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Mag 30, 2018
Christian

Come arredare secondo gli schemi… e come non farlo!

Progetti d’autore rigorosi nelle linee e nelle forme sono spesso necessari in una zona living, ma bisogna anche sapere come combinarli al meglio con oggetti che sappiano uscire dagli schemi, altrimenti il rischio al quale si va incontro è la monotematicità.
Oggi proveremo ad accostare tra loro idee e concetti distanti, dimostrandovi come possono convivere ed emozionare con la contaminazione tra generi e stili!

Libreria Stele di Rimadesio

Stele Rimadesio

Iniziamo subito con lo stile asciutto e lineare della libreria Stele di Giuseppe Bavuso, concepita come un monolite che può anche essere posizionato come stand alone, magari per separare due aree e fornire nuove interpretazioni dell’area living. Stele fa parte della collezione di arredi Rimadesio e ha delle caratteristiche che la rendono unica: l’esplorazione delle potenzialità creative di un materiale come il vetro raggiunge infatti un nuovo livello, con la tecnologia di taglio a idrogetto e l’incastro dei passanti completamente invisibile che la fa apparire un unico blocco.
A completare la sua geometria squadrata viene sfruttato anche un materiale di impronta tecnologica come l’alluminio. I vani passanti sono tutti posizionati in maniera perfetta e dalla simbolica e gradevole armonia, e la libreria oltre ad essere proposta anche in versione contro parete, diventa imponente protagonista del living anche per le numerose tonalità cromatiche delle laccature previste.

Tavolino Tindari di Flexform

Tavolino Tindari Flexform

Passiamo poi dalle linee nette e squadrate di Stele a quelle più rustiche e “calde” di un complemento di arredo dai preziosi intrecci come Tindari, il tavolino/consolle di Antonio Citterio. Il piano può essere in marmo o in essenza di legno, ma è la struttura a regalare emozioni, con il suo tubolare in metallo totalmente rivestito da cordino in cuoio (color miele, oppure color tabacco) intrecciato a mano.
Flexform con questo progetto inedito e singolare porta nelle nostre case atmosfere esotiche di mete lontane che stimolano la fantasia e fanno sognare, ricordando molto da vicino lo stile tipico degli arredi da esterno. Coordinato al tavolino c’è anche il pouf Tindari con gli stessi connotati, da combinare ed accostare per rafforzare il concetto di tepore domestico.

Tavolo Skorpio Keramik di Cattelan Italia

Tavolo Skorpio Keramik Cattelan

Per tornare ad un oggetto d’arredo imponente, e che fa di nette linee scolpite i suoi punti di forza, inseriamo in questa rassegna il tavolo da zona living Skorpio Keramik, un complemento dal fortissimo impatto visivo e dall’estetica originalissima ed elegante.
Un ampio piano in marmo, disponibile in diverse varianti che riportano tutte le venature e le imperfezioni irregolari di questo materiale, poggia in questo progetto di Cattelan Italia su una struttura disegnata a linee oblique, tutte perfettamente simmetriche tra loro ma con la totale assenza di linee verticali.
Creatività e design da terzo millennio portati alle loro vette estreme, senza creare il minimo intralcio alla seduta nel pieno rispetto della funzionalità tanto cara all’azienda italiana: Skorpio è versatile e si presta bene a qualsiasi ambiente, arricchendolo di forte personalità e carattere “spigoloso” ma allo stesso tempo avvolgente!

Lampada Filo di Foscarini

Lampada Filo Foscarini

Per garantire l’alternanza tra stili e forme ora rigorose ed al passo successivo più morbide, abbiamo scelto ancora un’azienda italiana per l’ultimo progetto, specializzata in questo caso in strumenti ed accessori per l’illuminazione. Parliamo di Foscarini, che ha tradotto in un oggetto concretissimo come la lampada Filo, proposta sia in versione da tavolo che da terra, la giocosa idea del designer Andrea Anastasio, spintosi agli estremi della comunicazione tramite forme che quasi cercano di instaurare una filosofia fatta di arte e funzione e del dialogo tra esse.
Sembra quasi un ibrido eppure ci piace, perché è un’opera per niente banale o sgradevole che si può posizionare ovunque per creare un’atmosfera ora più glam, ora quasi hipster, di sicuro inaspettata e post-moderna. Rappresenta il miglior esempio che abbiamo trovato per l’uscita dagli schemi convenzionali che ci siamo prefissati in apertura di questo articolo!

Filo è composta da tanti pezzi speciali messi insieme, ciascuno con un suo proprio messaggio da comunicare. Il paralume è forse l’unico elemento essenziale, un cono in porcellana che fa da sorgente luminosa ovviamente a LED. Il cavo elettrico è parte integrante della funzione decorativa, lunghissimo per offrire massima fruibilità eppure mai d’intralcio per la possibilità di raccoglierlo ed appenderlo al gancio integrato nella struttura portante, e soprattutto coloratissimo nelle sue diverse varianti, decorato da elementi normalmente non previsti.
Sfere e bulbi in vetro sono infatti piazzati, inattesi per forme, colori ma soprattutto presenza, lungo il percorso del cavo, come elementi che tradizione non contemplerebbe ma che lo fanno assomigliare quasi ad una collana. Filo non manca così di elementi fondanti della sua funzione primaria, l’illuminazione, e di proprietà che ne migliorano l’uso in ogni situazione, tuttavia in essa tutto diventa indistintamente decoro in un turbinio di colori che non delude mai. Il concetto stesso di lampada è scomposto e poi ricomposto in un oggetto poco convenzionale ma dalla fortissima carica arredativa!

 

Feb 28, 2017
Christian

I contrasti che danno carattere alla zona living

Vi diamo oggi alcuni altri esempi di come si possa arredare con estremo gusto sfruttando il potere dei contrasti assoluti tra i materiali ed i colori e dando vita ad una rappresentazione classica del nuovo che avanza negli oggetti d’arredo.

Codici stilistici ai poli opposti come quelli che ritroviamo nel tavolo Flowers di Lema, un’opera che con la sua leggera struttura in metallo ed il piano d’appoggio in laccato opaco rievoca un design vivace in stile anni ’50 che sembra librarsi nell’ambiente salotto.

Per l’illuminazione, invece, il contrasto tra chiaroscuri è da sempre un grande classico e ce lo propone, in vetro e metallo verniciato, Foscarini nella sua speciale collezione realizzata in collaborazione con Diesel. Gask è una lampada a sospensione compatta ma divertente nel suo design pulito ed essenziale che sembra riecheggiare antiche mistiche architetture come quelle delle ziggurat.

Molto più sinuosa è invece Nonette, nel catalogo sempre più poliedrico e multiforme di Roche Bobois: una lampada da terra a LED con particolare terminale “ad oblà” ed interamente in ceramica. Con i suoi 38W, la luce nei vostri ambienti sarà sempre impeccabile, potere giurarci!

 

Queste sono idee che giocano tra vuoti e pieni inserendo sempre delle silhouette molto decise nella zona living, e traducendosi in in interior design di carattere!

 

Ott 3, 2014
Christian

Foscarini si riprogetta per accogliere il LED

La magia delle luci a LED sta contagiando un po’ tutti, coinvolgendo anche le aziende specializzate nell’illuminazione, che si sono dedicate alla riconversione di loro prodotti di successo.
Non poteva mancare Foscarini, che di recente ha lanciato la collezione LED che include alcune tra le più celebri lampade della sua storia: il fascino dei modelli è rimasto invariato, e li ha confermati icone di design di grande appeal.

È stata operata una riprogettazione  per renderli adatti ad ospitare le luci a LED, molto più performanti di quelle tradizionali, ma l’aspetto – per citare la più famosa – di Twiggy è rimasto sempre lo stesso, quello di un gesto grafico e leggero col quale abbiamo scoperto come dare personalità ai nostri ambienti.

Gli altri prodotti famosi sono la lampada Caboche di Patricia Urquiola, e Tress di Marc Sadler, a dimostrazione di come il buon design sia sempre destinato a vita lunga; in queste versioni l’illuminotecnica firmata Foscarini ne ha guadagnato in termini di efficienza e risparmio energetico, mantenendo però inalterato il concetto di luce che sappia scaldare gli animi ed emozionare

Giu 11, 2013
Christian

Il giusto prezzo del design secondo Laviani

Oggi vogliamo dedicarci ad un designer italiano del quale condividiamo per intero la visione, e vogliamo raccontarvi anche i motivi di questa affinità di vedute. Ferruccio Laviani non si considera un artista, nonostante le grandi capacità creative, ma un professionista: ciò lo ha spinto a mettersi in proprio per la sua attività, arrivando anche a ricoprire la carica di direttore creativo presso Kartell, posizione che occupa da oltre 20 anni.

Laviani rifiuta il concetto di design artigianale in serie limitate, che considera come attività fini a sé stesse e volte solo a creare scalpore attorno ad un nome, spesso purtroppo a scopo di lucro e basta. La sua concezione del design è basata sulla insostituibilità della produzione industriale in serie, per ottenere dei listini prezzi accessibili a quanti più utenti possibile, i quali al tempo stesso riescono a portarsi a casa degli oggetti di grande valore estetico.
La sua critica è volta proprio alla massima diffusione dei progetti, i quali solo in fabbrica possono crescere e svilupparsi con tali caratteristiche, ed essendo prodotti dal prezzo contenuto entrano in tante case portando con sé il loro valore funzionale ma anche quello, innegabile,  concettuale e culturale.

Alcuni esempi recenti della creatività di Ferruccio Laviani hanno trovato la perfetta atmosfera espositiva all’ultimo Salone del Mobile di Milano, dove per citarne solo alcuni sono andati “in scena” la poltroncina Popsi, in puro stile Kartell, e le splendide lampade Tuareg a marchio Foscarini, proprio quelle che aprono il nostro articolo.

novembre: 2018
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