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Set 30, 2018
Christian

Progetti di tavolini multifunzione

Nelle ultime settimane abbiamo spesso proposto gli arredi e i complementi di arredo dell’azienda Désirée Divani tra i nostri articoli. Per dimostrare la completezza del catalogo, che in parte avete già avuto modo di conoscere grazie alla madia Arlon, oggi vi sveliamo che non non solo gli imbottiti i grandi esempi dello stile sartoriale espresso da questa azienda.
I designer giapponesi Setsu & Shinobu Ito collaborano da tempo con il gruppo Euromobil cui fa capo Désirée, e proprio di loro abbiamo già avuto modo di apprezzare le linee evergreen disegnate per le poltrone; in passato, inoltre, abbiamo già inserito il tavolino Sabi in una delle nostre rassegne, ma oggi lo analizziamo con maggior completezza di dettagli.

Tavolino Sabi

Sabi è una collezione semplice e razionale realizzata in tre versioni: può infatti essere tondo, ovale oppure piccolo, quasi in formato comodino. La struttura metallica in bronzo opaco è lavorata a rilievo ed evoca un concetto tutto giapponese, quello degli opposti, rappresentato in maniera semplice e lineare, quasi con essenziale minimalismo. Sulla struttura è possibile scegliere di apporre il ripiano in diverse finiture, che includono oltre a quella più tradizionale in legno rovere nero, ideale per una zona living austera e senza troppe concessioni cromatiche, anche le versioni in marmo più dinamiche con le loro naturali fantasie irregolari.

Tavolino Stum

Gli stessi designer hanno insistito con le forme circolari per la serie di tavolini Stum, che per la loro forma si prestano ai più disparati abbinamenti di arredo senza mai stonare. Anche in questo caso le dimensioni proposte sono 3, e su una base in metallo brunito nichel può essere poggiato il classico piano in legno oppure, anche in questo caso, tutta la fantasia delle diverse finiture in marmo.
Con la sua forma Stum ricorda quasi un ceppo ed è quindi espressamente debitore alla natura per la sua ispirazione. Lo immaginiamo in una zona living di prestigio, ma non sfigura minimamente in ambienti comuni quali le hall di un albergo o la sala d’attesa di un ufficio.

Set 16, 2018
Christian

Progettare con la luce, quarta dimensione del design

Il progresso tecnologico e scientifico ha per forza di cose migliorato, ed in maniera sensibile, anche il nostro benessere, influendo su ogni aspetto della nostra vita anche per le migliorie apportate a qualsiasi progetto di interior design.

Non siamo certo noi a scoprire che l’architettura si basa non su 3 ma su 4 dimensioni, ed è la luce a rappresentare la quarta di esse nella sua definizione dei profili degli ambienti. La luce è capace di valorizzare interi spazi o singoli dettagli, porre in evidenza gli aspetti ai quali si desidera conferire maggiore risalto, può essere “manipolata” ed orientata a piacimento: siamo noi stessi a creare il paesaggio luminoso ed il percorso lungo il quale muoverci, creando scenari che accrescono le percezioni di sicurezza, benessere e comfort.

La rivoluzione del lighting design si chiama LED

L’evoluzione ed il costante sviluppo delle sorgenti luminose è così approdato ad un totale cambio di paradigma segnato dalle luci a LED: niente più filamenti incandescenti in grandi bulbi o lunghe lampade fluorescenti, il LED è un diodo che si basa sulla fisica quantistica e parte da dimensioni che possono essere anche di pochi millimetri ma con una potenza insospettabile, anche di 10 volte superiore a quello di una luce alogena.
In più, il ciclo di vita è decisamente più lungo e l’energia viene sfruttata e consumata in maniera molto più efficace e responsabile.

Terminata questa breve parentesi di “elogio” per le caratteristiche materiali di una lampadina a LED, ritorniamo ad occuparci di come questa tecnologia manifesti incredibili risvolti positivi sulla qualità della nostra vita.
La resa cromatica è infatti sbalorditiva ed intensa, con l’opportunità di essere regolata e calibrata in base alle esigenze o alle sensazioni, assecondando la progettazione secondo la prevista destinazione d’uso. Illuminotecnica e lighting design hanno ricevuto impulsi creativi un tempo ritenuti impossibili, e ciò significa che una buona attitudine a disegnare gli spazi sfruttando la luce assicura geometrie ergonomiche ed a misura d’uomo, stimolanti dove necessario e più confortevoli in altri ambienti, oppure con applicazioni professionali e tecniche.

 

Set 7, 2018
Christian

Una cucina Made in Italy che valorizza gli spazi

La continua evoluzione del comparto cucine, in fatto di arredamenti moderni, ha qualcosa di inarrestabile e non sempre ciò è dovuto all’estro creativo dei designer che collaborano con i marchi più prestigiosi. Una spinta notevole proviene infatti dalle stesse mutevoli esigenze della clientela, sia per gli aspetti estetici che per quelli strettamente connessi alle funzionalità ed allo spazio disponibile.

Di fronte al progetto del quale parliamo oggi, però, anche noi abbiamo sgranato gli occhi per l’interpretazione inedita e rivoluzionaria, ricchissima di giochi di luce, che Rastelli ha svelato con la cucina Beluga.
Il forte impatto estetico di questa cucina moderna non va in nessun modo a discapito della funzionalità, anzi. Il suo ideatore, Ferruccio Laviani, è un designer di fama internazionale e che ha già collaborato con alcune delle aziende più innovative in fatto di arredamenti moderni quali Kartell o Foscarini: in Beluga è riuscito a fondere concetti e materiali tra loro anche molto distanti, certo non inconciliabili ma che comunque di rado si vedono in una cucina tutti insieme.

I parametri di una cucina moderna

Molti sono ad esempio i tubolari metallici, ben combinati con ante in rovere e con lamiere. L’aspetto complessivo della cucina Beluga è molto sofisticato e parla un linguaggio di design pienamente moderno, con rimandi tra forme e materia e una continua alternanza tra pieni e vuoti, luci ed ombre, tutti mixati in un perfetto equilibrio che per di più non è esclusivamente estetico.

Questa cucina non è infatti un mero esercizio di stile: anche se fa tesoro di un concetto molto caro al design moderno come lo sfruttamento della luce come quarta dimensione che si inserisce negli spazi valorizzandoli, allo stesso tempo fa suo il concetto di planarità. Le ante sono infatti progettate tutte per essere scorrevoli e non occupare quindi ulteriore spazio alla loro apertura.

Viene quindi di conseguenza comprendere come i moduli della cucina Beluga posseggano estremo dinamismo e capacità evolutive, ed in che maniera nella sua composizione convivano nella massima armonia ritmi ben scanditi e materiali solidi che la trasformano in una vera esperienza di design tutta da vivere!

 

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