno per la vita di coppia

Alcuni contrasti o “attriti” all’interno di una coppia possono essere risolti facendo uso del buon senso e di un po’ di ingegno: ci riferiamo naturalmente a discussioni che vertano sull’arredamento, un ambito nel quale è facile che si scontrino istanze ed esigenze diverse tra uomo e donna, in maniera ancora più accentuata quando si deve arredare il bagno.

C’è poco da discutere, negli ultimi anni il bagno si è irrimediabilmente trasformato in una zona wellness nella quale ci si prende cura di sé stessi e si trascorre del tempo in totale relax: ciò vuol dire anche che è diventato un ambiente più intimo, che ciascuno vorrebbe arredare secondo il proprio gusto corredandolo con accessori o elementi pratici che per forza di cose, tra lui e lei, sono diversi.

Il bagno per lui e per lei

Se ad esempio la donna è in generale più favorevole alla vasca da bagno, con conseguente necessità di uno spazio più ampio, quasi sempre lui preferisce la doccia e si accontenta quindi di un bagno più piccolo e funzionale.
Non c’è una regola scritta, sia chiaro… parliamo solo di trend che ci sembrano essere quelli sempre più diffusi!

Se lei ad esempio ama il bagno “da diva”, con ampio specchio e magari con il doppio lavabo, lui preferisce qualcosa di più minimale, lo stretto essenziale purché sia funzionale. Accettare le scelte del partner e scendere a compromessi diventa così sostanziale, anche perché per quanto si possa desiderare un secondo spazio di servizio, questo è oggi diventato un vero lusso che fa lievitare all’inverosimile i prezzi degli appartamenti e che nelle piccole abitazioni di oggi è difficile da ricavare.

Negli ultimi anni il bagno ha subito una grande trasformazione, diventando come dicevamo un sinonimo di area wellness, un’area nella quale regalarsi preziosi momenti di relax e anche di svago, lasciandosi tutto lo stress fuori dalla sua porta: vero regno del benessere, ognuno vuole organizzarlo secondo i propri ritmi e le proprie abitudini, ma se i gusti maschili e femminili giungono in conflitto, basta sedersi a tavolino e ragionarci su.

Soluzioni per un accordo

Un esempio? Se lei ha tra i suoi sogni un bagno con preziosi decori alle pareti, e tanti effetti luminosi, lui preferisce la sobrietà e colori più neutri. In questo caso la soluzione è semplice: piastrelle per i rivestimenti chiarissime, sia su pavimento che pareti, ma una sola di queste ultime decorata con toni fantasiosi, motivi floreali oppure astratti.

Altro oggetto del contendere tra uomo e donna è la posizione della lavatrice: lui in genere non vuole saperne di averla tra i piedi in bagno, mentre per lei è la soluzione ottimale. Il migliore compromesso, se lo spazio lo permette, è munirsi di un mobile lavanderia a scomparsa, che la celi alla vista pur piazzandola esattamente dove la vuole lei, ed in più spesso è munito di accessori pratici ed utili scomparti che lui non potrà fare a meno di apprezzare!
In definitiva, ci sentiamo di affermare che non solo il mondo del design, ma anche quello dei produttori di ceramiche per l’arredo bagno o di altri complementi destinati a questo ambiente mettono oggi a disposizione tante idee davvero smart che consentono di personalizzare l’ambiente e di accontentare tutti, raggiungendo accordi insperati con soluzioni accattivanti.

 

Feb 3, 2020
Christian

Detrazione per l’acquisto di stufe a pellet 2020

Per completare una panoramica sugli incentivi e le detrazioni fiscali che sono validi in questo 2020, dopo aver affrontato il tema Bonus Caldaia e quello del Bonus Ristrutturazioni 2020 è il momento ora di analizzare le detrazioni previste per l’acquisto di una stufa.
Acquistare
e installare una stufa a pellet per riscaldare casa ed anche per produrre l’acqua calda per usi sanitari è una scelta virtuosa e responsabile, perché rispetta l’ambiente e contribuisce a migliorare l’efficienza energetica degli immobili e a ridurre gli sprechi.

Per queste ragioni tali acquisti sono incentivati da parte dello Stato con una serie di misure fiscali sotto forma di detrazione, che più volte sono state prorogate di anno in anno negli ultimi tempi.

A quanto ammontano le detrazioni?

Le detrazioni per l’acquisto di una stufa a pellet ammontano al 50% della spesa sostenuta, una cifra che sotto forma di detrazione Irpef viene rimborsata al cittadino e contribuente in 10 anni.
In alternativa, seguendo una specifica procedura denominata Conto Termico che analizzeremo nel dettaglio in un successivo paragrafo si può ottenere un contributo diretto nel caso si effettui una sostituzione della stufa a pellet.

Quando si applica la detrazione del 50%?

Nel caso si acquisti una nuova stufa a pellet oppure a legna che sia in grado di abbassare le emissioni diminuendo così l’impatto ambientale ed innalzando la soglia di risparmio energetico dell’edificio può essere applicata la detrazione del 50%.
Va sottolineato che proprio per incentivare la riqualificazione edilizia la cifra che viene restituita nel corso di 10 anni riguarda solo prodotti dalle elevate prestazioni, con un rendimento minimo non inferiore al 70%: è questo un vincolo ben comprensibile, studiato per favorire la diffusione di strumenti più performanti.
Ottenere la detrazione è facile, basta presentare unitamente alla fattura di acquisto che includa tutti i dati fiscali di acquirente e rivenditore anche una dichiarazione certificata del produttore che ne attesti le prestazioni.

Quando si applica il Conto Termico?

Se il tuo apparecchio per il riscaldamento è a basse prestazioni energetiche ed oramai obsoleto e vuoi sostituirlo con un nuovo apparecchio dalle caratteristiche più avanzate puoi accedere alla speciale agevolazione che va sotto il nome di Conto Termico. In questo caso si tratta di un contributo in denaro in vigore già da alcuni anni e che nelle sue prime versioni prevedeva un massimale di rimborso come sostegno economico sotto forma di assegno (inviato direttamente sul conto corrente bancario) pari a 2.300 euro, che veniva erogato in un’unica soluzione appena due mesi dopo l’approvazione della domanda.
I questo caso i requisiti per accedere sono particolarmente restrittivi perché la stufa deve soddisfare specifiche caratteristiche di rendimento e di emissioni. Entro 60 giorni dalla conclusione dell’intervento di installazione va presentata la domanda accludendo anche la certificazione di smaltimento dell’apparecchio dismesso.

Aggiornamento Conto Termico 2020

Il Conto Termico a partire dal 2016 ha subito una revisione e sono state introdotte alcune novità sul fronte delle cifre rimborsabili e delle modalità di erogazione, fermo restando che la percentuale anche per questo Conto Termico 2.0 e valido nell’anno 2020 è stata mantenuta al 65% delle spese complessive effettuate.
È stata infatti innalzata la soglia massima dell’importo ottenibile, che fino a 5.000 euro viene erogata in un’unica soluzione e sempre nelle stesse tempistiche, mentre per cifre che superano tale soglia il contributo viene erogato in 2 rate con cadenza annuale.
Le domande possono essere presentate online sul sito del Gestore Servizi Energetici GSE raggiungibile a questo link.

Gen 27, 2020
Christian

Bonus Caldaia, come accedere alle detrazioni

Anche nel 2020, insieme ai Bonus Mobili ed elettrodomestici e ai Bonus Ristrutturazioni, è stato prorogato il Bonus Caldaia valido fino al 31 dicembre 2020.
Vogliamo darvi una guida completa e aggiornata su come accedere a queste detrazioni fiscali per chi deve effettuare la sostituzione della caldaia. Vediamo quindi insieme in cosa consiste questo Bonus e di quali requisiti si ha bisogno per sfruttarlo.

Bonus caldaia

Che cos’è il Bonus Caldaia?

Il Bonus Caldaia è in sintesi una detrazione che si applica sul prezzo di acquisto di una nuova caldaia, e che viene calcolata tenendo conto della sua efficienza energetica. Fino al 2019 tale detrazione era articolata secondo questo schema di percentuali:
65% per chi installava una nuova caldaia a condensazione di Classe A con il contestuale montaggio delle valvole di termoregolazione;
50% per chi installava una nuova caldaia a condensazione sempre di Classe A ma senza prevedere le citate valvole;
0% di detrazione, come ovvio, per chi si orientava su una caldaia di Classe B o inferiore.
Per l’anno 2020 la Manovra del Governo ha previsto il rinnovo e la proroga di tale Bonus, con le stesse percentuali, ma con qualche piccola modifica.

Detrazioni Caldaia 2020, le novità

In precedenza era possibile ottenere la detrazione Irpef in 10 anni comunicando l’operazione all’Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente (ENEA) oppure direttamente con uno sconto in fattura, senza questo obbligo di comunicazione.
Questa seconda modalità è stata abolita, per cui adesso l’unica opzione è la detrazione Irpef dilazionata in 10 anni ma con in più l’obbligo del bonifico parlante ad attestare la spesa sostenuta.

A chi spetta il Bonus Caldaia?

La proroga del Bonus Caldaia fino al 31 dicembre 2020 non ha modificato gli importi percentuali delle detrazioni, che restano del 65% o 50% a seconda del tipo di caldaia.
In pratica, la maggiore detrazione viene riconosciuta solo a chi sostituisce o installa una caldaia a condensazione di Classe A ma associa a questo intervento le valvole di termoregolazione evolute, oppure a chi installa generatori di aria calda a condensazione.
Tali interventi di miglioria e di recupero del patrimonio edilizio, che vanno a migliorare l’efficienza energetica ed il conseguente risparmio, sono riconosciuti come manutenzione straordinaria al pari di tutti gli altri interventi per i quali è previsto il Bonus.
Le agevolazioni fiscali per i contribuenti previste dalla legge sono detraibili tramite la dichiarazione dei redditi 730 o Unico.

Gen 24, 2020
Christian

Bonus Ristrutturazioni 2020, una guida

La nuova Legge di Bilancio 2020 ha confermato tutti i Bonus Casa in essere, senza particolari modifiche. Tra questi è stato quindi rinnovato il Bonus Ristrutturazioni anche per tutto il 2020. Con questa agevolazione, chi effettua lavori di ristrutturazione in casa può accedere a importanti detrazioni: vediamo come funziona questo Bonus, come si accede e a chi spetta.

Bonus Ristrutturazioni 2020: come funziona?

Il Bonus Ristrutturazioni è in sostanza una agevolazione fiscale che permette di ottenere una detrazione del 50% sulle spese sostenute fino a un massimo di 96.000 euro. Per ottenere tale detrazione tutte le spese sostenute devono essere pagate tramite bonifico, e si riceverà la detrazione spettante in 10 rate annuali.
Questo Bonus Ristrutturazioni è stato prorogato senza modifiche ai requisiti ed alle modalità di fruizione fino al 31 dicembre 2020, con la sola novità riferita al Decreto Crescita 2019 secondo cui, per i soli interventi di risparmio energetico si può anche ottenere lo sconto immediato in fattura: il tutto già a partire dal 1° luglio.

A chi spettano le agevolazioni del Bonus Ristrutturazioni 2020?

Tutti i contribuenti possono essere destinatari e beneficiari di tale Bonus Ristrutturazioni, non solo i proprietari dell’immobile coinvolto.
Essere titolari della proprietà non è un requisito perché la richiesta può essere avanzata anche da familiari conviventi, coniugi separati e per finire dai conviventi non proprietari dell’immobile né titolari di un contratto di comodato.
La detrazione può persino essere estesa a soci di cooperative, imprenditori individuali o imprese familiari, società semplici e società collettive.

Quali lavori di ristrutturazione sono ammessi?

C’è un lungo elenco di interventi e lavori che possono essere portati in detrazione fino al 31 dicembre 2020.
Nel dettaglio, questi sono i principali lavori ammessi:

  • Manutenzione ordinaria e straordinaria;
  • Restauro e risanamento anche di tipo conservativo;
  • Ricostruzione o ripristino di immobili che siano stati danneggiati;
  • Costruzione di autorimesse o posti auto;
  • Interventi mirati alla rimozione di barriere architettoniche quali ascensori o montacarichi e anche quelli atti a favorire l’installazione di strumenti idonei alla mobilità interna ed esterna per iportatori di handicap;
  • Riparazione degli impianti per la sicurezza domestica e lavori per la prevenzione di atti illeciti o effrazioni;
  • Interventi finalizzati al miglioramento della cablatura e alla riduzione dell’inquinamento acustico degli immobili, al risparmio energetico e all’adozione di misure antisismiche;
  • Installazione di strumenti di rilevazione del gas.

Possiamo inoltre aggiungere che oltre a questi interventi di tipo materiale e concreto, anche tutte le spese sostenute per i servizi quali progettazione, consulenze professionali, approvvigionamento, acquisto e trasporto dei materiali edilizi, perizie ed eventuali sopralluoghi rientrano tra quelle detraibili.

Quali documenti servono per la detrazione?

Ci sono naturalmente alcuni documenti che sono indispensabili per accedere alle agevolazioni, ma tutti sono abbastanza semplici da produrre:

  • Domanda di accatastamento dell’immobile;
  • Ricevute di pagamento dell’IMU, l’Imposta Municipale;
  • Delibera dell’assemblea condominiale e relativa tabella di suddivisione delle spese;
  • Dichiarazione di consenso all’esecuzione;
  • Concessioni e autorizzazioni allo svolgimento dei lavori, oppure la dichiarazione sostitutiva con riferimento alla data di inizio dei lavori e alla compatibilità con le spese ammesse al Bonus;
  • Ricevuta di invio della Comunicazione ENEA, l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile.

Come detto, è tassativo pagare qualsiasi lavoro con bonifico che deve essere comprensivo di tutti i dati fiscali sia del beneficiario/committente sia di chi esegue materialmente i lavori, e naturalmente deve essere esplicitamente indicata anche la causale del versamento ai fini di una totale trasparenza delle operazioni.

Gen 14, 2020
Christian

Casa sicura: come scegliere la porta blindata

Per proteggersi dalle effrazioni casalinghe in contesti residenziali non sono sufficienti i soli sistemi di antifurto sonori. È necessario infatti garantirsi anche un buon grado di protezione e di sicurezza scegliendo le porte blindate della categoria giusta.

Come si sceglie una porta blindata?

Quando infatti si decide di dotare la propria abitazione di una porta blindata è bene sapere che esistono 6 diverse classi anti-effrazione, ciascuna con un diverso livello di solidità garantito alla porta stessa.
La decisione deve tenere da conto numerose variabili, ma la prima è di certo il contesto abitativo in cui si intende collocarla, considerando quindi la posizione della casa, la frequenza di passaggio nell’area in cui si dimora, la maggiore o minore concentrazione di altri appartamenti o porte nelle immediate vicinanze.
È inoltre importante sapere che l’installazione di una porta blindata rientra a tutti gli effetti tra gli interventi di ristrutturazione straordinaria, per cui dà diritto al bonus mobili al 50%, mentre per quelle isolanti si può accedere all’ecobonus. Maggiori informazioni su questo tema sono disponibili a questo link.

Le classi anti-effrazione

Per un appartamento situato in un condominio o contesti simili, possiamo di primo acchito escludere le categorie o classi anti-effrazione 1 e 2.
Queste sono infatti indicate solo per porte caposcala di cantine o magazzini, oppure per uffici o edifici industriali.
Dal momento che più cresce il livello della classe anti-effrazione e più la porta risulta resistente agli attacchi, la classe 3 è quella minima da tenere presente per ambienti e contesti residenziali, indicata in scenari nei quali siano però presenti anche portoni primari di accesso o servizi di portineria.

Se invece l’appartamento da proteggere è una casa indipendente o una villetta dalla posizione più isolata, va preso in considerazione l’ottimo livello garantito dalle caratteristiche di una porta blindata di classe 4.
Queste infatti oppongono la giusta resistenza anche a scassinatori più esperti e smaliziati che usano gli strumenti più disparati, persino i trapani: ciò che infatti conta maggiormente, ai fini della riuscita di uno scassinamento, è ridurre il tempo necessario ed i rumori, e per questo una elevata classe offre anche una sorta di protezione “passiva” in quanto la sua sola presenza fa da deterrente.

Andando più in alto nella scala dei valori, ladri molto esperti e ancora meglio attrezzati possono essere fermati da una porta di classe 5, indicata anche per locali dove siano custoditi dei preziosi: si pensi a gioiellerie o a banche. Infine, il massimo grado di protezione possibile è quello della classe 6, utilizzata anche in contesti governativi o nei quali sia fondamentale anche la protezione della sicurezza pubblica e statale.

Scegliere una buona serratura

In aggiunta alla classe anti-effrazione determinata dalla struttura della porta stessa, c’è poi un accessorio che ne accresce l’inviolabilità, permettendo di resistere ancora di più agli attacchi dall’esterno, ed è la serratura.
Orientarsi su un modello a 3, 5 o 7 posti di blocco ovviamente aiuta a stare ancora più tranquilli.

I vantaggi delle porte blindate

Per concludere, ci sono alcune considerazioni a margine che riguardano proprio i progressi sbalorditivi in termini non solo di efficienza, ma anche di estetica e di comfort che le porte blindate oggi hanno raggiunto.

Non esiste contesto che non sia adatto ad una porta blindata, a prescindere dallo stile dell’appartamento, che non ne risulta compromesso grazie a finiture studiate per accontentare la voglia di design.
In più, le moderne porte blindate assicurano anche protezione dal punto di vista termico ed acustico, per cui sono validissime alleate anche del comfort opponendo una barriera efficace anche a situazioni di disagio.

Pagine:«1234567...24»
ottobre: 2021
L M M G V S D
« Set    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031