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Giu 13, 2018
Christian

Guida alla scelta del mobile giusto

C’è un aspetto dell’interior design che non ci stancheremo mai di mettere in evidenza ed incensare: il valore incalcolabile di quegli arredi pensati per accompagnarci per tutta la vita, grazie a linee sempre attuali ed a una accuratissima selezione dei materiali nei quali vengono realizzati.
Si tratta, in questi casi, di arredi creati da quei designer che amano la discrezione e la preferiscono rispetto al protagonismo, con l’intento di mettere i loro progetti al completo servizio dell’utilizzatore finale facendolo diventare un punto di riferimento nella sua vita ed un oggetto con il quale interfacciarsi ed interagire ogni giorno, sfruttandone le potenzialità ma soprattutto la funzionalità.

Gli arredi funzionali

Partendo da simili premesse ed in tali circostanze, parliamo di mobili ed arredamenti che non tradiranno mai le attese: sono pensati per durare nel tempo, accompagnarci a lungo nel nostro cammino, raccontando così anche qualcosa della personalità, dell’indole e persino delle attitudini di chi quella casa l’ha arredata e la abita.
Molti nomi di designer che offrono “sicurezza” con la loro inventiva sono già stati protagonisti tra i nostri articoli: spesso vi abbiamo parlato dello strettissimo rapporto che lega Rodolfo Dordoni a Minotti, o di come Flexform trasformi in oggetti concreti le sempre coinvolgenti idee di Antonio Citterio. Sono rapporti di lungo corso questi, relazioni e collaborazioni professionali instaurate da tempo e che rendono le nostre case dei luoghi più accoglienti e confortevoli, senza deludere mai.

Gli arredi esuberanti

Spesso, come sapete, ci siamo anche soffermati sulle creazioni più originali di progettisti che instillano sempre grande energia creativa nelle proprie opere, rendendo evidentissima la mano d’autore al punto da portarci a definire alcuni oggetti o complementi d’arredo delle opere d’arte.
È il loro dichiarato intento, farsi riconoscere e ricordare suscitando ammirazione: capita nelle opere di Patricia Urquiola come in quelle di Philippe Starck, veri personaggi per l’architettura e l’interior design. I loro pezzi possono imprimere al vostro appartamento un segno poderoso, denso di stile, ma è importante non farsi prendere troppo la mano.
Attingendo solo ad opere nelle quali domina la forte personalità creativa si rischia infatti di ritrovarsi una casa nella quale solo la forma viene esaltata per destare interesse o curiosità, ma la sostanza – nei panni in questo caso della pratica funzionalità – potrebbe passare in secondo piano.

Per vivere meglio di certo ci vogliono dei tocchi di imprevedibilità nell’ambiente, punti o oggetti di impatto visivo che attirano l’attenzione, ma è imprescindibile circondarsi di mobili “sicuri” e fedeli, forse meno originali ma di certo più capaci di soddisfare esigenze concrete!

 

Mag 14, 2018
Christian

Quattro diversi concetti di seduta

La casa per essere ritenuta espressione dello stile di chi la abita e la vive, deve possedere i colori e le ispirazioni anche geometriche preferite dai suoi inquilini: ciò vale anche quando la personalità va un po’ al di fuori da schemi precostituiti!
In simili casi, sono d’aiuto i progetti d’autore dell’interior design, gli unici in grado di rispondere con gusto ad istanze meno canoniche creando mix di disegni geometrici ed accostamenti cromatici sempre capaci di cogliere nel segno.
La rassegna che stiamo per compilare è questa volta una sorta di “monografia” dedicata alle sedute, ed al suo interno accosteremo come spesso ci capita progetti assai diversi tra loro sia nel concept ispirativo e nel linguaggio che nel concreto risultato finale.

Sedia Phillips di Minotti

Partiamo da una sedia “atipica”, il modello Phillips ideato con una forma espressamente moderna e molto squadrata da Rodolfo Dordoni, e messa in atto da Minotti con materiali di eccellenza. A colpire subito lo sguardo non è soltanto la forma quasi provocatoria nelle sue linee sinuose, quanto la cerniera a contrasto che ne enfatizza volutamente il profilo: almeno è ciò che accade nelle versioni rivestite in tinte più chiare.
Per le caratteristiche tecniche di questa sedia che si fa portavoce di un mood raffinato, si veda alle voci metallo per la robusta struttura, schiuma poliuretanica per le imbottiture, e rivestimenti in pelle o tessuto, con una prima fodera protettiva.
E per non trascurare il comfort, le cinghie elastiche che sorreggono la seduta sono in caucciù mentre i piedini hanno il pratico scivolante protettivo e antigraffio in PVC.

Sedia Lilia di Riflessi

È forse più “tradizionale” nello stile, anche se non del tutto, la sedia Lilia che Riflessi propone su design di Sandonà e Bettini. Questa seduta gioca su un terreno del tutto opposto a quello cui appartiene Phillips, perché i suoi pochi decisi tratti grafici sono improntati alla leggerezza ed alla trasparenza, quasi come se volesse passare inosservata.
Non ci riesce, c’è poco da fare, perché le sue geometrie incuriosiscono anche lo sguardo meno attento con quella struttura quasi impalpabile e sottilissima e l’ampia feritoia sullo schienale.
Lilia è realizzata in tecnopolimero plastico per essere elastica, confortevole e semplice da pulire, ed in più ha un pregio che in molti dimostrano di apprezzare: è impilabile! Di sicuro il suo impatto è stato considerevole presso i giurati dell’edizione 2016/2016 del Good Design Award, che le hanno attribuito il premio per la qualità del suo design in riferimento al benessere apportato alla vita dell persone.
Leggera ed ergonomica, versatile ma essenziale nella sua accoglienza: Lilia viene proposta sia nella versione classica con gambe che in quella a slitta, e non vi nascondiamo da parte della redazione di NonSoloArredo la nostra predilezione per questa seconda variante, che aggiunge un tocco in più di eleganza ad un progetto già molto disinvolto e sbarazzino!

Sedia Saint Tropez di Calligaris

Ci discostiamo almeno in parte dalle geometrie essenziali protagoniste sino ad ora con la sedia Saint Tropez di Calligaris, un progetto che cerca di dissimulare la malizia del suo schienale ad effetto “trapuntato” spostando l’attenzione sulle sue sinuose forme. L’intento dei designer Dondoli e Pocci non riesce del tutto, perché la ricercatezza del suo design salta di continuo agli occhi e li blandisce con eleganza e creatività.
Curatissima nei suoi dettagli, ha la scocca in policarbonato disponibile in diverse tonalità anche trasparenti, e sorretta da una base in metallo proposta in 5 diverse finiture. Va detto che le linee così pure e morbide di questa seduta vengono proposte anche nella variante Saint Tropez W, nella quale la struttura è in legno massello anche in questo caso in diverse tonalità Possiamo dire che l’unico inconveniente di questa seconda versione è la non impilabilità, e forse per la nostra inclinazione verso i complementi di arredo capaci di manifestare la miglior funzionalità preferiamo la struttura in metallo, anche se il legno ha sempre un fascino difficile da abbandonare…

Pouf Geo di Arketipo

Per il quarto step ci concediamo una piccola licenza. Geo di Arketipo non è esattamente una seduta, ma è l’insostituibile amico in tanti salotti perché è un pouf, ed in quanto tale tra i suoi svariati usi si può contemplare anche quello di sediolino momentaneo! È davvero divertente con la sua composizione di elementi circolari sovrapposti, realizzati in tessuti diversi e con giochi di luce regalati dagli anelli in colori differenti, combinati in tonalità raffinate. Calvi Brambilla è il suo designer, che ha voluto solo un tessuto di alta qualità e tutto italiano per il rivestimento di questo pouf che saprà vivacizzare qualsiasi salotto!

Gen 11, 2018
Christian

Scegliamo ancora 4 pezzi d’autore per il living

Chi ci legge e ci segue con continuità conosce molto bene alcune “trame” che periodicamente riproponiamo: accostare pezzi di design che compongano zone living di prestigio è una di queste, perché sappiamo benissimo che se i progetti hanno un’origine “certificata”, troveranno sempre il modo di essere in sintonia tra loro!

Madia Aylon di Minotti

Gli ultimi anni hanno attestato la rinascita di un mobile che sembrava essere caduto in disuso e che invece ha dimostrato di possedere ancora estrema vitalità, soprattutto per la composizione di una zona giorno più moderna e votata alla versatilità.
Parliamo della madia, o se preferite della credenza, quel tipo di mobile più o meno basso come nel caso del progetto Aylon, nato da un’intuizione di Rodolfo Dordoni messa a disposizione ancora una volta di Minotti.

Questo mobile contenitore ha saputo catturare la nostra attenzione per la sua capacità di mettere in accordo la produzione industriale con il sapere artigianale nella realizzazione di mobili.
È in particolare la sua versione Dining ad averci incuriositi, per il listelli in rovere massello che compongono la facciata delle ante ma anche per le loro cornici metalliche che aggiungono oltre a senso generale di robustezza quel tocco in più di hi-tech.
La tecnologia di spicco Minotti è poi “nascosta”, ma fa ben avvertire la sua presenza all’apertura delle ante stesse: la cerniera brevettata per creare un angolo di 190° è un vero surplus di funzionalità in una zona living contemporanea!
Una lavorazione così ricercata esalta la cultura del legno, perché viene sostenuta da dettagli sofisticati e realizzati con meticolosa cura, per tutte le diverse versioni che compongono la collezione Aylon.

Coffee Table Opera di Meritalia

Ancora la plasmabilità del legno, il materiale che meglio di ogni altro riesce ad assecondare progetti anche azzardati, è protagonista nel tavolino per la zona living che stiamo componendo pezzo dopo pezzo. Mario Bellini ha voluto che il suo coffee table Opera evocasse il fasciame delle imbarcazioni con le doghe curvate che sostengono il piano in cristallo: il tutto fa parte di una ben più ampia collezione di tavoli di diverse forme e misure anche molto più generose all’interno del catalogo Meritalia.
Il gioco di incastri previsto dall’architetto compone un effetto volutamente scultoreo, con in più la possibilità di esaltarlo o mitigarlo a seconda dei giochi cromatici messi a disposizione, anche se noi siamo decisamente orientati su una tonalità in legno naturale e senza eccessi, proprio per premiare tutta la sua bellezza.

Divano Atmos di Roche Bobois

Se Aylon e Opera fanno quasi a gara su quale dei due sintetizzi meglio il piacere dell’arredo in legno, li lasciamo alla disputa e scegliamo come divano un modello dalla struttura metallica bene in vista, volutamente minimal ma non di certo nel comfort. Gli elementi del divano Atmos di Manzoni e Tapinassi per il catalogo Roche Bobois sono molteplici da scegliere e combinare tra di loro per ottenere sempre la configurazione adatta ad ogni esigenza abitativa; seduta morbida e confortevole perché è un mix tra piuma e schiuma, con in più il pratico ed originale tavolino angolare, per un divano che abbraccia con sensazioni vellutate!

Poltroncina Goldie di Arketipo Firenze

Qualche ospite in più troverà altrettanto comfort sulle eclettiche poltroncine che completeranno il quadro di design e che sono state ideate dallo stesso duo di creativi Manzoni e Tapinassi ma stavolta per Arketipo Firenze. Noi preferiamo la poltroncina Goldie nella versione match, che abbina la pelle al tessuto, in quanto troviamo che sappia meglio valorizzare il suo prezioso design contemporaneo così ricco di dettagli.
La definiamo eclettica perché pur essendo pensata come poltroncina indipendente ed ideale per essere stand alone anche in un contesto più formale, la immaginiamo molto bene attorno ad un tavolo da pranzo.
È vero, le sue linee hanno qualcosa di vagamente vintage, ma la struttura nel suo complesso se resa dinamica dalla doppia tonalità la rende un perfetto complemento per un arredo cool!

 

 

Dic 5, 2017
Christian

Mangiare, riposare, dormire… bella la vita con l’interior design!

Rinnoviamo oggi con piacere un nostro “vezzo” che abbiamo trasformato quasi in una rubrica fissa: raccontarvi pregi e caratteristiche di complementi d’arredo che spesso hanno ben poco in comune tra di loro, se si eccettuano la pregiata fattura ed il design indubbiamente molto ispirato!
Ritroviamo spesso giochi di incontri tra le righe dei nostri articoli, e con incontri intendiamo sia quelli “materiali” tra le linee e quindi inclusi nel progetto stesso, sia quelli tra i concept da cui nascono, e che quindi hanno come obiettivo una contaminazione tra gli stili.
Vediamone subito qualche significativo esempio!

Tavolo Jungle di Calligaris

Le gambe ramificate che incrociano le proprie linee sembrano essere diventate il leitmotiv per ottenere un tavolo di grande impatto: Jungle di Calligaris per il suo basamento si presenta con addirittura due strutture del genere, solidi incastri di legno massello in frassino tagliati in sezioni triangolari. Non è la prima volta che parliamo di Calligaris e della sua maestria nel lavorare le essenze più pregiate tirando fuori da esse tutto ciò che di nobile il legno possiede, ma nel caso di questo tavolo scopriamo anche dei vertici assoluti in quanto a versatilità, ovvero alla possibilità di inserirlo in qualsiasi tipo di ambiente o contesto moderno senza mai sfigurare.

Ciò è dovuto all’ampia gamma di ripiani disponibili, che possono essere sia rettangolari che ellittici. Il nostro preferito, per una migliore continuità, è quello in legno massello che richiami l’essenza del doppio basamento: sembra quasi essere provocatorio nella sua essenzialità, richiama uno di quei tavolacci da lavoro sostenuti da cavalletti in legno grezzo… ed invece ha in sé tutti i crismi del gioiello di design contemporaneo!

Gino Carollo ha previsto per il tavolo Jungle anche i ripiani in ceramica sposata con il vetro ottenendo un quasi altero effetto marmo, declinato sia in bianco che in nero. Il gioco della sua customizzazione si fa più avvincente grazie alle diverse finiture proposte per i basamenti, per ottenere sempre la resa estetica che meglio sposi il living in cui dovrà essere inserito!

Divano Lotus di Arketipo Firenze

Passiamo ad un divano che secondo noi, con il suo effetto volutamente stropicciato, parla la stessa lingua di design del legno a vista con venature ed essenza in bella mostra. Si tratta di Lotus, splendido ed accogliente con tutte le sue imperfezioni a vista, ottenute tramite una speciale lavorazione all’anilina del pellame che ne preserva le caratteristiche naturali ed originarie, senza quindi farlo apparire “sofisticato” da un trattamento.
Inutile dire che per ottenere un simile effetto la materia prima deve essere di eccellente qualità: Arketipo Firenze ci ha senza dubbio ben abituati in questo senso, ed è una garanzia quando si tratta di selezionare i materiali.

Lotus nasce per essere emblema stesso di accoglienza, un invito a sedersi lasciandosi avvolgere dalle sue forme morbide ma curatissime che lasciano trasparire, qua e là, dei tocchi vintage affidati alle toppe angolari. I giochi ottici non terminano qui, perché le sue forme arrotondate ed i volumi imbottiti in morbidissima piuma vengono “spezzati” dal contrasto con la rigida e spigolosa fascia in metallo che lo abbraccia, per un divano che enfatizza in modo sublime l’arte di arredare con disinvoltura.

Divano Loveseat di Minotti

È invece molto più che disinvolto Loveseat, un oggetto di arredo che non esitiamo a definire ibrido, un misto tra un letto ed un divano ed un elogio stesso all’ozio che nasce per l’arredo outdoor. Gli standard produttivi e qualitativi sono quelli di eccellenza ai quali sempre si ispira Minotti, mentre la forma senza dubbio stravagante o comunque con ben poco di convenzionale se lo si considera un divano si deve all’estro di Rodolfo Dordoni.

Loveseat è come un’isola dove sdraiarsi per coltivare i piaceri della vita: leggere, sonnecchiare, sorseggiare un calice di prosecco in compagnia ed all’aria aperta. La sua fattura in metallo verniciato appositamente protetto per resistere ad umidità ed agenti atmosferici, e le sue imbottiture in tessuto idrorepellente ne fanno un campione delle atmosfere lounge che tanto vanno di moda.

Molto di più di un semplice divano, è emblema di raffinatezza e comodità per l’arredamento outdoor, l’immagine stessa del relax!

 

Nov 5, 2017
Christian

Mettetevi comodi, ci pensa l’interior design!

Tre diversi modi di interpretare la seduta

I contributi alla realizzazione e composizione di una zona living dalla forte personalità passano molto spesso dalle linee iconiche e spiccatamente originali e ricercate delle sedute, il che allarga il campo d’azione non solo alle sedie ma anche alle poltrone. Noi vogliamo giocare a proporvene alcune tra loro non molto omogenee nello stile e nell’ispirazione, starà a voi scegliere il modello che meglio impersona il vostro concetto di arredamento!

Poltroncina Piron di Rubelli

Partiamo dagli incroci minimi e minimal della poltroncina di forma molto squadrata Piron, un autentico gioiello anche per i materiali che la compongono.
Si tratta di un pezzo di arredamento della collezione Rubelli per il quale non è stato lesinato alcuno sforzo per ottenere una lavorazione dal dichiarato stampo sartoriale, come di prammatica per questa azienda che rappresenta un punto di vertice nel settore dei mobili, degli imbottiti ma anche dei tessuti per l’arredamento.

Questa sedia sposa un concetto di continuità delle linee per la sua struttura in faggio laccato, in un abbraccio che include lo schienale ed i braccioli.
La laccatura dal colore intenso e profondo è un invito al quale è impossibile resistere, ed assisi sulla morbida seduta non si riesce a fare a meno di far scorrere i polpastrelli su una superficie che appaga il tatto per la sua consistenza serica.

Sedia Aston Lounge di Minotti

Restiamo nell’ambito delle sedie o poltroncine avvolgenti con un’idea di un maestro che ricorre spesso tra le nostre pagine come Rodolfo Dordoni.
Minotti ha perfettamente interpretato lo spirito del progetto originario per creare la sedia Aston Lounge, dalla robusta struttura in legno massello sormontata da un avvolgente schienale e da una invitante seduta, entrambi morbidamente imbottiti. Si tratta di una sedia compatta e dalle dimensioni contenute, e che ben si inserisce in qualsiasi tipo di ambiente, anche grazie ad un elegante rivestimento tessile che ne esalta le forme scultoree.

La poliedricità della sedia Aston Lounge viene resa ancor più accentuata dalla doppia variante disponibile, sia come sedia da accostare al tavolo da pranzo o ad un tavolino, sia come comoda ed avvolgente poltroncina il cui schienale è ridisegnato per includere i braccioli che la trasformano in un complemento d’arredo adatto a tutte le circostanze.

Sedia per outdoor Montagna di Ethimo

Ci distacchiamo adesso da un’idea del design che prediliga le forme più sinuose con la poltroncina Montagna, dallo stile quasi rustico. La sua ideazione è frutto della creatività congiunta di Matteo Thun ed Antonio Rodriguez, mentre ci ha pensato Ethimo a ricrearne le forme essenziali ed i richiami tra materiali tra di loro eterogenei.
La sua destinazione d’uso privilegiata è in effetti l’outdoor, come da tradizione per questa azienda altamente specializzata nell’arredo giardino o per esterni di prestigio tradotto però in collezioni sempre sobrie e funzionali, ricche di dettagli di alta qualità.



Montagna
è realizzata in legno Teak e fibra Etwick intrecciata: comfort e durata nel tempo sono assicurati, ma grazie al ruolo conquistato da Ethimo – un vero ambasciatore dell’interior design all’italiana all’estero – questa comoda sedia non sfigura minimamente se inserita nel contesto di un salotto!

Vi abbiamo così introdotto 3 differenti filosofie della seduta dall’architettura diversa: a voi scegliere quale preferite, perché no raccontandoci il perché anche sulla pagina Facebook di Non Solo Arredo!

 

Mag 15, 2017
Christian

Oggetti d’arredo senza tempo… ed a tutto tondo!

Il gusto per l’arredamento moderno non conosce limiti alla fantasia, e pur contenendola entro dei “canoni” di fattibilità, riesce ancora e sempre a sorprendere. Se sei curioso, se ami la sperimentazione e vuoi delle idee realmente originali, continua a leggere per scoprirle tutte insieme a noi!

Lampada Bolle di Giopato & Coombes

Immagina di illuminare la tua zona living con un incredibile gioco di bolle di sapone. Ti sembra impossibile? Allora non hai mai incontrato il catalogo di Giopato & Coombes, un team anglo-italiano che nella lampada a sospensione Bolle ha trasformato la lucentezza e la magica leggerezza delle bolle di sapone in una perfetta metafora della luce!

È un progetto intriso di magia secondo noi, il sottile vetro trasparente che compone i diversi elementi si manifesta in migliaia di riflessi che appaiono sospesi nel vuoto, sostenuti solo dal corpo luminoso in ottone. La luce è inconsistente, lo sappiamo bene, eppure fa sentire la sua presenza, esattamente come fanno le bolle di sapone: nasce da questo confronto un progetto che sfrutta tutta la maestria dei più grandi artigiani del vetro al mondo, i soffiatori veneziani!

Tavolino Bresson di Minotti

Se poi la tua passione è proprio per le forme circolari, ti proponiamo un abbinamento perfetto: tra i complementi di arredo Minotti, e firmato da Rodolfo Dordoni, troverai il tavolino Bresson: un’elegante proposta di arredo contemporaneo dal segno stilistico inconfondibile e leggero.
In Bresson sono combinati diversi materiali, il piano di cristallo è montato su una struttura in black-nickel tagliato al laser in un accostamento di prestigio che pur enfatizzando il valore estetico fa della funzionale versatilità il tratto dominante, perché può essere inserito in qualsiasi contesto.

Per completezza dobbiamo riportare che di Bresson è disponibile anche la versione con il piano in cristallo quadrato, tuttavia noi preferiamo questa “a tutto tondo” perché la sua curvatura lo rende ancora più elegante!

I nostri due protagonisti di oggi sono indubbiamente degli oggetti senza tempo che premiano ed esaltano la tecnologia applicata al design!

Ago 25, 2016
Christian

Tre sedute che omaggiano la tradizione

Ci tuffiamo ancora una volta, riallacciandoci al nostro articolo di pochi giorni fa, in una epoca d’oro del nostro design, quella degli anni ’50 e ’60, grazie agli omaggi che alcuni dei più prestigiosi “cervelli” ed artisti nostrani le tributano con complementi di arredo che ricalcano proprio quelle linee e lo spirito di quell’epoca.

Il caso delle sedute ideate da Rodolfo Dordoni per Minotti è in questo caso emblematico, perché con le loro strutture riescono ad emozionare arredando come fa la poltrona Prince, composta da materiali modernissimi e lavorati secondo le più attuali tecniche, il che non impedisce il rimando al più classico design dei fifties. L’alluminio pressofuso della base si rifà al design industriale, ma la natura estetica della seduta la fa assomigliare ad una scultura con la sua forma armoniosa. Nelle sue opzioni cromatiche tra cui il senape o il rosso, rappresenta una decisa nota di carattere per qualsiasi zona living!

Comfort e raffinatezza non mancano nemmeno a York Lounge, la poltroncina originata dallo stesso binomio Dordoni-Minotti e che fa dell’ergonomia delle sue proporzioni, in dimensioni contenute, il vero punto di forza. Robusto frassino laccato va in questo caso a comporre la base portante, mentre il rivestimento può essere in tessuto o in pelle, adeguandosi per valorizzare ambienti anche ridotti o rivelandosi valida alternativa anche per spazi comuni.

Per seguire un fil rouge incentrato sulle sedute dal prestigio unico e dal fascino senza tempo, spostiamo lo sguardo sul vivace catalogo di Fendi Casa, che con la sua poltrona P02 della collezione Fendi Casa Icons ha richiamato in auge un progetto di design rimasto solo su carta dal 1937, quando il genio di Guglielmo Ulrich ideò questa poltrona per l’Esposizione Universale di Roma del 1938.
La poltrona non venne mai realizzata, ma oggi arreda il quartier generale di Fendi, che guarda caso si è di recente installato proprio nel palazzo dell’EUR che all’epoca ospitò l’Expo.
Incredibile come queste linee datate quasi 80 anni sappiano esprimere anche oggi la ricercata estetica del più moderno concetto di abitare!

Giu 20, 2015
Christian

Una seduta essenziale ma avvolgente

L’intenzione da cui è nato il progetto Aston Dining era quella di offrire un comfort di seduta totale ed avvolgente, e per riuscirci Rodolfo Dordoni ha sfruttato materiali sofisticati e di gran pregio, a partire dalla schiuma poliuretanica.
La struttura portante della sedia ne è completamente avvolta e si rivela essere morbida ed accogliente, nonostante questo “scheletro” sia realizzato in metallo, mentre le gambe sono in legno massello.

Un vero tocco di classe è però lo schienale, imbottito oltre alla schiuma anche in uno speciale materiale termosensibile, il memory foam, che accoglie il corpo e si adatta ad esso come in un morbido abbraccio. Tale effetto riposante è senz’altro accresciuto dalla versione che preferiamo, quella con i braccioli.

Aston Dining fa ovviamente parte del catalogo Minotti, marchio portavoce dell’italian style nell’interior design e di una certa forma di lusso sobrio: del resto, il suo ideatore Dordoni è anche art director della stessa Minotti!
La sua creatività è stata definita “morbido minimalismo”, un filo conduttore che ritroviamo in tanti dei suoi progetti.

Per restare ad Aston, ci siamo soffermati su questa sedia, tuttavia è doveroso precisare che si tratta di un pezzo singolo facente parte di una intera collezione che include anche divano, poltrone, dormeuse e pouf: tutti elementi che sembrano quasi dialogare tra di loro quando inseriti in uno spazio living, parlando naturalmente la stessa lingua…quella dell’interior design!

Apr 7, 2015
Christian

Minotti è design italiano di qualità

La valorizzazione e la ricerca di risultati estetici unici supportati da alta qualità produttiva sono i pilastri sui quali si fonda la filosofia aziendale del brand Minotti, le cui collezioni d’arredo includono prodotti sofisticati sia tra i mobili che tra gli imbottiti, e che nascono da conoscenze artigianali profonde, dall’impeccabilità dei materiali utilizzati e dall’applicazione delle più moderne tecnologie.

Il concept aziendale Minotti è orientato alla costruzione di un lifestyle unico, che non può mai prescindere dalle tendenze contemporanee del design e dell’arredamento, pur sapendo come equilibrarle in un perfetto connubio tra la tradizione e la modernità.

Tutto ciò scaturisce da una consolidata scuola artigianale, che interviene concretamente su ogni prodotto con un forte orgoglio Made in Italy. Arredare la zona living con i divani ed i complementi di arredo Minotti significa scegliere disegni e progetti razionali e di sorprendente presenza scenica: divani e chaise longue, ma anche tutti gli accessori come tavoli e sedie, compongono un salotto di prestigio.

A questi, Minotti affianca proposte che hanno il sapore dell’architettura più avanzata, come le librerie ed i mobili contenitori, per strutture in grado di accogliere con grande funzionalità gli oggetti con i quali amiamo circondarci.
Dalla fusione di architettura, design, gusto decorativo e stilistico, nascono tutte le composizioni Minotti per la zona giorno.

Con Minotti il design diviene una autentica esperienza!

novembre: 2018
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