Browsing articles from "dicembre, 2017"
Dic 23, 2017
Christian

Il problema della condensa e muffe sui muri di casa

Nelle abitazioni, che siano nuove o più vecchie, appare spesso il disturbante fenomeno della muffa sui muri, ed i fattori che portano a questo fenomeno sono diversi da tipologia di abitazione ad un’altra.
Mentre ad esempio il fenomeno della muffa sui muri in abitazioni recenti può derivare dai serramenti nuovi che impediscono la traspirazione della casa, in case vecchie il problema può essere legato ad altri fattori, come ad esempio delle murature che hanno le loro fondamenta interrate e di conseguenza l’acqua presente nel terreno penetra nelle murature in questione creando il fenomeno di risalita dell’umidità.
Non sono solo queste le cause imputabili alla muffa, ma anche i materiali usati ed il modo in cui questi sono stati usati per costruire l’abitazione interessata dai muri umidi.

Va da sé che in una abitazione la muffa è difficilmente ben accetta e pertanto sono richieste azioni per eliminarla e purtroppo per agire in modo definitivo occorrono certi sforzi anche e purtroppo di tipo finanziario.

La soluzione migliore e più semplice per evitare l’umidità sui muri sarebbe quella di considerare tale fenomeno già nel momento della creazione dell’abitazione, invece di aspettare che questa compaia improvvisamente in casa con tutto il disturbo relativo per eliminarla.
Oltre alle iniziali macchie poi si presenta la fioritura dell’intonaco e la disgregazione di questo, quando si arriva a ciò si è aspettato troppo tempo.
Può sembrare la scoperta dell’acqua calda ma fondamentalmente se le pareti interessate alla possibile formazione dell’umidità di risalita avessero un livello di traspirazione adeguato, tale fenomeno non si verificherebbe.

Sicuramente non è molto probabile o pratico che un futuro acquirente di abitazione vada sul luogo di costruzione mentre i lavori edili sono ancora in corso e si raccomandasse con gli operai di fare tutte le necessarie azioni affinché la muffa non si presenti.Teoricamente però questa potrebbe essere una buona soluzione.

Una soluzione applicabile da tutti

Se queste sono le soluzioni ottimali ne esiste una facilmente applicabile da tutti, ovvero l’areazione degli ambienti da praticare quotidianamente in tutte le stagioni e possibilmente in tutti gli ambienti.
Sicuramente aree in cui è obbligatorio fare tale azione sono il bagno, la cucina e la camera da letto.
In cucina potrebbe essere presente la cappa aspirante e in tale caso l’obbligatorietà del suo uso dovrebbe essere nei momenti in cui si cucina, che presentano appunto i maggiori momenti di creazione di vapore acqueo in tali ambienti.

Non che la cucina sia l’unica area il cui si può verificare tale fenomeno, la doccia o la vasca da bagno quando usate ne provocano ulteriormente lo sviluppo e lo stesso dicasi della camera da letto, dove il respiro magari associato al calore dell’area causano sempre lo sviluppo del vapore acqueo.
Non è certo da trascurare la pratica tipicamente invernale di porre i panni bagnati sul calorifero, in modo che si asciughino il prima possibile, il che contribuisce certo al formarsi dell’ormai famoso e famigerato vapore acqueo.

Il riscaldamento dell’ambiente gioca anche un certo ruolo in questi fenomeni, e non è certo infrequente nel caso di un mobile piazzato a diretto contatto con un muro, spostarlo e trovarci poi la muffa dietro, anche questo contatto diretto tra superfici la può creare, e il danno in questo caso può essere duplice, può riguardare sia il muro che il mobile.
Fondamentalmente tale fenomeno non sarebbe cosi dannoso se venisse prontamente eliminato, invece questo va finire sui muri si crea la condensa e da qui nasce l’umidità di risalita, specialmente se i muri non hanno la capacità di traspirare a sufficienza.

Quello che poi succede con lo svilupparsi dell’umidità sono la condensa sui muri, lo sviluppo di funghi, intonaco rovinato e idem per il legno, mancanza di isolamento della muratura o riduzione del suo potere e la fioritura dell’intonaco.
Tali fenomeni sono derivanti generalmente da una combinazione di situazioni relative all’ambiente che riguardano sia l’esterno che l’interno dell’abitazione. Il discorso precedente riguardante la creazione della casa alle origini, cioè i materiali usati ed il modo in cui questi sono stati usati per costruire l’abitazione, è pienamente in vigore.

Il discorso su questi e sulle modalità di riscaldamento potrebbe tranquillamente generare vari altri articoli sulle corrette modalità di uso e applicazione, che però quando ci si trova la muffa in casa hanno ormai solo un valore teorico.

Dic 22, 2017
Christian

Come si arreda una casa in legno rispetto ad una casa tradizionale

Vi siete mai chiesti come si arreda una casa in legno?

Vorremmo citare una massima di Billy Baldwin, icona nell’ambito dell’arredamento di interni: “La prima regola dell’arredamento è che si possono infrangere quasi tutte le altre regole”. Baldwin sosteneva che innanzi tutto i mobili devono essere confortevoli e noi condividiamo appieno il suo punto di vista. Arredare la vostra casa in legno significa creare un luogo che rispecchi il vostro modo di essere, che vi rappresenti e che vi faccia sentire a vostro agio. La casa in legno è un rifugio dal caos cittadino, dai ritmi frenetici della vita quotidiana e non può che accogliervi in un abbraccio caloroso.

E allora, bando alle regole! Ogni stile è quello giusto. Già al momento dell’acquisto dell’abitazione è stata fatta la prima importante scelta estetica. L’architettura della casa in legno su misura, è stata progettata assecondando le vostre richieste, creando gli spazi per vivere con la vostra famiglia. Da qui si evince la prima importante scelta estetica a cui probabilmente darete continuità con l’arredamento.

 

Se amate lo stile rustico, le pareti con legno a vista o in pietra ed i pavimenti in pietra, parquet o cotto, saranno la giusta soluzione per voi. Un grande tavolo di legno rustico ed una credenza, sempre in legno rustico, saranno protagonisti della cucina dove potrete esporre ceste di vimini piene di frutta, taglieri in legno, utensili da cucina datati.

 

Gli accessori da usare per arredare una casa in legno

 

Gli accessori saranno in ferro battuto come lampadari o vasi, decori d’ottone per i sanitari, portasapone in ceramica e potpurri profumato. Poltrone, sedie e tappeti saranno di colori caldi che ricordano sempre il profumo del legno. Per un gusto più romantico, lo stile shabby chic, trasandato elegante, propone mobili vecchi, o meglio invecchiati, che vengono decapati, rovinati appositamente per dare la sensazione che siano usurati, come se fossero stati recuperati da una vecchia soffitta. I colori sono pastello come beige, grigio chiaro, rosa. Anche i pavimenti in legno e gli accessori vengono sottoposti al trattamento, quindi potremo avere cornici decapate e contenitori in ferro battuto bianco invecchiato. Le tende sono in tessuto chiaro con tenui disegni di fiori, cuscini ricamati, un insieme di particolari che rendono l’ambiente tutt’altro che trasandato, ma molto soft, rilassante ed elegante.

 

Lo stile classico nelle case in legno, lo stile moderno e lo stile minimal

 

Nello stile classico i colori sono quelli del legno dove l’arredamento è molto elaborato, come lo era stile del passato da cui prende ispirazione. Pur essendo dotata di impianti moderni, in una casa in stile classico non possono mancare un camino o una stufa a legna. Gli elettrodomestici sono in stile rétro, ma vi consigliamo di acquistare elettrodomestici moderni che non siano visibili se non al momento dell’utilizzo. Lo stile classico è intramontabile e la casa viene impreziosita da pezzi di antiquariato o di nuova produzione con tecniche che ne permettono una riproduzione fedele.

 

Le case in legno non necessariamente hanno il legno a vista. Al contrario, spesso le pareti in legno sono rivestite da intonaco ed hanno una finitura simile alle case in muratura, rendendole di fatto non distinguibili tra di loro. L’elemento che invece solitamente viene lasciato a vista è il tetto in legno, un particolare estetico molto importate che trasmette calore e bellezza. Anche in questo caso ci si può sbizzarrire seguendo le proprie inclinazioni.

 

Lo stile moderno prevede spazi aperti molto ampi. Sui colori che possono essere impiegati, non ci sono limiti: colori tenui come grigio, bianco, nero, beige, ma anche colori molto vivaci come rosso, viola, arancione nelle varie sfumature. Quindi le sensazioni sono diverse: pacatezza e relax o brio e dinamismo. I mobili possono avere forme anche irregolari, ma con linee pulite e senza decori, questo rende gli ambienti leggeri e pratici per l’utilizzo di ogni giorno. Gli impianti tecnologici si integrano completamente nell’arredamento.

 

Lo stile minimale, dove gli spazi sono aperti, la cucina, il soggiorno e la zona relax possono essere in un unico ambiente, punta sull’essenziale.

Sono presenti pochi pezzi di design, colori neutri, il bianco, il nero e il grigio, grandi spazi e grande respiro. Il divano nero o bianco è protagonista e pronto ad ospitare chi vorrà godere di questo ambiente.

L’atmosfera che si crea è estremamente raffinata e valorizzata dal tetto in legno che abbraccia la casa.

 

Non temete di osare, nessuno vi vieta di unire due o più stili diversi se è quello che vi piace, ma vi consigliamo di consultare un arredatore che saprà aiutarvi nella scelta.

 

L’arredamento è sempre esaltato da ambienti molto luminosi, che influiscono positivamente sull’umore e il benessere degli abitanti. Quindi, vetrate ampie, esposte a sud per godere al massimo della luce del sole e opportunamente schermate da piante con foglie caduche o frangisole che permetteranno di riparare l’abitazione dall’eccessivo irraggiamento solare estivo.

 

Dic 20, 2017
Christian

Mettere assieme una doccia: struttura e componenti.

Si pensa comunemente alla doccia come ad un oggetto singolo ma se la si analizza in modo leggermente più attento si può notare che invece sono tre pezzi ben differenti, ovvero il box doccia, il suo piatto e tutto il sistema di rubinetti.

Siamo oggigiorno in grado di avere un box doccia adatto a qualunque ambiente in quasi qualunque casa di qualunque città da Torino a Catania, da Milano a Roma, solo per rimanere in Italia.
Il tutto serve per dire che questo campo si è enormemente ampliato, al giorno d’oggi esistono varie ditte che fabbricano i box doccia adatti a qualunque esigenza o quasi.
La cabina doccia, potremmo dire quella standard, è quella che ha le pareti in vetro temperato (misura di sicurezza nel caso in cui il vetro si rompa), potrebbe essere superfluo dire che la cabina deve essere adatta al piatto doccia ma è bene farlo presente.
Un particolare da tenere presente quando la si sceglie è il tipo di apertura che questa ha, bisogna tenerlo presente fondamentalmente per ragioni di comodità.
Questo nel senso aver un box doccia con una porta che si apre verso l’esterno, (difficilmente ne troverete una che si apre all’interno) può essere un problema quando non si ha una stanza da bagno di dimensioni adatte a permettere l’ingresso alla doccia suddetta con la porta aperta.
La soluzione migliore per una situazione come quella appena citata è avere il box doccia con le porte scorrevoli, (ovvero due lastre di vetro, una mobile e una fissa), con questo si può dire di aver terminato le tipologie di cabine doccia in vetro.

Potremo citare quelle che hanno l’apertura a soffietto, ma è un modello poco comune.
Nonostante questo, come abbiamo detto in precedenza, esistono fabbriche o negozi (sia a Torino che altre città) specializzate nella costruzione di queste attrezzature per il bagno che possono soddisfare quasi tutte le esigenze o desideri relativi al box doccia, ovviamente bisognerà essere specifici relativamente alle misure desiderate.

Come potrà sembrare ovvio queste soluzioni essendo personalizzate potranno avere un costo maggiore e tempi di consegna maggiori, rispetto a quello che potrete trovare in qualunque negozio di arredo bagno di città grandi come Torino o Milano.

Le pareti dei box doccia

Come brevemente accennato sopra le pareti delle cabine doccia dovranno obbligatoriamente essere di vetro temperato (esiste proprio una regolamentazione su questo).
Per andare più nel dettaglio spieghiamo che se per un qualunque motivo il vetro temperato dovesse spezzarsi, questo non si spezzerà in lastre ma in piccoli pezzi vetro, in questo modo anche se dovessero colpire in qualche modo la persona, questa non ne risulterà danneggiata come potrebbe invece essere se fosse colpita da una lastra.

Se per la cabina doccia possono eventualmente presentarsi problemi di spazio o forma la stessa cosa non è imputabile al piatto doccia.
Quantunque ne esistano di diverse forme geometriche e dimensioni se per un qualche motivo questi non fossero adatti alla cabina esiste la soluzione definitiva che è il piatto doccia filo pavimento.
Questa non è altro che una struttura di piastrelle adatte appunto alla doccia con nel mezzo uno scarico, sotto queste piastrelle verranno fatti debiti lavori di impermeabilizzazione in modo che l’acqua che si infiltra in mezzo a queste non causi tutti i problemi relativi a infiltrazioni, sia nell’appartamento della casa di Torino che ovviamente nell’appartamento sottostante.

Particolare che strizza l’occhio all’estetica è che queste piastrelle possono essere di vari materiali, che siano resine sintetiche, la classica ceramica o l’elegante marmo, tali materiali possono essere di diversi colori e ovviamente antiscivolo.

L’ultima parte della nostra doccia di Torino sono i rubinetti tubi e soffione, che per logica devo essere adatti alle dimensioni della cabina doccia. I soffioni sono di varie misure da quelli più piccoli sino a quelli che fanno scendere addosso una cascata d’acqua, possono essere fissi oppure a saliscendi o anche uno fisso e un altro che ha dimensioni minori e il tubo flessibile.

Nella stessa cabina doccia potremmo anche piazzare una colonna doccia al posto del soffione, elemento che ha ulteriori particolarità il termini di benessere, come aromaterapia, cromoterapia, volendo potremo anche ascoltare musica grazie a queste colonne. Anche questo sono di varie dimensioni e appunto con varie funzionalità come quelle appena descritte, ma ne esistono anche di più semplici che hanno solo la funzione di far scendere l’acqua e basta.

Dic 17, 2017
Christian

Due madie, due sedute, tanto design da ammirare!

In questa sorta di “gioco” del mettere insieme diversi componenti e complementi di arredo ci abbiamo preso gusto, La loro eterogeneità, ogni volta che allestiamo un gruppetto di questo tipo, viene compensata perché li estraiamo solo dal mazzo di cataloghi prestigiosi ed affermati, i leader dell’arredamento contemporaneo!

Divano Camden di Molteni

Iniziamo subito a metterci comodi e lo facciamo sul divano a due posti Camden disegnato dall’eclettico Rodolfo Dordoni, che è sempre in grado di applicare la più alta tecnologia ai suoi progetti senza per questo ostentarla, anzi: quasi punta a nasconderla nelle sue collezioni, che vogliono solo essere espressione di uno stile in cui sentirsi a proprio agio, mentre ciò che viene esibito è sempre il gusto per un ambiente coinvolgente. Del resto, sono le stesse caratteristiche che ritroviamo spesso proprio nel catalogo di arredamenti Molteni!

Il design di questa seduta è essenziale ma comunica profonda raffinatezza, e sebbene nasca come proposta d’elezione per l’arredo contract o per quello degli spazi pubblici, con il suo alto schienale, il comfort della seduta e soprattutto l’ampia gamma di finiture si integra in scioltezza anche in uno spazio domestico. Dicevamo della tecnologia “nascosta”: la sua struttura è in alluminio pressofuso per garantire durata nel tempo e tutta la necessaria rigidità, mentre le imbottiture sono indeformabili grazie alla schiumatura a quote differenziate, per offrire sempre un relax dagli standard elevatissimi e la migliore ergonomia.

Tante qualità tecniche si sposano con il gusto estetico di un divano mai eccessivo, composto al tempo stesso dai segni grafici netti del suo basamento e dalle linee fluide che accompagnano gli schienali.

Poltrona Jean di B&B Italia

Se invece sei più “egoista” e ti piace startene per conto tuo, accomodati pure sulla poltrona Jean che Antonio Citterio ha disegnato per B&B Italia. La sua ergonomia è sorprendente, tutte le sue proporzioni sono sapientemente calibrate per offrire un rigoroso ed impeccabile relax, perché parlano in un linguaggio molto formale.
Un ampio e morbido cuscino sostiene la schiena, così questa poltrona diventa adatta ad ogni circostanza: attimi da dedicare alla lettura, momenti di relax o di riflessione magari ascoltando della buona musica, una conversazione tra amici.

Il miglior riposo è assicurato dal pouf poggiapiedi coordinato che riprende le linee e le finiture: queste ultime sono disponibili in un ventaglio di opzioni molto ampio, per cui è possibile giocare costruendosi accoppiamenti cromatici a contrasto tra il profilo ed i piedini rispetti ai rivestimenti, oppure scegliendo una maggiore sintonia d’insieme.
Dobbiamo riconoscere che Jean è una poltrona dall’assetto inconsueto e forse proprio per questo ancora più interessante!

Madia Essenzia di Riflessi

Basta con la pigrizia ed il riposo, ora: è il momento di darsi da fare, mettere in ordine, riporre ogni cosa al suo posto, ed iniziamo allora a riempire la madia Essenzia, che ha già nel suo nome tutto ciò che è necessario sapere.
Riflessi ha infatti voluto creare una collezione di mobili contenitori dalle forme per l’appunto essenziali, rigorose e di estrema purezza formale: tutta l’espressività di questi versatili complementi di arredo viene delegata alle audaci e vivacissime colorazioni nelle quali si possono personalizzare, all’interno come all’esterno. Nel nostro scatto ve la proponiamo in versione alta a quadrotto, con ben 4 ante indipendenti, ma sarà tua la decisione se svilupparla in orizzontale, magari per riempire meglio una parete larga con un assetto a 3 sportelli.

Scoprirai tutta la praticità del sistema di apertura push&pull, ecco perché di maniglie a vista non c’è nemmeno l’ombra… oppure, sfrutterai il taglio a 45° sui bordi delle ante. Tutta la palette cromatica disponibile, sia in toni opachi che lucidi, è stata studiata per stimolare ed incoraggiare l’originalità e la creatività, esprimendo un senso di gioia attraverso un “banale” complemento di arredo.

Madia Kyoto di Colonel

Stavi pensando a qualcosa di più particolare ed estroso per la credenza o la madia della tua zona living, con geometrie che colpiscano non solo per la loro purezza formale ma anche con altri giochi di stile? Allora la madia che fa per te si chiama Kyoto, una bella idea del catalogo francese Colonel, gestito dagli stessi designer Gilles e Poncelet.

Praticissima e delle dimensioni ideali per essere capiente ma al tempo stesso discreta nell’ingombro, Kyoto è una madia realizzata in faggio massello che esalta la naturale essenza del legno lasciandola a vista. Il suo progetto può essere, si richiesta, personalizzato a piacimento anche nelle dimensioni: noi stiamo stati incuriositi dal sistema a scorrimento delle ante, perché i due pattern (verticale ed orizzontale) delle doghe, dei quali uno è in un intrigante giallo, vanno a sovrapporsi, creando una divertente griglia.

Anche per stavolta abbiamo dato sfogo alla nostra passione per l’interior design e per la contaminazione tra gli stili: se qualcuna delle nostre descrizioni ti è piaciuta particolarmente, perché non ce lo racconti in un commento, o magari visitando la nostra pagina Facebook NonSoloArredo?

 

Dic 13, 2017
Christian

Uno scaldasalviette che punta verso l’alto

Qualcuno ha progettato l’impianto di termoriscaldamento della tua casa senza prevedere uno scaldasalviette nel bagno? Di certo ha commesso un errore, perché questo accessorio è diventato un vero sinonimo di praticità ed in più si è guadagnato a tutti gli effetti i “galloni” da vero complemento di arredo e di interior design.

Oppure, vuoi concederti un piccolo lusso, comodo in un altro punto della casa, dove riscaldare salviette ma anche il pigiama, oppure per far evaporare l’umidità da un capo ancora non perfettamente asciutto?
La designer Elisa Giovannoni ha pensato ad un oggetto che da tempo occupava le sue fantasie ma anche i suoi desideri: non è questa la prerogativa che deve possedere sempre un oggetto di design, al di là delle sue forme? Rispondere ad una domanda ed ad un’esigenza!

Scaldasalviette portatile Scaletta

È nato così Scaletta, lo scaldasalviette portatile che si discosta dalle canoniche forme del radiatore, non ha alcun bisogno di installazione perché lo si piazza dove si vuole semplicemente collegandolo alla rete elettrica.
La sua iconica simbologia vuole rappresentare qualcosa di orientato verso l’alto, ascendente e quindi in continuo divenire, l’ascesa dal basso verso l’alto permessa da una scala per l’appunto, e lo fa in entrambe le sue versioni, quella free standing oppure da appoggiare alla parete.
Tutte e due sono munite di carrucola per avvolgere il cavo quando non in uso, ed è possibile integrarle con accessori quali gli appendini o i portaspugna ma anche, per la versione autoportante, un funzionale ripiano in corian.

Se ti stai ponendo delle perplessità in merito a come possano essere contrastate le controindicazioni di un radiatore che sfrutta l’acqua come ad esempio l’evaporazione, la corrosione o la formazione di calcare, ti interrompiamo subito: nella sua struttura in alluminio circola infatti un particolare tipo di olio, un fluido diatermico che anche ad elevate temperature mantiene il suo stato liquido senza evaporare.

Riconoscimenti a livello internazionale

L’originalità di questo progetto che ha subito catturato la nostra attenzione fin dalla prima foto che abbiamo visto in rete per il senso di libertà che ci ha ispirato viene testimoniata dai numerosi riconoscimenti ad esso tributati.

Insignito del German Design Award, del MUUUZ International Award e del Good Design Award, tra i più prestigiosi tributi che un progetto possa ricevere, Scaletta ha ricevuto anche la menzione d’onore all’ultima edizione del Compasso d’oro.
Dimenticavamo: il radiatore è stato realizzato dall’azienda Tubes, nota nel settore termoidraulico per la sua collezione che coniuga al meglio architettura e tecnologia.

 

Dic 5, 2017
Christian

Mangiare, riposare, dormire… bella la vita con l’interior design!

Rinnoviamo oggi con piacere un nostro “vezzo” che abbiamo trasformato quasi in una rubrica fissa: raccontarvi pregi e caratteristiche di complementi d’arredo che spesso hanno ben poco in comune tra di loro, se si eccettuano la pregiata fattura ed il design indubbiamente molto ispirato!
Ritroviamo spesso giochi di incontri tra le righe dei nostri articoli, e con incontri intendiamo sia quelli “materiali” tra le linee e quindi inclusi nel progetto stesso, sia quelli tra i concept da cui nascono, e che quindi hanno come obiettivo una contaminazione tra gli stili.
Vediamone subito qualche significativo esempio!

Tavolo Jungle di Calligaris

Le gambe ramificate che incrociano le proprie linee sembrano essere diventate il leitmotiv per ottenere un tavolo di grande impatto: Jungle di Calligaris per il suo basamento si presenta con addirittura due strutture del genere, solidi incastri di legno massello in frassino tagliati in sezioni triangolari. Non è la prima volta che parliamo di Calligaris e della sua maestria nel lavorare le essenze più pregiate tirando fuori da esse tutto ciò che di nobile il legno possiede, ma nel caso di questo tavolo scopriamo anche dei vertici assoluti in quanto a versatilità, ovvero alla possibilità di inserirlo in qualsiasi tipo di ambiente o contesto moderno senza mai sfigurare.

Ciò è dovuto all’ampia gamma di ripiani disponibili, che possono essere sia rettangolari che ellittici. Il nostro preferito, per una migliore continuità, è quello in legno massello che richiami l’essenza del doppio basamento: sembra quasi essere provocatorio nella sua essenzialità, richiama uno di quei tavolacci da lavoro sostenuti da cavalletti in legno grezzo… ed invece ha in sé tutti i crismi del gioiello di design contemporaneo!

Gino Carollo ha previsto per il tavolo Jungle anche i ripiani in ceramica sposata con il vetro ottenendo un quasi altero effetto marmo, declinato sia in bianco che in nero. Il gioco della sua customizzazione si fa più avvincente grazie alle diverse finiture proposte per i basamenti, per ottenere sempre la resa estetica che meglio sposi il living in cui dovrà essere inserito!

Divano Lotus di Arketipo Firenze

Passiamo ad un divano che secondo noi, con il suo effetto volutamente stropicciato, parla la stessa lingua di design del legno a vista con venature ed essenza in bella mostra. Si tratta di Lotus, splendido ed accogliente con tutte le sue imperfezioni a vista, ottenute tramite una speciale lavorazione all’anilina del pellame che ne preserva le caratteristiche naturali ed originarie, senza quindi farlo apparire “sofisticato” da un trattamento.
Inutile dire che per ottenere un simile effetto la materia prima deve essere di eccellente qualità: Arketipo Firenze ci ha senza dubbio ben abituati in questo senso, ed è una garanzia quando si tratta di selezionare i materiali.

Lotus nasce per essere emblema stesso di accoglienza, un invito a sedersi lasciandosi avvolgere dalle sue forme morbide ma curatissime che lasciano trasparire, qua e là, dei tocchi vintage affidati alle toppe angolari. I giochi ottici non terminano qui, perché le sue forme arrotondate ed i volumi imbottiti in morbidissima piuma vengono “spezzati” dal contrasto con la rigida e spigolosa fascia in metallo che lo abbraccia, per un divano che enfatizza in modo sublime l’arte di arredare con disinvoltura.

Divano Loveseat di Minotti

È invece molto più che disinvolto Loveseat, un oggetto di arredo che non esitiamo a definire ibrido, un misto tra un letto ed un divano ed un elogio stesso all’ozio che nasce per l’arredo outdoor. Gli standard produttivi e qualitativi sono quelli di eccellenza ai quali sempre si ispira Minotti, mentre la forma senza dubbio stravagante o comunque con ben poco di convenzionale se lo si considera un divano si deve all’estro di Rodolfo Dordoni.

Loveseat è come un’isola dove sdraiarsi per coltivare i piaceri della vita: leggere, sonnecchiare, sorseggiare un calice di prosecco in compagnia ed all’aria aperta. La sua fattura in metallo verniciato appositamente protetto per resistere ad umidità ed agenti atmosferici, e le sue imbottiture in tessuto idrorepellente ne fanno un campione delle atmosfere lounge che tanto vanno di moda.

Molto di più di un semplice divano, è emblema di raffinatezza e comodità per l’arredamento outdoor, l’immagine stessa del relax!

 

dicembre: 2017
L M M G V S D
« Nov   Gen »
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031