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Lug 29, 2018
Christian

Come arredare con giochi tessili colorati

Ci avviamo oggi a giocare con dei complementi ed elementi di arredo che spesso vengono troppo sottovalutati, a torto. Gli elementi tessili che possono essere disseminati in un’area living, infatti, contribuiscono moltissimo all’atmosfera generale che può essere “ammorbidita” da cuscini che trasmettano sensazioni di comfort e rilassatezza se in forme più malleabili; lo spazio può però anche essere reso più rigoroso da cuscini squadrati, che nascondano un’imbottitura meno soffice ma non per questo meno comoda ed accogliente.
Si può anche giocare tra questi due estremi con un incrocio di contaminazioni… ciò che conta è non strafare!

Cuscino Bandas di Patricia Urquiola

bandas di patricia urquiola
Non ci crederete, ma anche i designer più affermati si dedicano alla creazione di forme, texture e fantasie tessili per i cuscini: lo ha fatto ad esempio una star come Patricia Urquiola con il cuscino Bandas inserito nell’omonima collezione dell’azienda di complementi d’arredo Gan. Si tratta di un cuscino di forma rettangolare e ricamato a mano in lana, in misure 60×40 ma disegnato in una ampia varietà di fantasie per adattarsi al meglio all’esaltazione del concetto di modularità intercambiabile della collezione da cui proviene.
Noi vi presentiamo solo il cuscino, per le sue caratteristiche versatili capaci di accontentare qualsiasi mood o personalità grazie ai suoi gradevoli effetti ottici.

Cuscini Mingle di Muuto

Hanno poi un carattere molto deciso ma allo stesso tempo poliedrico i cuscini della collezione Mingle, ideati da Thomas Bentzen per Muuto, marchio di prestigio per l’arredo ed i complementi di stampo scandinavo e di elevata qualità. Questa serie di cuscini nasce per esaltare le combinazioni tra tessuti e colori, giocando con un processo creativo che è stato come un viaggio tra queste due componenti, quella materica e quella cromatica, al fine di trovare coppie che fossero tra loro complementari perché nessuna trama è uguale all’altra.
L’imbottitura è composta da un mix tra fibre e piume, ed il risultato finale è indubbiamente gioioso come sempre accade con tanta esplosione di colori ben manifestata ed il giusto tocco di fantasia!

Tappeto Chipo di CC Tapis

Sperimentare soluzioni tessili per l’arredo della zona living può voler anche dire rivestire porzioni di pavimento con dei tappeti, che se ben ispirati sanno rappresentare un decoro che aggiunge sensibilità e brio a qualsiasi ambiente, oltre a permearlo in un certo senso di calorosa accoglienza.
Lo studio Zaven si è ispirato alle tradizionali maschere africane per la collezione di tappeti composta dai modelli Zo e Chipo, rileggendo queste tradizioni in modo originale e connotandole del loro inconfondibile stile grafico.

Si tratta di un progetto molto interessante perché oltre a portare con sé alcune caratteristiche simboliche di forte valenza, in storie di maestri e simboli, i tappeti Zo e Chipo sono interamente realizzati a mano in seta e lana dell’Hymalaya e vengono proposti dall’azienda CC Tapis.
Colori e disegni caratteristici entrano così in casa portandosi dietro delle affascinanti e misteriose storie stilizzate per diventare complementi d’arredo di gusto tribale ma ispiratissimi: un vero progetto d’autore!

 

Lug 21, 2018
Christian

Il concept distintivo e moderno degli arredi Bonaldo

Originalità e forte personalità sono le caratteristiche distintive della composizione living che esaminiamo oggi, interamente creata e realizzata in Italia da Bonaldo seguendo i valori perfetti che questa azienda interpreta.
Ciascuna idea che diventa poi progetto per essere infine concretizzata in un oggetto d’arredo destinato all’utilizzatore finale è essa stessa interpretazione delle esigenze contemporanee dell’abitare e tappa di un percorso emozionante, durante il quale si sperimentano nuovi materiali e nuove forme che restano bene impresse nella memoria.

Tavolo Big Table di Bonaldo

Il tavolo Big Table sintetizza in modo sbalorditivo queste attitudini, sia nella versione fissa che nella sua variante allungabile. La base rappresenta un incessante gioco di equilibri che si richiamano tra loro, e comunica dinamismo con l’intreccio saldo delle sue linee oblique.
Va fuori dal comune anche per il processo produttivo, che prevede il taglio al laser dell’acciaio e poi la sua finitura in una esaltante combinazione di diversi colori, da quelli più sobri ed eleganti fino ad abbinamenti audaci che sapranno esaltare l’unicità del vostro arredo.

arredamenti Bonaldo
Nessuna delle gambe o supporti ha forma identica ad un’altra, ed è questo incrocio eterogeneo a rendere Big Table così accattivante, per la dirompente rottura degli schemi che offre!
Per il piano, una linea decisa che spezza l’equilibrio con la sua netta linearità al fine di inserire nel progetto complessivo anche rassicuranti caratteristiche di stabilità, è possibile scegliere il laccato, l’impiallacciato, il legno massello o il cristallo, anche in questi casi con una palette molto ampia di personalizzazioni.

Sedia Ketch di Bonaldo

sedia Ketch by Bonaldo

Accanto alle decise geometrie di Big Table mettiamo senza indugio il design sofisticato ma senza fronzoli della sedia Ketch, un oggetto di arredo che sa offrire un appeal unico e convincente nella plasticità delle sue forme.
Eliminato tutto il superfluo, la sedia Ketch appare come un volume unico e continuo sinuosamente modellato da una mano esperta, e che riesce a comunicare solidità con forme curve e tese come quelle di una vela gonfiata dal vento.
La sua robusta struttura metallica è protetta da una comoda e morbida imbottitura rivestita in tessuto, pelle o ecopelle, ed in tutti i casi sfoderabile.

Ketch Bonaldo

La cura per l’eccellenza, negli arredi Bonaldo, va di pari passo con la creatività, perché l’azienda si affida a designer affermati che sanno raccontare l’identità aziendale tramite immagini, progetti e movimenti delle forme nel più puro dinamismo.

Il concept distintivo e moderno degli arredi Bonaldo

Giu 13, 2018
Christian

Guida alla scelta del mobile giusto

C’è un aspetto dell’interior design che non ci stancheremo mai di mettere in evidenza ed incensare: il valore incalcolabile di quegli arredi pensati per accompagnarci per tutta la vita, grazie a linee sempre attuali ed a una accuratissima selezione dei materiali nei quali vengono realizzati.
Si tratta, in questi casi, di arredi creati da quei designer che amano la discrezione e la preferiscono rispetto al protagonismo, con l’intento di mettere i loro progetti al completo servizio dell’utilizzatore finale facendolo diventare un punto di riferimento nella sua vita ed un oggetto con il quale interfacciarsi ed interagire ogni giorno, sfruttandone le potenzialità ma soprattutto la funzionalità.

Gli arredi funzionali

Partendo da simili premesse ed in tali circostanze, parliamo di mobili ed arredamenti che non tradiranno mai le attese: sono pensati per durare nel tempo, accompagnarci a lungo nel nostro cammino, raccontando così anche qualcosa della personalità, dell’indole e persino delle attitudini di chi quella casa l’ha arredata e la abita.
Molti nomi di designer che offrono “sicurezza” con la loro inventiva sono già stati protagonisti tra i nostri articoli: spesso vi abbiamo parlato dello strettissimo rapporto che lega Rodolfo Dordoni a Minotti, o di come Flexform trasformi in oggetti concreti le sempre coinvolgenti idee di Antonio Citterio. Sono rapporti di lungo corso questi, relazioni e collaborazioni professionali instaurate da tempo e che rendono le nostre case dei luoghi più accoglienti e confortevoli, senza deludere mai.

Gli arredi esuberanti

Spesso, come sapete, ci siamo anche soffermati sulle creazioni più originali di progettisti che instillano sempre grande energia creativa nelle proprie opere, rendendo evidentissima la mano d’autore al punto da portarci a definire alcuni oggetti o complementi d’arredo delle opere d’arte.
È il loro dichiarato intento, farsi riconoscere e ricordare suscitando ammirazione: capita nelle opere di Patricia Urquiola come in quelle di Philippe Starck, veri personaggi per l’architettura e l’interior design. I loro pezzi possono imprimere al vostro appartamento un segno poderoso, denso di stile, ma è importante non farsi prendere troppo la mano.
Attingendo solo ad opere nelle quali domina la forte personalità creativa si rischia infatti di ritrovarsi una casa nella quale solo la forma viene esaltata per destare interesse o curiosità, ma la sostanza – nei panni in questo caso della pratica funzionalità – potrebbe passare in secondo piano.

Per vivere meglio di certo ci vogliono dei tocchi di imprevedibilità nell’ambiente, punti o oggetti di impatto visivo che attirano l’attenzione, ma è imprescindibile circondarsi di mobili “sicuri” e fedeli, forse meno originali ma di certo più capaci di soddisfare esigenze concrete!

 

Mag 14, 2018
Christian

Quattro diversi concetti di seduta

La casa per essere ritenuta espressione dello stile di chi la abita e la vive, deve possedere i colori e le ispirazioni anche geometriche preferite dai suoi inquilini: ciò vale anche quando la personalità va un po’ al di fuori da schemi precostituiti!
In simili casi, sono d’aiuto i progetti d’autore dell’interior design, gli unici in grado di rispondere con gusto ad istanze meno canoniche creando mix di disegni geometrici ed accostamenti cromatici sempre capaci di cogliere nel segno.
La rassegna che stiamo per compilare è questa volta una sorta di “monografia” dedicata alle sedute, ed al suo interno accosteremo come spesso ci capita progetti assai diversi tra loro sia nel concept ispirativo e nel linguaggio che nel concreto risultato finale.

Sedia Phillips di Minotti

Partiamo da una sedia “atipica”, il modello Phillips ideato con una forma espressamente moderna e molto squadrata da Rodolfo Dordoni, e messa in atto da Minotti con materiali di eccellenza. A colpire subito lo sguardo non è soltanto la forma quasi provocatoria nelle sue linee sinuose, quanto la cerniera a contrasto che ne enfatizza volutamente il profilo: almeno è ciò che accade nelle versioni rivestite in tinte più chiare.
Per le caratteristiche tecniche di questa sedia che si fa portavoce di un mood raffinato, si veda alle voci metallo per la robusta struttura, schiuma poliuretanica per le imbottiture, e rivestimenti in pelle o tessuto, con una prima fodera protettiva.
E per non trascurare il comfort, le cinghie elastiche che sorreggono la seduta sono in caucciù mentre i piedini hanno il pratico scivolante protettivo e antigraffio in PVC.

Sedia Lilia di Riflessi

È forse più “tradizionale” nello stile, anche se non del tutto, la sedia Lilia che Riflessi propone su design di Sandonà e Bettini. Questa seduta gioca su un terreno del tutto opposto a quello cui appartiene Phillips, perché i suoi pochi decisi tratti grafici sono improntati alla leggerezza ed alla trasparenza, quasi come se volesse passare inosservata.
Non ci riesce, c’è poco da fare, perché le sue geometrie incuriosiscono anche lo sguardo meno attento con quella struttura quasi impalpabile e sottilissima e l’ampia feritoia sullo schienale.
Lilia è realizzata in tecnopolimero plastico per essere elastica, confortevole e semplice da pulire, ed in più ha un pregio che in molti dimostrano di apprezzare: è impilabile! Di sicuro il suo impatto è stato considerevole presso i giurati dell’edizione 2016/2016 del Good Design Award, che le hanno attribuito il premio per la qualità del suo design in riferimento al benessere apportato alla vita dell persone.
Leggera ed ergonomica, versatile ma essenziale nella sua accoglienza: Lilia viene proposta sia nella versione classica con gambe che in quella a slitta, e non vi nascondiamo da parte della redazione di NonSoloArredo la nostra predilezione per questa seconda variante, che aggiunge un tocco in più di eleganza ad un progetto già molto disinvolto e sbarazzino!

Sedia Saint Tropez di Calligaris

Ci discostiamo almeno in parte dalle geometrie essenziali protagoniste sino ad ora con la sedia Saint Tropez di Calligaris, un progetto che cerca di dissimulare la malizia del suo schienale ad effetto “trapuntato” spostando l’attenzione sulle sue sinuose forme. L’intento dei designer Dondoli e Pocci non riesce del tutto, perché la ricercatezza del suo design salta di continuo agli occhi e li blandisce con eleganza e creatività.
Curatissima nei suoi dettagli, ha la scocca in policarbonato disponibile in diverse tonalità anche trasparenti, e sorretta da una base in metallo proposta in 5 diverse finiture. Va detto che le linee così pure e morbide di questa seduta vengono proposte anche nella variante Saint Tropez W, nella quale la struttura è in legno massello anche in questo caso in diverse tonalità Possiamo dire che l’unico inconveniente di questa seconda versione è la non impilabilità, e forse per la nostra inclinazione verso i complementi di arredo capaci di manifestare la miglior funzionalità preferiamo la struttura in metallo, anche se il legno ha sempre un fascino difficile da abbandonare…

Pouf Geo di Arketipo

Per il quarto step ci concediamo una piccola licenza. Geo di Arketipo non è esattamente una seduta, ma è l’insostituibile amico in tanti salotti perché è un pouf, ed in quanto tale tra i suoi svariati usi si può contemplare anche quello di sediolino momentaneo! È davvero divertente con la sua composizione di elementi circolari sovrapposti, realizzati in tessuti diversi e con giochi di luce regalati dagli anelli in colori differenti, combinati in tonalità raffinate. Calvi Brambilla è il suo designer, che ha voluto solo un tessuto di alta qualità e tutto italiano per il rivestimento di questo pouf che saprà vivacizzare qualsiasi salotto!

Apr 12, 2018
Christian

Stufa o camino: quale scegliere?

Per riscaldare la nostra casa bisogna fare la scelta giusta. Ci sono diverse opzioni, quale sia la migliore dipende da vari fattori e ovviamente dalle nostre necessità. C’è differenza tra un semplice focolare aperto, attorno al quale sedersi con gli amici per arrostire castagne in autunno e un termocamino o una stufa di ultima generazione che ci permettono, invece, di riscaldare l’intera casa.

Scegliere a seconda del budget

Se il budget a disposizione non è molto alto, sarà meglio optare per una stufa. Rispetto a quelli di un camino, i costi di una stufa sono decisamente inferiori, installazione compresa. Per risparmiare invece sul consumo del combustibile, una stufa alimentata a pellet o a legna rivestita in pietra ollare ha la particolare proprietà di accumulare il calore e sprigionarlo gradualmente nell’ambiente, il suo costo però può arrivare fino a 10.000 euro.

Con un budget alto, optare per il termocamino rappresenta l’evoluzione del classico caminetto. Alcuni modelli più recenti possono essere gestiti da una scheda elettronica per ridurre al massimo le emissioni.

Questione di design

Quando si arreda una casa il fattore estetico è decisivo; il design delle stufe può raggiungere una certa raffinatezza, ma nulla a confronto con la versatilità di un caminetto. Quest’ultimo infatti può adattarsi a qualunque tipo di arredo grazie alla creazione di un rivestimento su misura e alla possibilità di utilizzare diversi materiali. Permette inoltre di godere del vero piacere del fuoco, sia nel caso del classico caminetto che in quello del termocamino dove il fuoco è chiuso dai vetri.

Installare un camino, però, non è sempre possibile, l’impianto della casa deve essere predisposto, abbiamo bisogno di una canna fumaria di almeno 4 metri, mentre la stufa è meno soggetta ai vincoli strutturali della casa.

Il combustibile giusto

Un camino può essere alimentato solo a legna, pellet o bioetanolo, le stufe anche a gas o policombustibile. Il Bioetanolo, pur avendo un costo più elevato rispetto alla legna, non necessita di canna fumaria, può quindi essere liberamente spostato all’interno della casa.

Il Pellet è un prodotto naturale, un combustibile ecologico e facile da trasportare. È conveniente anche a livello economico, è infatti il combustibile più economico presente in commercio e si può usufruire della vendita di pellet all’ingrosso per risparmiare ulteriormente.

Riscaldamento a 360°

Se sono canalizzabili, sia i termocamini che le stufe alimentate a pellet possono riscaldare un’intera abitazione, collegando le stanze adiacenti attraverso appositi conduttori. Possono addirittura provvedere al riscaldamento dell’acqua tramite collegamento all’impianto idraulico.

A voi la scelta

Ogni scelta ha diversi benefici. Optare per una invece che per un’altra dipenderà soprattutto dalle vostre necessità e quelle della vostra casa. Una stufa alimentata a pellet ad esempio, potrà essere la scelta migliore per il vostro portafoglio, ma quella di un camino con un rivestimento fatto apposta per il design della vostra casa, è la scelta perfetta per il vostro arredamento.

Feb 27, 2018
Christian

Il compensato: storia, caratteristiche e applicazioni

Dai meno attenti e critici viene erroneamente considerato un materiale povero, di scarso pregio, che non merita di essere destinato a lavorazioni eleganti o che, se proprio utilizzato, va coperto. Stiamo parlando del compensato, un materiale che sin dalla sua invenzione, a partire dalla metà del 1800, ha invece dispiegato subito caratteristiche di eclettismo che lo hanno reso indispensabile per architetti, ingegneri o designers che volessero sperimentare nuove tecniche o azzardare forme meno canoniche.

Non ha pertanto sempre bisogno di essere “nobilitato”, anzi: la sua particolare struttura a strati lo rende impareggiabile per la resa estetica di alcune specifiche lavorazioni che vedremo più avanti, ferma restando una malleabilità che lo fa assurgere a vero protagonista, per la facilità del suo taglio e intaglio in caso di strutture “provvisorie” o per le quali sia preponderante la sostanza, ovvero la capacità portante: si pensi alle scenografie di un teatro o a delle recinzioni.

Ma come si ottiene il compensato?

Ottenuto secondo un procedimento di taglio del legno “a fogli” che vengono poi incollati incrociando le venature, il compensato deve il suo nome proprio alla sua capacità di “compensare” le caratteristiche unidirezionali delle fibre del legno con il loro incrocio ortogonale, il che conferisce una resistenza uniforme alla tavola così prodotta. Tra le essenze sfruttate, troviamo legni quali la betulla, l’abete, il pioppo, ma anche quelle di maggior pregio quali il faggio, senza tralasciare che i più esterni e sottili pannelli possono essere applicati ricavandoli da legnami ancor più nobili quali il palissandro o il noce, per conferire al prodotto finito un’aura più aristocratica.
In questi casi il compensato si definisce impiallacciato.

A quali usi si presta il compensato?

Questo materiale con le sue qualità di leggerezza, resistenza e versatilità permette ancora oggi la creazione di oggetti dal design moderno ed apprezzatissimo che gli sono valsi un importante ruolo anche nella storia del design, con progetti sperimentali come nel caso della sedia DCM realizzata con un innovativo procedimento di stampaggio del compensato: Charles & Ray Eames hanno creato una vera famiglia di sedie con questa tecnica, modellando il legno in forme curve ed aggraziate che sono attualissime ancor oggi non solo per il comfort, ma anche per il fascino estetico.
Far assumere a questo legno le forme volute è stato un vero trionfo di tecnica che ha poi influito in maniera rilevante su tutto il mondo del design, al punto da rendere questa famiglia di sedie giocose, snelle e funzionali una delle più fortunate espressioni del design moderno degna di essere esposta al MoMA.

Un altro progetto degno di menzione e realizzato in compensato è la Poltrona 41 di Alvar Aalto, nota anche con il nome di Paimio e anch’essa esposta al MoMA per l’ingegnosità della sua struttura sagomata. Venne realizzata negli anni 30 del secolo scorso, dimostrando subito che con la sua resilienza il compensato poteva offrire nuovi orizzonti per creare un mobilio a misura d’uomo, caldo nelle sue essenze e di inedita bellezza.

In tempi più recenti, i fratelli Joni e David Steiner si sono imposti all’attenzione generale con il progetto Edie, un set completo di tavolini, sedie e sgabelli interamente composti da pannelli in compensato di grosso spessore che si incastrano tra loro senza giunti o viti per il fissaggio.

L’eclettismo del compensato si dimostra così uno dei pilastri su cui si poggia la scuola del design, e con la sua rivalutazione continua oggi ad essere sfruttato per progetti originali, leggeri e vincenti!

 

Gen 11, 2018
Christian

Scegliamo ancora 4 pezzi d’autore per il living

Chi ci legge e ci segue con continuità conosce molto bene alcune “trame” che periodicamente riproponiamo: accostare pezzi di design che compongano zone living di prestigio è una di queste, perché sappiamo benissimo che se i progetti hanno un’origine “certificata”, troveranno sempre il modo di essere in sintonia tra loro!

Madia Aylon di Minotti

Gli ultimi anni hanno attestato la rinascita di un mobile che sembrava essere caduto in disuso e che invece ha dimostrato di possedere ancora estrema vitalità, soprattutto per la composizione di una zona giorno più moderna e votata alla versatilità.
Parliamo della madia, o se preferite della credenza, quel tipo di mobile più o meno basso come nel caso del progetto Aylon, nato da un’intuizione di Rodolfo Dordoni messa a disposizione ancora una volta di Minotti.

Questo mobile contenitore ha saputo catturare la nostra attenzione per la sua capacità di mettere in accordo la produzione industriale con il sapere artigianale nella realizzazione di mobili.
È in particolare la sua versione Dining ad averci incuriositi, per il listelli in rovere massello che compongono la facciata delle ante ma anche per le loro cornici metalliche che aggiungono oltre a senso generale di robustezza quel tocco in più di hi-tech.
La tecnologia di spicco Minotti è poi “nascosta”, ma fa ben avvertire la sua presenza all’apertura delle ante stesse: la cerniera brevettata per creare un angolo di 190° è un vero surplus di funzionalità in una zona living contemporanea!
Una lavorazione così ricercata esalta la cultura del legno, perché viene sostenuta da dettagli sofisticati e realizzati con meticolosa cura, per tutte le diverse versioni che compongono la collezione Aylon.

Coffee Table Opera di Meritalia

Ancora la plasmabilità del legno, il materiale che meglio di ogni altro riesce ad assecondare progetti anche azzardati, è protagonista nel tavolino per la zona living che stiamo componendo pezzo dopo pezzo. Mario Bellini ha voluto che il suo coffee table Opera evocasse il fasciame delle imbarcazioni con le doghe curvate che sostengono il piano in cristallo: il tutto fa parte di una ben più ampia collezione di tavoli di diverse forme e misure anche molto più generose all’interno del catalogo Meritalia.
Il gioco di incastri previsto dall’architetto compone un effetto volutamente scultoreo, con in più la possibilità di esaltarlo o mitigarlo a seconda dei giochi cromatici messi a disposizione, anche se noi siamo decisamente orientati su una tonalità in legno naturale e senza eccessi, proprio per premiare tutta la sua bellezza.

Divano Atmos di Roche Bobois

Se Aylon e Opera fanno quasi a gara su quale dei due sintetizzi meglio il piacere dell’arredo in legno, li lasciamo alla disputa e scegliamo come divano un modello dalla struttura metallica bene in vista, volutamente minimal ma non di certo nel comfort. Gli elementi del divano Atmos di Manzoni e Tapinassi per il catalogo Roche Bobois sono molteplici da scegliere e combinare tra di loro per ottenere sempre la configurazione adatta ad ogni esigenza abitativa; seduta morbida e confortevole perché è un mix tra piuma e schiuma, con in più il pratico ed originale tavolino angolare, per un divano che abbraccia con sensazioni vellutate!

Poltroncina Goldie di Arketipo Firenze

Qualche ospite in più troverà altrettanto comfort sulle eclettiche poltroncine che completeranno il quadro di design e che sono state ideate dallo stesso duo di creativi Manzoni e Tapinassi ma stavolta per Arketipo Firenze. Noi preferiamo la poltroncina Goldie nella versione match, che abbina la pelle al tessuto, in quanto troviamo che sappia meglio valorizzare il suo prezioso design contemporaneo così ricco di dettagli.
La definiamo eclettica perché pur essendo pensata come poltroncina indipendente ed ideale per essere stand alone anche in un contesto più formale, la immaginiamo molto bene attorno ad un tavolo da pranzo.
È vero, le sue linee hanno qualcosa di vagamente vintage, ma la struttura nel suo complesso se resa dinamica dalla doppia tonalità la rende un perfetto complemento per un arredo cool!

 

 

Dic 22, 2017
Christian

Come si arreda una casa in legno rispetto ad una casa tradizionale

Vi siete mai chiesti come si arreda una casa in legno?

Vorremmo citare una massima di Billy Baldwin, icona nell’ambito dell’arredamento di interni: “La prima regola dell’arredamento è che si possono infrangere quasi tutte le altre regole”. Baldwin sosteneva che innanzi tutto i mobili devono essere confortevoli e noi condividiamo appieno il suo punto di vista. Arredare la vostra casa in legno significa creare un luogo che rispecchi il vostro modo di essere, che vi rappresenti e che vi faccia sentire a vostro agio. La casa in legno è un rifugio dal caos cittadino, dai ritmi frenetici della vita quotidiana e non può che accogliervi in un abbraccio caloroso.

E allora, bando alle regole! Ogni stile è quello giusto. Già al momento dell’acquisto dell’abitazione è stata fatta la prima importante scelta estetica. L’architettura della casa in legno su misura, è stata progettata assecondando le vostre richieste, creando gli spazi per vivere con la vostra famiglia. Da qui si evince la prima importante scelta estetica a cui probabilmente darete continuità con l’arredamento.

 

Se amate lo stile rustico, le pareti con legno a vista o in pietra ed i pavimenti in pietra, parquet o cotto, saranno la giusta soluzione per voi. Un grande tavolo di legno rustico ed una credenza, sempre in legno rustico, saranno protagonisti della cucina dove potrete esporre ceste di vimini piene di frutta, taglieri in legno, utensili da cucina datati.

 

Gli accessori da usare per arredare una casa in legno

 

Gli accessori saranno in ferro battuto come lampadari o vasi, decori d’ottone per i sanitari, portasapone in ceramica e potpurri profumato. Poltrone, sedie e tappeti saranno di colori caldi che ricordano sempre il profumo del legno. Per un gusto più romantico, lo stile shabby chic, trasandato elegante, propone mobili vecchi, o meglio invecchiati, che vengono decapati, rovinati appositamente per dare la sensazione che siano usurati, come se fossero stati recuperati da una vecchia soffitta. I colori sono pastello come beige, grigio chiaro, rosa. Anche i pavimenti in legno e gli accessori vengono sottoposti al trattamento, quindi potremo avere cornici decapate e contenitori in ferro battuto bianco invecchiato. Le tende sono in tessuto chiaro con tenui disegni di fiori, cuscini ricamati, un insieme di particolari che rendono l’ambiente tutt’altro che trasandato, ma molto soft, rilassante ed elegante.

 

Lo stile classico nelle case in legno, lo stile moderno e lo stile minimal

 

Nello stile classico i colori sono quelli del legno dove l’arredamento è molto elaborato, come lo era stile del passato da cui prende ispirazione. Pur essendo dotata di impianti moderni, in una casa in stile classico non possono mancare un camino o una stufa a legna. Gli elettrodomestici sono in stile rétro, ma vi consigliamo di acquistare elettrodomestici moderni che non siano visibili se non al momento dell’utilizzo. Lo stile classico è intramontabile e la casa viene impreziosita da pezzi di antiquariato o di nuova produzione con tecniche che ne permettono una riproduzione fedele.

 

Le case in legno non necessariamente hanno il legno a vista. Al contrario, spesso le pareti in legno sono rivestite da intonaco ed hanno una finitura simile alle case in muratura, rendendole di fatto non distinguibili tra di loro. L’elemento che invece solitamente viene lasciato a vista è il tetto in legno, un particolare estetico molto importate che trasmette calore e bellezza. Anche in questo caso ci si può sbizzarrire seguendo le proprie inclinazioni.

 

Lo stile moderno prevede spazi aperti molto ampi. Sui colori che possono essere impiegati, non ci sono limiti: colori tenui come grigio, bianco, nero, beige, ma anche colori molto vivaci come rosso, viola, arancione nelle varie sfumature. Quindi le sensazioni sono diverse: pacatezza e relax o brio e dinamismo. I mobili possono avere forme anche irregolari, ma con linee pulite e senza decori, questo rende gli ambienti leggeri e pratici per l’utilizzo di ogni giorno. Gli impianti tecnologici si integrano completamente nell’arredamento.

 

Lo stile minimale, dove gli spazi sono aperti, la cucina, il soggiorno e la zona relax possono essere in un unico ambiente, punta sull’essenziale.

Sono presenti pochi pezzi di design, colori neutri, il bianco, il nero e il grigio, grandi spazi e grande respiro. Il divano nero o bianco è protagonista e pronto ad ospitare chi vorrà godere di questo ambiente.

L’atmosfera che si crea è estremamente raffinata e valorizzata dal tetto in legno che abbraccia la casa.

 

Non temete di osare, nessuno vi vieta di unire due o più stili diversi se è quello che vi piace, ma vi consigliamo di consultare un arredatore che saprà aiutarvi nella scelta.

 

L’arredamento è sempre esaltato da ambienti molto luminosi, che influiscono positivamente sull’umore e il benessere degli abitanti. Quindi, vetrate ampie, esposte a sud per godere al massimo della luce del sole e opportunamente schermate da piante con foglie caduche o frangisole che permetteranno di riparare l’abitazione dall’eccessivo irraggiamento solare estivo.

 

Dic 17, 2017
Christian

Due madie, due sedute, tanto design da ammirare!

In questa sorta di “gioco” del mettere insieme diversi componenti e complementi di arredo ci abbiamo preso gusto, La loro eterogeneità, ogni volta che allestiamo un gruppetto di questo tipo, viene compensata perché li estraiamo solo dal mazzo di cataloghi prestigiosi ed affermati, i leader dell’arredamento contemporaneo!

Divano Camden di Molteni

Iniziamo subito a metterci comodi e lo facciamo sul divano a due posti Camden disegnato dall’eclettico Rodolfo Dordoni, che è sempre in grado di applicare la più alta tecnologia ai suoi progetti senza per questo ostentarla, anzi: quasi punta a nasconderla nelle sue collezioni, che vogliono solo essere espressione di uno stile in cui sentirsi a proprio agio, mentre ciò che viene esibito è sempre il gusto per un ambiente coinvolgente. Del resto, sono le stesse caratteristiche che ritroviamo spesso proprio nel catalogo di arredamenti Molteni!

Il design di questa seduta è essenziale ma comunica profonda raffinatezza, e sebbene nasca come proposta d’elezione per l’arredo contract o per quello degli spazi pubblici, con il suo alto schienale, il comfort della seduta e soprattutto l’ampia gamma di finiture si integra in scioltezza anche in uno spazio domestico. Dicevamo della tecnologia “nascosta”: la sua struttura è in alluminio pressofuso per garantire durata nel tempo e tutta la necessaria rigidità, mentre le imbottiture sono indeformabili grazie alla schiumatura a quote differenziate, per offrire sempre un relax dagli standard elevatissimi e la migliore ergonomia.

Tante qualità tecniche si sposano con il gusto estetico di un divano mai eccessivo, composto al tempo stesso dai segni grafici netti del suo basamento e dalle linee fluide che accompagnano gli schienali.

Poltrona Jean di B&B Italia

Se invece sei più “egoista” e ti piace startene per conto tuo, accomodati pure sulla poltrona Jean che Antonio Citterio ha disegnato per B&B Italia. La sua ergonomia è sorprendente, tutte le sue proporzioni sono sapientemente calibrate per offrire un rigoroso ed impeccabile relax, perché parlano in un linguaggio molto formale.
Un ampio e morbido cuscino sostiene la schiena, così questa poltrona diventa adatta ad ogni circostanza: attimi da dedicare alla lettura, momenti di relax o di riflessione magari ascoltando della buona musica, una conversazione tra amici.

Il miglior riposo è assicurato dal pouf poggiapiedi coordinato che riprende le linee e le finiture: queste ultime sono disponibili in un ventaglio di opzioni molto ampio, per cui è possibile giocare costruendosi accoppiamenti cromatici a contrasto tra il profilo ed i piedini rispetti ai rivestimenti, oppure scegliendo una maggiore sintonia d’insieme.
Dobbiamo riconoscere che Jean è una poltrona dall’assetto inconsueto e forse proprio per questo ancora più interessante!

Madia Essenzia di Riflessi

Basta con la pigrizia ed il riposo, ora: è il momento di darsi da fare, mettere in ordine, riporre ogni cosa al suo posto, ed iniziamo allora a riempire la madia Essenzia, che ha già nel suo nome tutto ciò che è necessario sapere.
Riflessi ha infatti voluto creare una collezione di mobili contenitori dalle forme per l’appunto essenziali, rigorose e di estrema purezza formale: tutta l’espressività di questi versatili complementi di arredo viene delegata alle audaci e vivacissime colorazioni nelle quali si possono personalizzare, all’interno come all’esterno. Nel nostro scatto ve la proponiamo in versione alta a quadrotto, con ben 4 ante indipendenti, ma sarà tua la decisione se svilupparla in orizzontale, magari per riempire meglio una parete larga con un assetto a 3 sportelli.

Scoprirai tutta la praticità del sistema di apertura push&pull, ecco perché di maniglie a vista non c’è nemmeno l’ombra… oppure, sfrutterai il taglio a 45° sui bordi delle ante. Tutta la palette cromatica disponibile, sia in toni opachi che lucidi, è stata studiata per stimolare ed incoraggiare l’originalità e la creatività, esprimendo un senso di gioia attraverso un “banale” complemento di arredo.

Madia Kyoto di Colonel

Stavi pensando a qualcosa di più particolare ed estroso per la credenza o la madia della tua zona living, con geometrie che colpiscano non solo per la loro purezza formale ma anche con altri giochi di stile? Allora la madia che fa per te si chiama Kyoto, una bella idea del catalogo francese Colonel, gestito dagli stessi designer Gilles e Poncelet.

Praticissima e delle dimensioni ideali per essere capiente ma al tempo stesso discreta nell’ingombro, Kyoto è una madia realizzata in faggio massello che esalta la naturale essenza del legno lasciandola a vista. Il suo progetto può essere, si richiesta, personalizzato a piacimento anche nelle dimensioni: noi stiamo stati incuriositi dal sistema a scorrimento delle ante, perché i due pattern (verticale ed orizzontale) delle doghe, dei quali uno è in un intrigante giallo, vanno a sovrapporsi, creando una divertente griglia.

Anche per stavolta abbiamo dato sfogo alla nostra passione per l’interior design e per la contaminazione tra gli stili: se qualcuna delle nostre descrizioni ti è piaciuta particolarmente, perché non ce lo racconti in un commento, o magari visitando la nostra pagina Facebook NonSoloArredo?

 

Nov 24, 2017
Christian

L’abbinamento tra tavolo e sedie oggi non è mai scontato

Oggi componiamo per voi due “kit” di complementi d’arredo selezionandoli tra i cataloghi di due aziende di prestigio e che già altre volte hanno trovato posto tra i nostri articoli. Parliamo di Riflessi e di Calligaris, e se del primo marchio spesso abbiamo analizzato accessori come le madie o le consolle, di Calligaris conosciamo già bene la spiccata propensione a realizzare sedute di grande prestigio. Noi accostiamo proprio sedie e tavoli per proporvi due soluzioni di affascinante impatto per la vostra zona living!

Tavolo Shangai e sedie Sofia di Riflessi

Iniziamo con il tavolo Shangai: vi diciamo subito che esiste nella doppia versione con ripiano in legno di rovere oppure in cristallo, e per quanto entrambe siano incredibili nella loro eleganza fatta di dosate asimmetrie, è la seconda ad averci maggiormente affascinati.

Il basamento riprende una tecnica ormai consolidata e molto in voga, quella dell’incrocio tra tante assi portanti con un effetto intricato di indubbia resa estetica, ed è realizzato in alluminio rivestito sul quale è possibile applicare un ampio ventaglio di finiture, dall’inox alla verniciata fino alla pietra arenaria.
Il cristallo, sottoposto ad uno speciale trattamento protettivo per renderlo resistente ad urti o graffi, è saldamente ancorato alle gambe ed anch’esso può essere personalizzato, dal trasparente al nero passando per una scala che include anche fumé, retrolaccato o antracite.

La sua versione allungabile permette inoltre di aggiungere ben 80 centimetri senza minimamente alterarne il design, che resta arioso grazie ad un robusto sistema a scomparsa.

Accanto a Shangai andiamo a posizionare le sedie Sofia, dalla seduta e dallo schienale ergonomici. Il campionario di sedie Riflessi è vastissimo, ma questa ci sembra la scelta più appropriata e coerente, anche in omaggio alla diversa tendenza che connota oggi l’acquisto del “pacchetto” tavolo e sedie, non più visto come collegato ma da effettuarsi separatamente per premiare ed esaltare la creatività degli accostamenti, e decidere se orientarsi su un contrasto oppure sulla continuità.
In quest’ottica, Sofia accompagna benissimo Shangai soprattutto nella proposta senza braccioli, ma quella che invece li prevede sposa benissimo il concept complessivo di design: in tutte le versioni offre personalizzazioni senza confini, con i rivestimenti in pelle, econabuk, tessuti o persino lana, mentre l’imbottitura indeformabile in poliuretano schiumato è sinonimo di vera ergonomia!

Tavolo Cartesio e sedie Igloo di Calligaris

Spostiamoci ora sulla seconda composizione, quella firmata da Calligaris con il tavolo Cartesio al quale accostiamo le splendide sedie Igloo.

Cartesio gioca anch’esso con una base di supporto sviluppata per linee diagonali, anche se rinuncia all’incrocio tra gli assi per puntare su 4 piedi composti ciascuno da un triangolo rovesciato il cui vertice è il piede. Il materiale di questa struttura portante è solido, perché si tratta di metallo verniciato che può essere scelto nei classici bianco ottico oppure grigio opaco, entrambe verniciature realizzate con elevati livelli qualitativi per resistere nel tempo; è però molto suggestiva la variante color ruggine, per un look ancor più metropolitano.

Le sue gambe come detto sembrano moltiplicarsi, gli assi sembrano essere otto e non quattro, per sostenere un massiccio piano d’appoggio disponibile in rovere dogato oppure in impiallacciato legno, con delle forme essenzialmente scultoree ed un senso di solidità nettissimo.

Parlavamo, poche righe fa, di sintonia tra tavolo e sedie e dei necessari richiami di design negli accostamenti composti per non comporre dei set poco aggraziati, ed ecco che le linee diagonali delle V rovesciate trovano corrispondenza in quelle delle gambe che sorreggono la sedia Igloo, anch’esse inclinate.

Nasce per favorire la convivialità in ogni suo aspetto, perché la seduta è avvolgente come quella di una piccola poltroncina, ed il suo design sa mantenersi leggero e molto accattivante con la forma a conchiglia, anche in questo caso personalizzabile a piacimento con rivestimenti in pelle o in tessuto. È una sedia ideale per un living disimpegnato ma solo all’apparenza, perché i suoi tratti sottintendono estrema raffinatezza!

 

Nov 15, 2017
Christian

Superleggera di Giò Ponti compie 60 anni

Ha saputo attraversare i decenni e le generazioni, giungendo a noi pressoché invariata nelle sue linee: è un prodotto di architettura domestica mobile opera del genio di Giò Ponti, designer ed architetto che con la sua sedia Superleggera ha riscritto i canoni della modernità!

Ispirazione per questo capolavoro di tecnica ed armonia è stata la tradizionale sedia ligure chiamata “Chiavarina“: Ponti voleva raggiungere le stesse vette di maneggevolezza ed essenzialità in una sedia alla portata di tutti, inseribile in qualsiasi contesto, e che fosse funzionale perché impilabile e leggera come una piuma.
Le sue linee, ancora oggi protagoniste del catalogo di arredi moderni Cassina, non invecchiano mai, e ne hanno fatto un evergreen dell’arredamento.

Incastri e linee essenziali

Il suo telaio è in legno di frassino a sezione triangolare, più volte ridisegnato fino ad arrivare alla versione definitiva del 1957; la seduta è invece in canna indiana, per una sedia che si mantiene fedele al modello artigianale che l’ha ispirata ma che al tempo stesso per lo studio tecnico dei suoi incastri e per l’elevata qualità realizzativa che ne assicura durata e stabilità mantiene ancora oggi intatto il suo ruolo di proposta adatta a tutte le stagioni ed a qualsiasi scenario.

Giò Ponti, negli anni ’50, non ha badato a formalismi eliminando dal suo progetto qualsiasi possibile manierismo: Superleggera doveva essere semplicemente una sedia, una normale sedia senza stranezze che fosse in grado di arredare le case dell’epoca ai costi contenuti che si rendevano necessari per le ristrettezze del secondo dopoguerra.

Lo è ancora, ma aver attraversato indenne le scuole di pensiero e le tendenze del design l’ha trasformata anche in una delle più influenti icone del design industriale all’italiana!

 

Nov 11, 2017
Christian

Vi invitiamo alla più eterogenea delle rassegne d’arredo!

La parola mercatone ti fa specie, perché suscita in te l’idea di un gran bailamme di articoli di scarso pregio messi lì alla rinfusa solo per attirare quante più persone possibile, allettandoli con varietà di proposte ma anche con prezzi stracciatissimi?

Probabilmente hai ragione a pensarla così, e non sei affatto lontano dal senso intrinseco che tante altre persone dai gusti più raffinati ed esigenti in fatto di interior design attribuiscono a questo termine. Il titolo del nostro articolo di oggi è una voluta e dichiarata provocazione, siamo qui per la sfida: dimostrare che è possibile mettere insieme oggetti di design, ma anche elementi e complementi di arredo che non hanno nulla in comune in fatto di stile o ispirazione, ma nemmeno come contesto di destinazione.
Unica singola caratteristica posseduta da ciascuno di essi è l’alta qualità realizzativa, che li pone tutti sullo stesso piano, quello di un design creativo e mai banale, attento a distinguersi e capace di catturare gli sguardi.

Lo sgabello Caprice di Philippe Starck

Iniziamo con un “mostro sacro” del design e con un oggetto forse non troppo comune nelle case ma secondo noi un po’ sottovalutato. Philippe Starck è stato in grado di esprimersi al top delle sue infinite e poliedriche capacità con lo sgabello Caprice, che ci ha affascinati fin dal primo sguardo con le sue linee poco convenzionali.
Fa parte di una collezione molto più ampia di sedute di cui costituisce la naturale estensione, ed è in origine stato concepito come naturale complemento di un ambiente di lavoro, tuttavia i confini tra vita ed ambito professionale tendono ad assottigliarsi sempre di più, ed ecco perché lo sgabello Caprice non ci appare affatto fuori luogo se inserito un un contesto di convivialità.

Una classica base a stelo in alluminio mat è sormontata da una comoda seduta rivestita in tessuto, disponibile in numerose tonalità.
Ad accrescere la pratica ergonomia di questo progetto inserito nel catalogo di Cassina, Stack ha previsto il poggiapiedi cromato ed un meccanismo automatico che va a posizionare sempre la seduta nella direzione corretta rispetto ad esso. Una silhouette scarna, eppure estremamente incisiva, come spesso accade per i progetti di Philippe Starck che ha sempre come primo obiettivo rendere più comoda la vita con oggetti “asserviti” alle esigenze dell’uomo.

Madia Easy – Cappellini Design

Il secondo progetto dell’odierno “bazar” di design di alta scuola che stiamo componendo oggi è firmato da Cappellini ed ha anch’esso un DNA fatto di estrema sobrietà. Si tratta della madia Easy, rigorosissima nelle sue forme squadrate ed estremamente versatile per inserirsi con successo nella moderna filosofia dell’abitare e dell’arredamento, perché è un complemento eclettico ed è un contenitore multifunzione. La gamma è molto ampia, ben 20 sono le diverse combinazioni possibili scegliendo in primis le misure e poi orientandosi sulla distribuzione di ante, vani a giorno oppure cassetti, in base all’uso cui si intende destinarla.

Una madia della linea Easy è estremamente leggera alla vista, e può assumere qualsiasi look si desideri anche per le diverse laccature, i top proposti in cristallo, marmo o legno.
L’intento di “passare inosservata” è accentuato dai sottilissimi piedini in metallo che la sostengono, quasi nascosti sotto la struttura!

Libreria Giotto di Cattelan Italia

Particolarissima e stilizzata agli estremi è poi l’impatto scenografico della libreria Giotto, su design di Andrea Lucatello. Una struttura funzionale e versatile che Cattelan Italia propone nel suo catalogo perché sia inserita, con discrezione, in qualsiasi spazio anche non living, perché è molto disinvolta con il suo aspetto a cavalletto – assi portanti in noce massello – ed i robusti ripiani verniciati, che possono ospitare qualsiasi cosa, non solo libri. È un complemento d’arredo che nasce quasi con il criterio della sottrazione e che quasi non si fa notare, per esprimere un concept di arredo sobrio che però lascia il segno!

Madia Alambra di Rimadesio

Per l’ultimo complemento di arredo abbiamo oggi scelto una particolare configurazione di un mobile contenitore per la zona giorno di Rimadesio. In ossequio alla sua tradizione affermatissima nell’ambito delle pareti divisorie e delle porte scorrevoli dell’azienda, Alambra è un sistema di madie perfetto per integrarsi con esse nella sua versione più alta, perché è totalmente componibile a partire da una struttura molto ariosa con sottilissimi profili in alluminio ed ampi vetri integrata anche da un sistema di illuminazione a LED interno.

Qualsiasi oggetto riposto al suo interno ne risulterà valorizzato: il classico formale del mobile contenitore è rispettato, anche se l’estro creativo di Giuseppe Bavuso l’ha elevato, con i canoni della sua interpretazione stilistica, verso una geometria essenziale come quella oggi più in voga.

 

Ott 16, 2017
Christian

Alcune scelte di stile molto ben definite

Oggi torniamo ad una nostra vecchia e consolidata abitudine, ovvero l’allestimento di una rassegna di complementi di arredo da mettere insieme accostandoli in una immaginaria zona living.
Questa volta componiamo un balletto di elementi solo all’apparenza incongrui tra loro, e lo facciamo in maniera del tutto consapevole dopo averne studiato linee e caratteristiche.

Divano componibile Adda – Flexform

Partiamo dal divano componibile Adda, nato dal progetto di un habitué del nostro blog, Antonio Citterio, e concretizzato dall’esperienza di Flexform. La sua estetica è estremamente asciutta e molto contemporanea, poggia su una robusta struttura in metallo con piedini a vista che contribuisce alla leggerezza complessiva. Il tubolare di metallo fa infatti apparire sollevata da terra tutta la seduta con i suoi generosi cuscini imbottiti in piuma d’oca e rivestiti da evidenti cuciture sia nelle versioni in tessuto che in pelle e che si impongono alla vista come il più evidente e distintivo segno grafico.

Cuscini e braccioli sono pensati per accompagnare la seduta e l’appoggio in qualsiasi configurazione, sia lineare che angolare ad L. La modularità portata agli estremi è il vero tratto caratteristico del divano Adda, che noi abbiamo concepito nel suo carattere più deciso in una versione grigia, quella che secondo noi meglio ne accentua le velleità di design contemporaneo.

Consolle Douglas – Arketipo

Cosa accostare ad un simile imbottito se non un satellite di prestigio come la consolle-tavolino di Arketipo della collezione Douglas? Il suo lessico di design è fatto di linee pure ma multifunzionali, con più piani di appoggio su livelli distinti che gli permettono di assolvere a più compiti ed in più posizioni. Può essere posizionato accanto al divano oppure alle sue spalle, e sono diversi i materiali essenziali che giocano tra loro, quali vetro, marmo e metallo, in un tavolino che è fatto apposta per un palato molto esigente.

Libreria Hangar – Calligaris

Volete poi circondarvi di ornamenti, decorazioni, oggetti di design o simboli delle vostre passioni? C’è la struttura dalla sagoma originale interamente in metallo dell’ariosa libreria Hangar, un progetto che Gino Carollo ha proposto a Calligaris per le sue linee semplici, essenziali ed adatte a qualsiasi ambiente.
Con questa libreria a giorno la zona living acquista ariosità ma anche dinamicità per le forme irregolari e sagomate degli scaffali, con una modularità componibile.

Hangar è autoportante e bifacciale per cui, in caso di ambienti particolarmente estesi, può essere anche proposta a centro stanza, con un uso free-standing che la trasforma anche in elegante divisorio.

Tavolo allungabile Premier Drive – Cattelan Italia

Vogliamo concludere la rassegna con un ultimo complemento di arredo immancabile in una zona giorno tutta da vivere, e le cui linee si sposano alla perfezione con i “compagni di viaggio” fin qui descritti. Cattelan Italia infatti regala linee preziose e di sicuro impatto scenico con il tavolo allungabile Premier Drive, per il quale la base in acciaio verniciato goffrato può essere scelta nelle tonalità nero, titanio o grafite e sostiene un ampio piano di appoggio in cristallo di 12 mm di spessore: la nostra versione preferita è quella verniciata in bianco, ma lo potete avere anche graphite.

Siamo davanti ad un tavolo che comunica emozioni ed arricchisce di valore qualsiasi ambiente per la sua elegante raffinatezza, un vero campione dell’alta qualità Made in Italy.

 

Set 15, 2017
Christian

I vantaggi e gli svantaggi di una cucina in legno

Se siete in procinto di acquistare una nuova cucina, sicuramente vi sarà balzata in mente l’idea di acquistare una cucina in legno. Ovviamente, come ogni cosa, una cucina in legno ha i suoi vantaggi e svantaggi; andiamo ad analizzarli.

I vantaggi di una cucina in legno

1. Naturalezza
Sicuramente una cucina in legno ha quella semplicità che gli amanti della natura apprezzeranno sicuramente. Inoltre, contrariamente agli altri tipi di materiali, dà un tocco di unicità alla vostra cucina.

2. Varietà
Diversamente a quanto si possa pensare, scegliere una cucina in legno significa anche andare incontro alla scelta di una serie di caratteristiche della cucina. È possibile scegliere lo stile, il colore, le finiture ed altre caratteristiche dei mobili, ma anche del tavolo e delle sedie.

3. Resistenza e facilità di riparazione
I mobili in legno sono sicuramente tra i più resistenti. Ovviamente la loro resistenza dipende anche dal tipo di legno (dalla quercia si ricavano i mobili più resistenti ma ci sono anche altre qualità molto resistenti). Inoltre, è possibile riparare facilmente mobili in legno in quanto grazie a semplici rifiniture possiamo nascondere graffi e segni di usura.

Svantaggi di una cucina in legno

1. Manutenzione ordinaria
Se si ha una cucina in legno, bisogna prestare attenzione a tutta una serie di cose. Ad esempio, occorre evitare di esporre troppo la cucina ai raggi solari (per evitare cambi di tonalità) e di sovraccaricare tanto i mobili, per non incorrere nella deformazione delle mensole. Anche l’umidità è un nemico delle cucine in legno.

2. Costo
Le cucine in legno hanno in media un costo più alto rispetto agli altri tipi di cucine. Tuttavia, ci sono delle qualità di legno più economiche che consentono di avere una buona cucina spendendo poco. Ad esempio, il legno frassino è uno dei più economici e gode di una buona resistenza meccanica (si flette senza spaccarsi).

3. Pulizia
Pulire una cucina in legno è sicuramente più difficile degli altri casi. Il legno non puó essere trattato con tutti i tipi di detergenti. Ad esempio, occorre evitare assolutamente di usare candeggina e solventi sui mobili in legno.

Set 6, 2017
Christian

Mobili antichi e antiquariato: come riconoscerli?

Mobili antichi: sono oggetti di antiquariato a tutti gli effetti. Ma come si riconoscono?

 

 

Quando si parla di mobili antichi non si può non fare riferimento ad un concetto molto importante nella storia dell’arte: i mobili che appartengono ad un’epoca storica – esattamente come gli oggetti d’arte, che possono essere ad esempio sculture, quadri o dipinti, ed altre tipologie di oggetti – fanno parte, infatti, della categoria degli oggetti di antiquariato. Oggetti che rappresentano un dato periodo storico, più o meno rilevante,  e che proprio per questo motivo meritano di essere non solo adeguatamente riconosciuti, ma anche valorizzati. E qual è il miglior modo per valorizzare questi mobili se non quello di saperli identificare e saperne riconoscere il valore?

Nel caso in cui ci ritrovassimo in casa un tavolo o un mobile in generale che ci ricordi un periodo storico artistico ben preciso, il consiglio è quello di farlo valutare da un antiquario, ovvero da un esperto che si occupi della corretta valutazione del mobile antico e che sappia riconoscerne l’identità ed il valore.

Come riconoscere un mobile antico

Ma se volessimo essere in grado di riconoscere in maniera autonoma e autentica un mobile antico? Quali sarebbero i passi da compiere? Prendiamo ad esempio un mobile che ci appare essere del ‘700, un secolo che ha visto diverse evoluzioni dal punto di vista artistico e culturale e che proprio per questo potrebbe essere carico di confusione: nei primi anni, infatti, di questo secolo, era abbastanza evidente anche nella produzione dei mobili di antiquariato la ricerca del Barocco, che è stata a tutti gli effetti un’epoca artistica caratterizzata dalla presenza di forme maestose e imponenti, mobili ed opere dal lusso davvero sfrenato. Tanto che, alla morte del Re Sole, si era immediatamente deciso di reagire contrastando quello stesso lusso e dando importanza quindi ad un motivo più semplice e leggero che si andava a contrapporre con il lusso settecentesco tipico del Barocco.

Ed anche i mobili antichi sono rappresentativo di queste epoche: basti pensare che nei mobili Rococò possiamo trovare elementi particolari come fiori e foglie, conchiglie, boccioli, che vanno a contrastare i mascheroni, putti e cariatidi tipici del Barocco. Riconoscere elementi come questi potrebbe essere già un metodo importante per identificare un momento artistico e dividerlo da un altro: ed è per questo che nella valutazione delle opere, e pertanto anche dei mobili antichi, è decisamente fondamentale sapere di cosa stiamo parlando, essere a conoscenze delle caratteristiche principali di quel dato periodo e del metodo specifico di produzione dei mobili e degli oggetti e della loro elaborazione stilistica.

Non a caso, chi conosce le specifiche tecniche di quel dato periodo saprà esattamente di cosa stiamo parlando ed avrà più lineare la conoscenza ed il riconoscimento di quella data opera.

settembre: 2018
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