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Giu 13, 2018
Christian

Guida alla scelta del mobile giusto

C’è un aspetto dell’interior design che non ci stancheremo mai di mettere in evidenza ed incensare: il valore incalcolabile di quegli arredi pensati per accompagnarci per tutta la vita, grazie a linee sempre attuali ed a una accuratissima selezione dei materiali nei quali vengono realizzati.
Si tratta, in questi casi, di arredi creati da quei designer che amano la discrezione e la preferiscono rispetto al protagonismo, con l’intento di mettere i loro progetti al completo servizio dell’utilizzatore finale facendolo diventare un punto di riferimento nella sua vita ed un oggetto con il quale interfacciarsi ed interagire ogni giorno, sfruttandone le potenzialità ma soprattutto la funzionalità.

Gli arredi funzionali

Partendo da simili premesse ed in tali circostanze, parliamo di mobili ed arredamenti che non tradiranno mai le attese: sono pensati per durare nel tempo, accompagnarci a lungo nel nostro cammino, raccontando così anche qualcosa della personalità, dell’indole e persino delle attitudini di chi quella casa l’ha arredata e la abita.
Molti nomi di designer che offrono “sicurezza” con la loro inventiva sono già stati protagonisti tra i nostri articoli: spesso vi abbiamo parlato dello strettissimo rapporto che lega Rodolfo Dordoni a Minotti, o di come Flexform trasformi in oggetti concreti le sempre coinvolgenti idee di Antonio Citterio. Sono rapporti di lungo corso questi, relazioni e collaborazioni professionali instaurate da tempo e che rendono le nostre case dei luoghi più accoglienti e confortevoli, senza deludere mai.

Gli arredi esuberanti

Spesso, come sapete, ci siamo anche soffermati sulle creazioni più originali di progettisti che instillano sempre grande energia creativa nelle proprie opere, rendendo evidentissima la mano d’autore al punto da portarci a definire alcuni oggetti o complementi d’arredo delle opere d’arte.
È il loro dichiarato intento, farsi riconoscere e ricordare suscitando ammirazione: capita nelle opere di Patricia Urquiola come in quelle di Philippe Starck, veri personaggi per l’architettura e l’interior design. I loro pezzi possono imprimere al vostro appartamento un segno poderoso, denso di stile, ma è importante non farsi prendere troppo la mano.
Attingendo solo ad opere nelle quali domina la forte personalità creativa si rischia infatti di ritrovarsi una casa nella quale solo la forma viene esaltata per destare interesse o curiosità, ma la sostanza – nei panni in questo caso della pratica funzionalità – potrebbe passare in secondo piano.

Per vivere meglio di certo ci vogliono dei tocchi di imprevedibilità nell’ambiente, punti o oggetti di impatto visivo che attirano l’attenzione, ma è imprescindibile circondarsi di mobili “sicuri” e fedeli, forse meno originali ma di certo più capaci di soddisfare esigenze concrete!

 

Mag 14, 2018
Christian

Quattro diversi concetti di seduta

La casa per essere ritenuta espressione dello stile di chi la abita e la vive, deve possedere i colori e le ispirazioni anche geometriche preferite dai suoi inquilini: ciò vale anche quando la personalità va un po’ al di fuori da schemi precostituiti!
In simili casi, sono d’aiuto i progetti d’autore dell’interior design, gli unici in grado di rispondere con gusto ad istanze meno canoniche creando mix di disegni geometrici ed accostamenti cromatici sempre capaci di cogliere nel segno.
La rassegna che stiamo per compilare è questa volta una sorta di “monografia” dedicata alle sedute, ed al suo interno accosteremo come spesso ci capita progetti assai diversi tra loro sia nel concept ispirativo e nel linguaggio che nel concreto risultato finale.

Sedia Phillips di Minotti

Partiamo da una sedia “atipica”, il modello Phillips ideato con una forma espressamente moderna e molto squadrata da Rodolfo Dordoni, e messa in atto da Minotti con materiali di eccellenza. A colpire subito lo sguardo non è soltanto la forma quasi provocatoria nelle sue linee sinuose, quanto la cerniera a contrasto che ne enfatizza volutamente il profilo: almeno è ciò che accade nelle versioni rivestite in tinte più chiare.
Per le caratteristiche tecniche di questa sedia che si fa portavoce di un mood raffinato, si veda alle voci metallo per la robusta struttura, schiuma poliuretanica per le imbottiture, e rivestimenti in pelle o tessuto, con una prima fodera protettiva.
E per non trascurare il comfort, le cinghie elastiche che sorreggono la seduta sono in caucciù mentre i piedini hanno il pratico scivolante protettivo e antigraffio in PVC.

Sedia Lilia di Riflessi

È forse più “tradizionale” nello stile, anche se non del tutto, la sedia Lilia che Riflessi propone su design di Sandonà e Bettini. Questa seduta gioca su un terreno del tutto opposto a quello cui appartiene Phillips, perché i suoi pochi decisi tratti grafici sono improntati alla leggerezza ed alla trasparenza, quasi come se volesse passare inosservata.
Non ci riesce, c’è poco da fare, perché le sue geometrie incuriosiscono anche lo sguardo meno attento con quella struttura quasi impalpabile e sottilissima e l’ampia feritoia sullo schienale.
Lilia è realizzata in tecnopolimero plastico per essere elastica, confortevole e semplice da pulire, ed in più ha un pregio che in molti dimostrano di apprezzare: è impilabile! Di sicuro il suo impatto è stato considerevole presso i giurati dell’edizione 2016/2016 del Good Design Award, che le hanno attribuito il premio per la qualità del suo design in riferimento al benessere apportato alla vita dell persone.
Leggera ed ergonomica, versatile ma essenziale nella sua accoglienza: Lilia viene proposta sia nella versione classica con gambe che in quella a slitta, e non vi nascondiamo da parte della redazione di NonSoloArredo la nostra predilezione per questa seconda variante, che aggiunge un tocco in più di eleganza ad un progetto già molto disinvolto e sbarazzino!

Sedia Saint Tropez di Calligaris

Ci discostiamo almeno in parte dalle geometrie essenziali protagoniste sino ad ora con la sedia Saint Tropez di Calligaris, un progetto che cerca di dissimulare la malizia del suo schienale ad effetto “trapuntato” spostando l’attenzione sulle sue sinuose forme. L’intento dei designer Dondoli e Pocci non riesce del tutto, perché la ricercatezza del suo design salta di continuo agli occhi e li blandisce con eleganza e creatività.
Curatissima nei suoi dettagli, ha la scocca in policarbonato disponibile in diverse tonalità anche trasparenti, e sorretta da una base in metallo proposta in 5 diverse finiture. Va detto che le linee così pure e morbide di questa seduta vengono proposte anche nella variante Saint Tropez W, nella quale la struttura è in legno massello anche in questo caso in diverse tonalità Possiamo dire che l’unico inconveniente di questa seconda versione è la non impilabilità, e forse per la nostra inclinazione verso i complementi di arredo capaci di manifestare la miglior funzionalità preferiamo la struttura in metallo, anche se il legno ha sempre un fascino difficile da abbandonare…

Pouf Geo di Arketipo

Per il quarto step ci concediamo una piccola licenza. Geo di Arketipo non è esattamente una seduta, ma è l’insostituibile amico in tanti salotti perché è un pouf, ed in quanto tale tra i suoi svariati usi si può contemplare anche quello di sediolino momentaneo! È davvero divertente con la sua composizione di elementi circolari sovrapposti, realizzati in tessuti diversi e con giochi di luce regalati dagli anelli in colori differenti, combinati in tonalità raffinate. Calvi Brambilla è il suo designer, che ha voluto solo un tessuto di alta qualità e tutto italiano per il rivestimento di questo pouf che saprà vivacizzare qualsiasi salotto!

Mar 27, 2018
Christian

Le ceramiche Polis creano un habitat sempre ispiratissimo!

Scegliere le piastrelle per gli ambienti della propria casa non è mai semplice, si tratta di decisioni molto più ponderate rispetto a quelle relative all’arredamento! I rivestimenti fanno “solo” da cornice, è vero, eppure oltre ad essere per loro natura molto meno intercambiabili rispetto ad un complemento di arredo, devono saper rispecchiare a lungo il nostro gusto, la personalità e tutto ciò con cui andremo a riempirla, questa cornice!
Ogni scelta deve quindi essere ben valutata, prendendosi tutto il tempo necessario e senza affrettare le decisioni.

Il catalogo Polis Ceramiche

Davanti ad un catalogo ampio ed articolato come quello di Polis Ceramiche, si scopre tutta l’eccellenza di un marchio che ha fatto della qualità estetica e tecnica la vera mission aziendale, allo scopo di produrre ceramiche ideali per qualsiasi progetto residenziale, anche quello più ambizioso, creativo e complesso.
La linea produttiva risponde a tutti i più moderni criteri tecnologici, con lavorazioni computerizzate e controllate elettronicamente per far sì che tutti i parametri siano sempre rispettati. Cottura, smaltatura, ma anche i test di prova alle condizioni di stress sia fisiche che chimiche che una piastrella può dover affrontare nel corso della sua vita assicurano il rispetto di standard elevati e la realizzazione di superfici perfette.
Se la tecnica ha il suo ruolo, non si può di certo trascurare quanto Polis metta passione anche nella realizzazione di ceramiche capaci di emozionare con il loro design, e di vestire le case creando in ogni ambiente un habitat che sappia essere rifugio ma anche gratificazione estetica.

Certificazioni e rispetto per l’ambiente

Il tutto da parte di un’azienda in continuo rinnovamento e che dopo aver ricevuto le più importanti certificazioni ISO del suo settore, ha investito le proprie risorse in un sistema di gesione a basso impatto ambientale.
Un esempio viene dalla tecnologia Relux, attraverso la quale si ottiene un prodotto di qualità da top di gamma pur impiegando prodotti a fine vita, con una speciale tecnica di smaltatura che sfrutta lampade fluorescenti.
L’ecobilancio tende nettamente al positivo perché vengono smaltite e riciclate materie prime, si riducono i consumi e si abbattono anche i costi di trasporto.
Il tutto si traduce in collezioni virtuose e sempre ricercate nello stile, che vi invitiamo ad ammirare proprio sul sito istituzionale Polis Ceramiche.

 

Mar 1, 2018
Christian

Ancora una volta… 4 assi per il tuo living!

Probabilmente inizierete a pensare che siamo degli incalliti giocatori di poker, perché abbiamo preso l’abitudine di presentarvi a gruppi di 4 proposte di interior design che di volta in volta ci incuriosiscono.
Quasi sempre riusciamo a mescolare gli stili, spesso ci dedichiamo alla zona living perché forse è quella in cui meglio si riesce ad esprimere le proprie velleità compositive, quando si lascia libero spazio alla fantasia!

Poltroncina Lehnstuhl

Secondo l’azienda austriaca Gebruder Thonet, è l’eredità a disegnare il futuro, e questa filosofia si traduce nella riproposizione in chiave moderna di modelli e progetti del passato, ma anche dell’adeguamento delle tecniche produttive.
La particolare tecnica di curvatura del legno messa a punto fin nel lontano 1800 dal capostipite di questa azienda Michael Thonet è oggi stata ristudiata e viene riproposta con ancora maggiore enfasi nel progetto Lehnstuhl, che Nigel Coates ha impreziosito di una nuova complessità progettuale. Il legno di faggio lavorato a vapore di questa lounge chair assume curvature ancora più morbide e sinuose, rispetto al progetto originario, per essere così ancora più accogliente. I
suoi braccioli ampi enfatizzano ed amplificano le sue forme generose, ma la nostra attenzione è stata catturata non tanto dalla proposta “originale” con seduta e schienale in paglia, quanto dalla versione imbottita e realizzata in collaborazione con l’azienda torinese Opificio, con ben 6 opzioni diverse in catalogo.
Solo a guardarla ispira sensazioni di relax per la sofficità della seduta e per la posizione che permette di assumere.

Lampada Sisifo di Artemide

Ci siamo infatti immaginati come assisi in trono su questa poltroncina e con un libro tra le mani, circondati da una luce soffusa e riposante che noi stessi abbiamo modulato nell’intensità a nostro piacimento.
La luce proveniva dalla lampada Sisifo disegnata e progettata da Scott Wilson per Artemide, uno strumento di illuminazione in grado di diffondere luce sempre morbida e confortevole (naturalmente a LED) grazie ai rilievi circolari sul diffusore studiati per renderla più omogenea.
Il tocco hi-tech sta proprio nell’interruttore a doppia funzione, basta tenerlo premuto per modulare l’intensità della luce!
Questa lampada ci ha fatto innamorare per la rigorosa precisione delle sue forme, perché combina in un progetto minimalista geometrie elementari quali il cilindro, il segmento, il cerchio. In più lo snodo sferico centrale permette di orientare a proprio piacimento la luce, e di concentrarla su punti più definiti o lasciarla dipanare su un piano di lavoro più ampio.

Pouf Fida di FendiCasa

A proposito, noi che amiamo la casa e gli oggetti che la arredano abbiamo anche un grande amico polifunzionale che si chiama pouf, ed è proprio su un pouf della linea Fida di FendiCasa che, mentre leggevamo in poltrona, abbiamo fantasticato di tenere poggiate e a portata di mano tutte le cose che ci venivano in mente: il cellulare, una tisana, una matita per appuntare una glossa sul nostro libro, e molto altro.
Non rinunceremmo mai ad un pouf perché è pratico, si sposta facilmente, appare e scompare quando si vuole, può fungere da seduta o da tavolino… la famiglia Fida è composta da 4 elementi in misure diverse, e tutti sono rivestiti in pelle.

Libreria Infinity di Flexform

Siamo arrivati al quarto passaggio: è il momento di alzarsi per andare a letto, e dove possiamo riporre il nostro libro se non in una libreria versatile ed intramontabile come Infinity di Antonio Citterio?
Il suo progetto ha oltre 10 anni eppure sa essere ancora estremamente attuale, merito questo della sua flessibilità: in piena coerenza con il marchio Flexform che la produce, e con la filosofia fatta di essenzialità del designer brianzolo, Infinity sa essere elegante nei suoi moduli squadrati e rettangolari componibili e sovrapponibili come si preferisce, con gli incastri effettuati tramite viti invisibili.

Nasce come libreria da muro ma è in effetti anche un progetto free-standing, per cui può fungere da parete divisoria, ma i suoi scaffali a giorno invitano ad un gioco di pieni e vuoti perché possono essere riempiti in qualsiasi modo si desideri, con libri, scatole, soprammobili e tutto ciò che la fantasia suggerisce e di cui amiamo circondarci.
Non tragga in inganno la semplicità della struttura, con Infinity arredare diventa un vero svago!

 

Feb 27, 2018
Christian

Il compensato: storia, caratteristiche e applicazioni

Dai meno attenti e critici viene erroneamente considerato un materiale povero, di scarso pregio, che non merita di essere destinato a lavorazioni eleganti o che, se proprio utilizzato, va coperto. Stiamo parlando del compensato, un materiale che sin dalla sua invenzione, a partire dalla metà del 1800, ha invece dispiegato subito caratteristiche di eclettismo che lo hanno reso indispensabile per architetti, ingegneri o designers che volessero sperimentare nuove tecniche o azzardare forme meno canoniche.

Non ha pertanto sempre bisogno di essere “nobilitato”, anzi: la sua particolare struttura a strati lo rende impareggiabile per la resa estetica di alcune specifiche lavorazioni che vedremo più avanti, ferma restando una malleabilità che lo fa assurgere a vero protagonista, per la facilità del suo taglio e intaglio in caso di strutture “provvisorie” o per le quali sia preponderante la sostanza, ovvero la capacità portante: si pensi alle scenografie di un teatro o a delle recinzioni.

Ma come si ottiene il compensato?

Ottenuto secondo un procedimento di taglio del legno “a fogli” che vengono poi incollati incrociando le venature, il compensato deve il suo nome proprio alla sua capacità di “compensare” le caratteristiche unidirezionali delle fibre del legno con il loro incrocio ortogonale, il che conferisce una resistenza uniforme alla tavola così prodotta. Tra le essenze sfruttate, troviamo legni quali la betulla, l’abete, il pioppo, ma anche quelle di maggior pregio quali il faggio, senza tralasciare che i più esterni e sottili pannelli possono essere applicati ricavandoli da legnami ancor più nobili quali il palissandro o il noce, per conferire al prodotto finito un’aura più aristocratica.
In questi casi il compensato si definisce impiallacciato.

A quali usi si presta il compensato?

Questo materiale con le sue qualità di leggerezza, resistenza e versatilità permette ancora oggi la creazione di oggetti dal design moderno ed apprezzatissimo che gli sono valsi un importante ruolo anche nella storia del design, con progetti sperimentali come nel caso della sedia DCM realizzata con un innovativo procedimento di stampaggio del compensato: Charles & Ray Eames hanno creato una vera famiglia di sedie con questa tecnica, modellando il legno in forme curve ed aggraziate che sono attualissime ancor oggi non solo per il comfort, ma anche per il fascino estetico.
Far assumere a questo legno le forme volute è stato un vero trionfo di tecnica che ha poi influito in maniera rilevante su tutto il mondo del design, al punto da rendere questa famiglia di sedie giocose, snelle e funzionali una delle più fortunate espressioni del design moderno degna di essere esposta al MoMA.

Un altro progetto degno di menzione e realizzato in compensato è la Poltrona 41 di Alvar Aalto, nota anche con il nome di Paimio e anch’essa esposta al MoMA per l’ingegnosità della sua struttura sagomata. Venne realizzata negli anni 30 del secolo scorso, dimostrando subito che con la sua resilienza il compensato poteva offrire nuovi orizzonti per creare un mobilio a misura d’uomo, caldo nelle sue essenze e di inedita bellezza.

In tempi più recenti, i fratelli Joni e David Steiner si sono imposti all’attenzione generale con il progetto Edie, un set completo di tavolini, sedie e sgabelli interamente composti da pannelli in compensato di grosso spessore che si incastrano tra loro senza giunti o viti per il fissaggio.

L’eclettismo del compensato si dimostra così uno dei pilastri su cui si poggia la scuola del design, e con la sua rivalutazione continua oggi ad essere sfruttato per progetti originali, leggeri e vincenti!

 

Feb 2, 2018
Christian

3 trucchi per arredare una cucina piccola

Quando chiacchieriamo tra noi della redazione di NonSoloArredo, spesso ci troviamo a discutere su una questione che per alcuni magari è di scarso rilievo, ma per chi ama l’interior design in tutte le sue anime è davvero cruciale!
Qual è l’ambiente di casa che meglio sa esprimere l’identità di chi la vive, comunicare passioni e gusto per la convivialità ed in alcuni casi persino fornire informazioni su stile di vita o inclinazioni?
Alcuni tra noi non hanno dubbi: è la cucina il cuore pulsante di una casa, specie con le ultime evoluzioni in fatto di tendenze per l’arredamento.

Come arredare una cucina piccola?

Queste tendenze purtroppo riescono a premiare solo alcuni “fortunati”, quelli che hanno tanti metri quadrati a disposizione e possono quindi permettersi un unico, grande open space. Quando la metratura invece è ridotta, c’è poco da fare e bisogna inventarsi qualcosa per conciliare la migliore personalizzazione e l’estetica con la massima e più efficiente funzionalità, al fine di sfruttare ogni centimetro ed in più riuscendo a far apparire lo spazio nel suo complesso più arioso.
Non servono trucchi di magia, è sufficiente in primo luogo dedicare grande attenzione alla scelta dei colori. Pareti e soffitti devono essere neutri o comunque chiarissimi, ed in una simile cornice andrà costruita una cucina animata da toni intensi e decisi, con colori vivaci il cui impatto visivo e contrasto cromatico faranno già tantissimo in termini di dinamismo e luminosità.

Il carrellino estraibile

Un altro trucco davvero eccezionale per l’ottimizzazione degli spazi è rappresentato dal carrellino estraibile con sovrapposto un piano di lavoro.
È un espediente che tanti marchi di cucine stanno oggi adottando e proponendo, sui ripiani del carrellino trovano posto vasetti, barattoli e tanto altro ancora per non occupare spazio vitale sui ripiani più a portata di mano, mentre il piano di lavoro aggiuntivo e a scomparsa vi regalerà quel surplus di funzionalità e praticità che quando siete all’opera troverete quasi “miracoloso”!

Progettare e costruire in verticale

Per finire, razionalizzare lo spazio a disposizione vuol dire anche sfruttarlo ovunque possibile. Le pareti libere e non occupate dai moduli e dai pensili della cucina sono perfette per accogliere ripiani a vista o mensole, dove andrà riposto tutto ciò che non teme la luce o la polvere. Ragionare in verticale trasformerà una cucina anche minuscola in un ambiente dalla filosofia vincente, perché non verrà trascurato nessuno spazio!

Gen 11, 2018
Christian

Scegliamo ancora 4 pezzi d’autore per il living

Chi ci legge e ci segue con continuità conosce molto bene alcune “trame” che periodicamente riproponiamo: accostare pezzi di design che compongano zone living di prestigio è una di queste, perché sappiamo benissimo che se i progetti hanno un’origine “certificata”, troveranno sempre il modo di essere in sintonia tra loro!

Madia Aylon di Minotti

Gli ultimi anni hanno attestato la rinascita di un mobile che sembrava essere caduto in disuso e che invece ha dimostrato di possedere ancora estrema vitalità, soprattutto per la composizione di una zona giorno più moderna e votata alla versatilità.
Parliamo della madia, o se preferite della credenza, quel tipo di mobile più o meno basso come nel caso del progetto Aylon, nato da un’intuizione di Rodolfo Dordoni messa a disposizione ancora una volta di Minotti.

Questo mobile contenitore ha saputo catturare la nostra attenzione per la sua capacità di mettere in accordo la produzione industriale con il sapere artigianale nella realizzazione di mobili.
È in particolare la sua versione Dining ad averci incuriositi, per il listelli in rovere massello che compongono la facciata delle ante ma anche per le loro cornici metalliche che aggiungono oltre a senso generale di robustezza quel tocco in più di hi-tech.
La tecnologia di spicco Minotti è poi “nascosta”, ma fa ben avvertire la sua presenza all’apertura delle ante stesse: la cerniera brevettata per creare un angolo di 190° è un vero surplus di funzionalità in una zona living contemporanea!
Una lavorazione così ricercata esalta la cultura del legno, perché viene sostenuta da dettagli sofisticati e realizzati con meticolosa cura, per tutte le diverse versioni che compongono la collezione Aylon.

Coffee Table Opera di Meritalia

Ancora la plasmabilità del legno, il materiale che meglio di ogni altro riesce ad assecondare progetti anche azzardati, è protagonista nel tavolino per la zona living che stiamo componendo pezzo dopo pezzo. Mario Bellini ha voluto che il suo coffee table Opera evocasse il fasciame delle imbarcazioni con le doghe curvate che sostengono il piano in cristallo: il tutto fa parte di una ben più ampia collezione di tavoli di diverse forme e misure anche molto più generose all’interno del catalogo Meritalia.
Il gioco di incastri previsto dall’architetto compone un effetto volutamente scultoreo, con in più la possibilità di esaltarlo o mitigarlo a seconda dei giochi cromatici messi a disposizione, anche se noi siamo decisamente orientati su una tonalità in legno naturale e senza eccessi, proprio per premiare tutta la sua bellezza.

Divano Atmos di Roche Bobois

Se Aylon e Opera fanno quasi a gara su quale dei due sintetizzi meglio il piacere dell’arredo in legno, li lasciamo alla disputa e scegliamo come divano un modello dalla struttura metallica bene in vista, volutamente minimal ma non di certo nel comfort. Gli elementi del divano Atmos di Manzoni e Tapinassi per il catalogo Roche Bobois sono molteplici da scegliere e combinare tra di loro per ottenere sempre la configurazione adatta ad ogni esigenza abitativa; seduta morbida e confortevole perché è un mix tra piuma e schiuma, con in più il pratico ed originale tavolino angolare, per un divano che abbraccia con sensazioni vellutate!

Poltroncina Goldie di Arketipo Firenze

Qualche ospite in più troverà altrettanto comfort sulle eclettiche poltroncine che completeranno il quadro di design e che sono state ideate dallo stesso duo di creativi Manzoni e Tapinassi ma stavolta per Arketipo Firenze. Noi preferiamo la poltroncina Goldie nella versione match, che abbina la pelle al tessuto, in quanto troviamo che sappia meglio valorizzare il suo prezioso design contemporaneo così ricco di dettagli.
La definiamo eclettica perché pur essendo pensata come poltroncina indipendente ed ideale per essere stand alone anche in un contesto più formale, la immaginiamo molto bene attorno ad un tavolo da pranzo.
È vero, le sue linee hanno qualcosa di vagamente vintage, ma la struttura nel suo complesso se resa dinamica dalla doppia tonalità la rende un perfetto complemento per un arredo cool!

 

 

Dic 17, 2017
Christian

Due madie, due sedute, tanto design da ammirare!

In questa sorta di “gioco” del mettere insieme diversi componenti e complementi di arredo ci abbiamo preso gusto, La loro eterogeneità, ogni volta che allestiamo un gruppetto di questo tipo, viene compensata perché li estraiamo solo dal mazzo di cataloghi prestigiosi ed affermati, i leader dell’arredamento contemporaneo!

Divano Camden di Molteni

Iniziamo subito a metterci comodi e lo facciamo sul divano a due posti Camden disegnato dall’eclettico Rodolfo Dordoni, che è sempre in grado di applicare la più alta tecnologia ai suoi progetti senza per questo ostentarla, anzi: quasi punta a nasconderla nelle sue collezioni, che vogliono solo essere espressione di uno stile in cui sentirsi a proprio agio, mentre ciò che viene esibito è sempre il gusto per un ambiente coinvolgente. Del resto, sono le stesse caratteristiche che ritroviamo spesso proprio nel catalogo di arredamenti Molteni!

Il design di questa seduta è essenziale ma comunica profonda raffinatezza, e sebbene nasca come proposta d’elezione per l’arredo contract o per quello degli spazi pubblici, con il suo alto schienale, il comfort della seduta e soprattutto l’ampia gamma di finiture si integra in scioltezza anche in uno spazio domestico. Dicevamo della tecnologia “nascosta”: la sua struttura è in alluminio pressofuso per garantire durata nel tempo e tutta la necessaria rigidità, mentre le imbottiture sono indeformabili grazie alla schiumatura a quote differenziate, per offrire sempre un relax dagli standard elevatissimi e la migliore ergonomia.

Tante qualità tecniche si sposano con il gusto estetico di un divano mai eccessivo, composto al tempo stesso dai segni grafici netti del suo basamento e dalle linee fluide che accompagnano gli schienali.

Poltrona Jean di B&B Italia

Se invece sei più “egoista” e ti piace startene per conto tuo, accomodati pure sulla poltrona Jean che Antonio Citterio ha disegnato per B&B Italia. La sua ergonomia è sorprendente, tutte le sue proporzioni sono sapientemente calibrate per offrire un rigoroso ed impeccabile relax, perché parlano in un linguaggio molto formale.
Un ampio e morbido cuscino sostiene la schiena, così questa poltrona diventa adatta ad ogni circostanza: attimi da dedicare alla lettura, momenti di relax o di riflessione magari ascoltando della buona musica, una conversazione tra amici.

Il miglior riposo è assicurato dal pouf poggiapiedi coordinato che riprende le linee e le finiture: queste ultime sono disponibili in un ventaglio di opzioni molto ampio, per cui è possibile giocare costruendosi accoppiamenti cromatici a contrasto tra il profilo ed i piedini rispetti ai rivestimenti, oppure scegliendo una maggiore sintonia d’insieme.
Dobbiamo riconoscere che Jean è una poltrona dall’assetto inconsueto e forse proprio per questo ancora più interessante!

Madia Essenzia di Riflessi

Basta con la pigrizia ed il riposo, ora: è il momento di darsi da fare, mettere in ordine, riporre ogni cosa al suo posto, ed iniziamo allora a riempire la madia Essenzia, che ha già nel suo nome tutto ciò che è necessario sapere.
Riflessi ha infatti voluto creare una collezione di mobili contenitori dalle forme per l’appunto essenziali, rigorose e di estrema purezza formale: tutta l’espressività di questi versatili complementi di arredo viene delegata alle audaci e vivacissime colorazioni nelle quali si possono personalizzare, all’interno come all’esterno. Nel nostro scatto ve la proponiamo in versione alta a quadrotto, con ben 4 ante indipendenti, ma sarà tua la decisione se svilupparla in orizzontale, magari per riempire meglio una parete larga con un assetto a 3 sportelli.

Scoprirai tutta la praticità del sistema di apertura push&pull, ecco perché di maniglie a vista non c’è nemmeno l’ombra… oppure, sfrutterai il taglio a 45° sui bordi delle ante. Tutta la palette cromatica disponibile, sia in toni opachi che lucidi, è stata studiata per stimolare ed incoraggiare l’originalità e la creatività, esprimendo un senso di gioia attraverso un “banale” complemento di arredo.

Madia Kyoto di Colonel

Stavi pensando a qualcosa di più particolare ed estroso per la credenza o la madia della tua zona living, con geometrie che colpiscano non solo per la loro purezza formale ma anche con altri giochi di stile? Allora la madia che fa per te si chiama Kyoto, una bella idea del catalogo francese Colonel, gestito dagli stessi designer Gilles e Poncelet.

Praticissima e delle dimensioni ideali per essere capiente ma al tempo stesso discreta nell’ingombro, Kyoto è una madia realizzata in faggio massello che esalta la naturale essenza del legno lasciandola a vista. Il suo progetto può essere, si richiesta, personalizzato a piacimento anche nelle dimensioni: noi stiamo stati incuriositi dal sistema a scorrimento delle ante, perché i due pattern (verticale ed orizzontale) delle doghe, dei quali uno è in un intrigante giallo, vanno a sovrapporsi, creando una divertente griglia.

Anche per stavolta abbiamo dato sfogo alla nostra passione per l’interior design e per la contaminazione tra gli stili: se qualcuna delle nostre descrizioni ti è piaciuta particolarmente, perché non ce lo racconti in un commento, o magari visitando la nostra pagina Facebook NonSoloArredo?

 

Dic 13, 2017
Christian

Uno scaldasalviette che punta verso l’alto

Qualcuno ha progettato l’impianto di termoriscaldamento della tua casa senza prevedere uno scaldasalviette nel bagno? Di certo ha commesso un errore, perché questo accessorio è diventato un vero sinonimo di praticità ed in più si è guadagnato a tutti gli effetti i “galloni” da vero complemento di arredo e di interior design.

Oppure, vuoi concederti un piccolo lusso, comodo in un altro punto della casa, dove riscaldare salviette ma anche il pigiama, oppure per far evaporare l’umidità da un capo ancora non perfettamente asciutto?
La designer Elisa Giovannoni ha pensato ad un oggetto che da tempo occupava le sue fantasie ma anche i suoi desideri: non è questa la prerogativa che deve possedere sempre un oggetto di design, al di là delle sue forme? Rispondere ad una domanda ed ad un’esigenza!

Scaldasalviette portatile Scaletta

È nato così Scaletta, lo scaldasalviette portatile che si discosta dalle canoniche forme del radiatore, non ha alcun bisogno di installazione perché lo si piazza dove si vuole semplicemente collegandolo alla rete elettrica.
La sua iconica simbologia vuole rappresentare qualcosa di orientato verso l’alto, ascendente e quindi in continuo divenire, l’ascesa dal basso verso l’alto permessa da una scala per l’appunto, e lo fa in entrambe le sue versioni, quella free standing oppure da appoggiare alla parete.
Tutte e due sono munite di carrucola per avvolgere il cavo quando non in uso, ed è possibile integrarle con accessori quali gli appendini o i portaspugna ma anche, per la versione autoportante, un funzionale ripiano in corian.

Se ti stai ponendo delle perplessità in merito a come possano essere contrastate le controindicazioni di un radiatore che sfrutta l’acqua come ad esempio l’evaporazione, la corrosione o la formazione di calcare, ti interrompiamo subito: nella sua struttura in alluminio circola infatti un particolare tipo di olio, un fluido diatermico che anche ad elevate temperature mantiene il suo stato liquido senza evaporare.

Riconoscimenti a livello internazionale

L’originalità di questo progetto che ha subito catturato la nostra attenzione fin dalla prima foto che abbiamo visto in rete per il senso di libertà che ci ha ispirato viene testimoniata dai numerosi riconoscimenti ad esso tributati.

Insignito del German Design Award, del MUUUZ International Award e del Good Design Award, tra i più prestigiosi tributi che un progetto possa ricevere, Scaletta ha ricevuto anche la menzione d’onore all’ultima edizione del Compasso d’oro.
Dimenticavamo: il radiatore è stato realizzato dall’azienda Tubes, nota nel settore termoidraulico per la sua collezione che coniuga al meglio architettura e tecnologia.

 

Dic 5, 2017
Christian

Mangiare, riposare, dormire… bella la vita con l’interior design!

Rinnoviamo oggi con piacere un nostro “vezzo” che abbiamo trasformato quasi in una rubrica fissa: raccontarvi pregi e caratteristiche di complementi d’arredo che spesso hanno ben poco in comune tra di loro, se si eccettuano la pregiata fattura ed il design indubbiamente molto ispirato!
Ritroviamo spesso giochi di incontri tra le righe dei nostri articoli, e con incontri intendiamo sia quelli “materiali” tra le linee e quindi inclusi nel progetto stesso, sia quelli tra i concept da cui nascono, e che quindi hanno come obiettivo una contaminazione tra gli stili.
Vediamone subito qualche significativo esempio!

Tavolo Jungle di Calligaris

Le gambe ramificate che incrociano le proprie linee sembrano essere diventate il leitmotiv per ottenere un tavolo di grande impatto: Jungle di Calligaris per il suo basamento si presenta con addirittura due strutture del genere, solidi incastri di legno massello in frassino tagliati in sezioni triangolari. Non è la prima volta che parliamo di Calligaris e della sua maestria nel lavorare le essenze più pregiate tirando fuori da esse tutto ciò che di nobile il legno possiede, ma nel caso di questo tavolo scopriamo anche dei vertici assoluti in quanto a versatilità, ovvero alla possibilità di inserirlo in qualsiasi tipo di ambiente o contesto moderno senza mai sfigurare.

Ciò è dovuto all’ampia gamma di ripiani disponibili, che possono essere sia rettangolari che ellittici. Il nostro preferito, per una migliore continuità, è quello in legno massello che richiami l’essenza del doppio basamento: sembra quasi essere provocatorio nella sua essenzialità, richiama uno di quei tavolacci da lavoro sostenuti da cavalletti in legno grezzo… ed invece ha in sé tutti i crismi del gioiello di design contemporaneo!

Gino Carollo ha previsto per il tavolo Jungle anche i ripiani in ceramica sposata con il vetro ottenendo un quasi altero effetto marmo, declinato sia in bianco che in nero. Il gioco della sua customizzazione si fa più avvincente grazie alle diverse finiture proposte per i basamenti, per ottenere sempre la resa estetica che meglio sposi il living in cui dovrà essere inserito!

Divano Lotus di Arketipo Firenze

Passiamo ad un divano che secondo noi, con il suo effetto volutamente stropicciato, parla la stessa lingua di design del legno a vista con venature ed essenza in bella mostra. Si tratta di Lotus, splendido ed accogliente con tutte le sue imperfezioni a vista, ottenute tramite una speciale lavorazione all’anilina del pellame che ne preserva le caratteristiche naturali ed originarie, senza quindi farlo apparire “sofisticato” da un trattamento.
Inutile dire che per ottenere un simile effetto la materia prima deve essere di eccellente qualità: Arketipo Firenze ci ha senza dubbio ben abituati in questo senso, ed è una garanzia quando si tratta di selezionare i materiali.

Lotus nasce per essere emblema stesso di accoglienza, un invito a sedersi lasciandosi avvolgere dalle sue forme morbide ma curatissime che lasciano trasparire, qua e là, dei tocchi vintage affidati alle toppe angolari. I giochi ottici non terminano qui, perché le sue forme arrotondate ed i volumi imbottiti in morbidissima piuma vengono “spezzati” dal contrasto con la rigida e spigolosa fascia in metallo che lo abbraccia, per un divano che enfatizza in modo sublime l’arte di arredare con disinvoltura.

Divano Loveseat di Minotti

È invece molto più che disinvolto Loveseat, un oggetto di arredo che non esitiamo a definire ibrido, un misto tra un letto ed un divano ed un elogio stesso all’ozio che nasce per l’arredo outdoor. Gli standard produttivi e qualitativi sono quelli di eccellenza ai quali sempre si ispira Minotti, mentre la forma senza dubbio stravagante o comunque con ben poco di convenzionale se lo si considera un divano si deve all’estro di Rodolfo Dordoni.

Loveseat è come un’isola dove sdraiarsi per coltivare i piaceri della vita: leggere, sonnecchiare, sorseggiare un calice di prosecco in compagnia ed all’aria aperta. La sua fattura in metallo verniciato appositamente protetto per resistere ad umidità ed agenti atmosferici, e le sue imbottiture in tessuto idrorepellente ne fanno un campione delle atmosfere lounge che tanto vanno di moda.

Molto di più di un semplice divano, è emblema di raffinatezza e comodità per l’arredamento outdoor, l’immagine stessa del relax!

 

Nov 19, 2017
Christian

Tre proposte che fanno luce sui tuoi arredi

Arredare la tua casa con tratti eleganti e sobri ma che sappiano lasciare il segno sappiamo che per te è importante, altrimenti non leggeresti un blog dedicato all’arredamento! Sappiamo anche che la migliore e più appropriata illuminazione dei tuoi spazi è una componente fondamentale, una cornice fatta di essenziale incisività.
Ecco perché oggi ti presentiamo tre prestigiose idee che di certo apprezzerai, e non è detto che tu non decida di portare a casa proprio una di queste dopo averne scoperto le caratteristiche, o semplicemente perché sei rimasto affascinato dalle sue forme.

Lampada da terra Sun di Flexform

Flexform crede fermamente nel valore della luce da diffondere nelle zone del tuo relax, che devono essere sempre dosate al meglio secondo le situazioni. Sun è un sistema di lampade da terra disegnato da Antonio Citterio in due diverse versioni, alta o bassa, ed entrambe dalle linee briose, inedite eppure minimali. La forma complessiva è cilindrica, composta da una struttura in tondino di metallo su cui è “incastonato” il paralume che ne prolunga le forme, realizzato in policarbonato opalino.

La luce che se ne ottiene, anche nell’intrigante possibilità di usarle in coppia, è soffusa e molto calda, ideale per chi preferisca più punti luce: la strategia perfetta per creare un’atmosfera ricca di charme!
Il dettaglio personalissimo del vistoso cavo di alimentazione elettrica in rosso acceso è un voluto tocco di estrosità!

Lampada Eos di Artemide

Anch’essa da terra è la lampada Eos, un accessorio che non indugia in formalismi e che deve anzi le sue linee ad un’ispirazione di stampo molto tradizionale. Un lungo e sottile stelo in ottone infisso in una discreta base attraversa, nella parte superiore, una forma geometrica in PET difficile da definire, ma molto accattivante specie se osservata di profilo o di tre quarti, perché vista frontalmente potrebbe apparire come una semplice sfera.

La sua realizzazione si deve ad Artemide, un gruppo aziendale ed un marchio i cui progetti sono considerati dei punti di riferimento universalmente riconosciuti nel settore dell’illuminazione, vere icone di stile e di tendenza. Questo leader per l’illuminazione residenziale ha anche sviluppato, sull’idea dei designers Bernhardt&Vella, la versione applique da muro di Eos, mantenendo intatte le suggestioni del terminale superiore che diffonde la sua luce a LED secondo una prospettiva diversa, pensata per essere più statica ma in ogni caso con fortissime connotazioni che la collocano a metà strada tra un’opera d’arte ed un capolavoro di lighting design.

Flowerpot VP4 di Verner Panton

Il terzo luminosissimo progetto che vi presentiamo in chiusura si chiama FlowerPot VP4, ed è una lampada da tavolo che siamo certi diverrà un vostro oggetto dei desideri! Base e struttura catturano subito gli sguardi per la leggiadria con cui sostengono il vistoso paralume arrotondato, e se vi sembra di averla già vista da qualche parte avete senza dubbio ragione.
È infatti un classico intramontabile del design che ha attraversato le generazioni sin dal 1969, quando Verner Panton la ideò plasmandola con i suoi criteri sempre giocosi e sovversivi.

All’epoca si era in piena “controcultura” psichedelica, e lo stesso nome deriva da un gioco di parole sullo slogan Flower Power per riflettere la scena artistica di quel periodo. Questa lampada ideale per un comodino o per una scrivania ne ha fatta di strada da allora, ed il rigoroso incastro del suo bulbo luminoso a vista nel paralume orientabile tramite la cerniera ne fa emblema dell’influenza di questo designer scandinavo, scomparso nel 1998, su tutto lo scenario attuale del design, proponendosi come soluzione che sa incarnare anche la più moderna filosofia del lighting design.

Viene editata e proposta dal gruppo &tradition, che ha l’intento di fare da ponte con le sue soluzioni di arredamento contemporaneo tra l’eredità di chi portava avanti la tradizione nordica della funzionalità nelle migliori forme possibili – una scuola che ben conosciamo! – e tutte le potenzialità delle attuali materie prime, capaci di reinventare qualsiasi tecnica.

 

Nov 15, 2017
Christian

Superleggera di Giò Ponti compie 60 anni

Ha saputo attraversare i decenni e le generazioni, giungendo a noi pressoché invariata nelle sue linee: è un prodotto di architettura domestica mobile opera del genio di Giò Ponti, designer ed architetto che con la sua sedia Superleggera ha riscritto i canoni della modernità!

Ispirazione per questo capolavoro di tecnica ed armonia è stata la tradizionale sedia ligure chiamata “Chiavarina“: Ponti voleva raggiungere le stesse vette di maneggevolezza ed essenzialità in una sedia alla portata di tutti, inseribile in qualsiasi contesto, e che fosse funzionale perché impilabile e leggera come una piuma.
Le sue linee, ancora oggi protagoniste del catalogo di arredi moderni Cassina, non invecchiano mai, e ne hanno fatto un evergreen dell’arredamento.

Incastri e linee essenziali

Il suo telaio è in legno di frassino a sezione triangolare, più volte ridisegnato fino ad arrivare alla versione definitiva del 1957; la seduta è invece in canna indiana, per una sedia che si mantiene fedele al modello artigianale che l’ha ispirata ma che al tempo stesso per lo studio tecnico dei suoi incastri e per l’elevata qualità realizzativa che ne assicura durata e stabilità mantiene ancora oggi intatto il suo ruolo di proposta adatta a tutte le stagioni ed a qualsiasi scenario.

Giò Ponti, negli anni ’50, non ha badato a formalismi eliminando dal suo progetto qualsiasi possibile manierismo: Superleggera doveva essere semplicemente una sedia, una normale sedia senza stranezze che fosse in grado di arredare le case dell’epoca ai costi contenuti che si rendevano necessari per le ristrettezze del secondo dopoguerra.

Lo è ancora, ma aver attraversato indenne le scuole di pensiero e le tendenze del design l’ha trasformata anche in una delle più influenti icone del design industriale all’italiana!

 

Nov 11, 2017
Christian

Vi invitiamo alla più eterogenea delle rassegne d’arredo!

La parola mercatone ti fa specie, perché suscita in te l’idea di un gran bailamme di articoli di scarso pregio messi lì alla rinfusa solo per attirare quante più persone possibile, allettandoli con varietà di proposte ma anche con prezzi stracciatissimi?

Probabilmente hai ragione a pensarla così, e non sei affatto lontano dal senso intrinseco che tante altre persone dai gusti più raffinati ed esigenti in fatto di interior design attribuiscono a questo termine. Il titolo del nostro articolo di oggi è una voluta e dichiarata provocazione, siamo qui per la sfida: dimostrare che è possibile mettere insieme oggetti di design, ma anche elementi e complementi di arredo che non hanno nulla in comune in fatto di stile o ispirazione, ma nemmeno come contesto di destinazione.
Unica singola caratteristica posseduta da ciascuno di essi è l’alta qualità realizzativa, che li pone tutti sullo stesso piano, quello di un design creativo e mai banale, attento a distinguersi e capace di catturare gli sguardi.

Lo sgabello Caprice di Philippe Starck

Iniziamo con un “mostro sacro” del design e con un oggetto forse non troppo comune nelle case ma secondo noi un po’ sottovalutato. Philippe Starck è stato in grado di esprimersi al top delle sue infinite e poliedriche capacità con lo sgabello Caprice, che ci ha affascinati fin dal primo sguardo con le sue linee poco convenzionali.
Fa parte di una collezione molto più ampia di sedute di cui costituisce la naturale estensione, ed è in origine stato concepito come naturale complemento di un ambiente di lavoro, tuttavia i confini tra vita ed ambito professionale tendono ad assottigliarsi sempre di più, ed ecco perché lo sgabello Caprice non ci appare affatto fuori luogo se inserito un un contesto di convivialità.

Una classica base a stelo in alluminio mat è sormontata da una comoda seduta rivestita in tessuto, disponibile in numerose tonalità.
Ad accrescere la pratica ergonomia di questo progetto inserito nel catalogo di Cassina, Stack ha previsto il poggiapiedi cromato ed un meccanismo automatico che va a posizionare sempre la seduta nella direzione corretta rispetto ad esso. Una silhouette scarna, eppure estremamente incisiva, come spesso accade per i progetti di Philippe Starck che ha sempre come primo obiettivo rendere più comoda la vita con oggetti “asserviti” alle esigenze dell’uomo.

Madia Easy – Cappellini Design

Il secondo progetto dell’odierno “bazar” di design di alta scuola che stiamo componendo oggi è firmato da Cappellini ed ha anch’esso un DNA fatto di estrema sobrietà. Si tratta della madia Easy, rigorosissima nelle sue forme squadrate ed estremamente versatile per inserirsi con successo nella moderna filosofia dell’abitare e dell’arredamento, perché è un complemento eclettico ed è un contenitore multifunzione. La gamma è molto ampia, ben 20 sono le diverse combinazioni possibili scegliendo in primis le misure e poi orientandosi sulla distribuzione di ante, vani a giorno oppure cassetti, in base all’uso cui si intende destinarla.

Una madia della linea Easy è estremamente leggera alla vista, e può assumere qualsiasi look si desideri anche per le diverse laccature, i top proposti in cristallo, marmo o legno.
L’intento di “passare inosservata” è accentuato dai sottilissimi piedini in metallo che la sostengono, quasi nascosti sotto la struttura!

Libreria Giotto di Cattelan Italia

Particolarissima e stilizzata agli estremi è poi l’impatto scenografico della libreria Giotto, su design di Andrea Lucatello. Una struttura funzionale e versatile che Cattelan Italia propone nel suo catalogo perché sia inserita, con discrezione, in qualsiasi spazio anche non living, perché è molto disinvolta con il suo aspetto a cavalletto – assi portanti in noce massello – ed i robusti ripiani verniciati, che possono ospitare qualsiasi cosa, non solo libri. È un complemento d’arredo che nasce quasi con il criterio della sottrazione e che quasi non si fa notare, per esprimere un concept di arredo sobrio che però lascia il segno!

Madia Alambra di Rimadesio

Per l’ultimo complemento di arredo abbiamo oggi scelto una particolare configurazione di un mobile contenitore per la zona giorno di Rimadesio. In ossequio alla sua tradizione affermatissima nell’ambito delle pareti divisorie e delle porte scorrevoli dell’azienda, Alambra è un sistema di madie perfetto per integrarsi con esse nella sua versione più alta, perché è totalmente componibile a partire da una struttura molto ariosa con sottilissimi profili in alluminio ed ampi vetri integrata anche da un sistema di illuminazione a LED interno.

Qualsiasi oggetto riposto al suo interno ne risulterà valorizzato: il classico formale del mobile contenitore è rispettato, anche se l’estro creativo di Giuseppe Bavuso l’ha elevato, con i canoni della sua interpretazione stilistica, verso una geometria essenziale come quella oggi più in voga.

 

Ott 20, 2017
Christian

Porte Ferrero Legno, la passione per le idee perfette

Concedeteci oggi uno spazio di digressione su un aspetto della casa a volte sottovalutato, quasi come se non fosse parte integrante dell’arredamento. Stiamo parlando delle porte, che non possono essere relegate al ruolo di semplici “divisori” tra gli ambienti perché attraverso di esse non passiamo soltanto noi… passano anche la personalità e l’impronta dell’interior design, se ci perdonate il senso traslato del termine!

L’attività di Ferrero Legno

Vogliamo così raccontarvi l’attività di un’azienda come Ferrero Legno, che da quasi 70 anni si dedica alla realizzazione di porte non solo in legno, ma anche in materiali quali il cristallo satinato, l’alluminio, metalli e laminati.
Stupisce, nelle porte Ferrero Legno, la certosina e matematica applicazione della tecnologia a progetti di estrema creatività, al fine di integrare ciò che non è considerato un banale infisso ma un oggetto dotato di vitalità in qualsiasi spazio, giocando con la matericità soprattutto del legno e con le sue essenze e creando così tendenze dallo spiccato carattere.

Le porte Ferrero Legno arredano ed al tempo stesso affascinano, tuttavia non si allontanano mai dalla massima funzionalità.
La completa gamma di porte è quindi realizzata con metodologie di lavoro all’avanguardia ed in continua evoluzione, per rispondere a richieste di una clientela esigente e sempre alla ricerca della migliore qualità, ma anche di un servizio che si riveli essere impeccabile.

Il catalogo delle porte Ferrero

Sono centinaia i modelli prodotti e disponibili a catalogo, anche nelle varianti laccate, ma trattandosi di un’azienda dinamica la cui filosofia prevede di non tralasciare mai nuovi obiettivi per una crescita costante, da alcuni anni è stata anche avviata la progettazione e realizzazione di modernissime pareti divisorie scorrevoli e di grandi dimensioni, avventurandosi in terreni che sfruttano materiali quali l’alluminio ed il vetro.

Tutti i componenti ed il loro assemblaggio sono al 100% Made in Italy, secondo procedure standardizzate e certificate ed attentissime quindi anche all’impatto ambientale, una scelta aziendale del tutto in linea con il criterio dell’aggiornamento costante.
Ciò vuol dire che il legno, materia prima essenziale, proviene solo da fonti gestite in maniera responsabile; e che quello che una volta era un piccolo laboratorio artigianale si è moltiplicato per diventare un modernissimo stabilimento industriale dalla spiccata filosofia green, che privilegia ad esempio le laccature ad acqua, che si impegna per abbattere le emissioni e che sfrutta energia in gran parte proveniente da un apposito impianto fotovoltaico.

Nulla è lasciato al caso quando si parla dei cataloghi Ferrero Legno, grazie ad una sensibilità tramandata di generazione in generazione che pone oggi questa azienda tra i leader assoluti, ed a livello mondiale, nel settore delle porte da interni, con prodotti dalla nobiltà e dal carattere sempre più apprezzati.

 

 

Ott 16, 2017
Christian

Alcune scelte di stile molto ben definite

Oggi torniamo ad una nostra vecchia e consolidata abitudine, ovvero l’allestimento di una rassegna di complementi di arredo da mettere insieme accostandoli in una immaginaria zona living.
Questa volta componiamo un balletto di elementi solo all’apparenza incongrui tra loro, e lo facciamo in maniera del tutto consapevole dopo averne studiato linee e caratteristiche.

Divano componibile Adda – Flexform

Partiamo dal divano componibile Adda, nato dal progetto di un habitué del nostro blog, Antonio Citterio, e concretizzato dall’esperienza di Flexform. La sua estetica è estremamente asciutta e molto contemporanea, poggia su una robusta struttura in metallo con piedini a vista che contribuisce alla leggerezza complessiva. Il tubolare di metallo fa infatti apparire sollevata da terra tutta la seduta con i suoi generosi cuscini imbottiti in piuma d’oca e rivestiti da evidenti cuciture sia nelle versioni in tessuto che in pelle e che si impongono alla vista come il più evidente e distintivo segno grafico.

Cuscini e braccioli sono pensati per accompagnare la seduta e l’appoggio in qualsiasi configurazione, sia lineare che angolare ad L. La modularità portata agli estremi è il vero tratto caratteristico del divano Adda, che noi abbiamo concepito nel suo carattere più deciso in una versione grigia, quella che secondo noi meglio ne accentua le velleità di design contemporaneo.

Consolle Douglas – Arketipo

Cosa accostare ad un simile imbottito se non un satellite di prestigio come la consolle-tavolino di Arketipo della collezione Douglas? Il suo lessico di design è fatto di linee pure ma multifunzionali, con più piani di appoggio su livelli distinti che gli permettono di assolvere a più compiti ed in più posizioni. Può essere posizionato accanto al divano oppure alle sue spalle, e sono diversi i materiali essenziali che giocano tra loro, quali vetro, marmo e metallo, in un tavolino che è fatto apposta per un palato molto esigente.

Libreria Hangar – Calligaris

Volete poi circondarvi di ornamenti, decorazioni, oggetti di design o simboli delle vostre passioni? C’è la struttura dalla sagoma originale interamente in metallo dell’ariosa libreria Hangar, un progetto che Gino Carollo ha proposto a Calligaris per le sue linee semplici, essenziali ed adatte a qualsiasi ambiente.
Con questa libreria a giorno la zona living acquista ariosità ma anche dinamicità per le forme irregolari e sagomate degli scaffali, con una modularità componibile.

Hangar è autoportante e bifacciale per cui, in caso di ambienti particolarmente estesi, può essere anche proposta a centro stanza, con un uso free-standing che la trasforma anche in elegante divisorio.

Tavolo allungabile Premier Drive – Cattelan Italia

Vogliamo concludere la rassegna con un ultimo complemento di arredo immancabile in una zona giorno tutta da vivere, e le cui linee si sposano alla perfezione con i “compagni di viaggio” fin qui descritti. Cattelan Italia infatti regala linee preziose e di sicuro impatto scenico con il tavolo allungabile Premier Drive, per il quale la base in acciaio verniciato goffrato può essere scelta nelle tonalità nero, titanio o grafite e sostiene un ampio piano di appoggio in cristallo di 12 mm di spessore: la nostra versione preferita è quella verniciata in bianco, ma lo potete avere anche graphite.

Siamo davanti ad un tavolo che comunica emozioni ed arricchisce di valore qualsiasi ambiente per la sua elegante raffinatezza, un vero campione dell’alta qualità Made in Italy.

 

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agosto: 2018
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