Nov 15, 2017
Christian

Superleggera di Giò Ponti compie 60 anni

Ha saputo attraversare i decenni e le generazioni, giungendo a noi pressoché invariata nelle sue linee: è un prodotto di architettura domestica mobile opera del genio di Giò Ponti, designer ed architetto che con la sua sedia Superleggera ha riscritto i canoni della modernità!

Ispirazione per questo capolavoro di tecnica ed armonia è stata la tradizionale sedia ligure chiamata “Chiavarina“: Ponti voleva raggiungere le stesse vette di maneggevolezza ed essenzialità in una sedia alla portata di tutti, inseribile in qualsiasi contesto, e che fosse funzionale perché impilabile e leggera come una piuma.
Le sue linee, ancora oggi protagoniste del catalogo di arredi moderni Cassina, non invecchiano mai, e ne hanno fatto un evergreen dell’arredamento.

Incastri e linee essenziali

Il suo telaio è in legno di frassino a sezione triangolare, più volte ridisegnato fino ad arrivare alla versione definitiva del 1957; la seduta è invece in canna indiana, per una sedia che si mantiene fedele al modello artigianale che l’ha ispirata ma che al tempo stesso per lo studio tecnico dei suoi incastri e per l’elevata qualità realizzativa che ne assicura durata e stabilità mantiene ancora oggi intatto il suo ruolo di proposta adatta a tutte le stagioni ed a qualsiasi scenario.

Giò Ponti, negli anni ’50, non ha badato a formalismi eliminando dal suo progetto qualsiasi possibile manierismo: Superleggera doveva essere semplicemente una sedia, una normale sedia senza stranezze che fosse in grado di arredare le case dell’epoca ai costi contenuti che si rendevano necessari per le ristrettezze del secondo dopoguerra.

Lo è ancora, ma aver attraversato indenne le scuole di pensiero e le tendenze del design l’ha trasformata anche in una delle più influenti icone del design industriale all’italiana!

 

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