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set 30, 2013
Christian

Design di qualità per Pantone Universe

Inaugurare dei concept store sembra essere diventata un po’ la moda del momento per alcuni marchi più “trendy“, e la loro diffusione non si limita a negozi di abbigliamento o di accessori in genere: abbiamo scoperto che sta abbracciando ogni tipo di categoria merceologica.

Quello di cui vi parliamo oggi è però davvero un negozio speciale, e non solo perché è il primo che Pantone dedica in Italia al commercio al dettaglio di tutta la sua gamma di prodotti. All’interno di Pantone Universe trovano così spazio tutti gli articoli dedicati alla creatività ed alle belle arti, pensati per designer professionisti ma anche per chi ama dare semplicemente sfogo alla propria creatività, ma c’è spazio per tantissimi altri articoli personalizzati da Pantone per portare note di brillante colore nella vita di tutti i giorni.
Gadget come le mug da collezione, articoli di cancelleria, o ancora le cover per gli smartphone e le sedie per bimbi, fino ad arrivare ai capi di abbigliamento.

Un marchio così iconico e che punta sui colori in tutte le loro sfumature, principale tratto caratteristico di Pantone, non poteva che richiedere uno shop fitting dal design contemporaneo e lineare che riuscisse proprio a rendere i colori veri protagonisti dell’ambiente.
Il designer Luca Trazzi si è in primo luogo reso conto della necessità di una grande luminosità, ottenuta con luci a LED molto intense; queste ultime lavorano alla perfezione combinate con il bianco, che predomina in tutto l’ambiente, per valorizzare al massimo la percezione dei colori da parte dei clienti.
Un contributo non da poco viene dalla speciale lavorazione cui sono state sottoposte le superfici, le quali sono iridescenti.

La filosofia di Pantone è rispettata alla lettera: fateci un salto, se vi trovate in zona Brera a Milano, potrete così rendervene conto con i vostri occhi!

set 27, 2013
Christian

Un divano da cui non alzarsi mai!

Un design spesso di eccellenza è il punto di forza dei divani prodotti dall’azienda Natuzzi, che sbandiera orgogliosamente i suoi processi interamente Made in Italy ed al tempo stesso le certificazioni ISO che ne fanno uno dei marchi del settore più rispettosi dell’ambiente attraverso tutte le fasi della produzione a partire dalla conciatura delle pelli.
Con il divano Brio però Natuzzi ha aggiunto all’impareggiabile comfort dei suoi divani ed ai suoi design formali ed eleganti anche una sorprendente innovazione tecnologica, il sensore invisibile Soft Touch, integrato nel fianco: è sufficiente sfiorarlo dopo essersi seduti per attivare il sistema elettronico Soft Motion, che con un dolce movimento simultaneo allunga la seduta sotto le vostre gambe e reclina lo schienale dietro le spalle, per offrire un relax assoluto.
Sappiamo che siete attenti e state per obiettare che il divano va tenuto discosto dalla parete per consentire allo schienale di reclinarsi, ma Natuzzi ha pensato anche a questo: con la tecnologia Zero Wall, infatti, non c’è alcun bisogno di spostare il divano.

Brio
viene proposto con rivestimento tessile su cui la cucitura in rilievo impreziosisce il bracciolo, oppure in pelle trapuntata all’esterno; la soluzione più originale è però quella dall’effetto vellutato garantito dalla nuova microfibra sperimentata dal marchio.
Il catalogo dei modelli invece comprende i divani a due e tre posti ma anche la poltrona.

set 24, 2013
Christian

In edicola i protagonisti dell’architettura

È disponibile in edicola una raccolta di volumi proposta dal Gruppo Editoriale Repubblica/l’Espresso che ha stuzzicato la nostra curiosità: L’architettura, i protagonisti è una collana di 15 volumi monografici dedicati ognuno ad un grande architetto, ciascuno con il proprio stile peculiare con il quale il mondo dove viviamo è stato reso un posto più bello.

La prima di queste monografie è uscita in edicola il 6 settembre, dedicata a Frank O. Gehry, a cui sono seguite quelle dedicate a nomi del calibro di Libeskind, Loos o De Moura. I volumi, corredati come ovvio da un ricchissimo impianto iconografico, sono completati anche da saggi e citazioni degli stessi artisti, molti dei quali sono architetti nostrani che hanno dato lustro al Modernismo italiano e che hanno saputo fondere architettura, design ed urbanistica: un nome su tutti, quello di Franco Albini.
Sarà davvero interessante sfogliare il volume dedicato ad Odile Decq, lo diciamo con un pizzico di “patriottismo” dal momento che si deve a lei il progetto dell’ampliamento del Museo d’Arte Contemporanea di Roma, più noto come MACRO, una delle più prestigiose strutture presenti nella Capitale incentrate sull’arte del ’900.

L’evoluzione degli stili dell’architettura contemporanea viene in queste monografie perfettamente inserita anche nel relativo contesto storico, ed è questo un altro dei motivi che ci ha spinto a fare spazio in redazione per poter collezionare anche questa collana accanto a quella omonima già distribuita 5 anni fa.

set 20, 2013
Christian

The Shard London Bridge, il capolavoro di Renzo Piano a Londra

Sorge sulla riva Sud del Tamigi, nella zona di Southwark in prossimità del Tower Bridge, il grattacielo denominato “The Shard” (la scheggia), nuovo capolavoro architettonico del nostro grande Renzo Piano, recentemente nominato senatore a vita in riconoscimento dei suoi meriti in campo artistico.

L’edificio è stato realizzato sulla base della precedente Southwark Tower ed è stato inaugurato nel luglio del 2012. Con un’altezza di 310 metri, rappresenta la costruzione più alta delle città europee dell’Europa occidentale.

La moderna struttura di vetro è caratterizzata da una forma di piramide allungata e presenta 87 piani accessibili da ben 3 ascensori superveloci. Nel grattacielo si trovano uffici, negozi, ristoranti ed appartamenti di lusso e, inoltre, vi è addirittura un albergo a 5 stelle ed i piani inferiori sono collegati con la stazione ferroviaria e con il centro commerciale Hay’s Galleria.
Dalla cima del grattacielo, invece, si gode di una vista mozzafiato e di un panorama a 360 gradi della Capitale britannica. Gli ultimi piani del palazzo rappresentano infatti una delle attrazioni turistiche più visitate di Londra nell’ultimo anno.

L’avvenirista opera architettonica si trova nel quartiere moderno chiamato More London Riverside che ospita anche il nuovo City Hall, il municipio della città, e che costituisce una zona ideale per passeggiate piacevoli lungo il fiume e per momenti di svago grazie ai numerosi ristorantini, bar e pub che in incontrano nella zona.

The Shard si può quindi considerare davvero come uno dei più belli grattacieli del Mondo e rappresenta sicuramente una imperdibile e suggestiva attrazione della Capitale inglese.

set 17, 2013
Christian

Manifattura e tecnologia, alleati e non nemici

Uno dei grandi timori per l’industria manifatturiera ed artigianale legata all’interior design ed all’arredamento è che la sempre più in ascesa tecnologia di stampa in 3D possa essere l’equivalente del telaio a vapore per gli operai del 1800, i quali iniziarono a rifiutare il progresso tecnologico che sottraeva loro lavoro.

Il rischio di poter ottenere una sedia uguale a quella che si desidera semplicemente inserendola in una fotocopiatrice 3D  piuttosto che rivolgendosi ad un artigiano non è del tutto campato in aria, con tutte le immaginabili conseguenze in termini di riduzione dei costi grazie alla produzione in serie. Tuttavia l’industria manifatturiera può evitare tali rischi considerando la tecnologia un ausilio ed un alleato piuttosto che un nemico.

Con una simile impostazione, proposta ad esempio dalla Fondazione Giannino Bassetti, l’artigianato può trarre profitto dai supporti tecnologici concentrandosi sulle personalizzazioni o sulle serie limitate, caratteristiche sempre ben viste dal pubblico, o addirittura sui pezzi unici che permettono di far conoscere il proprio nome anche a livello planetario lavorando di pari passo con la frontiera hi-tech, la quale può contribuire ad incrementare sia l’appeal della professione stessa che quello dei prodotti finiti.

set 13, 2013
Christian

Un nuovo invidiabile equilibrio

Stefan Diez è un industrial designer tedesco al quale numerose aziende internazionali del settore arredo ed interior design continuano a rivolgersi per l’essenziale purezza delle sue creazioni, che partono da progetti che rifuggono qualsiasi formalismo gratuito e puntano decise alla autoproduzione in forme nette, utilizzando materiali puri e non contaminati da decorazioni come vetro, gomma, metallo, legno.

Diez ha da tempo fatto una scelta controcorrente quanto a sede delle sue operazioni: memore probabilmente di tutta l’esperienza acquisita da ragazzo nella falegnameria del padre, nella quale ha dato inizio alle sue prime sperimentazioni, ha trasferito il suo studio proprio in una ex falegnameria nei dintorni di Monaco di Baviera, ma lo ha al tempo stesso trasformato in una casa laboratorio dove gli spazi abitativi sono mescolati con quelli della produzione.
L’esaltazione del principio di contaminazione tra gli stili, ma soprattutto tra la tradizione e l’innovazione, emergono da questo ambiente in cui è facile per la famiglia Diez – completata dalla moglie Saskia, anch’essa designer ma nel settore dei gioielli, e dai loro 3 figli – rilassarsi ma essere al tempo stesso pienamente connessi con tutto il mondo esterno.

Nel suo laboratorio il designer ha tutta la tranquillità necessaria per realizzare i suoi prototipi, quasi sempre a grandezza naturale, seguendo i suoi principi che sanno essere sia classici e fortemente iconici che più innovativi e contemporanei, ed evitando qualsiasi spreco di materiale.
Sono ormai 10 anni che Stefan Diez ha trasferito qui il suo studio ricreando un nuovo equilibrio tra i tempi da dedicare al lavoro e quelli privati, da condividere con la famiglia: non nascondiamo la nostra ammirazione né una punta di bonaria invidia!

set 10, 2013
Christian

Funzionalità ed arte nella metro di Stoccolma

Nell’arredo urbano contemporaneo una delle caratteristiche che distinguono un lavoro ben riuscito da uno scadente è la funzionalità, e se esiste un popolo che ne conosce l’applicazione dalla A alla Z è senz’altro quello scandinavo, con punte di eccellenza in Svezia.

In una nazione dove la qualità della vita è mantenuta alta anche dalla qualità dei servizi offerti alla popolazione, non stupisce che la capitale, che non raggiunge il milione di abitanti, si sposti quotidianamente ed anche a notte fonda lungo una direttrice di ben 110 km di metropolitana, un servizio urbano del quale una volta constatata l’efficienza, appunto secondo una filosofia orientata al servizio, è stato reso anche accogliente decorando quasi ognuna delle sue 100 fermate con opere d’arte di ispirazione sia classica che contemporanea.

Numerosi gli artisti coinvolti nella realizzazione di affreschi, mosaici ma anche di sculture per delle fermate che sono così diventate anche dei punti di ritrovo, luoghi di aggregazione stimolanti per una cittadinanza che specie nei mesi invernali preferisce ambienti al coperto per ovvi motivi di latitudine.
Uno degli artisti coinvolti è Ulrik Samuelson, sue sono le installazioni nella centralissima fermata del Kungsträdgarden ma anche in tante altre.

In tutte si riflette uno stile ai limiti della psichedelia, con colori accesissimi e sparati che vengono però intervallati da inserti che mescolano anche stili classici, nella ricostruzione degli ambienti che in origine si trovavano in superficie.
Stazioni preziose che sono anche diventate meta dei turisti che visitano Stoccolma, al pari delle altre bellezze della città!

set 6, 2013
Christian

Sperimentazioni di successo sul Lago di Como

Nel distretto comasco, del quale è rinomato il competente coinvolgimento nel settore della lavorazione della seta, ha sede la Dedar, un’azienda a conduzione familiare i cui tessuti sono esportati in tutto il mondo grazie anche alla versatilità delle creazioni, che permette di venire incontro ai gusti più diffusi nei singoli paesi.
Una simile vocazione internazionale ha ad esempio fatto raggiungere all’azienda risultati importanti come la decorazione delle vetrine parigine di Lanvin, e quelle degli allestimenti per il Giubileo di Diamante che ha celebrato i 60 anni di regno di Elisabetta II a Londra.

Caratteristica essenziale della politica aziendale di Dedar è l’apertura alla sperimentazione ed alle nuove soluzioni anche in fatto di materiali, per ottenere tendaggi, tessuti per rivestimenti ma anche carta da parati. L’incessante ricerca coinvolge anche i processi di produzione, che anche se mai tentati prima o addirittura ritenuti impossibili, vengono comunque tentati e spesso con successo, ottenendo prodotti con caratteristiche di lucentezza speciali o in misure prima non disponibili.
Per Dedar è il telaio che deve piegarsi al design adattandosi al risultato che si desidera, e non il contrario.
Artigianato locale ma anche tecniche digitali si danno così una mano a vicenda, ottenendo tessuti a volte “trasgressivi”, perfetti per seguire la trasformazione del gusto nell’arredamento per interni contemporaneo, in cui più stili spesso convivono.

set 3, 2013
Christian

A Cortona convivenza di stili

Se vi trovaste dalle parti di Arezzo tra il 24 agosto e l’8 settembre, vi consigliamo di non perdervi l’appuntamento con Cortonantiquaria, splendida fiera del settore immersa nella bella cittadina toscana.

La nostra segnalazione diventa ancor più calorosa se come noi siete amanti ed appassionati della commistione di stili nell’arredamento, e siete portati a far convivere nelle vostre case elementi dal design più moderno e contemporaneo con mobili di ispirazione più classica.
Oggi questo tipo di fusione è più diffusa di quanto si pensi, ed ha ricevuto impulsi ed approvazioni anche da voci autorevoli del settore arredamento.

Vi raccontiamo questo perchè sempre a Cortona è allestita la mostra parallela CortonaDesign, che si sviluppa attraverso due percorsi: un primo principalmente “educativo”, che mette in mostra grandi classici del design nostrano come la lampada Pipistrello di Gae Aulenti, capolavori che hanno fatto apprezzare i nostri lavori anche all’estero; ed un secondo essenzialmente monografico, dedicato a Marco Lodola, esponente di spicco di una scuola che vuole fondere con ottimi risultati arte e design.
Nel caso del designer pavese, sono molto forti le relazioni proprio con la terra di Toscana, cui ha dedicato numerose opere, e con le sperimentazioni nel campo dell’illuminazione per interni.

 

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