feb 14, 2017
Christian

L’attrazione degli opposti nel living

L’ultima volta abbiamo omaggiato un interior living di stampo discreto con finiture cromatiche “neutre” e che giocassero le carte della personalità soprattutto sulle linee rigorose. In questa occasione invece vogliamo raccontarvi di un gruppo di complementi di arredo più esuberanti e forse anche più eterogenei tra loro, per uno stile che voglia mescolare di più e quasi andare a contaminare l’uno con l’altro i complementi di arredo con forme e materiali.

Poltrona Happy di Flexform

La poltroncina Happy di Flexform è un ideale punto di partenza visto che il suo design si deve ad Antonio Citterio che da sempre con il suo disegno industriale ama introdurre nuovi materiali e concetti nelle collezioni di arredo.
Ampia seduta e schienale sono sorrette dal telaio in metallo impreziosito dal laccio in cuoio intrecciato a mano ed a trama larga. È questo il particolare che rende unica questa poltroncina, forse ancor più della morbida piuma d’oca che ne imbottisce i cuscini!

Tavolini Sabi

Accanto ad essa facciamo un bell’esperimento e posizioniamo tavoli e tavolini della collezione Sabi, un sistema semplice e razionale in tante versioni, dal tondo all’ovale, scaturito da un product design di Setsu & Shinobu Ito. Tutti essenziali nelle forme e nei materiali, hanno struttura metallica con lavorazione a rilievo e sono disponibili con finiture in rovere nero o marmo per il piano d’appoggio.

Lampada Domo di Karakter

Per illuminare con la giusta luce uno spazio di relax e di lettura così composto, tra poltroncina e tavolino su cui appoggiare una calda tisana noi giochiamo con uno stile vintage reloaded e piazziamo un grande classico di Joe Colombo, la lampada da terra in metallo Domo recentemente rieditata da Karakter.
Il suo design funzionale è pensato per renderla una perfetta macchina interamente al servizio del living e dell’uomo, del quale soddisfa tutte le esigenze in modo flessibile in fatto di illuminazione.

 

 

Con le nostre proposte di oggi abbiamo anche mescolato linee curve e dritte, per raccontarvi come l’attrazione degli opposti sia un altri criterio ispirativo dell’arredo!

feb 10, 2017
Christian

Per la tua zona living discrezione e personalità

Per la rassegna che abbiamo scelto di proporvi oggi, siamo andati a pescare oggetti e complementi di arredo dai più prestigiosi cataloghi seguendo un fil rouge basato su una cromia che fosse, anche se solo in apparenza, “neutra“, con varie nuance tra il crema ed il grigio e dal beige fino al bianco.

Divano Jasper di Ditre

Elementi che compongono il lusso della più moderna filosofia dell’abitare, come il divano angolare Jasper del catalogo Ditre Italia, un progetto di estrema leggerezza con la sua base in tondino metallico su cui poggia un’accogliente struttura che diventa quasi un “guscio”. Braccioli e schienale seguono un’unica linea, e su quest’ultimo poggiano morbidi cuscini inclinati per un design complessivo aereo e dalla modularità molto ricercata.
Jasper è disponibile con rivestimenti in pelle o in tessuto, ma è molto accattivante la possibilità di combinare questi due materiali per ottenere un divano ancora più incisivo nello stile.

Freedom di Zalf

Accanto ad esso, in una zona living di prestigio, vediamo benissimo il sistema di elementi componibili Freedom, con i suoi elementi pensili che alternano vani ad anta battente con quelli a giorno in combinazioni asimmetriche. La funzionalità in questo progetto di Zalf è assicurata, ma il soggiorno viene anche arredato con dei tratti distintivi unici nella loro armonia di volumi.

Madia Dakota Cattelan

Immaginiamo, a corredo del tutto, la madia in noce canaletto Dakota di Cattelan, un complemento d’arredo versatile e nel quale nessun dettaglio è lasciato al caso. Le forme sagomate delle gambe sono in acciaio verniciato goffrato, il ripiano inferiore offre una risposta in più alle differenti situazioni che si possono creare in un ambiente di convivialità, mentre il piano d’appoggio ha una finitura ad incavo di 45° nella quale è incastonato un top in cristallo acidato.

Tavolo Howard Poliform

A completare l’ambiente da noi immaginato e fulcro dell’informalità che si instaura in un pranzo tra amici ecco il tavolo Howard di Poliform: acciaio e legno ne compongono la robusta e personalissima struttura fissa, con un design essenziale esaltato dal top in tinta grigio fumè raffinato ed intrigante.
Tutti i progetti che vi abbiamo presentato hanno linee forti e volutamente incisive, eppure mantengono la loro discrezione, vero tratto caratteristico dell’interior living oggi più richiesto!

gen 30, 2017
Christian

Armonia ed equilibrio nelle superlative collezioni Maxalto

B&B Italia, un’azienda della quale presto torneremo ad occuparci con un corposo approfondimento sui suoi sistemi di sedute e divani, firma da 40 anni con il marchio Maxalto - e con grande successo – una collezione di arredi ancora più sofisticati, nei quali l’artigianato di altissima scuola si incontra con le più avanzate tecnologie non solo di produzione.

La strepitosa eccellenza nella cura dei dettagli di queste serie di arredi le rende paragonabili ad autentiche sculture, perché il legno è lavorato secondo antiche tecniche che richiamano quelle della pura ebanisteria e della liuteria.
Dal 1993 unico autore e protagonista delle creazioni Maxalto è il designer di punta di B&B Italia, quell’Antonio Citterio che ha saputo con i suoi progetti arricchire la collezione introducendo materiali ancor più preziosi che hanno sviluppato una rete di complementi di arredo oggi ancora più completa, e sempre nel solco della migliore tradizione borghese e contemporanea.

La suggestione delle 5 distinte collezioni Maxalto è fatta per esprimere un gusto sofisticato ma al tempo stesso originale, con pezzi significativi che in alcuni casi reinterpretano il passato, in altri pongono l’accento su effetti che non ci si attende e quasi provocatori.
Resta il legno, come ovvio che sia con la sua plasmabilità e nobiltà, il materiale principe, eppure la matericità delle componenti ad esso affiancate riesce addirittura ad esaltarne le doti, con lavorazioni sapienti in cui nessun dettaglio viene mai lasciato al caso.

C’è qualcosa di realmente speciale nell’arredamento pregiato ed alto di gamma di Maxalto, che scaturisce da una innata cultura per il mobile composto pezzo dopo pezzo per assemblare oggetti dalla qualità superlativa, una scelta che solo in apparenza è controcorrente perché il design organico basato sul trasformismo del legno ha ancora una fortissima presa su una schiera di consumatori “colti” e che sanno recepire i messaggi di una realizzazione che fa comunicare tra loro, in un elitario linguaggio di settore, i pezzi di arredo, le forme, i materiali.

Una storia di successo lunga oltre 40 anni che non possiamo fare a meno di annoverare tra le più alte vette dell’industria del mobile tricolore!

gen 24, 2017
Christian

Arredamento di Design a Milano

Vivere nella città della moda per eccellenza non significa soltano essere aggiornati sulle ultime collezioni lanciate dai grandi stilisti, ma anche curare in ogni minimo dettaglio l’aspetto della vostra casa, specchio della vostra personalità: avere un arredamento di design a Milano è infatti fondamentale. Cavallini1920, con più di ottant’anni di storia, è una realtà internazionale che opera in tutto il mondo, da sempre al servizio di chi desidera circondarsi del meglio del design italiano e avere nella propria abitazione soluzioni di arredo eleganti e creative. Come? Interpretando i trend più attuali nel campo dell’arredamento di qualità, aggiornandosi costantemente ed elaborando progetti su misura, perfetti per ogni necessità.

Scegliere i migliori mobili di design a Milano, significa tuffarsi nell’universo dei grandi designer e lasciarsi ispirare dai migliori marchi di arredamento come B&B Italia, Maxalto, Valcucine, Poliform, Flexform, Rimadesio, Gallotti & Radice e Cattelan Italia a cui Cavallini1920 si affida. Librerie, sedie, chaise longue, tavoli, contenitori, lampade e poltrone: dalla zona living alla cucina, passando per lo studio e il bagno, i progetti abitativi firmati da Cavallini1920 esplorano differenti scelte compositive, con una varietà di soluzioni d’arredo coerenti e pieno rispetto dello spazio. In questo modo la vostra casa avrà un’atmosfera unica e ricercata, all’insegna del Made in Italy.

Idee originali, soluzioni innovative e sopratutto la capacità di saper ascoltare le esigenze di ogni cliente: trovare il giusto arredamento moderno a Milano, quello che aggiunge un tocco in più alla vostra casa, non sarà quindi più un problema, grazie ad un’azienda capace di esaltare l’estetica senza però tralasciare gli aspetti di ordine tecnico. Un montaggio a regola d’arte e una messa in opera precisa, fatta da specialisti altamente qualificati, sono i cardini della professionalità che contraddistingue Cavallini1920. Con una perfetta conoscenza di ogni prodotto le fasi di assemblaggio dei vostri mobili, infatti, si svolgeranno velocemente e in piena sicurezza, così da poter dire “home sweet home” nel minor tempo possibile. Ma non solo: Cavallini1920 sarà sempre a vostra disposizione, anche per problematiche future, contribuendo così a rendere sempre esclusiva e impareggiabile la vostra casa.

Per scegliere il miglior arredamedo di design a Milano non vi resta quindi che fare un salto nel capoluogo lombardo o a Varedo, in uno dei due showroom di Cavallini1920.

gen 20, 2017
Christian

L’attitudine di Lema ad un arredo da slow living

Oggi ci dedichiamo ad un altro dittico per l’arredo della zona living, scelto tra il catalogo di un’azienda poliedrica come Lema che ha fatto dell’eccellenza manifatturiera italiana nel settore del mobile una realtà industriale che non tradisce la tradizione artigiana.

Il desiderio di una zona living sobria e quasi austera è concretizzato dal sistema di librerie Selecta, un evergreen della collezione di arredamenti Lema perché è una presenza costante tra le sue proposte sin dal 1978, quando ha debuttato come primo sistema a spalla portante realizzato in Italia.

Da allora le sue evoluzioni sono state incessanti, per adeguare il progetto al gusto dei tempi correnti ed alle esigenze con nuovi elementi e nuove finiture, ma il suo carattere di libreria per eccellenza è rimasto sostanzialmente immutato.
La sua versatilità, che permette infinite composizioni e combinazioni, rende Selecta una soluzione di arredo che si può plasmare ad hoc su qualsiasi tipo di ambientazione, e trasformando qualsiasi spazio in una opportunità da sfruttare.
La progressiva aggiunta di elementi a corredo, anche altamente tecnologici, la rende anche perfetta per allestire una parete attrezzata multifunzione completa di mobile TV: il tutto sempre incardinando nel legno di prima scelta e lavorato a mano degli avanzatissimi dettagli tecnici.

E dopo aver scelto uno dei tanti libri custoditi da Selecta per sfogliarlo seduti su un comodo divano le cui linee siano “gemelle” e complementari, la scelta non può che ricadere sul divano Lema Yard, un perfetto interprete di tutta una filosofia improntata sul relax di qualità.
Le caratteristiche di Yard sono presto dette: benché il suo design sia relativamente recente in quanto risale al 2014, il suo ideatore Francesco Rota ha omaggiato in maniera quasi spudorata la tipica creatività degli anni ’60, pur reinterpretandola secondo canoni da terzo millennio.

Accostarlo a Selecta vuol dire mantenere la continuità con un concept modulare, in quanto le possibili configurazioni di Yard permettono di costruire intorno alla sua robusta struttura in metallo rivestito in tessuto un completo sistema fatto di mensole, piani di appoggio e tavolini che lo rendono un armonico complemento di arredo multifunzione.
Ad integrare il tutto ed accrescerne la praticità, anche le componenti contenitive, per arredare con un gusto fatto di solido pragmatismo che non tralascia, ed anzi esalta, la resa estetica.

Come Selecta, anche Yard rispetta in pieno il DNA dell’arredo firmato LEMA, che offre solo idee basate su accoglienza e convivialità per creare caldi ambienti nei quali godersi un rigenerante slow living.

gen 17, 2017
Christian

Un’icona di design che cresce con il bambino

Può un complemento di arredo attraversare una carriera lunga oltre 40 anni, celebrare i 10 milioni di pezzi prodotti, e proporsi ancora uguale a sé stesso con immutato successo?
La risposta, se si parla di un’icona dell’interior design (e non solo) come lo storico seggiolone Tripp Trapp di Stokke è assolutamente sì!

Era il 1972 quando il designer norvegese Peter Opsvik ideò questo sistema modulare di seduta che rappresenta un lampante esempio del binomio tra funzionalità e design ben pensato, il tutto con linee pulite ed essenziali tipiche del design scandinavo.
Al momento della progettazione, Opsvik aveva in mente solo di facilitare la seduta a tavola di suo figlio per favorire la sua interazione con gli altri adulti grazie ad un oggetto destinato a crescere insieme a lui, permettendogli di sedersi nel modo più appropriato al fisiologico aumento della sua statura.

Il designer non poteva certo immaginare che da allora un prodotto ancor oggi innovativo pur nella sua semplicità avrebbe accompagnato la crescita di milioni di bambini in tutto il mondo!
Il suo concetto di base non è mai stato modificato, tanta era l’efficacia di questa rivoluzione nel panorama delle sedute.

Sul finire del 2016, Stokke ha celebrato proprio i 10 milioni di pezzi con una limited edition in soli 4.000 esemplari, dalle finiture in quercia naturale o legno scuro e dettagli metallici placcati.
Una Anniversary Collection numerata che è letteralmente andata a ruba!

 

gen 12, 2017
Christian

Come ottenere l’armonia d’arredo in un bagno e scegliere il box doccia?

Il concetto relativo ad aver un bagno perfetto è abbastanza relativo, molto è appunto relativo alla propria opinione o pensiero.

Nonostante questa relatività personale esistono dei principi basilari, che se applicati permetto di raggiungere, a livello di arredo bagno e simili, uno stato ottimale nel proprio bagno.

Un fattore non indifferente è la capacità di organizzare l’ambiente secondo i propri dettami.

Altri ovvi fattori che contribuiscono al raggiungimento di quanto sopra sono quanto spazio è presente nell’area, il suo stato fisico e altro elemento molto rilevante per l’arredo bagno e il conseguente stato ottimale di questo, è la tendenza di arredo presente nella propria abitazione.

Ovvero arredate il bagno per quanto possibile seguendo lo stile in cui avete arredato la casa.

Una casa arredata in modo classico non può aver un bagno arredato in stile moderno se si vuole conservare una certa omogeneità nell’ambiente. Si può partire con idee originali e moderne per l’arredo bagno per poi ritrovarsi a fare i conti con elementi che non si era considerato in precedenza, ma la cosa fondamentale da fare sarebbe stabilire per prima cosa ciò che si vuole dal proprio bagno.

Generalmente il bagno dovrebbe essere un luogo dove si vuole stare tranquilli, almeno questo per la maggior parte delle persone.

Modelli per ispirarsi al bagno desiderato

I tipi di bagni come quelli di arredamento sono differenti, abbiamo già citato sia il classico come il moderno ma non finiscono certo qui, ne esistono altri, come detto in precedenza, molto o forse tutto sta al nostro gusto. A meno che non possediate una villa hollywoodiana o una casa faraonica, il bagno è fondamentalmente un luogo utile e possibilmente comodo dove potersi godere una doccia o un bagno in vasca con tranquillità e relax.

Ed è anche in base a questo che dovete pensare all’arredo bagno, una doccia ad esempio deve possedere certi ripiani atti a sostenere i vari prodotti per l‘igiene personale, e gli accappatoi devono poter essere collocati vicino ad essa per una questione di comodità e lo stesso vale per la vasca da bagno.

Sono forse dei consigli troppo semplici ma magari è per questo che qualcuno li trascura.

Oltre agli elementi ovviamente utili ed indispensabili come la vasca e la doccia e sanitari bisogna pensare al resto dell’ambiente della stanza da bagno, come si desiderano i muri e la pavimentazione, e ovviamente di quali colori devono essere. Inutile dire, come già affermato in precedenza, che lo stile del bagno dovrebbe seguire quello della casa, pertanto anche i colori dovrebbero per quanto possibile seguire quelli del resto della casa.

Scegliere il box doccia: i fattori più importanti

In virtù del fatto che, al giorno d’oggi, siamo sicuramente più propensi a dare un’importanza elevata alla stanza da bagno – di cui apprezziamo la funzionalità ma anche la caratteristica d’arredo – è molto importante determinare nella maniera giusta gli elementi che lo compongono come, ad esempio, il box doccia. A Torino, così come in molte altre metropoli d’Italia, gli spazi delle case e degli appartamenti non sono poi così benevoli: motivo per cui è consigliato studiare bene le possibilità di spazio e capire in che modo agire per ottenere una stanza davvero vivibile, funzionale, ma anche completa.

E ciò non riguarda solo l’arredamento, ma anche gli elementi che compongono un bagno, come appunto il box doccia, di cui dobbiamo studiare bene le misure, la funzionalità, ma anche la parte estetica e quindi il design, tutti elementi considerati davvero utili e necessari a rendere unico il nostro bagno.

Il primo aspetto da considerare, sia nelle offerte di acquisto colonne o piatti doccia a Torino che in generale nell’installazione di un box doccia in un bagno, è lo spazio: pertanto, prima di agire bisogna prendere le misure del bagno e capire quanto spazio serve per l’installazione della colonna doccia, e se ci sono i giusti margini per inserire, ad esempio, delle ante più o meno ingombranti, quali sono le dimensioni richieste per gli elementi, e quali le giuste misure da considerare. In alcuni casi, per esempio, è possibile optare per forme standard, che sono per i piatti doccia quadrati 70×70 oppure 80×80, e per quelli rettangolari 120×80, 80×100 e 70×90.

Un box doccia per ogni esigenza

Poi, vi sono le docce su misura, che se però da un lato garantiscono l’opportunità di sfruttare al meglio gli spazi anche laddove non ve ne sia effettiva possibilità, dall’altro lato possono avere un costo sicuramente maggiore, motivo per cui bisogna prestare la dovuta attenzione se abbiamo dei budget limitati. Un altro elemento che può essere determinante in piccoli bagni può essere l’apertura della doccia: in base allo spazio possibile, l’apertura può essere a soffietto oppure con anta scorrevole, oppure la classica apertura che si apre verso l’esterno.

Una delle più interessanti per spazi molto limitati è quella con apertura semicircolare, ovvero il box doccia angolare, che ben si adatta a piccoli ambienti. Se, invece, l’ambiente è molto grande, si ha una maggior flessibilità di movimento, e pertanto si possono scegliere box doccia senza profili oppure molto grandi, magari con all’interno delle colonne relax, come ad esempio l’idromassaggio e la cromoterapia.

In ogni caso, la scelta deve essere determinata da alcuni fattori nello specifico, che oltre allo spazio a disposizione tengano anche in considerazione il tipo di ambiente e di arredamento, ed il costo del box doccia, che deve essere rispettoso delle esigenze di budget specifiche.

 

gen 8, 2017
Christian

Storie di vita in un salotto Poliform

Per l’articolo di oggi ci ispiriamo ad una composizione monomarca che abbiamo ammirato su una campagna stampa dell’azienda Poliform, ancora una volta un orgoglioso portabandiera dell’industria mobiliera brianzola.

Le scelte estetiche ed abitative dei suoi progetti riescono ad interpretare, grazie all’estrema varietà di soluzioni, un’ampia gamma non solo di gusti e stili del vivere contemporaneo, ma anche le più disparate esigenze con atmosfere d’autore e design dalle finiture sofisticate e di appagante qualità.

Eleganza e leggerezza aleggiano nella zona living che ha attirato la nostra curiosità, interamente basata su progetti di Jean-Marie Massaud ed in cui il centro dello scenario è occupato dal tavolino basso del sistema Home Hotel, un perfetto oggetto di hospitality ideale per una situazione domestica conviviale, in cui il divano occupato dagli ospiti ha il comfort avvolgente e le forme morbide del modello Bristol, che sa giocare nelle sue linee con il contrasto tra i sottili braccioli e la cuscinatura decisamente “oversize” perché doppia.
Abbiamo in più scoperto che Bristol è un divano che si distingue anche per l’originalità delle sue soluzioni compositive, in grado di adattarsi a qualsiasi ambiente!

Qualche ospite in più non starebbe di certo scomodo se placidamente rilassato a conversare sull’iconica poltrona Ipanema, che sembra comunicare affascinanti sensazioni come quelle provate sulla spiaggia brasiliana da cui trae il nome per la posizione che fa assumere nella sua seduta avvolgente.

Un salotto così organizzato è da vivere in assoluta libertà godendosi il design innovativo e l’obiettivo raggiunto da Poliform di creare spazi abitativi di grande leggerezza con un’attenzione sartoriale ai materiali ed ai dettagli.

dic 29, 2016
Christian

Gres porcellanato che gioca a fingere, una tendenza inarrestabile

Ne abbiamo già parlato in un nostro articolo di poche settimane fa, ma l’argomento continua ad interessarci ed in più ci si mettono anche le aziende produttrici di ceramiche per rivestimenti a sfornare idee a getto continuo!
Avevamo descritto il comportamento delle piastrelle che decidono di imitare altri materiali, con una serie di tecniche che vengono definite crossdressing: gli ultimi tempi hanno visto una inarrestabile crescita di tecniche di imitazione della pietra allo scopo di ottenere pavimenti e rivestimenti di volta in volta rugosi, scolpiti, in alcuni casi tridimensionali!

Quello che viene definito effetto pietra, o Stone Effect per gli anglofoni, è sempre il risultato di accurate lavorazioni che riscoprono e rivalutano un materiale che da sempre fa parte della storia del costruire e dell’abitare, ma oggi è anche la tecnologia a permettere dettagli una volta impensabili da riprodurre sulla ceramica.
Non si tratta mai di banali stampe ma di tecniche che riproducono anche al tatto una texture fatta di imperfezioni, rilievi, venature, il tutto sia nei toni più chiari e naturali sia nei grigi più intensi per finire all’antracite come quella di una roccia lavica.

L’interior design nel suo insieme ha ricevuto un’iniezione di linfa vitale da effetti scenografici inediti come questi, perché le piastrelle irregolari e mai una uguale all’altra assicurano giochi di pieni-vuoti e di luci-ombre potenzialmente infiniti, tali da renderle assolute protagoniste della casa.
Sono anche le infinite opportunità di abbinamenti a rendere il Crossdressing così unico ed eclettico: ce lo hanno spiegato nei dettagli presso lo showroom De Rosa, un rivenditore specializzato in pavimenti e rivestimenti e con una vastissima esposizione di gres porcellanato a Napoli. Ci hanno ad esempio illustrato le caratteristiche della splendida collezione ONE di Ceramiche Caesar, piastrelle che riescono a coniugare i toni caldi del cotto con la contemporaneità del cemento con un risultato finale elegante e naturale. Le 6 diverse tonalità che compongono la collezione con effetto cotto-cemento sanno fondere una sensazione vintage con la più attuale modernità architettonica, rivelandosi adatte non solo agli spazi residenziali ed abitativi ma anche per quelli commerciali.

Per tornare però alla pietra di cui parlavamo in apertura, si pensi poi al duplice possibile abbinamento: quello tradizionale in associazione con il legno costituisce un match del tutto originale in grado di rendere intimo, caldo ed accogliente qualsiasi ambiente; quello più moderno che si affianca alle resine o addirittura al cemento è invece l’ideale per gli amanti di uno stile metropolitano, dal gusto industrial.

Irregolarità, senso di profondità, dinamismo tramutano i rivestimenti in componenti di arredo di natura quasi scultorea!

dic 15, 2016
Christian

Il nostro tributo a Zaha Hadid, la regina delle archistar

Il 2016 è stato un anno ricco di novità ed eventi per l’interior design, ma è stato contrassegnato anche da un triste evento: lo scorso marzo ci ha infatti lasciati Zaha Hadid, architetto, designer e progettista di origine irachena che è stata definita da molti “la donna che ha disegnato il futuro”.

La sua figura è un indelebile simbolo non solo dell’architettura e del design, ma della cultura contemporanea nel suo insieme: basti pensare che è stata la prima donna a ricevere il Premio Pritzker, e che la rivista Time l’ha inserita nel 2010 tra le 100 personalità più influenti al mondo.
La sua interpretazione dell’architettura è stata poliedrica e multiforme, in virtù delle sue idee molto poco convenzionali ed in aperta rivolta contro l’ortogonalità e gli schemi prefissati e precostituiti, che le derivavano dalla profonda convinzione che “l’architettura deve offrire piacere”: noi di NonSoloArredo non abbiamo mai nascosto la nostra predilezione per una filosofia più improntata al “Form Follows Function“, tuttavia nel caso di Zaha Hadid, per le emozioni che ha sempre suscitato e saputo comunicare con i suoi progetti, è doveroso fare un’eccezione.

Vitra Fire Station Germania

Per Zaha l’architettura è sempre stato un ambito nel quale proporre progetti innovativi e spettacolari, ricercando lo stupore, con pochissimi angoli retti e molte pareti oblique, come la Vitra Fire Station in Germania, oggi uno spazio espositivo, o il meraviglioso Aquatic Center progettato per le Olimpiadi di Londra del 2012.

London Aquatics Center

Questi sono solo due delle sue creazioni che hanno stupito il mondo, ma per il nostro omaggio alla donna che ha cambiato il modo di concepire lo spazio ci vogliamo dilungare sulla più importante delle due opere italiane, il MAXXI. Museo delle Arti del Ventunesimo Secolo. La sua realizzazione l’ha tenuta impegnata tra il 1999 ed il 2010, data dell’inaugurazione di questo campus urbano polifunzionale nel quartiere Flaminio di Roma che comprende un museo d’arte ed il primo museo italiano espressamente dedicato all’architettura. Il suo progetto è stato in grado di inserirsi ed integrarsi nel tessuto urbano circostante, ed è sbalorditivo per i suoi volumi monumentali ed innovativi.

Museo MAXXI, Quartiere Flaminio, Roma

Le idee di Zaha Hadid non sono state mai pura apparenza senza canoni, o manierismi di un architetto che ambisse solo andare contro corrente: ha rischiato con i suoi codici condivisi da ben pochi colleghi, ed ha vinto, lasciando indelebili tracce di sé ed una grande eredità fatta di segni forti a tutto il XXI secolo.

dic 5, 2016
Christian

Una esperienza di arredo di nome Arketipo

Fidatevi di noi: Arketipo Firenze è la migliore sintesi che conosciamo tra l’alta tecnologia applicata agli arredi e la migliore tradizione artigianale italiana, fatta di rigorosa applicazione dei criteri di manifattura che meglio incarnano la maestria sartoriale Made in Italy.

I prodotti Arketipo nascono per accontentare un pubblico di riferimento quanto mai trasversale ed al tempo stesso esigente, e si sono rivelati perfettamente in grado di creare tendenze nell’interior design diventando un punto di riferimento.
Il core business aziendale è rappresentato dai divani imbottiti dal design unico e che esprimono tutto il meglio della tradizione manifatturiera fiorentina, ma da tempo sono stati affiancati anche da complementi di arredo che reggono il confronto in maniera sublime e corredano la zona living con progetti ed idee molto ricercati.

Il mix di materiali di eccellenza è rappresentato dal divano Auto-Reverse su design di Giuseppe Viganò, un imbottito poliedrico e dallo stile deciso e solo apparentemente “disordinato”, con una struttura minimal e quasi impercettibile alla vista.
La seduta è un trionfo di morbidezza ma anche di sensazioni visive e tattili che comunicano un senso di qualità con il doppio rivestimento, in pelle ed in tessuto.
Auto-Reverse è un divano discreto nelle linee e curato fin nei più piccoli dettagli, ed al suo rigore si associa come in un gemellaggio perfetto la particolare geometria dei tavolini Stijl, anch’essi progettati da Giuseppe Viganò usando materiali eterogenei quali legno, cristallo, cemento. La sezione quadrata delle gambe richiama quelle del divano, e le forme diverse dei rettangoli che compongono il piano d’appoggio contribuiscono al dinamismo del suo impatto visivo.

Un salotto così arredato esprime vita attraverso le forme, in piena continuità con la mission che Lorenzo Cattelan ha impostato per Arketipo Firenze.

nov 25, 2016
Christian

Multicolor esuberante, oppure un black&white minimal? Disegna la tua zona living!

Quando devi arredare i tuoi spazi, hai davanti a te una prima fondamentale selezione, dato per assunto che lo stile del tuo appartamento sia moderno o addirittura contemporaneo.
Vuoi una policroma esplosione di colori, mescolando tra loro pezzi di interior design che abbiano toni affini da accostare ma il cui risultato finale presenti un ambiente fresco e gioioso proprio perché così multicolore?
Oppure ami la sobrietà dei contrasti tra le varie gradazioni di bianco e nero e non puoi fare a meno di esprimere la tua indole minimal nel rapporto di questi due colori che sebbene agli opposti sono da sempre simbolo di perfetta simbiosi?
Qualunque sia la tua predisposizione, puoi stare tranquillo perché hai l’imbarazzo della scelta: sia tra i designer che tra gli “artefici”, ossia le aziende che traducono in oggetti concreti le idee che nascono su carta, non mancano mai gli spunti per accontentare gli uni come gli altri!

Arredo multicolor

Ed allora, il tuo spazio living può diventare un caleidoscopio in pochi semplici passi: regalati tutta l’energia del colore con l’audace progetto Color Fall, design di Garth Roberts per Casamania; un progetto di libreria talmente sfrontato nell’eterogeneità delle sue tinte che è impossibile non trovarlo attraente! E poi, il tuo gioco cromatico prosegue a grandi passi con l’accostamento del tavolino Labirinto di Natuzzi, un pezzo di arredo che Claudio Bellini ha voluto proprio così, senza mezzi termini, dalle mille facciate in vetro colorato ma squadrato e geometrico ed in tonalità uniche.

E per chi volesse proprio una esplosione di colori in grado di rievocare ambientazioni esotiche, ecco Tropicalia: un accostamento per nulla azzardato se la scelta dell’arredo è votata ad una policromia tout-court, un progetto del catalogo Moroso su design di Patricia Urquiola. La rigida struttura in tubolare di acciaio ha subito un vero processo di make-up creativo che lo ha travestito con intensi colori, quelli del cordoncino in plastica intrecciata, un’idea che sa essere raffinata nella sua estrosità!

Ci sembra però doveroso, in un simile ambiente, stemperare tutto con un pavimento dai toni naturali, caldi ed uniformi.

Arredo minimal

Lasciamo invece spazio alla seconda schiera, quella dei “minimal“, gli amanti di un arredo sobrio ed armonioso che vogliano ricreare l’eterna contrapposizione tra bianco e nero: amplificare spazi un po’ angusti, ad esempio, è possibile solo illuminandoli quasi a giorno con un trionfo di bianco, il più possibile lucido, per le pareti. E poi aprite il catalogo Cattelan, dove ad attendervi c’è il progetto di libreria componibile Wally firmato da Philip Jackson. Ciascun modulo può sostenere un peso massimo di 60 kg perché è realizzato in robusto MDF ed è quindi l’idea giusta per chi ha una ricca collezione di libri da esporre.
Cattelan propone di assemblarli in toni Graphite oppure Oyster, ma noi in omaggio ad un design “manicheista” la sceglieremo bianco laccato oppure nero.

Per proseguire su linee di design pulite ed essenziali, non potrete che affiancare a questa libreria un divano come Big Bob di Antonio Citterio: Flexform ha realizzato tutta la morbidezza di questo vero classico, un divano anch’esso componibile per cui adattabile ad ogni spazio, con una robusta struttura in legno e metallo e cuscini accoglienti. Un relax totale ti attende, accompagnato da una calda tazza di tè che potrai tenere poggiata su Vicino, il tavolino dai ripiani mobili che Molteni ha realizzato in acciaio su design di Foster&Partners. De tutto minimal nel suo aspetto, nasconde un sofisticato e funzionale meccanismo per la rotazione e traslazione dei suoi piani di appoggio.

 

Qualsiasi stile tu abbia in mente per la tua zona living, siamo certi di averti dato tante ottime idee di partenza: l’interior design è per
sua stessa natura una fucina di soluzioni tutte intriganti, ed il massimo piacere è proprio passarle in rassegna prima di prendere la decisione finale!

nov 21, 2016
Christian

L’estetica nordica è destinata a piacere per sempre

Qualche esempio di design essenziale ma per nulla banale!

 Il legno chiaro, chiarissimo, oppure in rare circostanze ai suoi esatti opposti, in tonalità scurissime, sono alcune delle prerogative che balzano immediatamente agli occhi quando la fattura di un complemento di arredo o di un oggetto di design è di origine scandinava. Subito dopo si nota come le linee che costituiscono questi progetti siano estremamente pulite e prive di virtuosismi, quasi a voler esaltare la purezza del mobilio che deve essere sempre discreto ed arredare con il massimo risultato in termini di funzionalità ma con il minimo sforzo, senza per questo risultare “trascurato”.

I must di questo tipo di stile prevedono quasi sempre pareti dipinte in tonalità di grigio, ed un mobilio come detto in colori neutri ma non per questo insignificanti, anzi: sono le linee e la corretta ripartizione degli spazi, sfruttati in maniera oculata, a rendere questi spazi sempre interessanti.

Il design di matrice scandinava è diventato, vuoi per ragioni di convenienza che di praticità, immancabile un po’ ovunque, ma anche grandi marchi nostrani ne hanno ripreso gli stilemi presentando nelle loro collezioni oggetti di arredo di innegabile fascino.
Pensiamo ad esempio a Calligaris ed alla sua sedia Claire, con una solida seduta in robusto legno di frassino, un’ampia ed avvolgente spalliera ed un comodo sedile, entrambi imbottiti. La sua sagoma è già diventata un’icona di design, mentre le imbottiture possono essere rivestite in tessuto di cotone, lino oppure viscosa in un’ampia gamma di tonalità con “grana” anche abbastanza grossa; i più pretenziosi, però, di certo oseranno il pregiato e morbido rivestimento in pelle!

È invece di Riflessi la madia Ola, un oggetto di arredo contemporaneo dal carattere forte ed inconfondibile. Questo mobile contenitore in grado di risolvere molteplici problemi di spazio si presenta infatti con una speciale lavorazione sulle ante frontali e sui fianchi, un motivo ondulato che contribuisce a creare dinamicità, quasi volesse essere una scultura.
Disponibile in diverse versioni (a due o tre ante, più alta o più bassa), il suo progetto prevede elevata resistenza alla flessione dell’elemento superiore, anche grazie all’armatura interna in metallo perfettamente integrata dal punto di vista cromatico perché sottoposta alla stessa laccatura degli esterni.

Due semplici esempi di come l’applicazione delle più moderne tecnologie a progetti essenziali riesca ad ottenere risultati sorprendenti e versatili, perché ben si collocano in qualsiasi tipo di ambientazione!

nov 16, 2016
Christian

Dimorestudio: il retrò come architettura di moda

Via Solferino 11, Milano, nel quartiere Brera. Forse questo indirizzo, posto semplicemente in questi termini, non vi suggerisce nulla, ma è la sede di uno degli studi italiani di interior design più acclamati del momento.

Si tratta di Dimorestudio, fondato 11 anni fa da Britt Moran ed Emiliano Salci, i quali inizialmente operavano “in casa” dopo averla trasformata anche in galleria all’interno della quale esponevano i loro lavori e la loro filosofia del design, che affonda le radici nel periodo che va dagli anni ’30 agli anni ’50; ma gli accostavano pezzi della loro collezione personale, incluse opere firmate Fornasetti o Giò Ponti, in un continuo e dinamico gioco di contrasti e rimandi che permetteva il “dialogo” tra questi elementi.
Il loro vocabolario del design è fatto di colori intensi e patinati, tessuti o materiali che non ti aspetti, superfici che sembrano antiche e polverose su cui spiccano composizioni sofisticate.

Il design è per Dimorestudio uno strumento che deve suscitare emozioni e stimolare la riflessione, ed entrambe devono essere sempre diverse muovendosi tra nostalgia, sorpresa, gioia, in un viaggio fatto di colori morbidi e del largo uso dei metalli.
Ogni progetto è studiato per essere riconoscibile e per far vivere oggetti creati dai grandi Maestri del design accanto ad altri appositamente disegnati, al punto da rendere difficile distinguere ciò che è storico da ciò che è appena stato creato. È un’alchimia che gioca volutamente con il recupero e che attribuisce ad ogni oggetto, anche al più impensabile, eleganza espressiva, nel momento stesso in cui diventa dettaglio di un quadro d’insieme.

È innegabile che queste proposte navighino apertamente in un mare fatto di ricordi e di malinconia, per costruire una casa viva ed in continuo mutamento che riesce a muoversi, con le loro interpretazioni, tra l’architettura e la moda.
Il filo conduttore è innegabilmente costituito da una marcata estetica retrò, ma le incredibili capacità di questo duo di contestualizzare ed adattare qualsiasi oggetto allo stile di vita contemporaneo sono la chiave che ne ha decretato l’inarrestabile successo.

nov 10, 2016
Christian

Il Barocco della Firenze del Sud: alla scoperta dell’architettura leccese

La tua passione per il design e per l’architettura va di pari passo con la conoscenza delle diverse epoche storiche e culturali della cosiddetta “prima arte”? Se la risposta è sì, hai di certo ben presenti quali fossero i valori ed i canoni estetici e stilistici dell’Architettura Barocca, caratterizzata da linee sinuose e motivi intrecciati, al fine di suscitare stupore.

Il periodo di suo massimo splendore, tra il 1630 ed il 1670, ha visto sorgere in Italia edifici di committenza sia religiosa che civile in forme complesse e plastiche ed estremamente lavorate al fine di accentuare il ruolo scenografico dell’edificio, che doveva essere in grado di “trasportare” e liberarsi quindi dai concetti rigidi e restrittivi dell’epoca immediatamente precedente.
Proprio l’Italia è stata culla del Barocco, con una scuola di scultori ed architetti le cui opere, a oltre 3 secoli di distanza, continuano ad attirare flussi incessanti di turismo, ma si deve anche tenere presente che non è esistita una scuola univoca con un unico canone.
Accadde ad esempio che in Puglia, e più precisamente nel Salento, l’Architettura Barocca approdasse ad una deriva ancora più esuberante, ricchissima di decorazioni floreali ed intarsi minutissimi, con fregi e motivi scultorei ancor più elaborati ed affascinanti e persino animali mitologici.
Furono le proprietà del materiale locale, la roccia calcarea nota come Pietra Leccese, a favorire l’esplosione di questa corrente artistica: tenerissima e di facile lavorazione con lo scalpellino ed al tempo stesso impreziosita dai suoi toni dorati e caldi, questa pietra ha plasmato l’immagine della città e del suo centro storico dove trionfano edifici quali la basilica di Santa Croce, la chiesa di Santa Maria delle Grazie, ma anche lo stesso duomo di Lecce, per restare all’ambito religioso; ma è in puro stile Barocco Leccese anche l’attuale Palazzo del Governo che oggi ospita la Provincia, così come il Palazzo del Seminario dove oggi hanno sede un museo ed una biblioteca.

Trascorrere un fine settimana in un bed & breakfast a Lecce vi farà comprendere perché questa città è stata soprannominata “La Firenze del Sud”: un trionfo di palazzi meravigliosamente decorati, con in più la particolare luminescenza che il sole fa scaturire dalla Pietra Leccese a seconda della sua posizione.
A riprova dell’eccezionalità di questo stile architettonico, non si può fare a meno di segnalare che l’intera area dove si è diffuso – includendo quindi le vicine Gallipoli, Nardò, Ostuni o Martina Franca – è in lista d’attesa della “Tentative List” dell’Unesco per essere riconosciuta tra i Patrimoni dell’Umanità, un riconoscimento questo che renderebbe il giusto merito ad un’area d’Italia dall’immenso valore culturale ed artistico.

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