Browsing articles from "ottobre, 2013"
ott 29, 2013
Christian

Immersi in un collezionismo vintage

Ci avventuriamo oggi per le stradine della campagna belga per scoprire, dietro un muro di bambù ed il fitto fogliame di un boschetto, la villa in stile modernista che una coppia di collezionisti ha scelto di arredare ispirandosi alla loro passione comune, il design di metà ’900.

Ciò significa che tutto l’ambiente è permeato da richiami vintage, come i mobili di Hans Wegner (celebri il tavolo e le sedie Hjerte) spesso recuperati da mercatini locali.
Ciò che sbalordisce è l’imponente presenza di vasi in gres, tutti provenienti da manifatture del nord Europa e scelti nel corso degli anni, ad uno ad uno, mai in base al loro valore ma solo per le sensazioni estetiche suscitate nell’affiatata coppia.
I vasi sono disposti in tutti gli ambienti, arredati con uno stile molto sobrio ed arioso, e sono anche raccolti secondo le diverse sfumature cromatiche ad evidenziarne le forme che a volte risultano essere quasi ipnotiche.

Una villa che sembra un luogo da sogno e sospesa nel tempo, ma che esiste realmente in una quiete agreste che stimola la fantasia.

ott 25, 2013
Christian

Linee rigorose ottenute per sottrazione

Un design per arredare la nostra casa che sia pulito ed essenziale nelle sue forme molto spesso lo si ottiene tramite la sottrazione: è esattamente con questa idea rigorosa che il marchio Cesar ha pensato di eliminare dalle sue cucine un dettaglio ritenuto superfluo come la maniglia.

Ciò è stato reso possibile con un angolo tra il bordo superiore delle ante e la loro faccia ridotto da 45 a 30 gradi, il che ha permesso di creare una gola, uno spazio in cui inserire le dita per aprire ante e cassetti in tutta comodità.
Le cucine su cui è applicato tale sistema vogliono in primo luogo essere “senza tempo“, sia in fatto di resistenza e durata che per quanto riguarda lo stile, e sono presenti talmente tante finiture da poter soddisfare qualsiasi gusto, sia per chi ama le trame del legno e le sue circonvoluzioni che per chi vuole mantenere un certo rigore anche nella colorazione.

In questo caso, un simile stile minimale e spartano è proposto con il particolare rivestimento in ecocemento, un materiale nuovo, naturale e completamente atossico che al tempo stesso risponde a tutte le qualità che ci si attende da una cucina prestigiosa: è infatti ignifugo, molto resistente, e pulibile da ogni tipo di sporco si possa generare in cucina.

ott 22, 2013
Christian

Karim Rashid porta la sua sinuosità al bar

I colori e le linee di Karim Rashid sono ben noti per la loro originalità e diffondono la loro energia positiva in tutti gli ambienti disseminati per il mondo che il designer egiziano ha progettato.
Il suo approdo in Italia si deve alla catena alberghiera NH Hoteles, che gli ha commissionato il restyling del bar nHow all’interno del suo Hotel di Milano: il locale è così stato arredato affidandosi a 4 diverse aziende che hanno realizzato quanto Rashid ha progettato su carta, mescolando tutte le influenze mediterranee raccolte nei suoi frequenti viaggi.

La passione e l’energia trasmesse da un colore come l’arancione che stimola al contatto umano sono il vero leitmotiv di tutto il locale: lo ritroviamo alle pareti e sulle controsoffittature, ma anche sugli sgabelli per il bancone.
L’altro tema comune è rappresentato dalle caratteristiche forme sinuose che firmano le sedie – di un vibrante color lime – ed i tavoli, per i quali è stata realizzata una speciale grafica a linee curve concentriche stampata su pellicola con tecnologia HP.

Per finire e completare l’ambiente, l’illuminazione, che doveva per forza di cose essere all’altezza di un simile dispiegamento di creatività. Le lampade Nafir disegnate da Karim Rashid sono delle sculture in plastica sospese dall’effetto scenico davvero interessante anche da spente, e sembrano riempire tutto l’ambiente della musicalità squillante delle trombe da cui prendono il nome, originarie proprio dell’Egitto, patria di questo designer che interpreta alla grande gli stili moderni del terzo millennio.

ott 18, 2013
Christian

Runtal Folio, design sottilissimo

Torniamo oggi sul “luogo del delitto“, uno degli accessori per la casa che più ci piace quando riceve delle attenzioni speciali da parte dei designer, ovvero i radiatori alias termosifoni.
Siamo infatti, come ben sa chi ci segue, degli amanti della funzionalità ma anche del bello, per cui ci siamo innamorati fin dal primo sguardo del radiatore Runtal Folio, con il suo design ultrapiatto che lo fa apparire quasi come se levitasse a pochi cm dalla parete.

Il suo spessore è di soli 1,6 centimetri, e certo la sua naturale applicazione è nella stanza da bagno, la quale ottiene una doppia valorizzazione, sia in termini di stile che in quelli di comfort.
Runtal Folio infatti è realizzato con materiali di nuovissima concezione e soprattutto naturali, tuttavia la grande varietà di rivestimenti disponibili, che non si limitano all’alluminio anodizzato ma includono anche varie tonalità di legno, rende questo radiatore perfetto anche per altri ambienti della casa, con la possibilità di integrarsi alla perfezione con qualsiasi tipo di arredamento.

Viene proposto in due diverse versioni, la Belt e la Corner, che differiscono nella forma e nel design, ed è presentato dall’azienda italiana come il più leggero radiatore mai messo in commercio.
Runtal Folio è il risultato della creatività e degli sforzi congiunti di due designer di fama internazionale, Perry King e Santiago Miranda, che da quasi 40 anni collaborano forgiando idee di inconfondibile stile basate sulle personali esperienze sia emotive che culturali, sempre alla ricerca di innovazioni tecnologiche.

ott 15, 2013
Christian

La sedia che nasce da un ideogramma

Il profilato di acciaio è il materiale che il grande designer Jean Nouvel, uno dei nostri preferiti, ha deciso di utilizzare per la sua collezione Mia, prodotta e commercializzata dal marchio Emu. Non ci sono dubbi che dei 5 pezzi che la compongono quello centrale sia la sedia, pensata in duplice versione con e senza braccioli; la collezione è poi completata dai tavoli, uno quadrato ed uno tondo, e dallo sgabello alto.

Ma restando alla sedia, siamo rimasti colpiti dal suo tratto essenziale che – ci scommettiamo – la farà assurgere allo status di icona contemporanea: il designer francese aveva l’ambizione di creare per Emu un punto di riferimento per gli arredi outdoor moderni, e per questo motivo ha “arginato” la sua fantasia disegnando semplicemente l’ideogramma di una sedia quasi come se fosse stata costruita con il celebre Meccano, con le dovute revisioni in fatto di precisione e pulizia delle linee. Ed il risultato si è rivelato molto più trasversale del previsto nelle applicazioni.

Queste caratteristiche sono esaltate dai materiali: oltre al profilato di acciaio che come detto compone la struttura, il taglio al laser dell’alluminio ha permesso di aggiungere seduta e schienale mantenendo la leggerezza della sedia la quale però, oltre a poter sostenere 100 kg, ha anche l’altra virtù di essere impilabile, rendendola ideale sia per gli spazi pubblici che per i giardini.
I colori inizialmente erano rosso e bianco, ai quali si sono successivamente aggiunti grigio e nero.

ott 11, 2013
Christian

Sull’isola la fabbrica diventa polo multiculturale

La riconversione di una vecchia zona industriale, con la conseguente riqualificazione urbana, ambientale ed anche turistica dell’Isola di Seguin sulla Senna, per 60 anni sede di una fabbrica Renault – è la grande sfida su cui si è concentrata negli ultimi anni la svizzera Nelly Wenger, specializzata in progetti di grande complessità.
Il nome di questo progetto è R4, un polo culturale la cui inaugurazione è prevista nel 2016 è che vorrà essere una sorta di micro città dell’arte nella quale collezionisti, artisti e semplici “fruitori” del bello possano al tempo stesso godere dell’ospitalità ma anche sperimentare, stimolati da un ambiente multiculturale.

Il progetto dell’edificio, imponente perché si svilupperà lungo tutta l’isola, prevede una modularità di base. Sarà scomponibile, quasi provvisorio, su di esso si riverbererà la fluidità delle acque della Senna che scorrono accanto e che saranno visibili da qualunque punto all’interno, perché l’architetto Jean Nouvel (di nuovo lui!) ha previsto continui giochi di vetri e trasparenze.
L’investimento è sostanzioso ma lodevole perché il suo intento non è la generazione del profitto ma della bellezza: in una economia dell’arte autosufficiente, il processo di creazione inizierà e concluderà il suo ciclo sull’isola, evolvendosi e cambiando sempre forme nel tempo ed abolendo ogni tipo di frontiera.
Impossibile non riconoscere nel nome dato a questo complesso un omaggio ad una celebre vettura della Renault, prodotta proprio sull’Isola di Seguin fino alla dismissione dell’area che da allora è stata abbandonata.

La multimedialità e la polifunzionalità saranno emblemi di questa città dell’arte, che includerà oltre ad alberghi e ristoranti anche un conservatorio, case d’aste, gallerie e spazi espositivi per mostre temporanee e permanenti di arte contemporanea.

ott 8, 2013
Christian

Le conquiste dei designer di gioielli

Il mondo del design ha operato nel tempo una sorta di “ghettizzazione” di accessori ritenuti solo superflui ornamenti quali i gioielli: la loro stessa natura di leziosi orpelli non li faceva considerare all’altezza delle vette di un design che voleva contribuire a rendere la vita più comoda esaltando la funzionalità di oggetti scaturiti dalla creatività.

Nel tempo tuttavia il design dei gioielli ha saputo sdoganarsi da una simile visione a dir poco ristretta, conquistandosi sempre maggiori spazi e rilevanza di portata accademica, senza esagerazioni. Al Politecnico di Milano è infatti presente la cattedra di Design del gioiello, retta da Alba Cappellieri la quale ha curato la speciale mostra in Triennale, Il design italiano incontra il gioiello, tenutasi presso il Design Museum di Milano dal 2 luglio all’8 settembre.
La più ricca ed importante mostra mai allestita sul tema, che ha ripercorso attraverso le opere di ben 72 artisti tutti gli ultimi 60 anni di storia del gioiello “Designed in Italy“.

Si è trattato di un vero catalogo, quasi un censimento che ha permesso un resoconto del settore ma non ha trascurato l’aspetto legato al futuro di questa attività: numerose opere inedite sono state commissionate a giovani progettisti, per gettare uno sguardo anche sul design che verrà, quello che non si può definire a prescindere utile o inutile perché spesso può anche assumere un ruolo ispiratore per altre manifatture.

ott 4, 2013
Christian

Un museo dedicato al Carnevale

Gli imponenti lavori pubblici e privati in corso in Brasile, il gigante sudamericano membro del BRICS che ospiterà i Mondiali di calcio l’anno prossimo e le Olimpiadi estive nel 2016 stanno un po’ ovunque stravolgendo i panorami urbani: in tutto il paese sono previste infatti nuove infrastrutture che al di là di quelle strettamente sportive sono altrettanto indispensabili per l’ospitalità da garantire al flusso di visitatori che giungerà da ogni parte del mondo.

Non viene trascurato neanche l’intrattenimento che esula da quello legato alle competizioni, come evidente dal Museum of Image and Sound che sta sorgendo, pur con qualche intoppo e ritardo, sulla spiaggia di Copacabana.
L’interno di questo museo prevederà interi piani dedicati alle tipiche musiche brasiliane come bossa nova e samba, ma anche alla cosiddetta “sottocultura” delle telenovelas, il cui culto è fortemente radicato nel paese a tutti i livelli sociali.
Qualcosa che non può mancare è ovviamente un immortale rito, quell’esplosione di luci, colori e musiche rappresentate dal carnevale brasiliano.
L’edificio è stato progettato dallo studio Diller Scofidio + Renfro, lo stesso “responsabile” di un altro palazzo stupefacente di fronte al mare come l’Institute of Contemporary Art di Boston; in Brasile viene citato, con la maestosa facciata dominata da un motivo a zig-zag un tipo di decorazioni molto in voga nei paesi di lingua portoghese, perchè richiama la “passeggiata a mare”.

In apertura abbiamo accennato ad alcuni ritardi, ed in effetti era previsto che il museo iniziasse a “ballare” alla fine del 2013, ma qualcosa non è andato come previsto con i costi che si sono fatti sentire.
Gli architetti sono tuttavia fiduciosi di completare il tutto in tempo per il calcio d’inizio!

 

ottobre: 2013
L M M G V S D
« set   nov »
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031