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Mag 29, 2015
Christian

Arco, icona luminosa di design italiano

 

 

L’industrial design italiano ha avuto tra i suoi esponenti più rappresentativi e creativi i fratelli Castiglioni, autori di veri e propri pezzi cult disseminati in diversi musei in tutto il mondo: basti pensare che ben 14 delle loro opere sono esposte al MoMa di New York!

La lampada Arco, un loro progetto del 1962 e concretizzatosi all’interno del catalogo Flos, e forse nella sua essenzialità il progetto che meglio incarna lo status di icona del design italiano, con l’estremo rigore delle sue forme.
Illuminare contemporaneamente pavimento e soffitto: Arco ci riesce con un diffusore orientabile e forato molto semplice, che proietta la luce nella maniera più appropriata grazie all’interno bianco.

L’arco in acciaio che lo sostiene è a lunghezza regolabile, proprio per sfruttare al meglio questa fonte di luce mobile, e si innesta in una robusta base in marmo di Carrara a garantirne la stabilità. La base stessa ha un pratico foro attraverso il quale far passare un bastone, per poterla spostare agevolmente a dispetto del peso considerevole.

Arco è stata profondamente ammirata e più volte imitata nel corso degli anni, come testimoniano i modelli Twiggy di Foscarini, su progetto di Marc Sadler, con linee particolarmente eleganti e sofisticate che ben si inseriscono in un ambiente contemporaneo, ma anche Ribbon di Morosini, con design di Andrea Lazzari, una lampada particolarmente moderna che sfrutta la morbidezza della seta, tagliata in sottili strisce, per costruire il carattere del suo diffusore.

Le idee per l’illuminazione dei nostri ambienti ci fanno scoprire materiali e soluzioni sorprendenti, e non è mai necessario allontanarsi troppo: abbiamo, qui in Italia, abbastanza conoscenze e passione per il bel design da accontentare anche i più esigenti!

Mag 22, 2015
Christian

Revival per il tondino di ferro!

Nelle elaborazioni di design industriale ed interior design degli ultimi tempi si assiste sempre più spesso ad un ritorno a schemi ed icone in voga negli anni ’50, un periodo d’oro per la creatività specie in Italia. L’ultimo dei materiali ad essere stato “riesumato”, dopo che era stato relegato al ruolo originario di accessorio per l’edilizia, è il tondino di ferro, che rinasce a nuova vita grazie al progetto della libreria Ladybird, realizzata da Arketipo su idea di Giuseppe Viganò.

È una struttura che affascina per il coraggioso accostamento tra la texture volutamente grezza del tondino ed i piani d’appoggio disponibili sia in legno che in pregiato marmo. A completare una struttura che gioca fortemente sui contrasti tra i materiali ci sono i dadi decorativi, in ottone galvanizzato oppure in titanio.
Il risultato è la griglia a rombi che vedete in foto, un complemento di arredo in stile industrial-chic ideale per un ambiente lineare e minimale, e che ben si integra anche in un contesto più classico grazie alle venature dei ripiani.

Per nulla minimal è invece l’altro progetto di cui vi parliamo, il tavolo Hystrix di Cattelan, anch’esso basato sugli intrecci di tondini di ferro per uno stile metropolitano: le sue forme allungate ricordano infatti quelle di un ponte, mentre sulla struttura dell’estetica così esclusiva e raffinata poggia un piano in cristallo extra-trasparente.
Hystrix è sì un oggetto di design, ma è al tempo stesso una vera opera d’arte!

 

Lug 11, 2014
Christian

Visioni su un interior design futuro

Il Vitra Design Museum di Weil Am Rhein in Germania è un campus espositivo imperdibile per chi ama il design e l’architettura nelle sue migliori manifestazioni, in primo luogo per la bellezza degli edifici, opera di progettisti del calibro di Zaha Hadid e Frank Gehry.

Fino al 14 settembre c’è però un motivo in più ad arricchire questa esperienza, la mostra Panorama – Konstantin Grcic, dedicata al progettista le cui opere vengono per la prima volta esposte nella loro completezza.
Il suo stile  è indiscutibilmente ispirato a canoni industrial, ma si pregia di una grande qualità. Grcic infatti è stato in grado con la sua creatività di infondere l’essenza stessa del design negli oggetti progettati, che si presentano come cose “vere” e di uso quotidiano.

Sta in queste caratteristiche l’influenza di questo designer, evidentissima in questa installazione il cui tema ispiratore non è tanto una classica presentazione delle opere quanto una loro proiezione nel futuro degli spazi abitativi che vuole anche lasciare spazio ad interpretazioni diverse e molteplici da parte dei visitatori.

Se per l’estate state programmando un giro per le città d’arte europee, di certo il Vitra sarà una tappa da non mancare!

Set 13, 2013
Christian

Un nuovo invidiabile equilibrio

Stefan Diez è un industrial designer tedesco al quale numerose aziende internazionali del settore arredo ed interior design continuano a rivolgersi per l’essenziale purezza delle sue creazioni, che partono da progetti che rifuggono qualsiasi formalismo gratuito e puntano decise alla autoproduzione in forme nette, utilizzando materiali puri e non contaminati da decorazioni come vetro, gomma, metallo, legno.

Diez ha da tempo fatto una scelta controcorrente quanto a sede delle sue operazioni: memore probabilmente di tutta l’esperienza acquisita da ragazzo nella falegnameria del padre, nella quale ha dato inizio alle sue prime sperimentazioni, ha trasferito il suo studio proprio in una ex falegnameria nei dintorni di Monaco di Baviera, ma lo ha al tempo stesso trasformato in una casa laboratorio dove gli spazi abitativi sono mescolati con quelli della produzione.
L’esaltazione del principio di contaminazione tra gli stili, ma soprattutto tra la tradizione e l’innovazione, emergono da questo ambiente in cui è facile per la famiglia Diez – completata dalla moglie Saskia, anch’essa designer ma nel settore dei gioielli, e dai loro 3 figli – rilassarsi ma essere al tempo stesso pienamente connessi con tutto il mondo esterno.

Nel suo laboratorio il designer ha tutta la tranquillità necessaria per realizzare i suoi prototipi, quasi sempre a grandezza naturale, seguendo i suoi principi che sanno essere sia classici e fortemente iconici che più innovativi e contemporanei, ed evitando qualsiasi spreco di materiale.
Sono ormai 10 anni che Stefan Diez ha trasferito qui il suo studio ricreando un nuovo equilibrio tra i tempi da dedicare al lavoro e quelli privati, da condividere con la famiglia: non nascondiamo la nostra ammirazione né una punta di bonaria invidia!

novembre: 2017
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