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mar 3, 2014
Christian

Luft di Poltrona Frau, design by Walter de Silva

Al momento Luft è solo un progetto sperimentale, un pezzo unico che non fa parte di alcuna collezione. Non poteva essere diversamente, perché la sua ideazione si deve a Walter de Silva, designer che appartiene al centro stile Volkswagen e che non sembrerebbe quindi aver molto a che fare con il mondo dell’interior design: a lui si devono ad esempio modelli come l’Alfa 156 o l’Audi A5.

Proprio considerando questo background, Poltrona Frau si è rivolta a lui quando è nato il nuovo progetto di collaborazione  con Audi Design, ed il risultato è questa poltrona con scocca in alluminio pressofuso su cui è montata la seduta, una unica struttura con i braccioli che sembrano delle ali sul punto di librarsi in volo: del resto, Luft in tedesco significa respiro, aria.
De Silva ha creato questa poltrona come progetto sperimentale, che pur ispirandosi ai sedili di un’auto sportiva come richiesto dal DNA Audi focalizza la sua attenzione proprio sul comfort di una seduta informale. Un invidiabile equilibrio che è raggiunto nel coniugare un materiale freddo come l’alluminio, dal profilo tecnologico proprio come una vettura tedesca, con la calda morbidezza della “Pelle Frau“: è altissima la qualità non solo nel progetto di partenza, ma soprattutto nel risultato finale.

Luft è un elemento di arredo solido nei materiali ma leggero nelle forme, che conferma una volta di più come Walter De Silva abbia indiscutibilmente meritato il Compasso d’Oro alla carriera conferitogli nel 2011: ci auguriamo che la poltrona non resti solo un concept ma che Frau ne avvii la produzione in serie!

gen 30, 2014
Christian

Identikit di Wind, libreria dal design leggero

Una libreria del sistema Wind di Rimadesio

Dettagli preziosi e materiali di primissima scelta che danno robustezza all’intera struttura: stanno tutti in queste definizioni i motivi per cui il sistema personalizzabile di librerie Wind ha riscosso tanto successo nonostante il prezzo non sia alla portata di tutte le tasche.

La sua realizzazione si deve al marchio Rimadesio, che ha voluto creare una libreria archetipica che, nonostante la sua robustezza, fosse esteticamente leggera, il che è stato ottenuto con i montanti sottili in alluminio pressofuso che reggono i ripiani in estruso mentre i giunti che fanno sviluppare in senso verticale la struttura sono in nylon fibra.
Il top laccato di questo sistema modulare non fa che accrescerne il design esclusivo, che è arricchito da dettagli arrotondati anche per le giunture.

La libreria, particolarmente stabile grazie alla solidità degli incastri, è disponibile in 3 diverse finiture: brown, nero opaco o bianco opaco, mentre è opzionale lo schienale in vetro temperato che aggiunge “profondità” al progetto, a seconda del posizionamento che si sceglierà.
È perfettamente riconoscibile la firma di Giuseppe Bavuso, designer italiano che si è specializzato nella cura totale dei suoi progetti, seguendone non solo l’ideazione ma anche la loro ingegnerizzazione: il suo stile è ormai diventato un sinonimo del minimal all’italiana, proprio uno di quelli che noi preferiamo.

nov 25, 2013
Christian

Da Artemide un progetto “universale”

Di Artemide abbiamo già avuto modo di parlare in un nostro articolo di qualche mese fa, ma un marchio di così spiccata creatività nel settore dell’illuminazione non può mancare di essere riproposto più o meno periodicamente tra le nostre pagine, stante la fucina di idee rappresentata dal suo laboratorio di design.
Il progetto è questa volta di quelli che lasciano a bocca aperta, ed è esposto all’interno del Design Museum di Milano in occasione della Triennale fino al 23 febbraio 2014.

Si chiama Copernico questa lampada, ottenuta in alluminio riciclato che è stato lavorato fino a comporre 9 anelli concentrici che ruotano secondo due assi diversi. Il risultato scenografico è sorprendente perché il flusso luminoso è orientabile secondo le preferenze, ed il richiamo evidenziato già dal nome alla rotazione ellittica dei pianeti attorno al sole rende questo accessorio una scultura luminosa sospesa il cui circuito è composto da 384 luci a LED.
La grande particolarità che rende questa lampada un esemplare virtuoso sta nella possibilità di chiuderla rendendola del tutto piatta per il trasporto.

La riduzione di volume e peso consente quindi di ridurre al minimo le risorse per il suo stoccaggio, il che la rende un oggetto fortemente green: materiali riciclati, imballaggi contenuti, luci a risparmio, senza rinunciare alla qualità dell’illuminazione ed alla bellezza del manufatto sono gli aspetti che confermano la consapevolezza e responsabilità ambientale di Artemide, che si prefigge l’obiettivo sociale di raggiungere “The Good Light“, la luce buona.

lug 19, 2013
Christian

Prouvè in mostra, dal mobile alla casa

Laurence e Patrick Seguin sono due collezionisti d’arte, marito e moglie, che negli anni ’80 hanno scoperto l’estetica unica e la maestria nella realizzazione dei mobili di Jean Prouvé, il quale per crearli applicava gli stessi principi dell’architettura.
Oggi la coppia ha messo la propria collezione a disposizione della Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli di Torino, per una mostra temporanea, in corso fino al prossimo 8 settembre, dei più rari complementi d’arredo e prototipi realizzati da questo architetto-designer fra i massimi esponenti del settore nel XX secolo.

Una passione per Jean Prouvé – Dal mobile alla casa” – questo il titolo della mostra – include dei pezzi davvero eccezionali come la poltrona che l’artista aveva destinato alla cittadella universitaria di Nancy, per citare solo uno dei manufatti.
Prouvé fu tra i primi a sperimentare per l’interior design la saldatura della lamiera di metallo, essendo anche un convinto sostenitore dell’industrializzazione. La sua particolarità, come detto, era l’applicazione delle stesse logiche costruttive ed architettoniche alle case come ai mobili: a dimostrazione pratica di questo concetto, sul tetto dello scrigno del Lingotto che ospita la Pinacoteca è stata montata la casa in alluminio Maison Metropole, un progetto di architettura prefabbricata e mobile che fruttò a Prouvè consensi e riconoscimenti.

Va sottolineato che il main sponsor della mostra è un marchio della stessa città di Torino, quel Borbonese che crea raffinate pelletterie e che ha sempre avuto nel DNA una predisposizione per le arti visive e grafiche più moderne.

 

settembre: 2017
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