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Ott 15, 2019
Christian

Come rendere inviolabile una porta blindata

Se ti stai documentando e stai cercando informazioni sugli strumenti necessari per accrescere il livello di sicurezza della tua porta blindata e renderla così inviolabile, troverai di certo utile il prodotto del quale ti parliamo oggi. Come abbiamo già analizzato nella nostra guida alla scelta della porta blindata, infatti, esistono numerosi parametri e fattori che contribuiscono ai diversi livelli di sicurezza, e uno tra questi riguarda la scelta della serratura.

La Serratura Mottura 3DKey

Mottura, marchio leader a livello mondiale nel settore dei sistemi di sicurezza, ha ideato e progettato un sistema di chiusura per porte blindate dagli standard elevatissimi in termini di sicurezza, innovando il concetto stesso di serratura blindata con la serratura 3DKey. Si tratta infatti di un sistema che va ben oltre il tradizionale sistema a cilindro europeo, e che invece in quanto all’estetica attinge molto alle cosiddette serrature a doppia mappa. Nel sistema 3DKey tutto è integrato all’interno della serratura stessa in un unico nucleo intercambiabile, e tale composizione è la prima condizione della sua inviolabilità, in quanto non offre ai malintenzionati nessun tipo di appiglio o appoggio esterno.

La chiave mottura 3DKey

È rappresentata dalla particolare chiave l’altra sostanziale differenza tra una comune serratura e il sistema 3DKey di Mottura. Nel suo caso infatti è presente un ingresso per chiave esagonale con ben 5 superfici cifrabili, delle quali due hanno una pista desmodromica e tre hanno la cifratura con perni in acciaio temprato. Questa combinazione di 5 facce e due diversi sistemi di cifratura consente a tale sistema di ottenere ben 10 miliardi di possibili combinazioni, infinitamente di più quindi di quanto è ottenibile con i cilindri europei o con le tradizionali chiavi a doppia mappa. La protezione è totale anche se si considera che la duplicazione della chiave è controllata, perché effettuabile esclusivamente presso un centro Mottura.

Conclusioni generali

Il sistema presentato è in definitiva quanto di più sicuro sia oggi presente sul mercato per la protezione e l’inviolabilità della propria porta blindata. La chiusura è a prova di ladro, che non potrà usare nessuna delle più diffuse tecniche di scasso o effrazione, nemmeno il trapano, dal momento che non è necessario montare il Defender. In più, Mottura 3DKey si presta benissimo all’applicazione sulle più moderne porte di design grazie allo spessore estremamente contenuto del sistema nel suo insieme (solo 25 mm) il che consente anche, in molti casi, di montare la piastra di rinforzo al manganese. Queste caratteristiche permettono di minimizzare gli ingombri inserendo la serratura con il suo nucleo compatto anche in porte più moderne e senza deturparne l’estetica, ma garantendosi al tempo stesso degli imbattibili standard di sicurezza contro ogni tipo di attacco, con una serratura dal movimento fluido e sempre preciso degli ingranaggi al suo interno.

Ott 8, 2019
Christian

Cause e conseguenze della ruggine: come rimediare?

I manufatti ferrosi e le leghe che hanno al loro interno una percentuale di ferro, come nel caso dell’acciaio, se sottoposti ad una prolungata esposizione all’umidità ed agli agenti atmosferici hanno purtroppo il difetto di generare ruggine. Sai da cosa dipende questo fenomeno? Si tratta dell’innesco di fenomeni di corrosione legati ad una complessa reazione elettrochimica nella quale l’acqua fa da catalizzatore e che può essere accelerata dalla presenza di acidi o sali.

Ciò che accade, nella sostanza, è che il ferro va a combinarsi con l’ossigeno presente nell’acqua o nell’aria ad alto tasso di umidità e genera degli ossidi di ferro, che più comunemente vengono chiamati ruggine.
Il suo fenomeno è estremamente aggressivo nei confronti del metallo, ed alla comparsa delle prime efflorescenze di ruggine sulla superficie, se non si effettua un intervento tempestivo, il materiale sottostante continuerà in un inesorabile processo di degradazione che prende il nome di corrosione.

Perchè si deve intervenire subito?

I complementi di arredo giardino in ferro battuto, oppure le ringhiere di un terrazzo o di un balcone, manufatti come i portavasi e tanto altri elementi che compongono i tuoi arredi possono andare soggetti a questo deterioramento. Come sottolineavamo, la corrosione viene accelerata in presenza di sali o ioni di cloruro, come accade in metalli esposti ad atmosfere marinare, oppure in presenza di acidi come quelli derivanti dall’inquinamento atmosferico in aree industriali con presenza di ossidi di carbonio e zolfo, che rendono il processo di corrosione ancora più rapido nel suo avanzare.
Quello della ruggine è un problema che non deve essere sottovalutato in quanto può esporre a rischi la sicurezza di cose o persone, a causa dell’indebolimento strutturale del metallo stesso ma anche del suo aumento di volume che può espandersi fino alla rottura di strutture in cemento armato.
Ad oggi, la prevenzione della ruggine è affidata sostanzialmente ad alcune tecniche di protezione o di isolamento del metallo, quali possono essere la zincatura, la verniciatura oppure l’intervento con tecniche di protezione catodica.

Cosa fare se la ruggine si è già formata?

Per intervenire in maniera concreta su formazioni di ruggine già presenti, esistono fondamentalmente 3 tecniche di risoluzione, ciascuna con diversi gradi di efficacia e di difficoltà di esecuzione: la sabbiatura, il carteggio e la riconversione.

Sabbiatura contro la ruggine

La sabbiatura è di certo l’intervento più complesso, che deve essere effettuato da un professionista che sia munito degli strumenti più appropriati. Si usa per pulire a fondo, con un violento getto di aria mista a sabbia o graniglia metallica, la superficie da tutti i residui e le tracce di ruggine. È una detersione molto profonda, preventiva all’applicazione dell’antiruggine, che permette poi di riverniciare la superficie trattata senza che vi siano più tracce di ossidazione.

Il carteggio della ruggine

Il carteggio è una operazione che invece chiunque può eseguire, anche se risulta molto laboriosa e faticosa. Si tratta di grattare, con una apposita carta vetrata di grana appropriata, la superficie sulla quale si è formata la ruggine; se è semplice farlo, e richiede soltanto una buona dose di olio di gomito, su superfici piane o lineari, altri tipi di manufatti non possono essere trattati con uguale accuratezza. In sostanza, il rischio è che l’asportazione della ruggine sia solo parziale, il che alla lunga renderà questa operazione inefficace.

La conversione della ruggine

Non esistono pertanto dubbi: per chi non sia un professionista del settore, il metodo migliore per intervenire sulle formazioni di ruggine è sfruttare dei convertitori chimici, generalmente in forma liquida di vernici oppure di spray, da applicare sul metallo danneggiato innescando delle reazioni chimiche che trasformano la ruggine in un blocco compatto ancorandolo saldamente al metallo. Molti dei prodotti in circolazione con queste caratteristiche hanno anche un’altra importante funzione, perché riescono anche a fare da “aggrappante” per una successiva riverniciatura. Promuovono infatti l’adesione della vernice o dello smalto con cui trattare in seconda battuta il manufatto, e per questo motivo rappresentano la soluzione più immediata ed efficace nella rimozione della ruggine.

Set 30, 2019
Christian

Strumenti per proteggere la porta blindata

Torniamo nuovamente ad affrontare un tema di comune interesse e che spesso è causa di dubbi o perplessità. Come si fa a scegliere la serratura per la propria porta blindata con la certezza di montare uno strumento di sicurezza adeguato al contesto e che quindi garantisca l’inviolabilità della porta? È risaputo infatti che, nel caso di un tentativo di scasso o effrazione, il tempo è un fattore determinante.
Un ladro che stia a trafficare ed armeggiare per avere ragione di una serratura, con qualsiasi strumento o tecnica in suo possesso, farà per forza del rumore e rischierà di attirare l’attenzione: tanto più aumenta la possibilità di essere colto sul fatto quanto maggiore è la resistenza che porta e serratura nel loro insieme gli oppongono.

Sistema Mul-T-Lock di Omega

Presentiamo in questo articolo un sistema estremamente efficace e capace di garantire la protezione e la sicurezza dei vostri accessi. Si tratta della serratura Omega ideata dal marchio Mul-T-Lock, una serratura esclusiva e interamente brevettata che fa del suo nucleo in pressofusione inviolabile uno dei principali punti della sua elevata resistenza. Esso di fatto opera in contemporanea con le aste indipendenti dai chiavistelli, opponendosi in maniera decisa a qualsiasi tentativo di manipolazione. Infatti, grazie alla sua speciale struttura ed alla conformazione appositamente progettata, il rotore è estremamente fluido in presenza della chiave, ma oppone un invalicabile ostacolo a chi cerchi di forzarlo: sono caratteristiche che hanno assicurato a questa serratura il più elevato livello di sicurezza del settore. Un tentativo di forzare questa serratura, se riesce a far cedere i chiavistelli, va a vuoto proprio in virtù delle aste indipendenti dalla serratura, che restano in posizione in assenza della chiave. Per saperne di più sulla scala di valori che riguarda le serrature per porte blindate, potete consultare questo articolo che abbiamo dedicato all’argomento.

I punti di forza della chiave Omega Mul-T-Lock

La chiave della serratura Omega di Mul-T-Lock inoltre non è certo una chiave qualsiasi: essa offre infatti oltre 10 milioni di possibili combinazioni, ed un servizio di duplicazione protetta che può essere eseguita solo presso i centri autorizzati. La chiave è poi ricifrabile e reversibile in caso di furto o smarrimento (la confezione viene fornita con 4 chiavi) fino a un massimo di due volte, e sempre previa presentazione dell’apposita tessera di proprietà con il codice.
La sicurezza antieffrazione di questo sistema ha pochi paragoni sul mercato attuale, ed è quindi in grado di soddisfare un clientela esigente in fatto di sicurezza per accessi residenziali, industriali o commerciali. Ciò che risulta convincente in questa serratura è proprio l’alto profilo di efficacia ai fini della sicurezza, unito alla estrema fluidità del suo meccanismo ad ingranaggi.

Lug 10, 2019
Christian

Una guida alla scelta della porta blindata

Tra i migliori deterrenti possibili contro i malintenzionati che vogliano intrufolarsi in un appartamento, uno dei più efficaci è l’installazione di una porta blindata. Tale comprovata efficacia dipende dalla difficoltà e dalla resistenza che questa barriera oppone, perché uno dei fattori più importanti per l’esito di un tentativo di scasso è la rapidità. Primaria preoccupazione di un delinquente è azzerare il rischio di essere scoperto, per cui anche se ogni porta blindata può – volendo – essere forzata e violata, il tempo ed i rumori necessari per averne ragione crescono esponenzialmente in base agli sforzi necessari.
Un ottimo motivo per installare una porta blindata di classe superiore è di certo l’ubicazione dell’appartamento in una zona relativamente isolata, mentre in zone più residenziali e in condomini il rischio relativamente più basso permette di orientarsi su soluzioni più semplici ma che sappiano comunque opporre delle valide barriere contro lo scassinatore.

Per ridurre il rischio di effrazione, è importante quindi conoscere anche i tre criteri in base ai quali si classificano le porte blindate:

1) resistenza al carico statico

2) resistenza al carico dinamico

3) resistenza all’attacco manuale

Le proprietà antieffrazione di una porta blindata si classificano infatti in base a 6 classi di resistenza, ossia dell’opposizione che una porta è in grado di garantire a seconda dei metodi di scasso messi in atto e degli strumenti che vengono adoperati. Per approfondire questi temi suggeriamo di visitare una pagina come questa, che elenca le 6 classi di sicurezza delle porte blindate.

Gli elementi di una porta blindata

Tutte le porte blindate, per definirsi tali, garantendo sicurezza con proprietà antieffrazione devono però possedere alcune caratteristiche comuni, degli elementi specifici.

Le più importanti sono le cerniere in acciaio interne ed esterne, le zanche incassate nella muratura e i montanti di rinforzo, oltre naturalmente alle lamiere interne ed esterne e ad un’appropriata serratura con cilindro di sicurezza. Sono questi i pezzi “base” senza i quali non si può ritenere di aver ridotto il rischio di effrazione.
Altri elementi accessori che non guastano sono telaio e controtelaio, longarone di rinforzo, aste di chiusura o deviatore di battuta.
Ci sono poi caratteristiche aggiuntive che dipendono essenzialmente da scelte personali e di tipo pratico, alcune di genere funzionale ed altre meramente estetiche. Si può infatti optare per un materiale ignifugo, per barriere che siano anche fonoisolanti o persino a tenuta termica, e poi per il top della comodità ci sono le serrature motorizzate a gestione elettronica e quelle ancora più avanzate con telecomando o riconoscimento dell’impronta digitale.
Ciò che conta maggiormente, dopo essersi garantiti un livello di sicurezza adeguato all’ubicazione dell’appartamento da proteggere, è scegliere sempre prodotti e accessori certificati, muniti si scheda di identificazione e di garanzia del rispetto delle normative vigenti.
Di certo oltre alla sicurezza è importante che una porta blindata sappia offrire buoni livelli di comfort, isolando quindi l’appartamento sia da interferenze acustiche provenienti dall’esterno (si pensi a un condominio) sia dagli agenti atmosferici quali spifferi o vento, per non parlare della polvere. Con le scelte giuste si può migliorare la qualità della vita domestica, ma non va dimenticato che una porta pensata con queste caratteristiche, che va a riqualificare anche l’efficienza energetica di un appartamento, è oggetto di speciali detrazioni fiscali che ne rendono nel tempo molto conveniente l’acquisto a fronte dei benefici che apporta.

Estetica della porta blindata

C’è poi da prendere in debita considerazione il fattore estetico, al quale si devono dedicare attenzioni molto concrete soprattutto se si abita in un condominio, perché la scelta del pannello esterno è vincolata dall’estetica comune e deve quindi essere il più possibile somigliante a quella delle porte già installate.

Tonalità differenti, decori del tutto in disarmonia con gli altri e tutti gli altri fattori decorativi non sono mai ben visti dagli altri condomini, ed il rischio è di impelagarsi in infinite discussioni: meglio quindi non concedersi troppe deroghe sotto questo aspetto, perché comunque resta ben chiara la libertà di personalizzare il pannello interno e tutti gli accessori ad esso annessi in maniera creativa e in accordo con i propri gusti e con lo stile del proprio appartamento.

Anche le porte blindate dalle caratteristiche più tecnologiche ed avanzate permettono oggi una perfetta integrazione in contesti di arredamento moderni, con un’ampia varietà di finiture messa a disposizione dalle aziende specializzate e che ti permetteranno di ottenere sempre un pannello in totale armonia con l’interior design.

Giu 22, 2019
Christian

Guida alla scelta del tappeto per la tua casa

Alcuni giorni fa, in questo articolo, vi abbiamo anticipato la nostra intenzione di proporvi una serie di segnalazioni e suggerimenti su complementi di arredo e oggetti di design che hanno stimolato la nostra curiosità. Siamo certi che anche stavolta potrete trovare tanti spunti interessanti per la casa, ma in questo caso ci concentriamo su un elemento a volte sottovalutato, il tappeto, con una miniguida alla scelta e all’acquisto!

Arredare casa con i tappeti

Costruire i propri ambienti in maniera che sappiano rispecchiare la personalità e le inclinazioni è un gioco che non stanca mai un vero design addicted. Tra gli strumenti che possono concorrete alla migliore espressione di sé ci sono spesso i tappeti, da alcuni tenuti in scarsa considerazione ma che hanno un grande potere anche nel dare carattere alle stanze, infondendo calore ed atmosfera. La scelta è molto spesso dettata dall’estro, dalla creatività, e viene compiuta in maniera del tutto spontanea. Ci sono però alcune linee guida fondamentali per orientarsi verso la scelta del tappeto migliore.

Le dimensioni del tappeto

Iniziamo con la grandezza: il tappeto può completare e migliorare l’aspetto delle stanze nelle quali lo posizioneremo, ma è importante prendere prima le misure e farlo in maniera precisa ed accurata, non “a occhio”, per evitare di incappare in inconvenienti. L’ideale, per continuità di stile, è posizionare il tappeto di fronte al divano, oppure se si decide di piazzarlo sotto a tavolo e sedie, vi suggeriamo un tappeto che abbia la stessa forma del tavolo per ottenere un effetto più gradevole.

La scelta del materiale

È fondamentale valutare con attenzione anche il materiale del quale è composto il nostro nuovo tappeto: ad ogni contesto, infatti, è preferibile associare una specifica finitura, anche valutando se la sua destinazione è meramente estetica oppure deve assolvere a qualche funzionalità (si pensi, ad esempio, ad un tappeto posizionato in corrispondenza del letto, che per forza di cose deve risultare morbido, caldo e confortevole).
Se l’intento è quello di regalarsi un tocco di eleganza, invece, andrà benissimo un tappeto in fibra vegetale che può offrire strategie di arredo inedite e molto accattivanti.

Forma e definizione degli spazi

Un tappeto può “isolare” una delimitata area di una stanza, fungendo quasi da criterio di divisione, come nel caso degli open space che visivamente risulteranno meglio definiti. È fisiologico che la forma di un tappeto possa determinare la fisionomia della stanza stessa, e la sua collocazione andrà ad influire su tutto lo scenario: molto di più di un banale dettaglio quindi, ma un complemento d’arredo di grande forza!

Alcune proposte di tappeti moderni

Il comparto tessile è per forza di cose un grande alleato nella realizzazione degli arredamenti per gli interni, perché è in grado di offrire soluzioni e complementi che arricchiscono con preziosi e curati dettagli gli spazi di casa. Sono numerose le aziende, sia nel panorama italiano che internazionale, a forte specializzazione in questo comparto, e vogliamo soffermarci su alcune delle idee più originali che abbiamo di recente potuto ammirare.

Tappeto Othello di Kasthall

Othello è un tappeto di forma rettangolare realizzato interamente in lana su design di Maja Johansson per l’azienda svedese Kasthall. Il suo effetto a bande di colore di uguale misura è giocoso e molto eclettico, ma riesce comunque a mantenersi su toni classici, affiancandosi così alla perfezione a qualsiasi tipo di arredo senza mai stonare.

Tappeto New Japan di CC-Tapis

Su design dell’italiana Chiara Andreatti l’azienda CC-Tapis propone invece il tappeto New Japan, un’idea per il living ma anche per la zona notte più esuberante nel disegno che impreziosisce trama e ordito, con una geometria a scalare che crea un gradevole effetto ottico. New Japan è un tappeto interamente realizzato a mano in Nepal con pura lana Himalayan, e ha una palette di colori decisamente notturna che scala dall’indaco al blu scarico per passare al blu oltremare, il tutto mescolato con il beige. La sensazione vintage è assicurata, così come quella di un prodotto artigianale di eccellente manifattura.

Tappeto Origami di Illulian

È anch’esso ispirato dichiaratamente alla cultura giapponese, ma in questo caso realizzato da un’azienda tutta italiana come Illulian, il tappeto Origami: un magnifico complemento d’arredo dall’allure molto sofisticata e capace di catturare gli sguardi con la giustapposizione di ritagli poligonali perfettamente simmetrici ma che danno dinamismo estremo a tutta la texture. È un tappeto che richiama tutti i trend dell’interior design contemporaneo, proposto in diverse combinazioni di colori che vanno dal bianco/dorato alla scala di grigi o di beige/marrone, passando per l’intramontabile bianco e nero.

 

 

Mag 2, 2019
Christian

Una guida essenziale all’arredo giardino

Se hai l’impagabile fortuna di disporre di un ampio spazio all’aperto o di un terrazzo come corredo del tuo appartamento, e sei tra i nostri lettori, di certo lo consideri come un’estensione della tua casa da arredare e personalizzare a piacimento secondo i tuoi gusti.
Non ti accontenterai certo di due sedioline e un tavolo, desidererai sempre qualcosa di più, e non sottovalutare mai questa risorsa che per tanti è solo un sogno! In un terrazzo, soprattutto se è anche corredato da tanto verde, ci si può sbizzarrire con la fantasia lasciando carta bianca alle idee creative e allestendo composizioni originali. Seguici per scoprire qualche trucco e suggerimento per arredare il tutto in sintonia con il tuo modo di intendere la vita, il design ed anche il relax.

La riscoperta dell’arredamento da esterni

Quando si avvicina la bella stagione, parte anche online – ma non solo, visto l’affollamento dei rivenditori di elementi e complementi di arredo giardino – la caccia all’accessorio, al mobile giusto, a quel piccolo tocco di stile che mancava per attrezzare lo spazio disponibile e farlo assomigliare a scenari da favola ammirati sulle riviste di arredamento o sui grandi cataloghi specializzati, da quelli più popolari come Ikea e Leroy Merlin fino a quelli proposti dai marchi di èlite.
Già, perché il mondo dell’interior design di classe ha imparato a non trascurare i progetti per chi ha tanti metri quadrati a disposizione da configurare all’aperto ma anche per chi è alla ricerca di accessori più morigerati e contenuti nelle dimensioni ma che sappiano essere incisivi e ricercati nel design al pari dei complementi indoor, capaci di offrire allo stesso tempo funzionalità inedite ed inattese.
Irrinunciabili sono ad esempio le sedie impilabili, che consentono di guadagnare spazio quando vengono messe “in letargo” in inverno ma che sfoggiano oggi linee più che seducenti; non è difficile scoprire idee praticissime come tavolini da agganciare alle ringhiere o moduli componibili ed anche luminosi, per non parlare poi dei contenitori multiuso.

Spazi ristretti oppure ampi giardini, come orientarsi

Non tutti i giardini sono uguali, ci mancherebbe: ci sono quelli più ristretti, ridotti all’osso, oppure gli spazi di metratura superiore che offrono maggiori libertà ed opportunità. Vediamo insieme come comportarsi in entrambi i casi.

Come arredare un giardino piccolo

Un esempio tra i più classici è quello di un piccolo balcone o di un terrazzino: sono spazi che se attrezzati con furbizia possono essere valorizzati alla grande, ricavandone angoli nei quali ogni centimetro diventa prezioso se dotato di soluzioni multifunzione, di piccole dimensioni e salvaspazio. Fondamentale è saper sfruttare le pareti sviluppando in senso verticale parte dell’arredo, magari con scaffalature di ridotta profondità che non riducano lo spazio calpestabile ma che possono ospitare piante e vasi o con i pannelli a griglia, spesso in legno, sui quali è possibile far sviluppare piante rampicanti ma anche posizionare accessori a sospensione e persino strumenti per l’illuminazione ideali per creare atmosfera in special modo nelle serate estive.
Nel caso degli spazi esigui, è fondamentale saper scegliere un mobilio dalle giuste proporzioni, come piccole panche che fungano sia da sedute che da contenitore, oppure un carrellino portavivande che può essere spostato a piacimento.

Come scegliere al meglio per un giardino esteso

Maggiore libertà di scelta e spazio all’inventiva sono invece prerogative per chi possieda un outdoor ampio, ma in questi casi è fondamentale anche sapersi orientare tra le diverse proposte arredando con razionalità per organizzare al meglio le diverse aree ed evitare un controproducente effetto “caos”.
Vanno distinte le aree relax, come quelle da attrezzare con lettini per la tintarella e un ampio ombrellone, da quelle adibite all’accoglienza ed alla socializzazione, che possono essere allestite con un conviviale salottino in polyrattan corredato da tavolino, e per chi si organizza anche per pranzi e cene all’aperto nulla è meglio di un set composto da tavolo e poltrone magari “incorniciato” da un ampio gazebo che crea l’illusione di una stanza outdoor.
I più audaci potranno addirittura predisporre, se mezzi e spazi lo consentono, uno spazio cucina di tutto punto, con tanto di lavabo ed area cottura ma soprattutto con un braciere, magari un barbecue in muratura o uno più semplice scelto tra gli innumerevoli modelli più o meno avanzati disponibili sul mercato.

Il culto della grigliata all’aperto!

Non è certo un segreto, infatti, che proprio la braciata o grigliata in compagnia sia l’indiscussa regina delle giornate di relax trascorse a cielo aperto, e gli italiani che ne sono maestri e cultori hanno (ri)trovato un tesoro con la rinascita del giardino! Torneremo presto proprio sull’argomento del barbecue e delle grigliate, con alcuni essenziali suggerimenti per la scelta migliore!

 

 

Giu 13, 2018
Christian

Guida alla scelta del mobile giusto

C’è un aspetto dell’interior design che non ci stancheremo mai di mettere in evidenza ed incensare: il valore incalcolabile di quegli arredi pensati per accompagnarci per tutta la vita, grazie a linee sempre attuali ed a una accuratissima selezione dei materiali nei quali vengono realizzati.
Si tratta, in questi casi, di arredi creati da quei designer che amano la discrezione e la preferiscono rispetto al protagonismo, con l’intento di mettere i loro progetti al completo servizio dell’utilizzatore finale facendolo diventare un punto di riferimento nella sua vita ed un oggetto con il quale interfacciarsi ed interagire ogni giorno, sfruttandone le potenzialità ma soprattutto la funzionalità.

Gli arredi funzionali

Partendo da simili premesse ed in tali circostanze, parliamo di mobili ed arredamenti che non tradiranno mai le attese: sono pensati per durare nel tempo, accompagnarci a lungo nel nostro cammino, raccontando così anche qualcosa della personalità, dell’indole e persino delle attitudini di chi quella casa l’ha arredata e la abita.
Molti nomi di designer che offrono “sicurezza” con la loro inventiva sono già stati protagonisti tra i nostri articoli: spesso vi abbiamo parlato dello strettissimo rapporto che lega Rodolfo Dordoni a Minotti, o di come Flexform trasformi in oggetti concreti le sempre coinvolgenti idee di Antonio Citterio. Sono rapporti di lungo corso questi, relazioni e collaborazioni professionali instaurate da tempo e che rendono le nostre case dei luoghi più accoglienti e confortevoli, senza deludere mai.

Gli arredi esuberanti

Spesso, come sapete, ci siamo anche soffermati sulle creazioni più originali di progettisti che instillano sempre grande energia creativa nelle proprie opere, rendendo evidentissima la mano d’autore al punto da portarci a definire alcuni oggetti o complementi d’arredo delle opere d’arte.
È il loro dichiarato intento, farsi riconoscere e ricordare suscitando ammirazione: capita nelle opere di Patricia Urquiola come in quelle di Philippe Starck, veri personaggi per l’architettura e l’interior design. I loro pezzi possono imprimere al vostro appartamento un segno poderoso, denso di stile, ma è importante non farsi prendere troppo la mano.
Attingendo solo ad opere nelle quali domina la forte personalità creativa si rischia infatti di ritrovarsi una casa nella quale solo la forma viene esaltata per destare interesse o curiosità, ma la sostanza – nei panni in questo caso della pratica funzionalità – potrebbe passare in secondo piano.

Per vivere meglio di certo ci vogliono dei tocchi di imprevedibilità nell’ambiente, punti o oggetti di impatto visivo che attirano l’attenzione, ma è imprescindibile circondarsi di mobili “sicuri” e fedeli, forse meno originali ma di certo più capaci di soddisfare esigenze concrete!

 

Feb 2, 2018
Christian

3 trucchi per arredare una cucina piccola

Quando chiacchieriamo tra noi della redazione di NonSoloArredo, spesso ci troviamo a discutere su una questione che per alcuni magari è di scarso rilievo, ma per chi ama l’interior design in tutte le sue anime è davvero cruciale!
Qual è l’ambiente di casa che meglio sa esprimere l’identità di chi la vive, comunicare passioni e gusto per la convivialità ed in alcuni casi persino fornire informazioni su stile di vita o inclinazioni?
Alcuni tra noi non hanno dubbi: è la cucina il cuore pulsante di una casa, specie con le ultime evoluzioni in fatto di tendenze per l’arredamento.

Come arredare una cucina piccola?

Queste tendenze purtroppo riescono a premiare solo alcuni “fortunati”, quelli che hanno tanti metri quadrati a disposizione e possono quindi permettersi un unico, grande open space. Quando la metratura invece è ridotta, c’è poco da fare e bisogna inventarsi qualcosa per conciliare la migliore personalizzazione e l’estetica con la massima e più efficiente funzionalità, al fine di sfruttare ogni centimetro ed in più riuscendo a far apparire lo spazio nel suo complesso più arioso.
Non servono trucchi di magia, è sufficiente in primo luogo dedicare grande attenzione alla scelta dei colori. Pareti e soffitti devono essere neutri o comunque chiarissimi, ed in una simile cornice andrà costruita una cucina animata da toni intensi e decisi, con colori vivaci il cui impatto visivo e contrasto cromatico faranno già tantissimo in termini di dinamismo e luminosità.

Il carrellino estraibile

Un altro trucco davvero eccezionale per l’ottimizzazione degli spazi è rappresentato dal carrellino estraibile con sovrapposto un piano di lavoro.
È un espediente che tanti marchi di cucine stanno oggi adottando e proponendo, sui ripiani del carrellino trovano posto vasetti, barattoli e tanto altro ancora per non occupare spazio vitale sui ripiani più a portata di mano, mentre il piano di lavoro aggiuntivo e a scomparsa vi regalerà quel surplus di funzionalità e praticità che quando siete all’opera troverete quasi “miracoloso”!

Progettare e costruire in verticale

Per finire, razionalizzare lo spazio a disposizione vuol dire anche sfruttarlo ovunque possibile. Le pareti libere e non occupate dai moduli e dai pensili della cucina sono perfette per accogliere ripiani a vista o mensole, dove andrà riposto tutto ciò che non teme la luce o la polvere. Ragionare in verticale trasformerà una cucina anche minuscola in un ambiente dalla filosofia vincente, perché non verrà trascurato nessuno spazio!

Dic 23, 2017
Christian

Il problema della condensa e muffe sui muri di casa

Nelle abitazioni, che siano nuove o più vecchie, appare spesso il disturbante fenomeno della muffa sui muri, ed i fattori che portano a questo fenomeno sono diversi da tipologia di abitazione ad un’altra.
Mentre ad esempio il fenomeno della muffa sui muri in abitazioni recenti può derivare dai serramenti nuovi che impediscono la traspirazione della casa, in case vecchie il problema può essere legato ad altri fattori, come ad esempio delle murature che hanno le loro fondamenta interrate e di conseguenza l’acqua presente nel terreno penetra nelle murature in questione creando il fenomeno di risalita dell’umidità.
Non sono solo queste le cause imputabili alla muffa, ma anche i materiali usati ed il modo in cui questi sono stati usati per costruire l’abitazione interessata dai muri umidi.

Va da sé che in una abitazione la muffa è difficilmente ben accetta e pertanto sono richieste azioni per eliminarla e purtroppo per agire in modo definitivo occorrono certi sforzi anche e purtroppo di tipo finanziario.

La soluzione migliore e più semplice per evitare l’umidità sui muri sarebbe quella di considerare tale fenomeno già nel momento della creazione dell’abitazione, invece di aspettare che questa compaia improvvisamente in casa con tutto il disturbo relativo per eliminarla.
Oltre alle iniziali macchie poi si presenta la fioritura dell’intonaco e la disgregazione di questo, quando si arriva a ciò si è aspettato troppo tempo.
Può sembrare la scoperta dell’acqua calda ma fondamentalmente se le pareti interessate alla possibile formazione dell’umidità di risalita avessero un livello di traspirazione adeguato, tale fenomeno non si verificherebbe.

Sicuramente non è molto probabile o pratico che un futuro acquirente di abitazione vada sul luogo di costruzione mentre i lavori edili sono ancora in corso e si raccomandasse con gli operai di fare tutte le necessarie azioni affinché la muffa non si presenti.Teoricamente però questa potrebbe essere una buona soluzione.

Una soluzione applicabile da tutti

Se queste sono le soluzioni ottimali ne esiste una facilmente applicabile da tutti, ovvero l’areazione degli ambienti da praticare quotidianamente in tutte le stagioni e possibilmente in tutti gli ambienti.
Sicuramente aree in cui è obbligatorio fare tale azione sono il bagno, la cucina e la camera da letto.
In cucina potrebbe essere presente la cappa aspirante e in tale caso l’obbligatorietà del suo uso dovrebbe essere nei momenti in cui si cucina, che presentano appunto i maggiori momenti di creazione di vapore acqueo in tali ambienti.

Non che la cucina sia l’unica area il cui si può verificare tale fenomeno, la doccia o la vasca da bagno quando usate ne provocano ulteriormente lo sviluppo e lo stesso dicasi della camera da letto, dove il respiro magari associato al calore dell’area causano sempre lo sviluppo del vapore acqueo.
Non è certo da trascurare la pratica tipicamente invernale di porre i panni bagnati sul calorifero, in modo che si asciughino il prima possibile, il che contribuisce certo al formarsi dell’ormai famoso e famigerato vapore acqueo.

Il riscaldamento dell’ambiente gioca anche un certo ruolo in questi fenomeni, e non è certo infrequente nel caso di un mobile piazzato a diretto contatto con un muro, spostarlo e trovarci poi la muffa dietro, anche questo contatto diretto tra superfici la può creare, e il danno in questo caso può essere duplice, può riguardare sia il muro che il mobile.
Fondamentalmente tale fenomeno non sarebbe cosi dannoso se venisse prontamente eliminato, invece questo va finire sui muri si crea la condensa e da qui nasce l’umidità di risalita, specialmente se i muri non hanno la capacità di traspirare a sufficienza.

Quello che poi succede con lo svilupparsi dell’umidità sono la condensa sui muri, lo sviluppo di funghi, intonaco rovinato e idem per il legno, mancanza di isolamento della muratura o riduzione del suo potere e la fioritura dell’intonaco.
Tali fenomeni sono derivanti generalmente da una combinazione di situazioni relative all’ambiente che riguardano sia l’esterno che l’interno dell’abitazione. Il discorso precedente riguardante la creazione della casa alle origini, cioè i materiali usati ed il modo in cui questi sono stati usati per costruire l’abitazione, è pienamente in vigore.

Il discorso su questi e sulle modalità di riscaldamento potrebbe tranquillamente generare vari altri articoli sulle corrette modalità di uso e applicazione, che però quando ci si trova la muffa in casa hanno ormai solo un valore teorico.

Dic 20, 2017
Christian

Mettere assieme una doccia: struttura e componenti.

Si pensa comunemente alla doccia come ad un oggetto singolo ma se la si analizza in modo leggermente più attento si può notare che invece sono tre pezzi ben differenti, ovvero il box doccia, il suo piatto e tutto il sistema di rubinetti.

Siamo oggigiorno in grado di avere un box doccia adatto a qualunque ambiente in quasi qualunque casa di qualunque città da Torino a Catania, da Milano a Roma, solo per rimanere in Italia.
Il tutto serve per dire che questo campo si è enormemente ampliato, al giorno d’oggi esistono varie ditte che fabbricano i box doccia adatti a qualunque esigenza o quasi.
La cabina doccia, potremmo dire quella standard, è quella che ha le pareti in vetro temperato (misura di sicurezza nel caso in cui il vetro si rompa), potrebbe essere superfluo dire che la cabina deve essere adatta al piatto doccia ma è bene farlo presente.
Un particolare da tenere presente quando la si sceglie è il tipo di apertura che questa ha, bisogna tenerlo presente fondamentalmente per ragioni di comodità.
Questo nel senso aver un box doccia con una porta che si apre verso l’esterno, (difficilmente ne troverete una che si apre all’interno) può essere un problema quando non si ha una stanza da bagno di dimensioni adatte a permettere l’ingresso alla doccia suddetta con la porta aperta.
La soluzione migliore per una situazione come quella appena citata è avere il box doccia con le porte scorrevoli, (ovvero due lastre di vetro, una mobile e una fissa), con questo si può dire di aver terminato le tipologie di cabine doccia in vetro.

Potremo citare quelle che hanno l’apertura a soffietto, ma è un modello poco comune.
Nonostante questo, come abbiamo detto in precedenza, esistono fabbriche o negozi (sia a Torino che altre città) specializzate nella costruzione di queste attrezzature per il bagno che possono soddisfare quasi tutte le esigenze o desideri relativi al box doccia, ovviamente bisognerà essere specifici relativamente alle misure desiderate.

Come potrà sembrare ovvio queste soluzioni essendo personalizzate potranno avere un costo maggiore e tempi di consegna maggiori, rispetto a quello che potrete trovare in qualunque negozio di arredo bagno di città grandi come Torino o Milano.

Le pareti dei box doccia

Come brevemente accennato sopra le pareti delle cabine doccia dovranno obbligatoriamente essere di vetro temperato (esiste proprio una regolamentazione su questo).
Per andare più nel dettaglio spieghiamo che se per un qualunque motivo il vetro temperato dovesse spezzarsi, questo non si spezzerà in lastre ma in piccoli pezzi vetro, in questo modo anche se dovessero colpire in qualche modo la persona, questa non ne risulterà danneggiata come potrebbe invece essere se fosse colpita da una lastra.

Se per la cabina doccia possono eventualmente presentarsi problemi di spazio o forma la stessa cosa non è imputabile al piatto doccia.
Quantunque ne esistano di diverse forme geometriche e dimensioni se per un qualche motivo questi non fossero adatti alla cabina esiste la soluzione definitiva che è il piatto doccia filo pavimento.
Questa non è altro che una struttura di piastrelle adatte appunto alla doccia con nel mezzo uno scarico, sotto queste piastrelle verranno fatti debiti lavori di impermeabilizzazione in modo che l’acqua che si infiltra in mezzo a queste non causi tutti i problemi relativi a infiltrazioni, sia nell’appartamento della casa di Torino che ovviamente nell’appartamento sottostante.

Particolare che strizza l’occhio all’estetica è che queste piastrelle possono essere di vari materiali, che siano resine sintetiche, la classica ceramica o l’elegante marmo, tali materiali possono essere di diversi colori e ovviamente antiscivolo.

L’ultima parte della nostra doccia di Torino sono i rubinetti tubi e soffione, che per logica devo essere adatti alle dimensioni della cabina doccia. I soffioni sono di varie misure da quelli più piccoli sino a quelli che fanno scendere addosso una cascata d’acqua, possono essere fissi oppure a saliscendi o anche uno fisso e un altro che ha dimensioni minori e il tubo flessibile.

Nella stessa cabina doccia potremmo anche piazzare una colonna doccia al posto del soffione, elemento che ha ulteriori particolarità il termini di benessere, come aromaterapia, cromoterapia, volendo potremo anche ascoltare musica grazie a queste colonne. Anche questo sono di varie dimensioni e appunto con varie funzionalità come quelle appena descritte, ma ne esistono anche di più semplici che hanno solo la funzione di far scendere l’acqua e basta.

Nov 30, 2017
Christian

Ristrutturare cucina: perché e quali sono le soluzioni

Ristrutturare cucina è molto importante: perché spesso il miglioramento di una cucina – uno degli ambienti senza alcun dubbio tra i più vissuti di una casa – può essere davvero la soluzione ideale anche dal punto di vista della funzionalità. Una cucina nuova, con tutti i miglioramenti del caso anche dal punto di vista della flessibilità e dell’usabilità – oltre che sotto il profilo importante del risparmio energetico – può rappresentare qualcosa di davvero nuovo ed utile.

Perché ristrutturare la cucina: quali sono i miglioramenti ottenibili

Talvolta, migliorare una cucina è importante, non solo dal punto di vista dell’estetica ma anche sotto il profilo della funzionalità.

Al giorno d’oggi, grazie anche alla presenza sul mercato di varie compagnie low cost, ristrutturare cucina è divenuto molto più semplice ed economico che in passato. Certo, chiaramente tutto è subordinato sia alle proprie disponibilità di denaro, sia alla qualità ed alla quantità di mobilia e di elettrodomestici che si desidera acquistare.

Ma perché effettuare una ristrutturazione dell’ambiente culinario, ovvero dell’ambiente in cui si cucina, che non è propriamente visto come un luogo di massimo design? Generalmente, se si vanno a guardare le motivazioni che stanno alla base del cambiamento della propria cucina, ritroviamo che essa ha ormai raggiunti i propri limiti nell’utilizzo, e dunque non può più andare oltre. Un altro motivo, spesso, risiede nell’eccesso di consumo degli elettrodomestici, specialmente se essi sono datati ed obsoleti, ed acquistati svariati anni or sono: alcuni ritengono più conveniente, infatti, acquistare una nuova cucina, in modo da avere un buon risparmio energetico nel tempo.

Ma il motivo per il quale, di solito, si sceglie di effettuare delle ristrutturazioni della propria cucina, è che si desidera un cambiamento dello stile o dell’intero ambiente. Questo avviene soprattutto se l’ambiente culinario in questione risale a parecchi anni fa, magari ereditato da parenti, nonni o genitori.

Come fare, dunque? Come cominciare a muoversi? Anzitutto, è bene scegliere un tema, uno stile, o anche un colore, per meglio capire come ristrutturare la propria cucina. Sul mercato, infatti, sono presenti numerose soluzioni, a seconda dei gusti e delle propensioni di ognuno di noi. Ad oggi le più gettonate sono ovviamente le cucine moderne, che regalano qualcosa anche in termini di design. Ma ci sono anche coloro che amano il genere rustico, o quello vintage, o altri ancora.

Chiedere un consulto a qualche esperto di edilizia, se non direttamente ad alcune imprese edili che si occupano di tutta la gestione delle pratiche relative al miglioramento della struttura, rappresenta poi la mossa successiva, oltre che una di quelle finali. Grazie a questi organi, infatti, è possibile non soltanto avere dei preventivi, per farsi un’idea della spesa complessiva, ma anche riuscire ad operare direttamente per capire meglio quello che potrebbe essere il risultato finale.

Acquistare un intero immobile da ristrutturare

Acquistare immobili può riservare diverse sorprese se non si ha un minimo di esperienza.

Molte persone si fanno attirare dal prezzo, magari particolarmente conveniente, e senza consultare un tecnico rimangono allettati dalla proposta per poi scoprire di aver fatto un cattivo affare. Magari si era convinti di poter ammodernare l’appartamento o la villa con dei lavori di ristrutturazione apparentemente non troppo dispendiosi, mentre ci si rende conto che molti di questi ammodernamenti non si possono implementare per limiti fisici e strutturali dell’immobile già però acquistato!

Quindi la prima cosa importante da precisare nell’acquisto degli immobili da ristrutturare è non acquistare a scatola chiusa e non essere avventati, facendoci aiutare da un esperto o comunque da una persona che vanta una certa esperienza nel settore. Bisogna innanzitutto valutare, anche se le ristrutturazioni fossero interamente consentite, quale l’impatto economico per la realizzazione di queste ristrutturazioni. Le imprese di ristrutturazioni edili possono sicuramente aiutare da un punto di vista della consulenza, quando magari saranno loro ad eseguire le stesse ristrutturazioni edili, e maggiormente il caso di coinvolgere la ditta edile in questione. A volte si va di fretta perché con una scusa che si fa convincere che l’affare deve essere chiuso in tempi rapidi altrimenti lo si perde, e non si pone la giusta attenzione sull’analisi del fabbricato e dell’immobile in questione.

Per valutare in linea di massima i costi di ristrutturazione bisogna tenere in considerazione l’impatto per la ristrutturazione degli impianti, quello relativo alle modifiche e rifacimenti nei bagni, eventuali sostituzioni di pavimenti e di infissi, lavori da eseguire sulle pareti e così via.

Per quanto riguarda gli impianti la prima cosa da richiedere la certificazione per quanto riguarda l’esecuzione ad opera degli stessi impianti, che devono essere coerenti con tutte le norme e condizioni relative alla sicurezza previste dalla legge italiana. Quindi potrebbe occorrere sistemare dei fili, sistemare l’impianto di riscaldamento e la caldaia, magari sostituendo il tipo di caldaia oppure modificando l’impianto. A volte succede infatti che vengono realizzati degli impianti per le caldaie che non sono a norma, e che magari usano tubature in comune con altri dispositivi per lo scarico dei fumi. Oggigiorno nessun tecnico firmerebbe un impianto di questo tipo, perché oltre non essere a norma, è molto pericoloso in generale per la sicurezza. Per questo motivo devono essere in questi casi ricreate delle tubature per l’aspirazione e l’espulsione dei gas scarico.

Per quanto riguarda invece i bagni, l’attenzione deve essere posta sulla condizione delle tubature dell’impianto idrico, in quanto solitamente i sanitari, la rubinetteria, i piatti doccia e cose di questo tipo andranno sicuramente sostituiti e l’impatto sarà relativo, mentre l’impatto della sostituzione delle tubazioni è sicuramente più rilevante.

Particolare attenzione deve essere anche posta sugli infissi, in quanto rappresentano una delle spese principali delle ristrutturazioni e possono incidere tantissimo sul preventivo finale. La spesa di infissi, giusto per intenderci, può essere paragonata se non addirittura superiore alla spesa che andremo ad affrontare per la sostituzione dei pavimenti.

Per quanto riguarda invece la ristrutturazione o sostituzione dei pavimenti, la scelta si fa un attimino più ampia perché la tipologie di piastrelle o di pavimenti che si possono applicare e abbastanza diversificata. In questi casi la situazione da valutare sulle condizioni specifiche dei pavimenti che vi ritrovate e in base ai materiali utilizzati e alla loro usura.

Le pareti, per quanto riguarda il loro abbattimento o ricostruzione non presentano dei costi insostenibili. Anche in questo caso bisogna valutare in base alle condizioni attuali delle pareti esistenti in base al progetto di ristrutturazione che è stato concordato.

Ott 10, 2017
Christian

Home staging: un nuovo mestiere ed un trucco per vendere meglio casa!

Ci occupiamo generalmente di oggetti che nascono per arredare la casa, progetti di design, persino di soluzioni architettoniche. È ovvio quindi che il settore immobiliare, in una accezione più ampia relativa proprio alla compravendita di una casa o alla sua locazione, possa facilmente rientrare tra i nostri temi di interesse, perché trattasi della cornice che tanto ci appassiona riempire e personalizzare!

Home staging, una nuova strategia di marketing

Ricerche mirate e basate su precise statistiche hanno dimostrato, numeri alla mano, quali sono gli immobili che restano per minor tempo nelle vetrine delle agenzie o tra gli annunci, ed il risultato ci ha sorpresi perché abbiamo scoperto una figura professionale che ci era del tutto sconosciuta, quella dell’Home Stager!

Questa particolare fase di recessione economica ancora in corso ha infatti reso più problematica la collocazione degli immobili, ed in questa sorta di incontro e contaminazione tra i mestieri si trova uno strumento dalle enormi potenzialità: per mettere in atto un efficace Home Staging, infatti, vanno conciliate le peculiarità dell’agente immobiliare, colui che deve conoscere le migliori tecniche persuasive per vendere, con le competenze e la creatività di un interior designer, l’unico in grado di organizzare e riorganizzare gli spazi per farli apparire più appetibili.
L’occhio critico permette di valorizzare e mettere in risalto gli angoli migliori, i punti di forza di una casa, e di rendere al tempo stesso ininfluenti quelli male in arnese.

A volte bastano piccoli e semplici tocchi come una nuova disposizione del mobilio, ove presente, o la rimozione degli elementi di disturbo che possono comunicare sensazioni di disordine o o di trasandato abbandono.
Un trucco evergreen è rappresentato dagli specchi, che moltiplicano gli spazi quasi con un effetto ottico, e possiedono una luce intrinseca!
L’ambiente deve apparire rilassante, accogliente, invitante: spazio e luminosità giocano un ruolo chiave, e per questo non è tanto consigliabile aggiungere quanto togliere, e soprattutto riordinare.

Trucchi per un efficace home staging

Ogni stanza deve possedere specifiche peculiarità: comfort e relax per la camera da letto; calore e comodità, intesa come praticità d’uso, per la cucina; luminosità e senso di intimità per la zona living.
È l’occhio esperto ma estraneo a quegli ambienti il vero miglior organizzatore, ed in molti casi le soluzioni sono facilmente praticabili ed anche economiche. Raramente si deve intervenire con ristrutturazioni, ma non vanno escluse: a volte una rapida tinteggiatura delle pareti può fare miracoli nel trasformare una stanza, o in casi più estremi anche l’abbattimento di pareti tra stanze troppo anguste, separandole magari con muretti bassi divisori, aiuta ad enfatizzare la metratura a disposizione.
Non va dimenticato che, dopo un intervento di Home Staging, anche qualsiasi servizio fotografico restituirà sensazioni di una casa migliore, e più desiderabile!

Se state pensando di vendere casa, iniziate allora subito da questi segreti prima di metterla in scena in una giusta dimensione, valorizzandola!

 

Set 6, 2017
Christian

Mobili antichi e antiquariato: come riconoscerli?

Mobili antichi: sono oggetti di antiquariato a tutti gli effetti. Ma come si riconoscono?

 

 

Quando si parla di mobili antichi non si può non fare riferimento ad un concetto molto importante nella storia dell’arte: i mobili che appartengono ad un’epoca storica – esattamente come gli oggetti d’arte, che possono essere ad esempio sculture, quadri o dipinti, ed altre tipologie di oggetti – fanno parte, infatti, della categoria degli oggetti di antiquariato. Oggetti che rappresentano un dato periodo storico, più o meno rilevante,  e che proprio per questo motivo meritano di essere non solo adeguatamente riconosciuti, ma anche valorizzati. E qual è il miglior modo per valorizzare questi mobili se non quello di saperli identificare e saperne riconoscere il valore?

Nel caso in cui ci ritrovassimo in casa un tavolo o un mobile in generale che ci ricordi un periodo storico artistico ben preciso, il consiglio è quello di farlo valutare da un antiquario, ovvero da un esperto che si occupi della corretta valutazione del mobile antico e che sappia riconoscerne l’identità ed il valore.

Come riconoscere un mobile antico

Ma se volessimo essere in grado di riconoscere in maniera autonoma e autentica un mobile antico? Quali sarebbero i passi da compiere? Prendiamo ad esempio un mobile che ci appare essere del ‘700, un secolo che ha visto diverse evoluzioni dal punto di vista artistico e culturale e che proprio per questo potrebbe essere carico di confusione: nei primi anni, infatti, di questo secolo, era abbastanza evidente anche nella produzione dei mobili di antiquariato la ricerca del Barocco, che è stata a tutti gli effetti un’epoca artistica caratterizzata dalla presenza di forme maestose e imponenti, mobili ed opere dal lusso davvero sfrenato. Tanto che, alla morte del Re Sole, si era immediatamente deciso di reagire contrastando quello stesso lusso e dando importanza quindi ad un motivo più semplice e leggero che si andava a contrapporre con il lusso settecentesco tipico del Barocco.

Ed anche i mobili antichi sono rappresentativo di queste epoche: basti pensare che nei mobili Rococò possiamo trovare elementi particolari come fiori e foglie, conchiglie, boccioli, che vanno a contrastare i mascheroni, putti e cariatidi tipici del Barocco. Riconoscere elementi come questi potrebbe essere già un metodo importante per identificare un momento artistico e dividerlo da un altro: ed è per questo che nella valutazione delle opere, e pertanto anche dei mobili antichi, è decisamente fondamentale sapere di cosa stiamo parlando, essere a conoscenze delle caratteristiche principali di quel dato periodo e del metodo specifico di produzione dei mobili e degli oggetti e della loro elaborazione stilistica.

Non a caso, chi conosce le specifiche tecniche di quel dato periodo saprà esattamente di cosa stiamo parlando ed avrà più lineare la conoscenza ed il riconoscimento di quella data opera.

Set 5, 2017
Christian

Come scegliere l’orologio da parete per la tua cucina

L’arredamento della cucina risulta incompleto se non c’è un orologio da parete. La cucina è il fulcro della tua casa e riflette la personalità di chi vi vive. Così per esempio se una cucina è sempre ben pulita significa che vi abita una persona che ama l’organizzazione, e quindi un ottimo modo per completare l’arredamento di questa importante zona della casa è installando un elegante orologio da parete. L’orologio da parete è essenziale in cucina per avere sempre sott’occhio il tempo durante la cottura e crea un’atmosfera invitante e rilassante. Un orologio da cucina rende il posto più interessante, è un ottimo modo per aggiungere stile e funzionalità all’ambiente. Nel mercato, soprattutto quello digitale, è possibile trovare una vasta gamma di orologi da parete per la cucina in diversi stili e design da abbinare all’arredamento. Sono inoltre disponibili in diversi colori in modo tale da poterli abbinare anche alle pareti ed ai complementi d’arredo. Gli orologi da parete complimentano la vostra cucina rendendola più affascinante e che ci crediate o no, gli orologi da parete in cucina aiutano a creare l’atmosfera giusta.

Orologi da parete per la cucina: quale stile scegliere?

Prima di acquistare un orologio da parete per la tua cucina, devi essere consapevole dello stile del tuo arredamento. Il tuo arredamento può essere di Moderno, Retro, Country e in Art Decor. Ogni stile corrisponde a diversi elementi e soprattutto a diverse combinazioni di colori. Vediamo alcune proposte che ti aiuteranno ad acquistare il miglior orologio a parete da cucina in base al tuo stile:

  • Stile moderno: lo stile moderno comprende si solito elettrodomestici in acciaio inox e pareti di piastrelle accoppiati con i tavolini di vetro e scaffalature in acciaio inossidabile. Per questo tipo di cucina è possibile scegliere orologi in acciaio inox in modo da adattarlo agli altri accessori, se ti piace l’idea di uno specchio in cucina allora puoi scegliere un orologio con specchio rotondo e sottile.

 

 

  • Stile Retro: per la cucina in stile retrò ci si può tranquillamente indirizzare verso un classico orologio rotondo magari in metallo. Se si dispone di una cucina tipo vecchio diner o comunque in stile vintage si può optare per esempio per orologi da parete con dei logo simbolo come quello della Coca Cola, aggiungerete una nota di fascino creando al tempo stesso un’atmosfera familiare.

 

 

  • Stile Country: questo stile comprende una vastissima gamma di temi, Ci sono una varietà di temi disponibili, è possibile scegliere orologi da cucina con frutti colorati, verdure, animali selvatici e bellissimi uccelli ecc., è solo una questione di gusti.

 

 

  • Stile Art Deco: questo stile include alcuni accessori tipici di una cucina trasformati in orologi da parete, oggetti come piatti decorati con frutta e verdura, le bottiglie di vino ecc. Tra queste tipologia di orologi da muro è possibile trovare alcune vere opere d’arte, accessori di design che rendono davvero unico l’intero ambiente domestico.

 

In ogni caso prima di acquistare:

Decidere su quale parete andrà appeso l’orologio;

Considera lo schema di colori e trova quello che meglio si addice al tuo caso;

Misura lo spazio a disposizione sulla parete, sul mercato esistono anche orologi da parete di grandi dimensioni in grado di arredare da soli un’intera parete.

Set 22, 2016
Christian

Bonus Mobili ed Ecobonus, sei ancora in tempo!

Se stai pensando di ristrutturare casa, forse dovresti approfittare di questi ultimi mesi dell’anno, perché Bonus Mobili, Bonus Ristrutturazioni ed Ecobonus sono ancora validi fino al 31 dicembre ed al momento non ci sono informazioni circa una loro ulteriore proroga.

Si tratta di incentivi che puntano da un lato a garantire impulso all’economia in settori strategici quali l’edilizia e l’arredamento, favorendo così anche una generale riqualificazione del patrimonio immobiliare; dall’altro lato, i beneficiari sono i cittadini che hanno sempre differito certi tipi di spesa, ma anche le giovani coppie che acquistano casa e ricevono così dei consistenti sgravi fiscali.
Uno dei partner consolidati di NonSoloArredo, lo showroom di arredamenti e cucine a Napoli Tolomello, si fa portavoce di questa iniziativa proponendo tra i suoi servizi nell’area accoglienza clienti una dettagliata introduzione sulle modalità di accesso al Bonus Mobili, il cui importo è del 50% della spesa sostenuta ed applicabile nel caso di acquisto prima casa o ristrutturazione, con il rimborso che avviene in 10 rate annuali.

Ancora più vantaggiosa, perché sale al 65%, è la percentuale fissata per gli Ecobonus in caso di ristrutturazioni che vadano ad apportare migliorie energetiche o strutturali all’appartamento. Rientrano tra queste la bonifica dall’amianto, l’applicazione di criteri antisismici, le schermature ed ogni tipo di intervento che punti a rendere l’immobile più efficiente dal punto di vista energetico, rimuovendo le cause di dispersione del calore.
La speranza è che un nuovo Ddl di Stabilità proroghi simili agevolazioni anche per il 2017, ma nell’incertezza conviene darsi da fare entro il 31 dicembre per cogliere queste opportunità!

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aprile: 2020
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