Browsing articles tagged with " Triennale di Milano"
set 8, 2014
Christian

Le icone del design italiano, una mostra imperdibile

Alla Triennale di Milano, presso gli spazi del CreativSet, è in corso fino al 22 febbraio 2015 una mostra estremamente affascinante che non si distingue per un tema particolarmente originale in sé, quanto per le modalità del suo allestimento e della sua articolazione, grazie alla scelta di far “ruotare” in periodi predefiniti le opere selezionate.
Sono stati interpellati 10 maestri del design nostrano ai quali è stato chiesto di indicare gli oggetti di design più belli creati dai loro colleghi/rivali, e che meritassero secondo la loro opinione l’appellativo di “icona“.

Nasce così una raccolta di meravigliosi oggetti che periodicamente sarà aggiornata, sotto l’insegna “Le icone del design italiano“. È  un’occasione per riscoprire le migliori opere della nostra scuola, come Ghost, la poltrona in vetro realizzata da Fiam, o la Divisumma18, calcolatrice prodotta negli anni 70 da Olivetti su progetto di Mario Bellini.
Come avrete intuito, la varietà e l’eterogeneità degli oggetti esposti è assolutamente garantita, perchè si va dai complementi di arredo agli oggetti tecnologici di uso quotidiano: chi non ricordaad esempio il telefono Grillo disegnato da Marco Zanuso!

 

Tutti gli oggetti fanno parte della collezione permanente del Museo della Triennale, ed in moltissimi è presente la tecnologia con tutti i suoi sviluppi nel corso degli anni.

L’operazione ci ha ricordato quella ancora in corso in Germania ed alla quale abbiamo già dedicato spazio, la mostra Panorama di Konstantin Grcic al Vitra Museum: al suo interno il designer ha infatti voluto inserire oltre alle sue opere passate ma anche “future” (sotto forma di bozzetti) anche dei tributi a chi tra i colleghi lo ha maggiormente influenzato nello stile e nel modo di accostarsi al design.
È infatti assolutamente innegabile che per guardare avanti e creare qualcosa di nuovo nessuno può mai dimenticare le basi, non necessariamente ispirazionali ma comunque costitutive della creatività.

nov 25, 2013
Christian

Da Artemide un progetto “universale”

Di Artemide abbiamo già avuto modo di parlare in un nostro articolo di qualche mese fa, ma un marchio di così spiccata creatività nel settore dell’illuminazione non può mancare di essere riproposto più o meno periodicamente tra le nostre pagine, stante la fucina di idee rappresentata dal suo laboratorio di design.
Il progetto è questa volta di quelli che lasciano a bocca aperta, ed è esposto all’interno del Design Museum di Milano in occasione della Triennale fino al 23 febbraio 2014.

Si chiama Copernico questa lampada, ottenuta in alluminio riciclato che è stato lavorato fino a comporre 9 anelli concentrici che ruotano secondo due assi diversi. Il risultato scenografico è sorprendente perché il flusso luminoso è orientabile secondo le preferenze, ed il richiamo evidenziato già dal nome alla rotazione ellittica dei pianeti attorno al sole rende questo accessorio una scultura luminosa sospesa il cui circuito è composto da 384 luci a LED.
La grande particolarità che rende questa lampada un esemplare virtuoso sta nella possibilità di chiuderla rendendola del tutto piatta per il trasporto.

La riduzione di volume e peso consente quindi di ridurre al minimo le risorse per il suo stoccaggio, il che la rende un oggetto fortemente green: materiali riciclati, imballaggi contenuti, luci a risparmio, senza rinunciare alla qualità dell’illuminazione ed alla bellezza del manufatto sono gli aspetti che confermano la consapevolezza e responsabilità ambientale di Artemide, che si prefigge l’obiettivo sociale di raggiungere “The Good Light“, la luce buona.

ott 8, 2013
Christian

Le conquiste dei designer di gioielli

Il mondo del design ha operato nel tempo una sorta di “ghettizzazione” di accessori ritenuti solo superflui ornamenti quali i gioielli: la loro stessa natura di leziosi orpelli non li faceva considerare all’altezza delle vette di un design che voleva contribuire a rendere la vita più comoda esaltando la funzionalità di oggetti scaturiti dalla creatività.

Nel tempo tuttavia il design dei gioielli ha saputo sdoganarsi da una simile visione a dir poco ristretta, conquistandosi sempre maggiori spazi e rilevanza di portata accademica, senza esagerazioni. Al Politecnico di Milano è infatti presente la cattedra di Design del gioiello, retta da Alba Cappellieri la quale ha curato la speciale mostra in Triennale, Il design italiano incontra il gioiello, tenutasi presso il Design Museum di Milano dal 2 luglio all’8 settembre.
La più ricca ed importante mostra mai allestita sul tema, che ha ripercorso attraverso le opere di ben 72 artisti tutti gli ultimi 60 anni di storia del gioiello “Designed in Italy“.

Si è trattato di un vero catalogo, quasi un censimento che ha permesso un resoconto del settore ma non ha trascurato l’aspetto legato al futuro di questa attività: numerose opere inedite sono state commissionate a giovani progettisti, per gettare uno sguardo anche sul design che verrà, quello che non si può definire a prescindere utile o inutile perché spesso può anche assumere un ruolo ispiratore per altre manifatture.

apr 30, 2013
Christian

Lo stile Iosa Ghini in Mostra a Milano

La Triennale di Milano ospita fino al 1° maggio una mostra che omaggia Massimo Iosa Ghini, architetto di spiccato eclettismo, con una selezione di opere che ripercorrono tutti i 30 anni della sua attività.
Elemento caratteristico della mostra, e quindi di tutto l’operato del designer, è il segno, anzi il disegno: tutte le sue opere infatti sono sempre partite su carta ed in due dimensioni, sviluppandosi poi sullo scenario del reale.

Sono così presenti tantissimi dei suoi esercizi manuali su carta a partire da quelli degli esordi fino a quelli più maturi che hanno contribuito a creare lo stile “Iosa Ghini“, messo poi in pratica da aziende come Moroso.
Il suo excursus si è evoluto negli anni con i lavori più disparati che hanno interessato aziende dai settori di attività anche molto distanti, come Ferrari, Superga, IBM, ed in questo percorso cronologico si finisce con l’ammirare le opere della sezione “Sostenibile ma bello” in cui sono raccolti lavori innovativi, di stile prettamente italiano, e caratterizzati da una profonda sostenibilità ambientale.

Non manca un impianto multimediale tramite il quale con filmati d’epoca vengono rievocate le scenografie che Iosa Ghini ha realizzato per popolari trasmissioni RAI.
Nel nostro piccolo abbiamo deciso di omaggiare l’architetto con una sintesi dei suoi lavori più noti, che trovate in questa gallery.

 

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