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Mar 13, 2019
Christian

Arredi in ottone, una nuova dirompente giovinezza

Non è una banale febbre per tutto ciò che è vintage ad aver riportato in auge in una nuova giovinezza un materiale oggi sfruttatissimo per i complementi di arredo come l’ottone.
Un tempo, tra gli anni ’50 ed i ’70, è stato molto in voga, poi è gradualmente scomparso, sostituito da nuovi gusti estetici e richieste che l’hanno mandato in disuso, in un immeritato dimenticatoio.

Adesso l’ottone non sta attraversando un banale revival nostalgico come già accaduto ad altri materiali o forme di design, ma è nel pieno di una nuova giovinezza che ne ha fatto un dirompente protagonista di tendenza e di grande impatto estetico, grazie a designer creativi che ne hanno ricompreso e rivalutato il potenziale unico.
Si tratta, come saprete, di una lega metallica composta da rame e zinco, con l’aggiunta di altri elementi che ne mutano le caratteristiche a seconda degli usi ai quali è destinato. Con la sua opacità è ad esempio una perfetta soluzione per le luci ma anche per realizzare altri complementi di arredo, che risaltano per eleganza e raffinatezza.

Complementi di arredo in ottone

Un esempio dei tanti che vengono oggi proposti dalle aziende specializzate in interior design è la lampada Sunset di Cattelan Italia, disegnata da Oriano Favaretto come una mezza sfera fumé sostenuta da ottone naturale in una forma attualissima e adatta ad un living della nostra epoca.

È innegabile il potere che ha l’ottone di legare l’ieri con l’oggi, riportando alla nostra memoria emozioni e ambientazioni di un tempo ma rivedute in un’ottica da terzo millennio, come avviene nel progetto di sedia Athena di Mauro Lipparini, una delle più armoniose proposte del catalogo Arketipo capace di un equilibrio tra forme e volumi leggerissimo: schienale lievemente curvo e avvolgente e seduta sono sorretti da una struttura metallica disponibile proprio nella finitura ottone, in un fitto reticolo intrecciato che ricorda quasi i tiranti di un avveniristico ponte o di un modernissimo stadio.
Raccolta su sé stessa eppure slanciata, la sedia Athena riceve proprio dalla tridimensionalità scolpita in ottone un’eccezionale carica di dinamismo.

Mar 1, 2019
Christian

Per fare un tavolo ci vuole una consolle

Praticità e funzionalità, unite alla versatilità per ottenere complementi di arredo che sappiano nel concreto – e non solo a parole! – rivelarsi dei multiuso, sono diventati concetti inderogabili nell’interior design, specie in quello di alta scuola.
Vogliamo proporvi una breve guida ed alcuni trucchi che riguarderanno un’azienda come Riflessi da noi già spesso trattata tra i nostri articoli, ma la sua riproposizione sta a testimoniare non solo la qualità estetica dei suoi progetti, quanto la risposta fattiva a queste esigenze dell’abitare moderno.

I grandi spazi living sono concepiti per offrire luminosità ed ariosità ed essere quindi liberi da ingombri, per accrescere le sensazioni sempre più ricercate di estensioni senza ostacoli. La filosofia dell’arredamento più in voga sembra essere diventata quella del sottrarre, per amplificare il valore di ogni singolo oggetto e quello della stanza stessa in cui è inserito, tuttavia non si può certo fare a meno in maniera radicale di un complemento come un tavolo sufficientemente grande, a meno di non condurre una vita totalmente “ritirata”, solitaria, e di non ospitare mai nessuno.

Come si possono far combaciare simili esigenze che sembrano antitetiche?

La risposta più comune, ma anche più efficace, è da alcuni anni rappresentata dalle consolle allungabili, sempre più perfezionate e tecnologiche, come quelle messe a catalogo proprio da Riflessi con un consistente dispiego di forze sia dei suoi reparti tecnici che di quelli deputati al solo aspetto estetico dei complementi di arredo.
Dalla stretta collaborazione tra questi due team nasce un progetto, che con orgoglio Riflessi presenta come “designed and Made in Italy“, come la consolle allungabile Manhattan.
Elegante e sobria nelle sue linee di design, Manhattan fa del minimalismo il suo punto di forza con una struttura in alluminio verniciato opaco dal taglio a 45° e con finiture che soddisfano i più elevati standard di qualità e raffinatezza, il che ne fa una consolle estraibile moderna e prestigiosa ma che nasconde alcuni pregi tecnici di assoluto rilievo.

Chiusa, Manhattan misura appena 125×48 cm per un’altezza standard di 76 cm. A seconda delle versioni, essa può essere allungata a 200 cm oppure addirittura fino a 300 cm, il tutto in maniera elementare sfruttando il suo meccanismo telescopico brevettato: i suoi bracci in alluminio anodizzato si estendono con un movimento fluido, pratico e veloce che la rende un complemento di arredo smart, ideale per arredare con buon gusto ma pronto ad entrare in azione rivelando caratteristiche di spiccata funzionalità al servizio dell’accoglienza.

Riflessi ha previsto per Manhattan un’ampia palette di colori che è possibile combinare, con 4 tinte verniciate per le gambe (bianco, tortora, grigio o antracite) e top in cristallo lucido o opaco nelle stesse tinte. Su richiesta e non “di serie” si può anche ordinare il top in ceramica Laminam, un ulteriore dettaglio di stile riservato ai più esigenti.

 

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