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Ott 30, 2018
Christian

Meraviglie che illuminano

In un nostro recente articolo vi abbiamo raccontato dei pregi dell’illuminazione a LED, della svolta che questa tecnologia ha rappresentato per l’illuminotecnica e per il lighting design, e delle infinite potenzialità dei suoi diodi spesso piccolissimi ma dalle prestazioni sorprendenti.
Se ve lo siete perso, potete recuperarlo qui, mentre nel nostro articolo di oggi vi racconteremo di alcuni effetti scenici ottenibili proprio con questi LED, che stimolano la fantasia dei creativi e dei designers e permettono una più agevole combinazione anche con materiali inediti per il settore ed innovativi, al fine di ottenere atmosfere di sicuro impatto.

4 poposte di Lighting design

Partiamo da un nome affermatissimo per le sue proposte di illuminotecnica come Foscarini, che ha in Arumi un pezzo forte del suo catalogo. Si tratta di una lampada dall’aspetto volutamente grezzo, in alluminio opaco e non rifinito, che esprime tutta la matericità e la ruvidezza di un metallo appena colato e dalla superficie irregolare. Il contrasto viene enfatizzato dalla superficie interna liscia e tecnologicamente studiata per essere riflettente al massimo, rivelandosi un piccolo ma lucente gioiello che “fa arredamento” anche quando spento! La sua estetica è infatti grezza solo all’apparenza, con un messaggio forte ed espressivo.

Si chiama invece Jube la lampada a sospensione della Vetreria Vistosi e disegnata da Favaretto & Partners, che in un gioco di sinuosi rimandi hanno progettato la sovrapposizione tra vetri soffiati per un fascino molto retrò, anche se il tutto appare come un pezzo unico e munito di efficace sorgente luminosa LED incorniciata da profili color oro satinato.

Sol_03 è invece la rivoluzionaria proposta di Luceplan, azienda milanese che continua ad affidarsi all’estro creativo di Daniel Rybakken, forte dei due Compassi d’oro già scaturiti dalla collaborazione. Questa lampada a sospensione nasce per occupare il minimo spazio fisico e fondere alta tecnologia con estetica contemporanea.
La fonte luminosa è proiettata su una sottile membrana a specchio oppure traslucida, e può essere angolata ed orientata a piacimento nell’incidenza a seconda del tipo di diffusione luminosa che si desidera. Un progetto stupefacente nella sua essenzialità e che ci ha lasciati con il fiato sospeso!

Scenografica ed opulenta è invece la collezione La Lollo, lampade a sospensione composte da cilindri in tecnopolimeri in colorazioni prismatiche, metallizzate, variegate o geometriche. Il richiamo voluto dalla designer Lorenza Bozzoli è quello al meraviglioso cinema degli anni ’50, per ambientazioni ricche di buon gusto: Slamp non ci ha pensato due volte a mettere in pratica un’idea decorativa e stimolante come questa!

Gli incredibili risultati raggiunti nel settore illuminazione sono così ingegnosi da essere diventati ancor più che in passato veri protagonisti dell’arredamento, rendendo i fasci di luce elementi costitutivi della progettazione!

Ott 16, 2018
Christian

La tendenza a mettere in mostra

Il cambiamento radicale delle abitudini e l’attitudine a considerare molti complementi di arredo non più come semplici contenitori ma come degli espositori ha condotto anche ad una evoluzione progettuale che assecondasse simili tendenze.
Se un tempo il baule, la madia o l’armadiatura erano strumenti per nascondere il più possibile alla vista gli oggetti più disparati in una illusoria rincorsa all’ordine a tutti i costi, oggi invece costruiscono l’atmosfera di un appartamento proprio mostrando il più possibile, e sono deputati alla creazione di una scenografia nella quale i nostri oggetti abitano e parlano di noi.

Protagonisti di un vero edonismo contemporaneo, questi complementi di arredo vengono progettati in maniere sempre più complesse ed integrando tecnologie studiate appositamente per accompagnare le nostre passioni e le nostre attività: le pannellature sono sempre più attrezzate, sui mobili vengono installati passacavi, canaline o altri supporti per la miglior fruizione della tecnologia, in molti casi questi contenitori universali integrano anche supporti per l’illuminazione a LED diventando soluzioni solo all’apparenza minimaliste e che in realtà danno spettacolo, ma in modo discreto, negli spazi del vivere quotidiano.

Mobili espositori dal tratto unico

Un esempio concretissimo spiegherà meglio di tanti concetti questa tendenza: il sistema modulare di libreria/espositore Wind di Rimadesio, progettato da Giuseppe Bavuso, è un trionfo di vani a giorno e spazi di diverse misure totalmente componibile e che può essere anche equipaggiato con cassettiere, sportelli, contenitori per TV, consolle o decoder. Lo schienale, in omaggio al minimalismo tanto caro a designer, è in vetro trasparente, mentre i supporti in alluminio vengono riempiti dai complementi in vetro laccato.

Omaggia invece una tradizione di design figlia degli anni ’50 il mobile Mettitutto, dalla robusta struttura in legno con gli spigoli arrotondati e mensole in vetro a comporre vani di diversa capienza, pratici e funzionali per riporvi, per l’appunto, qualsiasi cosa.
Si tratta in realtà di un’intera famiglia di complementi di arredo, dalle stazze diverse, pensata da Annibale Colombo e Stefano Boeri per essere adattata a qualsiasi spazio della casa come cucina, living, ambienti di passaggio o zona notte, ma perfetta persino per l’arredo ufficio grazie alla sua capienza.

 

Set 30, 2018
Christian

Progetti di tavolini multifunzione

Nelle ultime settimane abbiamo spesso proposto gli arredi e i complementi di arredo dell’azienda Désirée Divani tra i nostri articoli. Per dimostrare la completezza del catalogo, che in parte avete già avuto modo di conoscere grazie alla madia Arlon, oggi vi sveliamo che non non solo gli imbottiti i grandi esempi dello stile sartoriale espresso da questa azienda.
I designer giapponesi Setsu & Shinobu Ito collaborano da tempo con il gruppo Euromobil cui fa capo Désirée, e proprio di loro abbiamo già avuto modo di apprezzare le linee evergreen disegnate per le poltrone; in passato, inoltre, abbiamo già inserito il tavolino Sabi in una delle nostre rassegne, ma oggi lo analizziamo con maggior completezza di dettagli.

Tavolino Sabi

Sabi è una collezione semplice e razionale realizzata in tre versioni: può infatti essere tondo, ovale oppure piccolo, quasi in formato comodino. La struttura metallica in bronzo opaco è lavorata a rilievo ed evoca un concetto tutto giapponese, quello degli opposti, rappresentato in maniera semplice e lineare, quasi con essenziale minimalismo. Sulla struttura è possibile scegliere di apporre il ripiano in diverse finiture, che includono oltre a quella più tradizionale in legno rovere nero, ideale per una zona living austera e senza troppe concessioni cromatiche, anche le versioni in marmo più dinamiche con le loro naturali fantasie irregolari.

Tavolino Stum

Gli stessi designer hanno insistito con le forme circolari per la serie di tavolini Stum, che per la loro forma si prestano ai più disparati abbinamenti di arredo senza mai stonare. Anche in questo caso le dimensioni proposte sono 3, e su una base in metallo brunito nichel può essere poggiato il classico piano in legno oppure, anche in questo caso, tutta la fantasia delle diverse finiture in marmo.
Con la sua forma Stum ricorda quasi un ceppo ed è quindi espressamente debitore alla natura per la sua ispirazione. Lo immaginiamo in una zona living di prestigio, ma non sfigura minimamente in ambienti comuni quali le hall di un albergo o la sala d’attesa di un ufficio.

Set 16, 2018
Christian

Progettare con la luce, quarta dimensione del design

Il progresso tecnologico e scientifico ha per forza di cose migliorato, ed in maniera sensibile, anche il nostro benessere, influendo su ogni aspetto della nostra vita anche per le migliorie apportate a qualsiasi progetto di interior design.

Non siamo certo noi a scoprire che l’architettura si basa non su 3 ma su 4 dimensioni, ed è la luce a rappresentare la quarta di esse nella sua definizione dei profili degli ambienti. La luce è capace di valorizzare interi spazi o singoli dettagli, porre in evidenza gli aspetti ai quali si desidera conferire maggiore risalto, può essere “manipolata” ed orientata a piacimento: siamo noi stessi a creare il paesaggio luminoso ed il percorso lungo il quale muoverci, creando scenari che accrescono le percezioni di sicurezza, benessere e comfort.

La rivoluzione del lighting design si chiama LED

L’evoluzione ed il costante sviluppo delle sorgenti luminose è così approdato ad un totale cambio di paradigma segnato dalle luci a LED: niente più filamenti incandescenti in grandi bulbi o lunghe lampade fluorescenti, il LED è un diodo che si basa sulla fisica quantistica e parte da dimensioni che possono essere anche di pochi millimetri ma con una potenza insospettabile, anche di 10 volte superiore a quello di una luce alogena.
In più, il ciclo di vita è decisamente più lungo e l’energia viene sfruttata e consumata in maniera molto più efficace e responsabile.

Terminata questa breve parentesi di “elogio” per le caratteristiche materiali di una lampadina a LED, ritorniamo ad occuparci di come questa tecnologia manifesti incredibili risvolti positivi sulla qualità della nostra vita.
La resa cromatica è infatti sbalorditiva ed intensa, con l’opportunità di essere regolata e calibrata in base alle esigenze o alle sensazioni, assecondando la progettazione secondo la prevista destinazione d’uso. Illuminotecnica e lighting design hanno ricevuto impulsi creativi un tempo ritenuti impossibili, e ciò significa che una buona attitudine a disegnare gli spazi sfruttando la luce assicura geometrie ergonomiche ed a misura d’uomo, stimolanti dove necessario e più confortevoli in altri ambienti, oppure con applicazioni professionali e tecniche.

 

Ago 25, 2018
Christian

Le armonie equilibrate di Désirée Divani

Abbiamo riscontrato da parte dei nostri lettori un entusiasmo ed un interesse per i complementi di arredo Désirée Divani pari al piacere che noi stessi abbiamo trovato nell’analizzarne alcune soluzioni di arredo contemporaneo, ed è per questo che ritorniamo ad occuparcene ben volentieri.

Divano Overplan

In questa occasione sono di nuovo i divani ad attirare le nostre attenzioni, con una selezione di progetti firmati dal duo di designer Matteo Thun & Antonio Rodriguez. Partiamo proprio dal primo progetto che hanno realizzato per Désirée Divani, il divano Overplan, caratterizzato da forme essenziali e raffinate e da estremo comfort per essere totalmente in linea con la filosofia di questa azienda.
Grazie all’elevata componibilità, il divano Overplan si presta benissimo ad essere posizionato negli ambienti più disparati, con le sue proporzioni armoniose ed eleganti. La gamma di tessuti e colori per i rivestimenti molto ampia incrementa ulteriormente la polifunzionalità di questo divano, adatto anche a spazi e contesti non strettamente residenziali, ma ciò che lo rende ancora più ricco è il set di accessori per la sua personalizzazione più totale, come il ripiano a scomparsa che diventa un tavolino da appoggio, il ripiano inserito nello schienale che può fungere da scrittoio oppure la piccola libreria che può essere integrata in uno dei braccioli.
La struttura sembra fluttuare sui sottili piedini in metallo color bronzo, per un divano che esprime un equilibrio perfetto, razionale e duraturo nel tempo.

Collezione di arredi Arlon

Dopo aver realizzato Overplan con le sue solide geometrie, Thun & Rodriguez ci hanno preso gusto anche a causa del consenso che il loro progetto ha ricevuto, e così si sono impegnati in un nuovo lavoro: il divano componibile Arlon è frutto della loro passione per i materiali caldi e naturali e per la morbidezza della seduta, alla quale fa da contraltare una struttura molto rigorosa. Anche in questo caso la componibilità è tratto caratteristico portato agli estremi per adattarsi a qualsiasi esigenza, con in più la possibilità di aggiungere elementi, piccoli braccioli, chaise longue e persino pouf coordinati.
A prima vista colpisce per le sue linee snelle, poi sa rivelarsi incredibilmente morbido e rilassante!



Arlon
è in realtà parte di una intera collezione di arredi coordinati che include le madie, dei praticissimi mobili contenitori da salotto che nella base richiamano la struttura portante del divano ma che si sviluppano ovviamente secondo linee geometriche più spigolose. Le madie Arlon sono impreziosite da ricchi dettagli laccati sul legno color olmo, e riflettono tutto lo studio approfondito dei due designer sui materiali e sulle tecniche lavorative che ha permesso loro di ottenere dei mobili che premiano le gestualità quotidiane rendendo tutto più funzionale ma ottenendo allo stesso tempo pregevolissimi risultati estetici.

 

Ago 10, 2018
Christian

Poltrone che non vorrai mai mollare!

La nuova, moderna e più attuale cultura dell’abitare è come sappiamo fortemente indirizzata verso una coordinazione totale dell’home design, alla ricerca di coerenza tra i diversi ambienti che vengono fatti “dialogare” tra loro tramite continui rimandi.
Il Gruppo Euromobil incarna alla perfezione questa cultura con i marchi che lo compongono, come abbiamo già analizzato per gli imbottiti Désirée Divani: lo stesso marchio torna al centro delle nostre attenzioni, ma stavolta con altre idee per la zona living, da comporre proprio insieme ed accanto ai divani.

Le poltrone Setsu & Shinobu Ito

La collaborazione di questa azienda con i nomi più in vista del design internazionale passa anche per il product design dei giapponesi Setsu & Shinobu Ito, gli ideatori delle linee evergreen della poltrona Alasia.

Un vero concentrato di comfort avvolgente e di eleganza, questa poltrona dalle forme armoniose di inserisce in ogni tipo di contesto anche se le sue curve la rendono perfetta per un ambiente informale, specie se in coordinato con il suo poggiapiedi. Si presenta con struttura in legno e metallo e imbottitura in poliuretano sia schiumato che espanso, con rivestimenti che possono essere scelti tra il tessuto e la pelle. Troneggia rassicurante nella zona living ed offre molleggio e riposo!

Gli stessi designer nipponici hanno saputo dimostrare la loro poliedricità con la poltrona modello Karin, che coniuga alla perfezione la modernità grazie alla sua struttura raffinata, filiforme e leggera, con la tradizione artigianale, che caratterizza il morbido schienale e la seduta. L’essenza di frassino della struttura può essere naturale o in tinta caffè, mentre i cuscini imbottiti in piuma poggiano su cinghie elastiche e su un intreccio di cordino in cuoio naturale.

Poltrona Koster di Marc Sadler

Per rendere più variegata questa nostra selezione di poltrone abbiamo voluto inserire anche un progetto di Marc Sadler, designer già noto a chi tra di voi ha letto qui su NonSoloArredo dei suoi divani polifunzionali come Lovely Day.

La poltrona Koster si presenta con forme destrutturate e volutamente discontinue, poggiando su una solida base in metallo e sviluppandosi poi secondo un progetto dinamico e di grande impatto scenico. È evidente il suo “debito” artistico nei confronti del design degli anni ’50, che è però stato attualizzato inserendosi perfettamente nell’epoca dell’ospitalità moderna che ama accogliere ma anche sorprendere.
Il poliuretano schiumato e quello compatto sono accoppiati nell’imbottitura per offrire, sotto le sue forme plastiche rivestite in tessuto o pelle, esperienze di relax da ricordare.

La concretezza accessibile dei complementi di arredo Désirée Divani non si esaurisce in questa puntata, nel prossimo appuntamento torneremo a parlare dei morbidi divani!

 

Lug 29, 2018
Christian

Come arredare con giochi tessili colorati

Ci avviamo oggi a giocare con dei complementi ed elementi di arredo che spesso vengono troppo sottovalutati, a torto. Gli elementi tessili che possono essere disseminati in un’area living, infatti, contribuiscono moltissimo all’atmosfera generale che può essere “ammorbidita” da cuscini che trasmettano sensazioni di comfort e rilassatezza se in forme più malleabili; lo spazio può però anche essere reso più rigoroso da cuscini squadrati, che nascondano un’imbottitura meno soffice ma non per questo meno comoda ed accogliente.
Si può anche giocare tra questi due estremi con un incrocio di contaminazioni… ciò che conta è non strafare!

Cuscino Bandas di Patricia Urquiola

bandas di patricia urquiola
Non ci crederete, ma anche i designer più affermati si dedicano alla creazione di forme, texture e fantasie tessili per i cuscini: lo ha fatto ad esempio una star come Patricia Urquiola con il cuscino Bandas inserito nell’omonima collezione dell’azienda di complementi d’arredo Gan. Si tratta di un cuscino di forma rettangolare e ricamato a mano in lana, in misure 60×40 ma disegnato in una ampia varietà di fantasie per adattarsi al meglio all’esaltazione del concetto di modularità intercambiabile della collezione da cui proviene.
Noi vi presentiamo solo il cuscino, per le sue caratteristiche versatili capaci di accontentare qualsiasi mood o personalità grazie ai suoi gradevoli effetti ottici.

Cuscini Mingle di Muuto

Hanno poi un carattere molto deciso ma allo stesso tempo poliedrico i cuscini della collezione Mingle, ideati da Thomas Bentzen per Muuto, marchio di prestigio per l’arredo ed i complementi di stampo scandinavo e di elevata qualità. Questa serie di cuscini nasce per esaltare le combinazioni tra tessuti e colori, giocando con un processo creativo che è stato come un viaggio tra queste due componenti, quella materica e quella cromatica, al fine di trovare coppie che fossero tra loro complementari perché nessuna trama è uguale all’altra.
L’imbottitura è composta da un mix tra fibre e piume, ed il risultato finale è indubbiamente gioioso come sempre accade con tanta esplosione di colori ben manifestata ed il giusto tocco di fantasia!

Tappeto Chipo di CC Tapis

Sperimentare soluzioni tessili per l’arredo della zona living può voler anche dire rivestire porzioni di pavimento con dei tappeti, che se ben ispirati sanno rappresentare un decoro che aggiunge sensibilità e brio a qualsiasi ambiente, oltre a permearlo in un certo senso di calorosa accoglienza.
Lo studio Zaven si è ispirato alle tradizionali maschere africane per la collezione di tappeti composta dai modelli Zo e Chipo, rileggendo queste tradizioni in modo originale e connotandole del loro inconfondibile stile grafico.

Si tratta di un progetto molto interessante perché oltre a portare con sé alcune caratteristiche simboliche di forte valenza, in storie di maestri e simboli, i tappeti Zo e Chipo sono interamente realizzati a mano in seta e lana dell’Hymalaya e vengono proposti dall’azienda CC Tapis.
Colori e disegni caratteristici entrano così in casa portandosi dietro delle affascinanti e misteriose storie stilizzate per diventare complementi d’arredo di gusto tribale ma ispiratissimi: un vero progetto d’autore!

 

Lug 21, 2018
Christian

Il concept distintivo e moderno degli arredi Bonaldo

Originalità e forte personalità sono le caratteristiche distintive della composizione living che esaminiamo oggi, interamente creata e realizzata in Italia da Bonaldo seguendo i valori perfetti che questa azienda interpreta.
Ciascuna idea che diventa poi progetto per essere infine concretizzata in un oggetto d’arredo destinato all’utilizzatore finale è essa stessa interpretazione delle esigenze contemporanee dell’abitare e tappa di un percorso emozionante, durante il quale si sperimentano nuovi materiali e nuove forme che restano bene impresse nella memoria.

Tavolo Big Table di Bonaldo

Il tavolo Big Table sintetizza in modo sbalorditivo queste attitudini, sia nella versione fissa che nella sua variante allungabile. La base rappresenta un incessante gioco di equilibri che si richiamano tra loro, e comunica dinamismo con l’intreccio saldo delle sue linee oblique.
Va fuori dal comune anche per il processo produttivo, che prevede il taglio al laser dell’acciaio e poi la sua finitura in una esaltante combinazione di diversi colori, da quelli più sobri ed eleganti fino ad abbinamenti audaci che sapranno esaltare l’unicità del vostro arredo.

arredamenti Bonaldo
Nessuna delle gambe o supporti ha forma identica ad un’altra, ed è questo incrocio eterogeneo a rendere Big Table così accattivante, per la dirompente rottura degli schemi che offre!
Per il piano, una linea decisa che spezza l’equilibrio con la sua netta linearità al fine di inserire nel progetto complessivo anche rassicuranti caratteristiche di stabilità, è possibile scegliere il laccato, l’impiallacciato, il legno massello o il cristallo, anche in questi casi con una palette molto ampia di personalizzazioni.

Sedia Ketch di Bonaldo

sedia Ketch by Bonaldo

Accanto alle decise geometrie di Big Table mettiamo senza indugio il design sofisticato ma senza fronzoli della sedia Ketch, un oggetto di arredo che sa offrire un appeal unico e convincente nella plasticità delle sue forme.
Eliminato tutto il superfluo, la sedia Ketch appare come un volume unico e continuo sinuosamente modellato da una mano esperta, e che riesce a comunicare solidità con forme curve e tese come quelle di una vela gonfiata dal vento.
La sua robusta struttura metallica è protetta da una comoda e morbida imbottitura rivestita in tessuto, pelle o ecopelle, ed in tutti i casi sfoderabile.

Ketch Bonaldo

La cura per l’eccellenza, negli arredi Bonaldo, va di pari passo con la creatività, perché l’azienda si affida a designer affermati che sanno raccontare l’identità aziendale tramite immagini, progetti e movimenti delle forme nel più puro dinamismo.

Il concept distintivo e moderno degli arredi Bonaldo

Lug 2, 2018
Christian

Le isole per il tuo relax le firma Désirée Divani

Ricreare atmosfere abitative conviviali e confortevoli è per Désirée Divani una mission alla quale non sono ammesse deroghe. È il lifestyle contemporaneo ad imporlo, con una clientela sempre alla ricerca di qualità e di progetti evoluti nel design e nelle lavorazioni, ma anche di personalizzazioni: tutto ciò che questo marchio, che dal 1995 fa parte del gruppo Euromobil, offre nei suoi imbottiti realizzati con una sensibilità di stampo sartoriale, pur essendo una affermata realtà industriale.

Le creazioni firmate Désirée hanno origine da un continuo dialogo creativo instaurato con designer di fama internazionale ed anche con le proposte di arredamento degli altri marchi del gruppo, il che confluisce in un total home design coordinato.

I divani di Marc Sadler

Noi vogliamo però focalizzarci proprio sugli accessori pensati per l’area living, ed in particolare su alcuni progetti che hanno catturato la nostra attenzione, come il sobrio ed elegantissimo divano Savoye, una composizione che con la sua discrezione riesce ad inserirsi con successo in contesti abitativi anche molto diversi tra loro.

La sua struttura, ideata da Marc Sadler, è leggerissima eppure molto robusta, in alluminio spazzolato, e sorregge una seduta imbottita molto informale che sembra invitare al relax, trasmettendo sensazioni di comfort e riposo anche grazie ai rivestimenti. Sprazzi di alluminio fanno volutamente capolino e baluginano tra i morbidissimi cuscini di un divano componibile che può essere personalizzato su misura di ogni esigenza di spazio.

Sempre Marc Sadler ha firmato, in esclusiva per Desirée, il divano dalle caratteristiche uniche Lovely Day. Rappresenta l’eleganza che si fonde con la funzionalità, perché è un divano dalle forme che rompono le convenzioni e che nasconde alcuni segreti che stimolano la curiosità, riuscendo così ad essere emblematico dell’intera filosofia aziendale.
Lovely Day ha una struttura ad alta tecnologia integrata e nascosta che consente di creare la seduta più adatta a ciascuna diversa occasione, con i cuscini autoportanti e gli schienali mobili. Per dormire c’è una posizione, per guardare la TV un’altra, per leggere o studiare ne serve un’altra ancora… ed anche per un romantico tête-à-tête Lovely Day sa adattarsi alla grande!

Estremamente armonioso ed essenziale nelle forme, è un divano ideale per gli ambienti più disparati con una seduta profonda ed innumerevoli possibili combinazioni. Il suo concept così dinamico ne fa un gran bel trucco anche per l’ottimizzazione degli spazi domestici senza nessuna rinuncia né al comfort né alla gradevolezza del design: si pensi agli scultorei piedini metallici che lo sostengono, conferendogli leggerezza visiva ed anche praticità nelle operazioni di pulizia.

Per l’ampiezza del catalogo di proposte Désirée Divani, abbiamo deciso di selezionare altre idee per una zona living di successo che vi presenteremo a cadenze regolari nei prossimi giorni, soffermandoci anche su altri complementi d’arredo ispiratissimi.

 

Giu 13, 2018
Christian

Guida alla scelta del mobile giusto

C’è un aspetto dell’interior design che non ci stancheremo mai di mettere in evidenza ed incensare: il valore incalcolabile di quegli arredi pensati per accompagnarci per tutta la vita, grazie a linee sempre attuali ed a una accuratissima selezione dei materiali nei quali vengono realizzati.
Si tratta, in questi casi, di arredi creati da quei designer che amano la discrezione e la preferiscono rispetto al protagonismo, con l’intento di mettere i loro progetti al completo servizio dell’utilizzatore finale facendolo diventare un punto di riferimento nella sua vita ed un oggetto con il quale interfacciarsi ed interagire ogni giorno, sfruttandone le potenzialità ma soprattutto la funzionalità.

Gli arredi funzionali

Partendo da simili premesse ed in tali circostanze, parliamo di mobili ed arredamenti che non tradiranno mai le attese: sono pensati per durare nel tempo, accompagnarci a lungo nel nostro cammino, raccontando così anche qualcosa della personalità, dell’indole e persino delle attitudini di chi quella casa l’ha arredata e la abita.
Molti nomi di designer che offrono “sicurezza” con la loro inventiva sono già stati protagonisti tra i nostri articoli: spesso vi abbiamo parlato dello strettissimo rapporto che lega Rodolfo Dordoni a Minotti, o di come Flexform trasformi in oggetti concreti le sempre coinvolgenti idee di Antonio Citterio. Sono rapporti di lungo corso questi, relazioni e collaborazioni professionali instaurate da tempo e che rendono le nostre case dei luoghi più accoglienti e confortevoli, senza deludere mai.

Gli arredi esuberanti

Spesso, come sapete, ci siamo anche soffermati sulle creazioni più originali di progettisti che instillano sempre grande energia creativa nelle proprie opere, rendendo evidentissima la mano d’autore al punto da portarci a definire alcuni oggetti o complementi d’arredo delle opere d’arte.
È il loro dichiarato intento, farsi riconoscere e ricordare suscitando ammirazione: capita nelle opere di Patricia Urquiola come in quelle di Philippe Starck, veri personaggi per l’architettura e l’interior design. I loro pezzi possono imprimere al vostro appartamento un segno poderoso, denso di stile, ma è importante non farsi prendere troppo la mano.
Attingendo solo ad opere nelle quali domina la forte personalità creativa si rischia infatti di ritrovarsi una casa nella quale solo la forma viene esaltata per destare interesse o curiosità, ma la sostanza – nei panni in questo caso della pratica funzionalità – potrebbe passare in secondo piano.

Per vivere meglio di certo ci vogliono dei tocchi di imprevedibilità nell’ambiente, punti o oggetti di impatto visivo che attirano l’attenzione, ma è imprescindibile circondarsi di mobili “sicuri” e fedeli, forse meno originali ma di certo più capaci di soddisfare esigenze concrete!

 

Mag 30, 2018
Christian

Come arredare secondo gli schemi… e come non farlo!

Progetti d’autore rigorosi nelle linee e nelle forme sono spesso necessari in una zona living, ma bisogna anche sapere come combinarli al meglio con oggetti che sappiano uscire dagli schemi, altrimenti il rischio al quale si va incontro è la monotematicità.
Oggi proveremo ad accostare tra loro idee e concetti distanti, dimostrandovi come possono convivere ed emozionare con la contaminazione tra generi e stili!

Libreria Stele di Rimadesio

Stele Rimadesio

Iniziamo subito con lo stile asciutto e lineare della libreria Stele di Giuseppe Bavuso, concepita come un monolite che può anche essere posizionato come stand alone, magari per separare due aree e fornire nuove interpretazioni dell’area living. Stele fa parte della collezione di arredi Rimadesio e ha delle caratteristiche che la rendono unica: l’esplorazione delle potenzialità creative di un materiale come il vetro raggiunge infatti un nuovo livello, con la tecnologia di taglio a idrogetto e l’incastro dei passanti completamente invisibile che la fa apparire un unico blocco.
A completare la sua geometria squadrata viene sfruttato anche un materiale di impronta tecnologica come l’alluminio. I vani passanti sono tutti posizionati in maniera perfetta e dalla simbolica e gradevole armonia, e la libreria oltre ad essere proposta anche in versione contro parete, diventa imponente protagonista del living anche per le numerose tonalità cromatiche delle laccature previste.

Tavolino Tindari di Flexform

Tavolino Tindari Flexform

Passiamo poi dalle linee nette e squadrate di Stele a quelle più rustiche e “calde” di un complemento di arredo dai preziosi intrecci come Tindari, il tavolino/consolle di Antonio Citterio. Il piano può essere in marmo o in essenza di legno, ma è la struttura a regalare emozioni, con il suo tubolare in metallo totalmente rivestito da cordino in cuoio (color miele, oppure color tabacco) intrecciato a mano.
Flexform con questo progetto inedito e singolare porta nelle nostre case atmosfere esotiche di mete lontane che stimolano la fantasia e fanno sognare, ricordando molto da vicino lo stile tipico degli arredi da esterno. Coordinato al tavolino c’è anche il pouf Tindari con gli stessi connotati, da combinare ed accostare per rafforzare il concetto di tepore domestico.

Tavolo Skorpio Keramik di Cattelan Italia

Tavolo Skorpio Keramik Cattelan

Per tornare ad un oggetto d’arredo imponente, e che fa di nette linee scolpite i suoi punti di forza, inseriamo in questa rassegna il tavolo da zona living Skorpio Keramik, un complemento dal fortissimo impatto visivo e dall’estetica originalissima ed elegante.
Un ampio piano in marmo, disponibile in diverse varianti che riportano tutte le venature e le imperfezioni irregolari di questo materiale, poggia in questo progetto di Cattelan Italia su una struttura disegnata a linee oblique, tutte perfettamente simmetriche tra loro ma con la totale assenza di linee verticali.
Creatività e design da terzo millennio portati alle loro vette estreme, senza creare il minimo intralcio alla seduta nel pieno rispetto della funzionalità tanto cara all’azienda italiana: Skorpio è versatile e si presta bene a qualsiasi ambiente, arricchendolo di forte personalità e carattere “spigoloso” ma allo stesso tempo avvolgente!

Lampada Filo di Foscarini

Lampada Filo Foscarini

Per garantire l’alternanza tra stili e forme ora rigorose ed al passo successivo più morbide, abbiamo scelto ancora un’azienda italiana per l’ultimo progetto, specializzata in questo caso in strumenti ed accessori per l’illuminazione. Parliamo di Foscarini, che ha tradotto in un oggetto concretissimo come la lampada Filo, proposta sia in versione da tavolo che da terra, la giocosa idea del designer Andrea Anastasio, spintosi agli estremi della comunicazione tramite forme che quasi cercano di instaurare una filosofia fatta di arte e funzione e del dialogo tra esse.
Sembra quasi un ibrido eppure ci piace, perché è un’opera per niente banale o sgradevole che si può posizionare ovunque per creare un’atmosfera ora più glam, ora quasi hipster, di sicuro inaspettata e post-moderna. Rappresenta il miglior esempio che abbiamo trovato per l’uscita dagli schemi convenzionali che ci siamo prefissati in apertura di questo articolo!

Filo è composta da tanti pezzi speciali messi insieme, ciascuno con un suo proprio messaggio da comunicare. Il paralume è forse l’unico elemento essenziale, un cono in porcellana che fa da sorgente luminosa ovviamente a LED. Il cavo elettrico è parte integrante della funzione decorativa, lunghissimo per offrire massima fruibilità eppure mai d’intralcio per la possibilità di raccoglierlo ed appenderlo al gancio integrato nella struttura portante, e soprattutto coloratissimo nelle sue diverse varianti, decorato da elementi normalmente non previsti.
Sfere e bulbi in vetro sono infatti piazzati, inattesi per forme, colori ma soprattutto presenza, lungo il percorso del cavo, come elementi che tradizione non contemplerebbe ma che lo fanno assomigliare quasi ad una collana. Filo non manca così di elementi fondanti della sua funzione primaria, l’illuminazione, e di proprietà che ne migliorano l’uso in ogni situazione, tuttavia in essa tutto diventa indistintamente decoro in un turbinio di colori che non delude mai. Il concetto stesso di lampada è scomposto e poi ricomposto in un oggetto poco convenzionale ma dalla fortissima carica arredativa!

 

Mag 14, 2018
Christian

Quattro diversi concetti di seduta

La casa per essere ritenuta espressione dello stile di chi la abita e la vive, deve possedere i colori e le ispirazioni anche geometriche preferite dai suoi inquilini: ciò vale anche quando la personalità va un po’ al di fuori da schemi precostituiti!
In simili casi, sono d’aiuto i progetti d’autore dell’interior design, gli unici in grado di rispondere con gusto ad istanze meno canoniche creando mix di disegni geometrici ed accostamenti cromatici sempre capaci di cogliere nel segno.
La rassegna che stiamo per compilare è questa volta una sorta di “monografia” dedicata alle sedute, ed al suo interno accosteremo come spesso ci capita progetti assai diversi tra loro sia nel concept ispirativo e nel linguaggio che nel concreto risultato finale.

Sedia Phillips di Minotti

Partiamo da una sedia “atipica”, il modello Phillips ideato con una forma espressamente moderna e molto squadrata da Rodolfo Dordoni, e messa in atto da Minotti con materiali di eccellenza. A colpire subito lo sguardo non è soltanto la forma quasi provocatoria nelle sue linee sinuose, quanto la cerniera a contrasto che ne enfatizza volutamente il profilo: almeno è ciò che accade nelle versioni rivestite in tinte più chiare.
Per le caratteristiche tecniche di questa sedia che si fa portavoce di un mood raffinato, si veda alle voci metallo per la robusta struttura, schiuma poliuretanica per le imbottiture, e rivestimenti in pelle o tessuto, con una prima fodera protettiva.
E per non trascurare il comfort, le cinghie elastiche che sorreggono la seduta sono in caucciù mentre i piedini hanno il pratico scivolante protettivo e antigraffio in PVC.

Sedia Lilia di Riflessi

È forse più “tradizionale” nello stile, anche se non del tutto, la sedia Lilia che Riflessi propone su design di Sandonà e Bettini. Questa seduta gioca su un terreno del tutto opposto a quello cui appartiene Phillips, perché i suoi pochi decisi tratti grafici sono improntati alla leggerezza ed alla trasparenza, quasi come se volesse passare inosservata.
Non ci riesce, c’è poco da fare, perché le sue geometrie incuriosiscono anche lo sguardo meno attento con quella struttura quasi impalpabile e sottilissima e l’ampia feritoia sullo schienale.
Lilia è realizzata in tecnopolimero plastico per essere elastica, confortevole e semplice da pulire, ed in più ha un pregio che in molti dimostrano di apprezzare: è impilabile! Di sicuro il suo impatto è stato considerevole presso i giurati dell’edizione 2016/2016 del Good Design Award, che le hanno attribuito il premio per la qualità del suo design in riferimento al benessere apportato alla vita dell persone.
Leggera ed ergonomica, versatile ma essenziale nella sua accoglienza: Lilia viene proposta sia nella versione classica con gambe che in quella a slitta, e non vi nascondiamo da parte della redazione di NonSoloArredo la nostra predilezione per questa seconda variante, che aggiunge un tocco in più di eleganza ad un progetto già molto disinvolto e sbarazzino!

Sedia Saint Tropez di Calligaris

Ci discostiamo almeno in parte dalle geometrie essenziali protagoniste sino ad ora con la sedia Saint Tropez di Calligaris, un progetto che cerca di dissimulare la malizia del suo schienale ad effetto “trapuntato” spostando l’attenzione sulle sue sinuose forme. L’intento dei designer Dondoli e Pocci non riesce del tutto, perché la ricercatezza del suo design salta di continuo agli occhi e li blandisce con eleganza e creatività.
Curatissima nei suoi dettagli, ha la scocca in policarbonato disponibile in diverse tonalità anche trasparenti, e sorretta da una base in metallo proposta in 5 diverse finiture. Va detto che le linee così pure e morbide di questa seduta vengono proposte anche nella variante Saint Tropez W, nella quale la struttura è in legno massello anche in questo caso in diverse tonalità Possiamo dire che l’unico inconveniente di questa seconda versione è la non impilabilità, e forse per la nostra inclinazione verso i complementi di arredo capaci di manifestare la miglior funzionalità preferiamo la struttura in metallo, anche se il legno ha sempre un fascino difficile da abbandonare…

Pouf Geo di Arketipo

Per il quarto step ci concediamo una piccola licenza. Geo di Arketipo non è esattamente una seduta, ma è l’insostituibile amico in tanti salotti perché è un pouf, ed in quanto tale tra i suoi svariati usi si può contemplare anche quello di sediolino momentaneo! È davvero divertente con la sua composizione di elementi circolari sovrapposti, realizzati in tessuti diversi e con giochi di luce regalati dagli anelli in colori differenti, combinati in tonalità raffinate. Calvi Brambilla è il suo designer, che ha voluto solo un tessuto di alta qualità e tutto italiano per il rivestimento di questo pouf che saprà vivacizzare qualsiasi salotto!

Apr 12, 2018
Christian

Stufa o camino: quale scegliere?

Per riscaldare la nostra casa bisogna fare la scelta giusta. Ci sono diverse opzioni, quale sia la migliore dipende da vari fattori e ovviamente dalle nostre necessità. C’è differenza tra un semplice focolare aperto, attorno al quale sedersi con gli amici per arrostire castagne in autunno e un termocamino o una stufa di ultima generazione che ci permettono, invece, di riscaldare l’intera casa.

Scegliere a seconda del budget

Se il budget a disposizione non è molto alto, sarà meglio optare per una stufa. Rispetto a quelli di un camino, i costi di una stufa sono decisamente inferiori, installazione compresa. Per risparmiare invece sul consumo del combustibile, una stufa alimentata a pellet o a legna rivestita in pietra ollare ha la particolare proprietà di accumulare il calore e sprigionarlo gradualmente nell’ambiente, il suo costo però può arrivare fino a 10.000 euro.

Con un budget alto, optare per il termocamino rappresenta l’evoluzione del classico caminetto. Alcuni modelli più recenti possono essere gestiti da una scheda elettronica per ridurre al massimo le emissioni.

Questione di design

Quando si arreda una casa il fattore estetico è decisivo; il design delle stufe può raggiungere una certa raffinatezza, ma nulla a confronto con la versatilità di un caminetto. Quest’ultimo infatti può adattarsi a qualunque tipo di arredo grazie alla creazione di un rivestimento su misura e alla possibilità di utilizzare diversi materiali. Permette inoltre di godere del vero piacere del fuoco, sia nel caso del classico caminetto che in quello del termocamino dove il fuoco è chiuso dai vetri.

Installare un camino, però, non è sempre possibile, l’impianto della casa deve essere predisposto, abbiamo bisogno di una canna fumaria di almeno 4 metri, mentre la stufa è meno soggetta ai vincoli strutturali della casa.

Il combustibile giusto

Un camino può essere alimentato solo a legna, pellet o bioetanolo, le stufe anche a gas o policombustibile. Il Bioetanolo, pur avendo un costo più elevato rispetto alla legna, non necessita di canna fumaria, può quindi essere liberamente spostato all’interno della casa.

Il Pellet è un prodotto naturale, un combustibile ecologico e facile da trasportare. È conveniente anche a livello economico, è infatti il combustibile più economico presente in commercio e si può usufruire della vendita di pellet all’ingrosso per risparmiare ulteriormente.

Riscaldamento a 360°

Se sono canalizzabili, sia i termocamini che le stufe alimentate a pellet possono riscaldare un’intera abitazione, collegando le stanze adiacenti attraverso appositi conduttori. Possono addirittura provvedere al riscaldamento dell’acqua tramite collegamento all’impianto idraulico.

A voi la scelta

Ogni scelta ha diversi benefici. Optare per una invece che per un’altra dipenderà soprattutto dalle vostre necessità e quelle della vostra casa. Una stufa alimentata a pellet ad esempio, potrà essere la scelta migliore per il vostro portafoglio, ma quella di un camino con un rivestimento fatto apposta per il design della vostra casa, è la scelta perfetta per il vostro arredamento.

Feb 27, 2018
Christian

Il compensato: storia, caratteristiche e applicazioni

Dai meno attenti e critici viene erroneamente considerato un materiale povero, di scarso pregio, che non merita di essere destinato a lavorazioni eleganti o che, se proprio utilizzato, va coperto. Stiamo parlando del compensato, un materiale che sin dalla sua invenzione, a partire dalla metà del 1800, ha invece dispiegato subito caratteristiche di eclettismo che lo hanno reso indispensabile per architetti, ingegneri o designers che volessero sperimentare nuove tecniche o azzardare forme meno canoniche.

Non ha pertanto sempre bisogno di essere “nobilitato”, anzi: la sua particolare struttura a strati lo rende impareggiabile per la resa estetica di alcune specifiche lavorazioni che vedremo più avanti, ferma restando una malleabilità che lo fa assurgere a vero protagonista, per la facilità del suo taglio e intaglio in caso di strutture “provvisorie” o per le quali sia preponderante la sostanza, ovvero la capacità portante: si pensi alle scenografie di un teatro o a delle recinzioni.

Ma come si ottiene il compensato?

Ottenuto secondo un procedimento di taglio del legno “a fogli” che vengono poi incollati incrociando le venature, il compensato deve il suo nome proprio alla sua capacità di “compensare” le caratteristiche unidirezionali delle fibre del legno con il loro incrocio ortogonale, il che conferisce una resistenza uniforme alla tavola così prodotta. Tra le essenze sfruttate, troviamo legni quali la betulla, l’abete, il pioppo, ma anche quelle di maggior pregio quali il faggio, senza tralasciare che i più esterni e sottili pannelli possono essere applicati ricavandoli da legnami ancor più nobili quali il palissandro o il noce, per conferire al prodotto finito un’aura più aristocratica.
In questi casi il compensato si definisce impiallacciato.

A quali usi si presta il compensato?

Questo materiale con le sue qualità di leggerezza, resistenza e versatilità permette ancora oggi la creazione di oggetti dal design moderno ed apprezzatissimo che gli sono valsi un importante ruolo anche nella storia del design, con progetti sperimentali come nel caso della sedia DCM realizzata con un innovativo procedimento di stampaggio del compensato: Charles & Ray Eames hanno creato una vera famiglia di sedie con questa tecnica, modellando il legno in forme curve ed aggraziate che sono attualissime ancor oggi non solo per il comfort, ma anche per il fascino estetico.
Far assumere a questo legno le forme volute è stato un vero trionfo di tecnica che ha poi influito in maniera rilevante su tutto il mondo del design, al punto da rendere questa famiglia di sedie giocose, snelle e funzionali una delle più fortunate espressioni del design moderno degna di essere esposta al MoMA.

Un altro progetto degno di menzione e realizzato in compensato è la Poltrona 41 di Alvar Aalto, nota anche con il nome di Paimio e anch’essa esposta al MoMA per l’ingegnosità della sua struttura sagomata. Venne realizzata negli anni 30 del secolo scorso, dimostrando subito che con la sua resilienza il compensato poteva offrire nuovi orizzonti per creare un mobilio a misura d’uomo, caldo nelle sue essenze e di inedita bellezza.

In tempi più recenti, i fratelli Joni e David Steiner si sono imposti all’attenzione generale con il progetto Edie, un set completo di tavolini, sedie e sgabelli interamente composti da pannelli in compensato di grosso spessore che si incastrano tra loro senza giunti o viti per il fissaggio.

L’eclettismo del compensato si dimostra così uno dei pilastri su cui si poggia la scuola del design, e con la sua rivalutazione continua oggi ad essere sfruttato per progetti originali, leggeri e vincenti!

 

Gen 11, 2018
Christian

Scegliamo ancora 4 pezzi d’autore per il living

Chi ci legge e ci segue con continuità conosce molto bene alcune “trame” che periodicamente riproponiamo: accostare pezzi di design che compongano zone living di prestigio è una di queste, perché sappiamo benissimo che se i progetti hanno un’origine “certificata”, troveranno sempre il modo di essere in sintonia tra loro!

Madia Aylon di Minotti

Gli ultimi anni hanno attestato la rinascita di un mobile che sembrava essere caduto in disuso e che invece ha dimostrato di possedere ancora estrema vitalità, soprattutto per la composizione di una zona giorno più moderna e votata alla versatilità.
Parliamo della madia, o se preferite della credenza, quel tipo di mobile più o meno basso come nel caso del progetto Aylon, nato da un’intuizione di Rodolfo Dordoni messa a disposizione ancora una volta di Minotti.

Questo mobile contenitore ha saputo catturare la nostra attenzione per la sua capacità di mettere in accordo la produzione industriale con il sapere artigianale nella realizzazione di mobili.
È in particolare la sua versione Dining ad averci incuriositi, per il listelli in rovere massello che compongono la facciata delle ante ma anche per le loro cornici metalliche che aggiungono oltre a senso generale di robustezza quel tocco in più di hi-tech.
La tecnologia di spicco Minotti è poi “nascosta”, ma fa ben avvertire la sua presenza all’apertura delle ante stesse: la cerniera brevettata per creare un angolo di 190° è un vero surplus di funzionalità in una zona living contemporanea!
Una lavorazione così ricercata esalta la cultura del legno, perché viene sostenuta da dettagli sofisticati e realizzati con meticolosa cura, per tutte le diverse versioni che compongono la collezione Aylon.

Coffee Table Opera di Meritalia

Ancora la plasmabilità del legno, il materiale che meglio di ogni altro riesce ad assecondare progetti anche azzardati, è protagonista nel tavolino per la zona living che stiamo componendo pezzo dopo pezzo. Mario Bellini ha voluto che il suo coffee table Opera evocasse il fasciame delle imbarcazioni con le doghe curvate che sostengono il piano in cristallo: il tutto fa parte di una ben più ampia collezione di tavoli di diverse forme e misure anche molto più generose all’interno del catalogo Meritalia.
Il gioco di incastri previsto dall’architetto compone un effetto volutamente scultoreo, con in più la possibilità di esaltarlo o mitigarlo a seconda dei giochi cromatici messi a disposizione, anche se noi siamo decisamente orientati su una tonalità in legno naturale e senza eccessi, proprio per premiare tutta la sua bellezza.

Divano Atmos di Roche Bobois

Se Aylon e Opera fanno quasi a gara su quale dei due sintetizzi meglio il piacere dell’arredo in legno, li lasciamo alla disputa e scegliamo come divano un modello dalla struttura metallica bene in vista, volutamente minimal ma non di certo nel comfort. Gli elementi del divano Atmos di Manzoni e Tapinassi per il catalogo Roche Bobois sono molteplici da scegliere e combinare tra di loro per ottenere sempre la configurazione adatta ad ogni esigenza abitativa; seduta morbida e confortevole perché è un mix tra piuma e schiuma, con in più il pratico ed originale tavolino angolare, per un divano che abbraccia con sensazioni vellutate!

Poltroncina Goldie di Arketipo Firenze

Qualche ospite in più troverà altrettanto comfort sulle eclettiche poltroncine che completeranno il quadro di design e che sono state ideate dallo stesso duo di creativi Manzoni e Tapinassi ma stavolta per Arketipo Firenze. Noi preferiamo la poltroncina Goldie nella versione match, che abbina la pelle al tessuto, in quanto troviamo che sappia meglio valorizzare il suo prezioso design contemporaneo così ricco di dettagli.
La definiamo eclettica perché pur essendo pensata come poltroncina indipendente ed ideale per essere stand alone anche in un contesto più formale, la immaginiamo molto bene attorno ad un tavolo da pranzo.
È vero, le sue linee hanno qualcosa di vagamente vintage, ma la struttura nel suo complesso se resa dinamica dalla doppia tonalità la rende un perfetto complemento per un arredo cool!

 

 

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marzo: 2019
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